Bordeaux - La réalité n'existe pas © Alessandra Colucci

Bordeaux parte 3 – In assetto da turista: mostre, musei e luoghi d’arte

Bordeaux mi ha sorpreso molto: ho talmente tante cose da raccontarvi che questo è già il terzo [ma ultimo, promesso] post che scrivo sulla settimana trascorsa passeggiando tra le sue vie, rilassandomi nei suoi parchi e giardini, degustando cibi e vini tra ristoranti e vinerie, vigneti e cantine piene anche d’arte. Di arte contemporanea a Bordeaux ne ho vista veramente tanta, di questo parlerò nella terza puntata del racconto di viaggio.

L’idea che mi è rimasta di Bordeaux è che lì pare si cerchi di aggiungere arte ovunque.
Oltre che nei musei, nelle gallerie e presso le location sede di fondazioni d’arte, si organizzano esposizioni tra i viali del Jardin Public come sulle sue cancellate. Ci sono pezzi di grandi artisti contemporanei tra i filari delle vigne, nelle cantine, esposti tra le botti in fermentazione… Mostre d’arte vengono curate all’interno di locali, in spazi degradati da recuperare, in grandi magazzini, negli uffici di informazione turistica…

Bordeaux - La réalité n'existe pas © Alessandra Colucci Bordeaux - Jardin Public [Les Bordelaises XXL] © Alessandra Colucci Bordeaux - stazione di Pessac [scultura] © Alessandra Colucci Bordeaux - tribunale © Alessandra Colucci Bordeaux - tribunale © Alessandra Colucci

Anche in altre città e in altri Paesi avevo notato una gran sensibilità nella cura e nella ricerca di visibilità per le opere d’arte, ma mai un così attento e capillare utilizzo della creatività e del design di artisti contemporanei in commistione e contaminazione con altro tipo di esperienze e di momenti: solitamente gli spazi culturali ed espositivi sono luoghi a sé, separati da altri contesti e “protetti” da eventuali “distrazioni” del pubblico, raramente – e comunque non per autori quotati – i locali che ospitano delle opere d’arte mantengono anche altre funzioni. A Bordeaux questo succede molto di sovente ed è meraviglioso!

CAPC Musée d’art contemporain et Arc en Rêve

Avevo sentito parlare molto e molto bene del CAPC di Bordeaux… forse è per questo che non ne sono rimasta affascinata come credevo! Sicuramente notevole la grandezza degli spazi espositivi e imponente la struttura che li accoglie, ma la curatela dei percorsi di fruizione delle varie mostre temporanee mi ha lasciato uno sgradevole senso di confusione e incompletezza, quasi un leggero timore di aver perso qualcosa.

Quel che ho apprezzato di più sono state due opere esposte nell’androne, ma di cui purtroppo mi è stato impossibile risalire all’autore: una immensa pista da skateboarder su cui si poteva passeggiare leggendo i messaggi provocatori che fungevano da decorazione grafica e una rivisitazione fotografica di una scena [o della locandina, forse] di “King Kong – la grande scimmia” del 1933 trasformato in Babbo Natale. Entrambe impressionanti per dimensioni quanto per l’atmosfera denza di dissacrazioni che erano in grado di crearsi attorno.

Oltre a tali opere, mi sono molto interessati alcuni dei lavori esposti nella mostra temporanea “Make-up” [conclusasi il 2 settembre]. Ancora non comprendo cosa abbia portato alla scelta del nome della mostra, ma in ogni caso raccoglieva una serie di pitture e istallazioni sulle quali valeva veramente la pena posare lo sguardo per farsene risucchiare.

