"Una cosa divertente che non farò mai più" un libro di David Foster Wallace

Una cosa divertente che non farò mai più – ovvero – Il mio secondo libro di David Foster Wallace

"Una cosa divertente che non farò mai più" un libro di David Foster Wallace

Durante il mio viaggio a Madrid, ho letteralmente divorato, il mio secondo libro di David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più: già dopo la lettura del mio primo DFW avevo deciso di dedicarmi alla lettura di tutta la produzione letteraria di questo autore ed ora ne sono convinta più che mai.

Una cosa divertente che non farò mai più è in realtà la versione integrale di un articolo che Wallace scrisse nel 1995 per la rivista Harper’s come resoconto di una sua esperienza 7nc, richiestagi e pagatagli dalla rivista stessa [per chi non lo sapesse la 7nc è una crociera di “7 Notti ai Caraibi” che lo scrittore fece a bordo della Zenith, nave di proprietà della Celebrity Crociere].

Durante questo viaggio “obbligato” David osserva e prende appunti, mentalmente o letteralmente (utilizzando tra l’altro qualsiasi mezzo, persino un evidenziatore a punta grossa giallo per scrivere su un tovagliolo), riguardo ogni minimo dettaglio. David colleziona, connettendoli alla sua personalissima esperienza, sguardi, gesti, gerghi linguistici, capi di abbigliamento, situazioni, emozioni, silenzi, paure, suppellettili, luoghi, attività, brochure, time management… qualsiasi cosa che attragga la sua famelica curiosità, dunque praticamente tutto.

7 notti e 8 giorni di viaggio, 7 giorni e 8 notti in mare che gli fanno scrivere “Ho imparato ad aver il piede marino e ora mi piacerebbe anche perderlo”, il reportage dell’unico adulto senza macchina fotografica presente sul transatlantico, lo stesso che ha saputo ricreare a parole le fotografie sicuramente più belle… compresa quella del water della sua cabina:

“[…] Ma tutto questo è niente rispetto al water, affascinante e potenzialmente diabolico, della mia cabina. Connubio armonioso di forme raffinate e vigorosa funzionalità, corredato di rotoli di carta così soffici che non presentano le perforazioni per lo strappo, il mio water è sormontato da questo avviso:

QUESTO WATER È DOTATO DI SISTEMA DI SCARICO AD ALTO TIRAGGIO.
SI PREGA DI NON GETTARE NIENT’ALTRO CHE RIFIUTI ORDINARI E CARTA IGIENICA.

Lo scarico del water produce un rumore breve ma traumatico, una specie di gorgoglio in si alto tenuto, tipo disturbo gastrico su scala cosmica. Insieme a questo rumore arriva una suzione così impressionante e potente che fa paura e allo stesso tempo dà uno strano senso di conforto – i vostri escrementi più che rimossi sembrano risucchiati, e risucchiati a una velocità tale che vi fa pensare che vadano a finire in un luogo così lontano che diventano immediatamente un’astrazione, una specie di scarico ad alto tiraggio esistenziale.”

Basta, non aggiungo altro: dovete leggerlo! 😉

P.S. Ho da poco iniziato il mio terzo DFW, poi vi dico, ma promette benissimo! 🙂

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