Chi l’ha detto che Firenze sia patria esclusiva del Rinascimento? Ho trascorso nella splendida città toscana lo scorso week-end e, oltre a girovagare tra i maestosi quanto famosi monumenti dell’era del “ritorno alla luce”, mi sono dedicata a scoprirne le “nicchie contemporenee”.
In particolare ho avuto modo di gustarmi la bellissima mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus ospitata da Palazzo Strozzi fino al 18 Luglio 2010: un’esposizione molto densa, dall’organizzazione inappuntabile, in cui il visitatore è preso per mano e guidato, grazie ai “pannelli d’autore” di Paolo Baldacci, nella scoperta delle conseguenze portate da ogni pennellata di Giorgio De Chirico:
“I cerchi concentrici della loro influenza si allargarono sempre più nel mondo dell’arte, attenuandosi via via che si allontanavano nel tempo e nello spazio, ma rimanendo ancora percepibili nell’opera di artisti come Balthus.”
Degna di nota anche l’esposizione As soon as possible – l’accelerazione nella società contempornea (sempre a Palazzo Strozzi fino al 18 Luglio 2010) della quale occorre notare innanzitutto la strabiliante attualità della tematica: il tempo fluido che sempre sfugge e mai sembra bastare. Dieci artisti internazionali sono stati chiamati a riflettere sulle tematiche del tempo, della velocità, dell’accelerazione ovvero a proporre la propria controreazione a queste tendenze sociali.
Il tempo è il paradigma di riferimento della società contemporanea, il cui ritmo vitale è scandito dalla pretesa di una costante crescita di produttività e da orari di lavoro sempre più lunghi. [...] La volontà di controllare e ottimizzare ogni attività della propria vita si scontra con la sensazione di una ricorrente mancanza di tempo, il quale diviene quindi bene primario di ciascuno. [...] La mostra creerà un percorso capace di coinvolgere gli spettatori in esperienze spazio-temporali che metteranno in evidenza le contraddizioni della nostra società ‘iper-veloce’.
Oltre a questi luoghi istituzionali legati all’arte contemporanea, Firenze appare costellata da numerose Gallerie che danno spazio ad artisti del XX e XXI secolo più o meno conosciuti. Simili a botteghe e spesso incuneati tra un maestro conciatore e un orafo artigiano, tali spazi espositivi aggiungono la possibilità di guardare e conoscere nuovi approcci all’arte alla già vasta esposizione culturale a cielo aperto fiorentina fatta di palazzi, chiese e monumenti, arricchendo ulteriormente la città di spunti creativi.
Se volete qualche dettaglio sulla Firenze culinaria leggete Pupille e Papille: a cena al “Sasso di Dante”
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Posted on: mercoledì, giugno 30th, 2010 by ale
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