Marchio MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma

Roma e l’arte contemporanea: il MACRO

Continuo la rassegna resa possibile dalle mie “finte ferie agostane” sui luoghi dell’arte contemporanea a Roma: ho iniziato lunedì parlando del MAXXI, ed oggi è la volta del MACRO da me visitato proprio il giorno di Ferragosto.

IL MACRO e IL CIRCUITO “MUSEI IN COMUNE”

Marchio MACRO - Museo d'Arte Contemporanea RomaIl MACRO fa parte del circuito “Musei in Comune“, iniziativa importantissima dal punto di vista comunicativo

L’obiettivo che ha portato alla sua costituzione è la volontà di gestire in maniera coordinata i musei e i monumenti comunali di Roma per favorirne la conoscenza attraverso una ricca offerta di servizi e di proposte didattiche ed educative. Un sistema di biglietterie elettroniche in rete che consente prenotazioni e prevendite anche on line, un call center unificato cui rivolgere qualunque tipo di richiesta di informazioni o di prenotazioni, un’immagine coordinata che aiuta ad identificare i siti del Sistema, campagne di comunicazione e promozione mirate per le singole iniziative ma in cui l’idea del Sistema è sempre presente.

nonché, credo, economico, dato che il circuito offre una molti servizi (come sopra descritto) e promozioni, ad esempio la scontistica prevista per chi si iscrive alla newsletter.

MACRO: L’EX-BIRRIFICIO PERONI TRASFORMATO IN CONTENITORE DI ARTE CONTEMPORANEA

Anche il MACRO, come il MAXXI è stato da poco rinnovato anche se i lavori sono sono ancora giunti ad effettivo completamento: questa struttura museale mi ha sempre particolarmente affascinato, sia perché ho modo di guardarla ogni giorno da quattro anni mentre vado o torno dall’ufficio a piedi, sia perché il complesso è stato ricavato dagli edifici dell’ex-birrificio Peroni e ne conserva tutt’ora in parte l’aspetto. Quest’ultimo particolare fa in modo che entrare nel museo sia un po’ come attraversare un varco dimensionale che porta il visitatore nel ‘900, un passo in un intero secolo di arte e di storia.

Il progetto del MACRO - photo by Alessandra Colucci

Al momento la parte accessibile della struttura appare decisamente lineare e razionalmente suddivisa: grandi stanzoni rettangolari senza dislivelli né sorprese di alcun tipo, eccezion fatta, forse, per i ballatoi che servono ad unire le due ali dell’edificio e che permettono di osservare l’intera struttura architettonica da quel che si percepisce come “un insolito punto di vista”.
Da lassù risulta chiaro e sorprendente che al centro del cortile si apre un enorme lucernario in vetroresina (?) appositamente creato per lasciar curiosare nelle sale espositive sotterranee; da lassù inoltre si possono anche meglio apprezzare le decorazioni in metallo e vetro (?) che adornano la parte interna della facciata principale e incorniciano, componendo una galleria vetrata, il panorama dei tetti del quartire Nomentano dalla parte opposta.

IN ESPOSIZIONE AL MACRO: QUEL CHE HO VISTO IO E CHE MI HA COLPITO

MACROwall: EIGHTIES ARE BACK! LUIGI CARBONI – fino al 17 ottobre 2010

MACROwall: Eighties are Back! è un progetto che si propone di rileggere l’arte italiana degli anni Ottanta: dieci artisti sono chiamati ad esporre una propria opera di quel periodo e una recente messe a confronto sullo stesso muro; allo stesso modo “le opere sono accompagnate da schede redatte da due critici d’arte di diverse generazioni: il più giovane interpreta l’opera storica e viceversa”. Un modo stimolante ed originale per scoprire e riscoprile l’arte e le sue sperimentazioni, nonché l’evoluzione di queste nel tempo.

Di seguito le opere (una in dettaglio e l’altra completa), di Luigi Carboni, Prima Prova e Nero Ombrato, esposte in questi giorni sul MACROwall.

Luigi Carboni - Prima Prova (First Try) 1989 - dettaglio - photo by Alessandra Colucci Luigi Carboni - Nero ombrato (Shaded Black) 2004-2008 - photo by Alessandra Colucci

JACOB HASHIMOTO Silence Still Governs Our Consciousness – fino al 10 ottobre 2010

Letteralmente una “nuvola composta da circa 7.000 aquiloni”. In questo consiste l’opera di Jacob Hashimoto dal titolo Silence Still Governs Our Consciousness, una foresta di riflessioni e sogni sospesi, qualcosa che solo l’esperienza al suo interno può farvi completamente comprendere. Un tipo di percezione difficile da descrivere.

Jacob Hashimoto - Silence still governs our consciousness - photo by Alessandra Colucci

Qui tutte le mostre in corso

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  7. […] a Roma visitati durante le mie “finte ferie agostane”. Prima il MAXII, poi in MACRO e ora il Museo dell’Ara Pacis, una delle mie realtà espositive preferite nel contesto della […]

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