PBDay ovvero Personal Branding Day - marchio

Personal Branding Day: il resoconto dell’evento dal mio punto di vista

Il Personal Branding Day ha visto la sua prima edizione venerdì 6 luglio 2012, ma per me è iniziato il 7 novembre 2011, quando ho ricevuto un’email di gruppo da Stefano Principato che proponeva di organizzare una giornata per divulgare una corretta cultura del personal brand, vittima di misunderstanding e pseudo-esperti.

Dopo 10 minuti ero al telefono con Ilaria Legato, “vittima” del primo piano strategico di personal branding del Master IED in Brand Management che coordino [dunque sensibile all’argomento] e direttrice del triennale IED Management Lab [un potenziale partner?]. Con Ilaria ci siamo capite subito, dopo una veloce chiacchierata avevamo già un progetto: avrei coordinato una tesi che si sarebbe occupata di valutare ed eventualmente strutturare un’ipotesi di format di evento imperniato sulla divulgazione e l’approfondimento del concetto di marca personale, IED Management Lab ne avrebbe supportato la realizzazione mettendo a disposizione location e tecnologie per il giorno designato.

Messo al corrente Stefano, entusiasta dell’idea, ho selezionato insieme a Ilaria tre studentesse IED che avessero un profilo adeguato al progetto: spiccato spirito analitico, notevole capacità organizzativa e innata empatia. Il team era deciso e comprendeva Arianna Pirandola, Giada Dalle Vedove e Noemi Pagliari.

Il 29 novembre c’è stato il primo incontro ufficiale per condividere il brief di progetto di quello che, di lì a qualche settimana sarebbe diventato il PBDay. Da lì è stato un continuo di ricerche, riunioni, analisi, brainstorming, approfondimenti, letture, elenchi di nomi, incastri di strategie e una moltitudine di altre cose tra cui sopralluoghi, scelta dei materiali promozionali, fornitori, ordini, sopralluoghi, telefonate, aperitivi, attività di coordinamento con IED per aule e allestimenti…

Avevamo pensato di organizzare l’evento durante il prossimo anno accademico, ma quando Alberto Iacovoni, direttore di IED Roma, è stato messo al corrente del progetto, ha insistito a che avesse un posizionamento “di lusso” nel calendario dell’istituto e inaugurasse il 6 Luglio l’Apriti IED e le mostre dedicate alle creatività dei neo-diplomati, nella sede centrale di Via Alcamo il giorno della consegna dei diplomi.

Per non perdere tale occasione, si son dovuti contrarre parecchio i tempi e sfrondare alcune delle strategie di diffusione più complesse e lunghe da organizzare, ma alla fine – sfinito, ma contento – il team tutto al femminile del Personal Branding Day [che nel frattempo si è allargato comprendendo anche Roberta Narducci e il suo prezioso aiuto nella definizione degli ultimi dettagli] è riuscito a organizzare l’evento che aveva per tanti mesi immaginato.

Venerdì 6 luglio, dopo una bella sveglia praticamente all’alba e nonostante lo sciopero dei mezzi pubblici [brutta news dell’ultimo minuto che ci ha messo non poca ansia sulla riuscita dell’evento], sono stata la prima ad arrivare allo IED di Via Alcamo: ne ho le prove! 😉

Vedere che man mano tutto si costruiva come un puzzle di cui conosci la figura, che l’atrio si riempiva prima di tecnici e poi delle persone che sarebbero diventate il pubblico dell’evento, è stata una gran gioia… del resto, di quel che è successo tra le 9:30 e le 18, ho solo ricordi a 4X, come i filmati mandati avanti veloce, ma è tutto riportato nel comunicato stampa 😉 :

Il primo Personal Branding Day si è tenuto venerdì 6 luglio 2012 presso la sede centrale dello IED Roma di via Alcamo, riscontrando un buon successo di pubblico (nonostante lo sciopero dei trasporti pubblici) e un notevole interesse online.

