Aranciata San Pellegrino: evoluzione della "clavetta"

Fino al 31 Gennaio “Disegno e Design” al Museo dell’Ara Pacis – Roma

Aranciata San Pellegrino: evoluzione della "clavetta"

Fino al 31 Gennaio 2010 il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospiterà la mostra “Disegno e Design – Brevetti e Creatività Italiani” a cura della Fondazione Valore Italia e voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico per “stimolare la consapevolezza dei visitatori sull’importante patrimonio creativo che caratterizza il sistema produttivo nazionale e ha determinato il fenomeno del made in Italy, ma anche per contribuire alla lotta contro la contraffazione.

Un percorso suddiviso per settori merceologici: arredamento, moda, agroalimentare, trasporti.

Una domanda: come nasce un oggetto? Come si evolve un progetto?
La creatività al servizio della produzione industriale.

Tanti documenti: disegni, progetti, bozzetti, brevetti di modello e di invenzione, filmati, pubblicità, contributi audio provenienti da archivi storici e musei d’impresa, da Rai Educational, da Radio 24 e da altri archivi privati.

Tantissimi prodotti: solo per citare quelli che posso ricordare (alla rinfusa)… la “clavetta” dell’Aranciata San Pellegrino, la moka Bialetti, i cappelli Borsalino, le scarpe Superga, la mitica Vespa, la pasta Barilla, la colla Coccoina, le macchine da scrivere Olivetti, le pentole Lagostina, le stoviglie in acciaio Alessi, il tapis-roulant Technogym, l’indicatore di binario Solari, il ventilatore Marelli, la cucina Not for food Berloni, oltre a macchine per il caffè, scarpe-gioiello, giocattoli, lampade e lampadari, moto, auto, poltrone e divani, e veramente moltissimi altri che ingiustamente non ricordo.

Quattro workshop:
12 novembre 2009 ore 18 – Presentazione del “Codex ADI Centro”
1° dicembre 2009 ore 17 – Ron Arad e Adolfo Guzzini
15 gennaio 2010 ore 17 – Enzo Eusebi
18 gennaio 2010 ore 17 – Paolo rizzatto e Alessandro Sarfatti

Ho visitato la mostra sabato pomeriggio e ne sono rimasta affascinata.
Il percorso non è così chiaramente delineato, ma gli splendidi oggetti provenienti dal passato e dal presente – qualcuno anche “dal futuro” 😉 -, i curiosi bozzetti e brevetti, la meraviglia che è possibile provare durante la visita, sopperiscono a questa piccola sbavatura.
Bellezza e utilità fuse in perfetta armonia, consapevolezza dell’empatia che il brand deve costruire con il consumatore, tutti i sensi sono attivati dagli oggetti “vincenti” del made in Italy, attualissimi perché rispondono a funzioni necessarie nel modo più corretto, così come vuole il vero design (parafrasando Bruno Munari).

Sicuramente da vedere! 🙂

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