Bordeaux - CAPC [skateboarder] © Alessandra Colucci Bordeaux - CAPC [King Kong] © Alessandra Colucci Bordeaux - CAPC [Philippe Decrauzat] © Alessandra Colucci

La collezione permanente, come dicevo, non mi ha folgorato, ma sullo stesso piano ho passato diverso tempo rapita dagli studi e dalle ricostruzioni del centro d’architettura “Arc en Rêve”. Da quel che ho visto, i Francesi pare si stiano orientando alla rivalutazione degli edifici e complessi “popolari”, soprattutto quelli sorti intorno agli anni ’70, dando loro un aspetto più “moderno” e migliorandone la qualità della vita a cui si può aspirare abitandoli: più verde, finestre più grandi, balconature anche per aggiungere ulteriori “puntellamenti” a supporto delle strutture…

Le idee che ho potuto osservare espresse nei 3D e nei fotomontaggi delle ricerche mi son sembrate veramente ottime, volte al riuso dei materiali e delle strutture, eco-frinedly in molti sensi, ma soprattutto rispettose delle necessità delle persone e di quel che spesso si cerca invano in una abitazione: la vivibilità e il piacere del contesto.

Costo biglietto: 5 euro

Musée et Galerie des beaux arts

Museo e Galleria delle Belle Arti di Bordeaux si trovano in due luoghi distinti, ma poco lontani tra loro.
Purtroppo al momento della mia permanenza nella bella cittadina, il museo era parzialmente chiuso a causa di lavori di riammodernamento e ampliamento: le uniche due sale agibili, comunque, racchiudevano alcune opere sulle quali era un piacere posare lo sguardo e farsi rapire, come l’intrigante “Nature morte au compotier” di Fernand Léger.

La galleria, invece, al momento della mia visita [e fino al 16 settembre] ospitava una bellissima mostra dedicata completamente a Tobeen.
Le sue opere, di una grazia luminosa, sono capaci di riportare eleganza e morbidezza alle dure linee cubiste [in “Consolation”, per esempio] utilizzando colori e tonalità avvolgenti. Meraviglioso il suo modo di riprodurre azioni, momenti e oggetti del quotidiano: ne “Les Laveuses” l’utilizzo degli spazi e la scelta dei soggetti sembrano piegare la linea temporare sino a riprodurre l’azione mostrandone le varie fasi contemporaneamente e dando la sensazione di movimento quasi si fosse davanti a un video; ne “La Jatte” vien fuori la delicatezza del momento, la cura da un lato e la fiducia dall’altro, lasciando immaginare al fruitore il lento moto della ragazza nel chinarsi; “Les Lilas” è invece di una bellezza comtemplativa, l’immobilità floreale che in realtà è vita rienpie gli occhi del tenue colore viola come di allegria.

Bordeaux - Musée des beaux arts [Nature morte au compotier di Fernand Léger] © Alessandra Colucci Bordeaux - Galerie des beaux arts [Consolation di Tobeen] © Alessandra Colucci Bordeaux - Galerie des beaux arts [Les Laveuses di Tobeen] © Alessandra Colucci Bordeaux - Galerie des beaux arts [La Jatte di Tobeen] © Alessandra Colucci Bordeaux - Galerie des beaux arts [Fleurs - Les Lilas di Tobeen] © Alessandra Colucci

Costo biglietto: museo free; galleria 5 euro

Musée d’Aquitaine

Se non avessi già visto praticamente tutto quel che c’era da vedere a Bordeaux probabilmente non avrei deciso di visitare anche il Museo d’Aquitania, ma avrei fatto un errore: le ricostruzioni storiche, la strutturazione del percorso e la vastità della collezione fanno in modo che tale luogo meriti attenzione poiché è uno dei pochi musei “territoriali” per il quale mi sentirei di affermare che mantiene assolutamente la promessa fatta di raccontare le evoluzioni vissute da una certa porzione di globo… e non si ferma in questo processo nerrativo, come spesso accade, troppo indietro per percepirne il valore.

