data + design = infographic

Information & data visualization

In cosa consiste l’informazione?
Difficile rispondere a questa domanda perché dipende moltissimo dal contesto in cui l’informazione viene espressa e come: spendiamo tutta la la nostra vita a dare forma alle informazioni a seconda delle necessità e ai contesti comunicativi, ma è sempre vero e verificabile che non è il mezzo a fare l’informazione, bensì il messaggio.

Information from MAYAnMAYA on Vimeo.

Chiarita la necessità della comunicazione per permettere all’informazione di esistere, come si può rendere più chiaro il messaggio, soprattutto quando si presenta sottoforma di dati? Innanzitutto comprendendone il significato, trasformandolo in una storia da raccontare e condividendo tale storia.

Una delle più interessanti modalità di condivisione consiste ultimamente nel data visualization dove i dati incontrano il design e si traformano in infografiche. Dati resi ancora più chiari ed espiciti attraverso l’utilizzo dei colori [es. per visualizzare le correlazioni], delle grandezze [specialmente per mettere in evidenza le quantità], degli orientamentie di alcuni effetti visivi: il potere del design può essere utile a comunicare qualsiasi informazione quali processi, gerarchie, anatomie, cronologie… e il messaggio risulta espresso al meglio quanto si più facilmente in grado di condividerlo.

The Value of Data Visualization from Column Five on Vimeo.

E voi, che ne pensate?

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4 commenti
  1. Lavinia Pucci
    Lavinia Pucci dice:

    Il tuo post mi ha stimolato delle riflessioni su alcuni punti, magari da approfondire: innanzitutto l’elemento narrativo, che rappresenta una modalità rassicurante per la predisposizione naturale che abbiamo di apprendere informazioni mediante questa configurazione di interazioni e mi pare un aspetto importante e strategico per la comunicazione del messaggio.

    Anche la suggestione del colore e i richiami alla “buona forma” e alle leggi della Gestalt nelle infografiche, che sono in grado di indirizzare la percezione su target stabiliti e di rendere chiara la visione d’insieme dell’informazione, direi che sono fondamentali perché permettono una condivisione migliore.

    Aggiungerei inoltre, sempre molto conquistata dal materiale di supporto che proponi nei tuoi interessantissimi articoli, la modulazione e l’espressività della voce narrante, nell’esposizione di un messaggio, perché mi pare abbia molta importanza nel creare connessioni creative tra i vari elementi.

    Complimenti come sempre!

  2. ale
    ale dice:

    Ciao Lavinia,
    innanzitutto grazie per aver voluto condividere qui le tue riflessioni. Mi trovo pienamente d’accordo con quanto scrivi: storytelling, colori, forme e tipologia di narrazione sono sicuramente elementi imprescindibili della buona comunicazione del messaggio. Basti pensare a quanto poco memorizziamo di un argomento che – seppur interessante – viene espresso in modo noioso o privo di una chiara logica “narrativa”.

    Tanto per fare un esempio banale. A volte capita di partecipare a incontri o convegni in cui la condivisione di dati e la descrizione di esperienze e situazioni viene veicolata attraverso slides stracolme di testo e prive di qualsiasi appeal visivo che vengono lette con tono monocorde dal relatore: può essere anche l’argomento più interessante del mondo, ma di quel tipo di relazione non ci resterà nulla e avremo una terribile voglia di fuggire. Quando invece siamo di fronte a un intervento il cui oratore è capace di creare partecipazione ed empatia attraverso il suo discorso, che supporta le sue parole con belle immagini esplicative o metaforiche, video, concetti chiave racchiusi in poche slides, allora più probabilmente ci sentiamo stimolati a nostre riflessioni, abbiamo voglia di approfondire e far domande, le suggestioni apprese e memorizzate ci seguono per giorni e portano evoluzioni creative spesso insperate dei concetti appresi.

    A mio avviso la sostanza è fondamentale, ma la forma nelle sue molteplici variabili le consente di chiarirsi e ottendere l’attenzione che merita. 🙂

  3. Lavinia Pucci
    Lavinia Pucci dice:

    Grazie per la risposta accuratissima! Concordo anch’io sull’importanza delle capacità personali di affabulazione, coinvolgimento e attivazione di processi cognitivi che lasciano, nel tempo, tracce sostanziali nella memoria.

    E quel tuo focalizzarti sulla “forma nelle sue molteplici variabili”, direi che rende bene l’idea di quanto vaste siano le possibilità di amplificare la percezione delle informazioni, fino a una sorta di meta-forma che riassume in sé, appunto, tutte le variabili.

    Credo che le occasioni per riparlarne non mancheranno! 🙂

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