Il PBDay ha avuto inizio in Aula Magna alle 10:15, con un leggero ritardo rispetto alle previsioni per agevolare un po’ gli interessati che cercavano di raggiungere la location dell’evento a dispetto dell’agitazione. L’attesa è stata allietata dalla visione di tre video strettamente connessi al personal branding: la video-presentazione delle strategie di brand building di Francesco Fiorani e Fabrizia De Caro, nonché l’immancabile “spot” di Harvey il cane.

Alberto Iacovoni, Direttore di IED Roma, ha aperto i lavori presentando l’istituto e parlando del suo metodo incentrato sulla creatività personale, dunque molto attento alle dinamiche di costruzione della marca individuale. Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, ha preso la parola Ilaria Legato, Direttrice IED Management Lab, che ha parlato soprattutto della nuova scuola da lei diretta, partner dell’evento:

“In una fase in cui sempre di più conta la persona, intesa come insieme complesso di razionalità ed emozione, competenze e istinto, in cui non si può più prescindere dall’approccio conversazionale e informale dei social network, in cui la condivisione delle soluzione è importante quanto la scoperta della soluzione stessa, la scuola di Management Lab è la testimonianza di come IED sia continuamente alla ricerca di formule efficaci per migliorare la sua offerta formativa.”

“Nei prossimi anni la grande scommessa della formazione sarà quella di non rivelarsi come un limite, come un fattore di rigidità. Al contrario, essa dovrà tradursi in valorizzazione della creatività e delle individualità, della condivisione dei valori e delle risorse.”

La prima parte della giornata è stata incentrata sull’esplorazione del concetto di personal brand da vari punti di vista.
Il primo intervento è quello di Alessandra Colucci – consulente [e docente] in Brand Care – dal titolo “Self Brand e Personal Brand”, che ha proposto una riflessione sull’evoluzione dell’approccio alla marca in relazione alle sue connessioni con il contesto socio-culturale, con le dinamiche legate al marketing e con l’idea di consumatore/cliente. Colucci sottolinea che self brand e personal brand sono da considerarsi due approcci ben distinti: il primo basato sull’utilizzo delle marche corporate per rappresentare il proprio stile, sull’improvvisazione e su atti comunicativi istintivi e discontinui; il secondo risultante dall’applicazione di metodo e creatività, frutto di un accurato lavoro di analisi, dello studio del proprio contesto di riferimento e della costruzione di strategie specifiche, strettamente connesse con gli obiettivi definiti e sempre coerenti tra loro.

PBDay – Alessandra Colucci “Self Brand & Personal Brand”

Stefano Principato – consulente e formatore in strategie di marketing – descrive la propria teoria de “Le 12P del personal marketing”, ovvero della strategia per promuovere se stessi. Tale strategia, da attuale sia online che offline, è da suddividersi il cinque aree:
1. il patrimonio personale [Personalità, Passioni]
2. il patrimonio professionale [Propositi, Potenziale]
3. la strategia di business [Obiettivi professionali, Posizionamento]
4. la strategia di networking [Persone, Partner]
5. il marketing mix [Performance, Prezzo, Packaging, Promozione]
Per avere successo occorre quindi conoscere bene se stessi, saper fare scelte chiare, utili e adeguate e perseguire con tenacia i propri obiettivi.

PBDay – Stefano Principato “Le 12P del Personal Marketing”

Successivamente, Enrico Bisetto e Damiano Bordignon – ideatori di Sestyle – hanno proposto la loro riflessione sul legame che intercorre tra “Personal Brand e Sviluppo Personale”, mettendo in evidenza quanto la creazione di una marca individuale non sia solo appannaggio delle strategie di marketing, ma risulti uno strumento per raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e di quello che realmente si vuole essere, per migliorare il proprio stile di comunicazione e per stabilire relazioni più proficue con l’obiettivo di raggiungere una più completa realizzazione personale. In estrema sintesi: emergi se sei unico; cresci se sei strategico; “reggi” se sei autentico; evolvi se sei in relazione con gli altri.