Nel museo si può osservare e immaginare, grazie alle opere esposte, cosa sia successo nel lembo di terra raccolto tra la Garonna e la Dordogna [abilmente umanizzate e scolpite da Dominique Felix Maggesi] sin dall’antichità.
Ovviamente la parte del percorso che comunque ha maggiormente attratto la mia attenzione è stata quella del XX secolo con i suoi manifesti pubblicitari, le mode e i personaggi di spicco, nonché un’affascinante ricostruzione di una “Epicerie”, perfetta in ogni dettaglio e contenente moltissimi packaging di inizio secolo.

Bordeaux - Musée d'Aquitaine [La Garonne di Dominique Felix Maggesi] © Alessandra Colucci Bordeaux - Musée d'Aquitaine [La Dordogne di Dominique Felix Maggesi] © Alessandra Colucci Bordeaux - Musée d'Aquitaine [Médoc Aper] © Alessandra Colucci Bordeaux - Musée d'Aquitaine [Epicerie] © Alessandra Colucci Bordeaux - Musée d'Aquitaine [Epicerie] © Alessandra Colucci

Costo biglietto: 5 euro [ma io ho beccato un “giorno free”]

Le vivres de l’art [rue Achard]

Le vivres del l’art, creata da Jean-François Buisson, è un’associazione culturale che mira a portare tutte le forme possibili di espressione artistica a convivere in un sol luogo. Nonostante effettivamente si “respirasse” creatività, la zona appariva purtroppo tornata al degrado che pare le fosse consueto prima che vi si stabilisse l’associazione: c’è una possibilità che questo fosse semplicemente dovuto al fatto che magari ci fosse stato un evento di qualche genere la sera prima, ma aihmè, non è comunque stato molto piacevole [sporcizia e barboni tra le opere d’arte è una visione alquanto triste] nonostante io sia stata contenta di aver dato quantomeno una sbirciatina!

Bordeaux - Les vivres de l'art © Alessandra Colucci Bordeaux - Les vivres de l'art © Alessandra Colucci Bordeaux - Les vivres de l'art © Alessandra Colucci Bordeaux - Les vivres de l'art © Alessandra Colucci Bordeaux - Les vivres de l'art © Alessandra Colucci

Cité Frugès Le Corbusier [Pessac]

Devo dire che la Maison Municipale Frugès Le Corbusier a Pessac è stato il luogo più complesso da raggiungere della vacanza, ma non tanto perché non fosse proprio a Bordeaux [ci arriva in modo molto comodo il tram B], ma perché nessuno sembrava sapere dove fosse esattamente. La piccola avventura vissuta per arrivarci, comunque, è stata assolutamente ricompensata dalla dettagliatissima visita guidata [peccato solo fosse in francese perché la mia conoscenza di questa lingua è veramente basilare e non ne ho potuto apprezzare sino in fondo i dettagli] che abbiam potuto fare gratuitamente e dall’esplorazione dell’intero quatiere costruito da Le Corbusier.

Agglomerato di case a pochi minuti da Bordeaux, il quartiere voluto da Henry Frugés nel 1926 doveva essere tre volte più grande, ma per varie vicissitudini [non ultima la guerra] Le Corbusier riuscì a costruirne effettivamente solo una parte. Sentir parlare di quale logica abbia seguito nel progettarlo è stata un’esperienza illuminante: l’architetto è partito dalla volontà di “standardizzare” il più possibile la produzione.

Le case sono state tutte costruite su moduli da 5×5 m, tali moduli sono stati divisi o sommati in modo da ottenere i differenti ambienti abitativi comprendendo, per la prima volta, la doccia in bagno e il garage. Tali moduli standard sono stati assemblati in differenti “posizioni” all’interno delle abitazioni in modo che esternamente il paesaggio non risultasse troppo monotono: niente fronzoli, tanta luce, comodità moderne, spazi all’aperto come terrazzi e giardini… era questo che Le Corbusier voleva dare ai futuri proprietari delle sue case, ma non tutti ne furono entusiasti all’epoca.

