Museo dell'Ara Pacis di Roma

Roma e l’arte contemporanea: il Museo dell’Ara Pacis

Terzo post sui luoghi di arte contemporana a Roma visitati durante le mie “finte ferie agostane”. Prima il MAXII, poi in MACRO e ora il Museo dell’Ara Pacis, una delle mie realtà espositive preferite nel contesto della capitale.

Museo dell'Ara Pacis di RomaIL MUSEO DELL’ARA PACIS E I “MUSEI IN COMUNE”

Anche l’Ara Pacis, come il MACRO, fa parte del circuito Musei in Comune, “un insieme estremamente diversificato di luoghi museali e siti archeologici di grande valore artistico e storico” che si sono consorziati al fine di creare un unicum, sia in termini di identità visiva, sia rispetto ai servizi offerti: biglietterie elettroniche per le prenotazioni online, call centre unificato, campagne coordinate per la comunicazione e la promozione delle singole iniziative, newsletter e scontistiche varie.

LA STRUTTURA MUSEALE INTORNO ALL’ARA PACIS

Molte le polemiche nate quando, “ad un esame dell’altare eseguito negli anni Novanta, le sue condizioni erano risultate così preoccupanti da spingere l’Amministrazione Comunale a prendere un impegno tanto importante: sostituire la teca basata su un’idea Morpurgo nel 1938 perché del tutto insufficiente a proteggere il prezioso monumento di età augustea dalle polveri, dai gas di scarico, dalle vibrazioni, dagli sbalzi di temperatura e di umidità, e musealizzare l’Ara Pacis secondo i più moderni criteri di conservazione“. Altrettante nel momento in cui, qualche anno fa, Alemanno ha ipotizzato di smantellare la teca.

A mio avviso la struttura creata per accogliere e proteggere il monumento di età augustea mantiene un giusto equilibrio tra l’antico e il contemporaneo, lasciando che l’Ara “respiri” la luce del sole e il verde degli alberi senza essere sottoposta ai rumori e gas di scarico del lungotevere (e senza, dunque che lo spettatore ne sia disturbato): la luce naturale filtra dai 500 mq di cristallo delle enormi vetrate a tutte le ore del giorno e permette di ammirarne le preziose decorazioni, il tutto in un contemplativo silenzio.

La struttura al suo interno, oltre alla sala dedicata all’enorme monumento, comprende: l’ingresso-reception, il bookshop, una sala contenente l’esposizione permanente dedicata al monumento stesso, uno spazio dedicato alla didattica spesso allestito come area-laboratorio per permettere ai più piccoli di creare le proprie opere, una sala conferenze e dei locali che di volta in volta vengono allestiti con la mostra itinerante o l’esposizione temporanea di turno. All’esterno l’accogliente scalinata che permette una meritata sosta ai turisti e la fontana che tutto rinfresca e rallegra.

IN ESPOSIZIONE ALL’ARA PACIS: QUEL CHE HO VISTO IO E CHE MI HA COLPITO

Rispetto ad altre location romane, si può dire che al Museo dell’Ara Pacis io “sia di casa”.
In questo blog avevo indirettamente parlato del Museo dell’Ara Pacis in occasione della mia visita alla mostra Disegno e Design e della conferenza stampa di presentazione di Cortina InConTra estate 2010, ma in realtà sono stata ospite di tale struttura anche in occasione della mostra antologica su Bruno Munari e di quella intitolata Alessandro Mendini. Dall’infinitesimo all’infinito.

Tullio Pericoli. Lineamenti. Volto e paesaggio – fino al 26 settembre 2010

Tullio Pericoli - volto di Samuel Beckett e dettaglio di un paesaggio messi a confronto - by Alessandra Colucci

Olii e disegni realizzati da Tullio Pericoli tra il 2007 e il 2010: “i volti dei personaggi sono accostati ai paesaggi in un dialogo di segni, colori e tratti. Colori, materici, bruni, ocra, sfumature di grigio scabro che scavano canali, solchi incisi come tagli”. I segni del tempo e del vento sono gli stessi sul viso di un uomo e sul crinale di un monte: la natura tratta tutti allo stesso modo.

Interessante la ricerca tematica di Pericoli sulla “bellezza del mondo” trasformata in pittura, interessante ancor più per la sua particolare tecnica esecutiva di Pericoli che graffia la tela e produce solchi con il pennello nel rappresentare le cicatrici dei volti come dei colli, per permettere a chi osserva le sue opere di leggere tutti gli “strati” dello sguardo di un uomo.
Beckett, Saviano, Pasolini, e molti altri i suoi soggetti. Nessuna donna tra i suoi ritratti, chissà perché.

La nota negativa è stata che la mostra non era all’altezza di quelle accolte in precedenza dallo stesso spazio espositivo: troppo focalizzata sul tema e poco sull’autore, mi è sembrata troppo breve per capire Pericoli e troppo lunga per non risultare un po’ ripetitiva. Molto più interessante il catalogo, ma allora perché non ampliare o diversificare l’esposizione?

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  1. Venezia vol. ha detto:

    […] 2.0 – le mie strategie per vacanze brevi e low cost – Quattro giorni da turista a Madrid – Roma e l’arte contemporanea: il Museo dell’Ara Pacis – Roma e l’arte contemporanea: il MACRO – Roma e l’arte contemporanea: il MAXXI – Firenze […]

  2. […] appuntamento “(Ri)facciamoci una cultura” è fissato per mercoledì 13 aprile alle 18:30 presso l’Auditorium dell’Ara Pacis. L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti). Tenetevi aggiornati attraverso gli […]

  3. […] alle 18:30, mentre il terzo appuntamento “L’Italia che vorremmo” è fissato per venerdì 25 marzo alle 17:30 presso l’Auditorium dell’Ara Pacis. L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti). Tenetevi aggiornati attraverso gli […]

  4. […] secondo appuntamento “Uno, Nessuno, Albertazzi” è fissato per lunedì 21 marzo alle 18:30 presso l’Auditorium dell’Ara Pacis. L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti). Tenetevi aggiornati attraverso gli […]

  5. […] il via in febbraio appunto a Roma, nell’auditorium e sulla gradinata monumentale dell’Ara Pacis. Un modo per estendere la formula collaudata negli anni a Cortina dal contesto rilassato delle […]

  6. […] 2.0 – le mie strategie per vacanze brevi e low cost – Quattro giorni da turista a Madrid – Roma e l’arte contemporanea: il Museo dell’Ara Pacis – Roma e l’arte contemporanea: il MACRO – Roma e l’arte contemporanea: il MAXXI – Firenze […]

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