Dall’esterno il Cenacolo del Pescatore appare un po’ scostante, con il suo grande e pesante portone chiuso che gli conferisce un alone di mistero difficile da interpretare, ma oltre la soglia un avvolgente calore pervade ogni cosa: il lusso degli arredi è tanto ricercato quanto discreto, adatto all’abito da sera come a una mise casual; le luci soffuse, i lampadari a candelabro, le opere d’arte in mostra, le forme e le nuance rendono allegramente sussurrata l’atmosfera; la gaia cortesia del personale, impeccabilmente elegante e sorridente, contribuisce al relax del cliente neanche si fosse entrati in una SPA.
In questo contesto splendidamente ovattato ci si accomoda a uno dei tondi tavoli e ci si prende del tempo per leggere il rotolo di pergamena su cui è riportato il menu, piacevolmente disperati dal dover fare una scelta. Ma per ridurre ancora una volta al minimo lo stress, se pur positivo, il Cenacolo propone due soluzioni: il “viaggio in tre portate” e il “viaggio in cinque portate”, ovvero due possibilità di degustazione, ovviamente a sorpresa [occorre solo comunicare se c'è qualcosa che si preferisce non mangiare].
La degustazione al Cenacolo del Pescatore non è un “viaggio” solo per retorica, è un’esperienza totalizzante vissuta in una dimensione parallela in cui palato e sguardo si perdono in un mix di sperimentazione e tradizione che lascia strabiliati.
Il mio “viaggio in cinque portate” è iniziato dall’attesa: può sembrare sconcertante, ma è così. Insieme all’acqua naturale e al Rosè Messidoro delle Fattorie di Piazzano, scelti per “innaffiare” la cena, aspettando che i piatti fossero pronti, è stato servito un delizioso “Gambero Filato” dall’aspetto simile a un piccolo fuoco d’artificio fritto e uno shot colmo di “Vellutata di Carciofi” dal sapore così intenso da far riflettere, resa ancora più interessante grazie al petalo di carciofo croccante che vi era stato posto nel mezzo.
Il viaggio vero e proprio è iniziato successivamente e mi ha fatto comprendere come doveva sentirsi Alice appena approdata nel Paese delle Meraviglie:
Non credo di poter aggiungere altro, è difficile descrivere cosa si provi mentre si masticano e assaporano tali delizie, ovvero come ci si senta dopo. Posso solo dire che è uno dei casi in cui mangiare arricchisce e amplia la propria visione della realtà.
P.S. purtroppo il sito web del Cenacolo del Pescatore non rende giustizia né alla location, né alla sua cucina. Prendetelo solo come fonte di informazioni.
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Posted on: venerdì, aprile 20th, 2012 by ale
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