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Connettere piuttosto che collezionare: riflessioni a partire da de Kerckhove

Derrick de Kerckhove via nsb.comLeggendo l’intervista di Gabriele Caramellino a Derrick de Kerckhove mi ha colpito molto la rispota a questa domanda:

<<Lei ha elaborato la teoria dell’intelligenza connettiva. Che cosa è?
“I social media arrivati negli ultimi anni mostrano il modo d’essere dell’intelligenza connettiva. Il blog è un esempio tipico di intelligenza connettiva: è espressione dell’intelligenza di un individuo ma si sostiene attraverso la connessione con altri individui. Senza connessione, un blog è una pubblicazione isolata. La connettività si dispiega attraverso il blog, si spiega in maniera diversa ma egualmente affascinante con Wikipedia, si spiega ancora con i motori di ricerca. L’intelligenza connettiva è diversa dall’intelligenza collettiva: nella connettività, l’identità dell’individuo continua ad essere ipertestuale, mentre l’identità collettiva è sommersa nell’anonimato, ad esempio del pubblico della televisione. In rete, invece, c’è la possibilità di rispondere ed interagire tra persone.”

Derrick de Kerckhove paragona ai social media, alla Rete, l’intelligenza connettiva e alla TV l’intelligenza collettiva. Questo paragone mi ha fatto pensare a “Quarto potere” di Orson Welles, a quella collezione infinita che disegna lo skyline della metropoli, alla necessità di accumulare qualsiasi cosa senza poi quasi guardarlo una volta acquisito, un po’ come fanno i media generalisti con il proprio pubblico: non imposrta chi sia, basta che sia tanto e che non si disperda.

Ho sempre collezionato oggetti, di tante tipologie, ma mai per il solo gusto dell’accumularli, sempre e soltanto perché rappresentavano qualcosa di più, soprattutto esperienze: biglietti (di cinema, di teatro, di mostre, di treno o di aereo), ricevute, carte, cartoline, fotografie, illustrazioni e disegni… piccoli oggetti facenti tutti parte di momenti. Per collezionare riflessioni ho iniziato a scrivere questo blog.

Per connettere idee, riflessioni, esperienze, persone, momenti è necessario prima collezionarli, non accumularli, ma riporli con cura e tornarli a osservare quanto più spesso possibile, lucidandoli, cambiando loro di disposizione, guardandoli da punti di vista differenti ed ogni volta cercando di trovar loro un nuovo significato, nuove interazioni che li mettano in relazione con altre idee, riflessioni, esperienze, persone, momenti.

Colleziono per connettere perché ritengo che più sono le connessioni di cui si è capaci in ogni ambito della vita, più ci si può considerare ricchi e felici. La Rete, il web 2.0, i social media e soprattutto i social network aiutano a collezionare per poter creare quante più connessioni possibili.

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Posted on: venerdì, maggio 28th, 2010 by ale

Categorie: design | strategie | web 2.0.

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