PBDay – Sestyle “Personal Brand e Sviluppo Personale”

A seguito di questi primi tre interventi si è aperto il dibattito con il pubblico. Di rilievo la discussione riguardo gli strumenti più opportuni da utilizzare online per il proprio personal branding: non c’è una regola che vada bene in ogni caso, la prima cosa è capire quali contenuti si vogliono condividere, successivamente occorre selezionare gli strumenti più adatti a farlo (il blog, solitamente, è un buon inizio). Interessanti anche le riflessioni riguardo il contesto di riferimento: quanto deve incidere sulla propria immagine? Ovviamente c’è sempre una fase in cui è necessario osservare “il campo da gioco” e cercare di adattarsi alle sue regole, ma è sempre bene mantenere la propria identità e mostrarla per far apprezzare la propria unicità e individualità.

Il dibattito si è chiuso, come da programma, a mezzogiorno. A partire dalle 13:00 si sono susseguiti, sempre in Aula Magna, i mini-workshop “Personal Branding @ Work”.

Il magic experience designer Ferdinando Buscema ha mostrato al pubblico quali sono le chiavi per attivare “L’arte dello stupore”, condividendo con il pubblico alcune case histories di successo e cinque “segreti da mago” per creare meraviglia:
5. studio
4. sperimentazione
3. ossessione
2. “ghost track”
1. fortuna
Chiudendo il suo intervento con un numero di magia con le carte che ha stupito e divertito tutti i presenti.

PBDay – Ferdinando Buscema “L’Arte Dello Stupore”

William Mazza – consulente creativo e art director – ha collegato i concetti di personal brand e corporate brand riportando lo storytelling del posizionamento su mercato di due vini – “Luce” e “Lucente” – considerandoli come fossero due fratelli. Inizialmente “costretti” a rapportarsi al mercato facendo leva su un costrutto valoriale identico che ne livellava le differenze, sono divenuti vini di successo solo quando l’approccio strategico è stato fortemente differenziato. Mazza ha poi presentato il suo metodo di “Creative Thinking” basato su associazioni estemporanee tra elementi comunicativi, materiali, valori… utile per sviluppare il pensiero laterale e arrivare a concepire qualcosa di originale.

PBDay – William Mazza “Creative Thinking”

Daniela Delogu – foodblogger “SenzaPanna” e coach in cucina – ha legato “Food” & “Work” chiarendo l’importanza di una corretta alimentazione per il mantenimento tanto del proprio benessere quanto della propria concentrazione durante l’attività lavorativa. Delogu ha dato alcuni consigli su cosa mangiare o evitare prima di un colloquio o di un appuntamento professionale: ovviamente banditi aglio, spezie, alcolici e bibite gassate, la blogger consiglia di limitare l’uso della caffeina e, comunque, mantenere un giusto equilibrio con le quantità (mangiare troppo o troppo poco può portare stanchezza e sonnolenza).

PBDay – Daniela Delogu “Food e Work”

Roberto Saracino – business coach e consulente aziendale – ha tenuto un intervento dal titolo “CV e Public Speacking” chiarendo innanzitutto cosa ricercano le aziende in un candidato e come arrivano alla sua selezione (attualmente un ruolo fondamentale lo hanno i social network), per poi defiire quel che è necessario fare prima di un colloquio:
1. preparare una presentazione sintetica del proprio CV
2. prendere informazioni sull’azienda
3. preparare delle domande da porre
Durante il suo intervento Saracino ha richiesto ad un volontario del pubblico – Emma Marino – di simulare la propria presentazione personale per analizzarla “in diretta” e ha mostrato l’esempio del videocurriculum di Mario Rossi, uno studente LUISS.

