Scienze della Comunicazione - amore/odio via gapingvoid.com

Sono laureata in Scienze della Comunicazione

Com’è ben chiaro dalla pagina “I miei studi” di questo blog, a fine 2003 mi laureavo in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza Università di Roma. L’articolo “Studiare comunicazione, in Italia” pubblicato da Gabriele Caramellino su In cerca di Idee, mi ha portato a tornare a riflettere sul mio percorso di studi: su cosa mi ha dato e su cosa ha mancato di darmi.

Scienze della Comunicazione - amore/odio via gapingvoid.comNel 1993, alla fine della terza media, avevo letto della creazione di un nuovo corso di studi universitari a cui era stato dato il nome di Scienze della Comunicazione, un percorso che pareva ai miei occhi porsi l’obiettivo di unire economia, statistica, filosofia, psicologia e studi sui media: niente di troppo umanistico, ma neppure di nettamente economico, una sociologia che appariva, quantomeno a me, molto più pragmatica e legata all’innovazione. Fu amore a prima vista.
Cinque anni dopo facevo parte – non senza difficoltà – dell’ultima “infornata” di studenti “a numero chiuso”.

I miei cinque anni a Scienze della Comunicazione sono trascorsi perseguendo l’obiettivo di strutturare il mio piano di studi evitando tutto ciò che poteva annoiarmi e cercando di assimilare quante più competenze utili alla pratica professionale, nonostante questa non mi fosse del tutto chiara: ho “mischiato” i saperi di quella che veniva definita “Comunicazione di Massa” con quelli di “Comunicazione d’Impresa”, marketing con la psicologia cognitiva, interazione uomo-macchina e sociologia delle comunicazioni…

Dove fu il problema?
All’interno del percorso di studi, anche così delineato, anche dando due esami in più, non è stato possibile “mettere in pratica nulla”: mai fatto un piano di marketing al corso di marketing, mai visto un programma di grafica al corso di grafica… per non parlare del fatto che il corso di lingua inglese non prevedeva nessut tipo di conversazione.

Ho finito gli esami in 3 anni e ne ho dovuti aspettare comunque 5 per poter discutere la tesi: l’unica conseguenza positiva è stata che la mia tesi è stata del tutto sperimentale (sul product placement – era il periodo precedente al Decreto Urbani – non era stato scritto neppure un opuscolo), mi ha portato in giro per festival cinematografici, fatto parlare con produttori e frequentare corsi e laboratori di produzione audiovisiva. Questa è stata in realtà la parte dei miei studi che mi hanno fatto “imparare a lavorare”, ad applicare le conoscenze trasformandole in competenze. Per chiudere il cerchio, non avendo vinto una delle 10 borse Erasmus (per migliaia di iscritti), né una delle due borse di studio per tesi all’estero, mi sono regalata 5 mesi a Oxford “per risolvere anche il problema della lingua“.

Ma creare competenze oltre che conoscenze non dovrebbe essere lo scopo principale degli studi universitari? Quella che chiamiamo “ricerca” non è una caccia alla connessione originale di idee per produrre innovazione e ottenerne, per quanto riguarda il settore della comunicazione, metodologie progettuali e di lavoro al fine di produrre strategie efficienti? Pragmaticamente, qual è la fase in cui chi studia comunicazione dovrebbe imparare a fare un piano di comunicazione?

Ora che sono io ad insegnare è questo che cerco di tener presente ed è sulla trasformazione delle conoscenze in competenze che dovrebbero focalizzare l’istituzione universitaria in generale e il corso di laurea in Scienze della Comunicazione in particolare.

Sono completamente d’accordo con te, Gabriele, “la comunicazione è importante. E studiarla e praticarla bene è un primo passo per poter almeno auspicare un avanzamento generale della società.”

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  3. […] Quando ho terminato l’università ho avuto la sensazione di sapere tante cose, ma di saper fare ben poco, così, per il Corso di Brand Management che ho tenuto quest’anno, proprio come si fa per i Master, ho cercato il più possibile di condividere con gli studenti la teoria non solo spiegandola, ma soprattutto facendola applicare. […]

  4. […] sono nata a Terni, ma orbito intorno a Roma da quasi tutta la vita. Mi sono laureata nel 2003 in Scienze della Comunicazione presso “La Sapienza” con una tesi che metteva insieme due delle mie passioni: il […]

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