Ero già stata a Madrid, città bellissima che riempie tanta parte dei suoi grandi spazi con palazzi storici dalla bellezza sconcertante e musei dalle collezioni d’arte strepitose, ma molti anni fa, e il prezzo del volo Ryanair mi ha del tutto convinto a “rinfrescare i ricordi” di una città che ho sempre ritenuto splendida.
Visto che 3 viaggi voleva dire puntare sulla quantità, ho prenotato voli low cost e alberghi non certo di lusso, ma che avessero feedback positivi su più di un sito web e fossero più centrali possibili: quando sono in vacanza adoro girare il più possibile a piedi per osservare come cambiano città e panorami a seconda della zona che si attraversa.
Ho trovato queste caratteristiche nell’Hostal Santillan: centrale, camere con bagno privato, buona reputazione per quanto riguarda servizio e, soprattutto, pulizia. Niente colazione inclusa, ma macchinetta per bibite calde [nda il caffè per me era imbevibile ma non si può avere tutto!
] e fredde in reception: meglio così!
Devo dire che ha mantenuto alla grande tutte le sue promesse, in special modo quelle relative alla pulizia (fondamentale): di certo non avevamo un gran panorama (la finestra della nostra camera dava sul cortile interno), ma per dormirci era l’ideale, molto tranquillo e silenzioso nonostante la vita notturna della Gran Via resa ancora più convulsa dalla festa per i suoi 100 anni che cadeva proprio nei giorni del mio viaggetto.
Lo so, è una catena multinazionale, ma impossibile resistere, soprattutto alle mille tipologie diverse di pane che già dalle forme pregusti con gli occhi come sublimi bontà, senza contare il potervi aggiungere marmellate e creme prelibate. Colazioni fantastiche (stendendo sempre un velo pietoso su chi ama l’espresso, meglio il caffèlatte!).
Vere e proprie esposizioni di Jamon Serrano e altre centinaia di affettati e formaggi da gustare “al sacco” o comodamente seduti nelle attrezzate sale interne. Indimenticabile e perfetto per un pranzo al volo quando non si vuole perder troppo tempo tra una mostra e l’altra e si vuole conservare l’appetito (ma anche preservare il budget, perché no) per una cena rilassante.
I primi due sotto i portici di Plaza Mayor, luogo in cui passare assolutamente una serata; il terzo in una traversa della Gran Via (dritto di fronte all’Hostal Santillan, dato che pioveva!
). Tutti e tre ristoranti molto gustosi:
Il primo giorno a Madrid, complice la sveglia alle 3:30 del mattino e il viaggio in aereo, la decisione è stata quella di fare una lunga passeggiata con soste ripetute nei parchi cittadini.
Dopo aver risalito la Gran Via sino a Plaza de España, un bel girovagare per Parque de la Montaña oservando i tetti cittadini e il Templo de Debod. Da lì la passeggiata è continuata verso e dentro Campo del Moro, parco successivamente “circumnavigato” alla volta del Palacio Real e della Catedral de la Almudena per poi passare attraverso i Jardines de Sabatini e infine virare verso Plaza Mayor giusto in tempo per dare un’occhiata alla festa argentina che si stava svolgendo giusto al centro del piazzale e scegliere il ristorante in cui cenare.
Passaggiando per la Gran Via alla volta del Museo del Prado la stampa dell’esposizione dal titolo México Ilustrado non si poteva non notare sulla porta dell’Istituto Cervantes. Entrando, l’atmosfera dalla luce soffusa non faceva altro che aumentare la curiosità. L’allestimento dalle grandi stampe in bianco e nero, i circa 400 tra libri, riviste e manifesti esposti, lo spazio creato per consultare alcune delle opere, faceva il resto e gratificava chinque avesse deciso di entrare a “dare una sbirciatina”.
Sul maestoso Museo del Prado non ho in realtà molto da dire se non che visitarlo e girovagare tra le opere spagnole e di molte altre nazioni europe, opere create tra il 1100 e il 1800 da acuni artisti tra i più grandi : Raffaello, Goya, Greco, Tiziano, Tintoretto, Rembrandt, Rubens, Velázquez… solo per fare alcuni nomi e portarvi a immaginare quel che vuol dire guardarsi intorno. Come probabilmente sapete se non siete nuovi su questo blog, prediligo altro tipo di arte, più recente, ma l’arricchimento che si trae guardando qualsiasi tipologia di arte è grande e coglierne l’opportunità è sempre un beneficio.
Il Parque del Buen Retiro appare come incantevole labirinto di aiuole e piante e laghetti che offre una gradevole atmosfera di relax per chi vuole leggere, riflettere, camminare o fare jogging. Il parco “nasconde” al suo interno anche due strabilianti sorprese: il Palacio de Velázquez e il Palacio de Cristal.
Entrambe le strutture pare dipendano dal Museo Reina Sofia (tanto che visitarle prima dell’immenso centro d’arte dà diritto all’ingresso gratuito a quest’ultimo) e sono location ideali per esposizioni di artisti contemporanei tutti da scoprire, come la personale di Miralda, De gustibus non disputandum.
Interessantissima soprattutto la parte relativa all’archivio della foodcultura.
Entrare (nuovamente) nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia è stata una rinnovata emozione, sempre uguale e sempre diversa: la collezione permanente - che, tra le altre, comprende Guernica di Pablo Picasso (l’opera in assoluto che mi crea più emozioni al mondo) – e le esposizioni temporane rapiscono completamente ogni appassionato o studioso di arte contemporanea. I corridoi e i saloni del museo contengono di tutto, anche ben 3 Merda d’Artista.
La mia scoperta al Reina Sofia è stato Hans-Peter Feldmann che, non conoscevo ed ho ribattezzato “il collezionista”: guardate le sue opere prima di chiedermi perché.
Nuvole, scarpe, abiti, pane… ma anche fragole, prime pagine da tutto il mondo di quotidiani datati 12/09/2001, impronte… tutto è collezione, tutto è sapientemente connesso a mille significati captabili.
Impressionanti anche le collezioni e le esposizioni dei privati:
Non credo che i ricordi di Madrid potranno nuovamente sbiadire, comunque non correrò il rischio e tornerò ancora ad ammirarla. E voi? Ci siete stati? Avete avuto esperienze simili alle mie o contrastanti? Sono curiosa!
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Posted on: lunedì, ottobre 11th, 2010 by ale
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