Uso del cash in Europa

#nocashday12 the day after

Mercoledì sono stata alla conferenza stampa di presentazione del No Cash Day curandone lo streaming su Twitter e ieri, da brava ex no cash weeker, sono stata tutto il giorno senza usare monete e banconote [e in astinenza da caffeina O.o]. Ricapitoliamo…

Dal comunicato stampa:

NO CASH DAY™ 2012
Il 21 giugno la seconda edizione della giornata contro il denaro contante.
Gli italiani favorevoli e pronti a usare sempre più la moneta elettronica.

[… Il] No Cash Day™, il primo evento internazionale dedicato alla riduzione del denaro contante e alla promozione dei sistemi di pagamento elettronico […] che si avvale del patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ Assessorato Industria, artigianato, edilizia e cooperazione della Regione Lombardia, è stato lanciato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano presso la Regione Lombardia a Palazzo Pirelli. Sono intervenuti:
Andrea Gibelli – Vice Presidente Regione Lombardia
Renato Mannheimer – Presidente ISPO
Stefano Calderano – CEO Jusp
Dave Birch – Director Hyperion (Londra)
Geronimo Emili – Ideatore No Cash Day™

Nel corso dell’incontro, coordinato e moderato da Geronimo Emili, è stata presentata la ricerca ISPO: Cash? No grazie. Sempre più italiani tradiscono il contante.
Renato Mannheimer, sociologo e saggista italiano, oltre che presidente Ispo, ha introdotto gli interessanti risultati di un sondaggio, condotto appositamente per No Cash Day™, su un ampio campione di 800 individui, rappresentativo della popolazione italiana internauta, stratificato per quote di sesso, età e macroarea geografica.
L’atteggiamento degli italiani nei confronti della moneta elettronica e del suo utilizzo ha riservato grandi sorprese: il 96% degli intervistati dichiara di possedere una più carte di pagamento, ma solo il 57% di essi le utilizza frequentemente. Nonostante questo, circa l’80% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza favorevole ai sistemi di pagamento elettronico, con un interessante picco rappresentato dagli over 55enni che esprimono grande favore nel 66% dei casi.

Andrea Gibelli, Vice Presidente Regione Lombardia, ha parlato della valuta complementare, quella particolare moneta con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale solitamente su base volontaria e territoriale. I dati raccolti dicono che la conoscenza di questo tipo di valuta è diffusa nel 57% degli intervistati, soprattutto tra gli utilizzatori frequenti delle carte di pagamento e che quasi due intervistati su tre sarebbero disposti ad utilizzarla.

Stefano Calderano ha quindi presentato JUSP, il device italiano per i pagamenti elettronici che ha scelto il giorno contro il denaro contante per la sua prima apparizione mondiale. Si tratta di un dispositivo in grado di rivoluzionare integralmente mercato e prospettive per i suoi standard di sicurezza unici al mondo: il device si applica al proprio smartphone attraverso l’entrata audio trasformandolo a tutti gli effetti in un vero e proprio pos garantendo il massimo livello di sicurezza possibile. Due le differenze che lo rendono tecnicamente unico nel suo genere: un tastierino numerico integrato per poter digitare il proprio PIN di sicurezza e la possibilità di utilizzo con la quasi totalità di smartphone nel mercato, non solo quelli a fascia alta.
Jusp comincia quindi il 21 giugno 2012 la sua fase “beta test” offrendo dispositivo gratis e “zero commissioni” sulle transazioni per un intero anno ai primi 200 iscritti al sito www.jusp.com. Si tratta di in lancio unico nel suo genere che rientra nelle logiche della piena collaborazione tra utente e azienda, dove il dialogo è elemento fondamentale per innovare.

Una prospettiva globale del settore dei pagamenti elettronici l’ha offerta l’intervento di Dave Birch, inventore del Digital Forum di Londra, definito da The Telegraph come “Uno dei maggiori esperti mondiali in materia di moneta digitale” e creatore di Consult Hyperion, società londinese che fornisce supporto specialistico di consulenza in tutto il mondo alle aziende leader nei sistemi di pagamento e ai principali governi e organizzazioni internazionali tra cui l’OCSE. Dave ha raccontato come entro il 2050 l’utilizzo del contante diventerà un’attività assolutamente minoritaria, in quanto le operazioni no cash registrano un tasso di crescita annuale del 6% per cento in Europa e del 5% nel Nord America.

Uso del cash in Europa

Con circa un miliardo di banconote create, distribuite, ritirate e distrutte ogni anno, la produzione e il trasporto sicuro delle stessa rappresenta un affare costoso ed ecologicamente oneroso a carico del contribuente. La lettura dei dati mondiali ci dice che, invece, nei prossimi cinque anni, pur riducendosi il numero delle transazioni in contanti a un ritmo del 2,3 per cento all’anno, il cash resterà comunque il metodo di pagamento predominante, continuando a rappresentare il 63% dei 414 miliardi di pagamenti che verranno effettuati nel 2014.

[… Ieri si è tenuto a IED il ] “#Nocashday12”: un dibattito aperto alle diverse discipline della comunicazione per discutere come si può comunicare al pubblico il passaggio dalle abitudini d’uso del denaro contante alle soluzioni digitali. La discussione prende spunto dai lavori di tesi di otto studenti iscritti al terzo anno del corso triennale in Comunicazione Pubblicitaria della scuola di IED Visual Communication di Roma, coordinati dal Direttore Luigi Vernieri e dal docente Franco Zeri, che hanno dedicato la propria tesi al No Cash Day. Un confronto aperto dove erano presenti, oltre ad alcuni studenti anche Giuliana Abbate, Corporate Communications Manager – Italy&Greece di MasterCard, Geronimo Emili, ideatore e organizzatore del No Cash Day™ e Franco Zeri, Docente IED. L’incontro è stato oggetto di uno streaming live su Twitter sotto l’ashtag #nocashday12 durante il quale sono state illustrate anche alcune immagini e video delle tesi realizzate.

Ho seguito entrambi gli eventi ed ho imparato ancora nuove cose. Per esempio che non sono solo le banche a poter gestire pagamenti elettronici o virtuali: esistono già diverse monete complementari, tipologia di denaro che può essere di supporto al rilancio dell’economia in alcune zone specifiche; anche la carta-punti del supermercato o la vecchia raccolta-punti del Mulino Bianco di turno, sono da considerarsi tra i pagamenti cashless; strumenti come Jusp che permettono pagamenti via mobile possono contribuire alla diminuzione dei costi dei pagamenti elettronici sostituendosi al POS e chiedendo minori commissioni sulle transazioni senza diminuirne la sicurezza.

Ho imparato anche che tanti internauti sarebbero favorevoli a un aumento della possibilità di pagare cashless e mi è stato ribadito chiaramente che spesso si usano poco i supporti digitali di pagamento solo perché la loro comodità è messa in dubbio dalle difficoltà oggettive che in Italia ancora si riscontrano rispetto ai piccoli pagamenti legati – ad esempio – all’acquisto del caffè al bar o alla macchinetta in ufficio.

Per me il vantaggio più grande che la diffusione di transazioni no cash può portare all’Italia, dati i suoi problemi, rimane comunque legato alla facile tracciabilità delle movimentazioni in denaro che contrasta gran parte delle attività illegali, e per questo il No Cash Day per me rimane un’ottima iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di ampliare le possibilità di scelta di ogni individuo e migliorarne lo stile di vita cosicché non ci debba più essere chi dice:

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