Il mio taxi

Lo sciopero non ha prezzo, per il taxi c’è MasterCard (con qualche sforzo)

Ieri mattina, per andare dal centro di Roma alla sede di IED Master in Via Casilina 57, dato lo sciopero dei mezzi pubblici, ho dovuto prendere il mio primo taxi “no cash”: avevo tentato altre volte l’impresa, ma le lunghe discussioni sorte in seguito alla mia richesta “posso pagare con carta?” erano terminate sempre con un prelievo al bancomat, stavolta ho tenuto duro! 😉

Premessa: avevo anche un pacco com me

Il mio taxi

Fase 1: capire qual è il tuo taxi

Avvicinandomi a uno dei taxi parcheggiati in una non ben definita fila chiedo “Chi è il primo?”.
Il tassista fissa il pacco che trascino su un carrellino portabagagli con un po’ di fatica e senza assolutamente rivolgere a me il suo sguardo, e senza pronunciare alcuna parola, estrae dalla tasca con lentezza bradipica il suo dito indice che si srotola lento verso unn punto non proprio definito: devo ancora capire se il pacco fosse per lui fosse qualcosa da bramare o da temere… non era mica così grosso né pesante!
Dopo tre o quattro passi nella direzione indicata dal pigro vettore dalle unghie smangiucchiate, un altro tassista fa un cenno del capo verso un altro punto ed io alla fine lo individuo: è lui “il primo”!

Fase 2: la trattativa

“Buongiorno, è lei il primo?” chiedo, per averne la certezza. Cenno del capo da su a giù e poi su di nuovo: è un sì!
“Posso pagare con la carta?”. Silenzio.
Gli occhi si sgranano, la pelle del viso si tende, le orecchie sembrano indietreggiare: è stupore.
Le spalle si contraggono, le mani mostrano i palmi, le braccia si tendono: è sulla difensiva.
Poi parla. “Speriamo che siano almeno 6/7 euro… dove va?”. Mi guarda sbiego, il suo sguardo suggerisce di pensare bene alla risposta da dare, ho la percezione che uno dei suoi indici sia rivolto verso il pacco come per aggiungere “Ricordati che hai anche quello con te, eh!”.

“Via Casilina… (il volto del tassista si inizia a distendere)… 57, grazie!”.
“Non ho contanti” aggiungo, istintivamente, per scusarmi, quasi imbarazzata… eppure lo so che lo sto pagando lo stesso…
Il capo del tassista si piega da un lato, gli occhi si socchiudono, l’espressione è quella di chi non è del tutto soddisfatto, ma ci può stare.
Sorrido, per distendere l’atmosfera.
Il tassista non può fare a meno di ricambiare: alla fine sono una ragazza, giovane, di aspetto piacevole, gentile… devo averlo convinto.
Mi avvicino al bagagliaio per riporre il pacco. Lui mi aiuta.

Fase 3: partenza, arrivo e pagamento

Salgo dietro, ripeto l’indirizzo e si parte.
Il viaggio passa tutto in silenzio con una gradevole musica soft in sottofondo.
Arrivati all’inizio della Casilina solo un breve scambio per definire in dettaglio dove dovrà farmi scendere (la foto è stata scattata a un’euro dall’arrivo, senza che il tassista se ne accorgesse).
Il taxi si ferma nel punto concordato allo scattare di 9,50 euro.
Il tassista prende il POS dal portaoggetti (nascosto?), lo accende, io porgo la mia Carta Prepagata MasterCard PayPass: 9,70 euro.
Digita 10 euro (arrotonda) e spegne il tassametro.

Io ho l’ardire di chiedere la ricevuta. Mi guarda malissimo.
Non dice nulla. Fa una pausa. Io non dico nulla.
Cede e prende il taccuino delle ricevute e inizia a scrivere dandomi le spalle, col broncio.
“Intanto prendo il pacco dietro…” inizio a dire “Così non perdo altro tempo…” finisce lui.
Poi mi guarda, pentito, ma non riesce a rimangiarsi quella mezza frase.
Io scendo, apro il bagagliaio, estraggo il pacco sul carrellino, chiudo il bagagliaio.

Fase 4: i saluti

Mi giro a prendere la ricevuta e incrocio lo sguardo contrito di lui. “Buona giornata!” sorrido, per rassicurarlo, ma credo di averlo fatto sentire peggio perché non ho mai smesso di essere gentile e lui sa di non aver ricambiato. Lui abbozza un sorriso triste e un “altrettanto” biascicato a mezza bocca. Mi è dispiaciuto per lui… ma non mi sentirò in colpa per aver chiesto epayment e ricevuta?

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