PBDay – Roberto Saracino “CV e Public Speaking”

Il fondatore del progetto Gilda35, Giovanni Scrofani – in arte @Jovanz74, noto influencer della Rete – ha mostrato come curare il proprio “Personal Branding on Twitter” condividendo le proprie strategie di following, chiarendo l’importanza della pianificazione e dando una serie di consigli su cosa fare e cosa evitare quando si utilizza questo social network per il proprio brand building. Scrofani ha sottolineato la necessità di personalizzare il proprio account Twitter, di interagire in modo bilaterale con la propria timeline, nonché l’importanza di crearsi delle community, oltre che uno stile. Infine l’inventore di Gilda35 ha illustrato le principali patologie e gli errori più comuni in cui si può incappare utilizzando tale strumento.

PBDay – Giovanni Scrofani “Personal Branding on Twitter”

Paola Caruana – esperta di fitness – è partita dalla sua esperienza personale di imprenditrice per dare alcuni consigli ai presenti, soprattutto nell’ambito della gestione della tensione e dello stress, della prossemica e della timbrica vocale. Caruana si è soffermata sul lavoro da svolgere sul corpo per migliorare il proprio stato psicologico e per relazionarsi in maniera aperta e proficua con gli altri nelle occasioni personali e lavorative. Facendo esempi di piccoli esercizi di respirazione da praticare, ha concluso elencando alcuni movimenti che possono allentare la tensione e chiarendo l’importanza della voce come il proprio “strumento musicale” da gestire con sapienza.

Scarica le dispense:

 

In contemporanea con i workshop, a partire dalle ore 14, la giornata del Personal Branding Day prevedeva delle mini consulenze tenute dei relatori della mattina in materia di personal branding.
Per gli studenti IED erano previste anche delle mini consulenze “tecniche” sulla composizione del proprio portfolio e del proprio showreel, a cura di Niko Demasi, Stefano Pedretti e Alessio Tommasetti.
Gli studenti di IED Management Lab neo-diplomati, invece, hanno potuto immediatamente mettere in pratica quanto appreso durante la mattinata sostenendo colloqui nel momento di placement a loro dedicato a partire dalle ore 15 con aziende quali: Next, Event In & Out, IMG, Orchestra Italiana del Cinema, 3Communication&Partner e A Tavola.

Io ho chiuso la giornata così:

Ovviamente ci son stati imprevisti, ci sono aspetti che sicuramente andranno migliorati, ma sono soddisfatta dell’iniziativa e piacevolmente sorpresa dell’interesse che è riuscita ad attirare.
Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno dato fiducia a questa idea, soprattutto Ilaria Legato e Alberto Iacovoni, Stefano Principato, Enrico Bisetto e Damiano Bordignon per il supporto e la condivisione di intenti, ma anche tutti gli “ospiti” dei mini-workshop e delle micro-consulenze per la condivisione di contenuti e piccoli “segreti”, nonché gli studenti dello IED Management Lab che si son resi disponibili ai compiti più svariati [accredito, video e foto di backstage, distribuzione del materiale promozionale, blogging…].

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, alle mie conoscienze twittere che hanno colto l’occasione per rendere possibile un incontro in #reallife e quelle che hanno seguito lo streaming in live twitting perché impossibilitate a venire; mi spiace molto per le numerose persone che sono state costrette a rinunciare a causa dello sciopero e mi hanno fatto molto piacere i loro messaggi diavviso, mentre quelli che invece sono riusciti ad attraversare la Roma bloccata dalle agitazioni li considero dei veri e propri eroi.

Un grazie speciale ad Arianna, Noemi, Giada [che ci è molto mancata il giorno dell’evento] e Roberta che hanno tenuto duro sino alla fine, dormendo pochissimo e rinunciando ai week-end per permettere che tutto fosse pronto in tempo. Un grazie particolare anche a chi mi ha dovuto sopportare in un periodo di stress elevato come questo, perché ovviamente, nel frattempo, tutto il resto [progetti, clienti, lavoro, lezioni, pubbliche relazioni e impegni vari] non si è mica fermato… anche se io ho tentato di rimandare tutto a dopo il 6! 😀

Leggi anche:
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Memo – Personal Branding Day: venerdì 6 Luglio è tra 2 giorni
Personal Branding Day: piano di branding per l’evento [tesi]
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Parte il conto alla rovescia per il “Personal Branding Day”!

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