A me, oggi, piacerebbe infinitamente avere una casa così, trovo che la suddivisione e la gestione degli spazi sia veramente molto equilibrata, il fatto che la luce abbia modo di inondare tutti i punti della casa e il modo in cui l’arredo urbano esterno – essenzialmente composto dai grandi alberi del viale – entra a far parte in qualche modo del mobilio è sorprendente: tutto è al punto giusto, il colpo d’occhio non è mai costrittivo, le percezioni e l’utilizzo degli ambienti flessibile… In sintesi: la voglio! 🙂

Bordeaux - Maison Municipale Frugès Le Corbusier © Alessandra Colucci Bordeaux - Maison Municipale Frugès Le Corbusier © Alessandra Colucci Bordeaux - Maison Municipale Frugès Le Corbusier © Alessandra Colucci Bordeaux - Maison Municipale Frugès Le Corbusier © Alessandra Colucci Bordeaux - Maison Municipale Frugès Le Corbusier © Alessandra Colucci

Visita guidata in francese gratuita

CCAS

Per la serie “a Bordeaux organizzano mostre ovunque” il CCAS, a quanto ho potuto capire, è una sorta di centro d’accoglienza nei corridoi del quale pesso si organizzano esposizioni, soprattutto fotografiche. Io ho avuto la fortuna di poter ammirare le meravigliose opere di tre artisti: le “Histoires d’Ô” di Arnaud Bertrande che con il loro candore pallido facevano letteralmente perdere la bussola a ogni sguardo imprigionandolo in un mondo serenamente pacato e incantato; la serie “Malagar” di Sophie Pawlak in cui libri e racconti si fondevano per metafore nelle immagini sino a farne parte completamente regalando loro un’aria fiabesca dai colori vivi, di altri tempi; il “Projet X-Pan” di Pierre Wetzel in cui simmetrie e asimmetrie, luci e ombre, costruivano suadenti equilibri in una setssa immagine di panorami lontani quanto vicini.
Spero vivamente di re-incontrare questi geni dell’obbiettivo!

Bordeaux - CCAS [Histoires d'O di Arnaud Bertrande] © Alessandra Colucci Bordeaux - CCAS [Histoires d'O di Arnaud Bertrande] © Alessandra Colucci Bordeaux - CCAS [Malagar di Sophie Pawlak] © Alessandra Colucci Bordeaux - CCAS [Malagar di Sophie Pawlak] © Alessandra Colucci Bordeaux - CCAS [Projet X-Pan di Pierre Wetzel] © Alessandra Colucci

Entrata gratuita

Jardin Public et Galerie Lafayette

I luoghi più inconsueti in cui ho potuto girovagare tra oggetti d’arte – vigneti a parte – sono stati i grandi magazzini Lafayette [al cui secondo piano c’era un piccolo spazio dedicato alle mostre, nonostante la cosa buffa è che pare che i dipendenti non ne fossero assolutamente al corrente] e i giardini pubblici.

Al Jardin Public le cancellate erano state trasformate in pannelli espositivi per accogliere le grandi illustrazioni di Jofo della serie “Chapo bordo” in cui simpatici personaggio dalle strambe espressioni indossavano elaborati copricapi raffiguranti elementi o luoghi di particolare interesse della città. Il tutto in uno stile cartoonesco che si faceva apprezare e metteva una certa allegria.

All’interno dei giardini, invece, erano state sistemate le immense bottiglie artistiche metafora dei più importanti prodotti vinicoli della zona [e non solo] della serie “Les Bordelaises XXL” ideata in occasione della fiera viti-vinicola che si tiene annualmente in cittòà. Devo dire che è bello passeggiare tra i viali di un parco ammirando arte trasformata in etichetta!

Il parco cittadino è un luogo perfetto anche per prendersi una tregua dalle peregrinazioni da turista: sdraiarsi sul prato a leggere e magari gustare una canelé, un macaron, una brioche… insomma uno dei buonissimi dolci tipici del luogo è qualcosa che rimette veramente in sesto! 😉

Bordeaux - Jardin Public [Chapo bordo by Jofo] © Alessandra Colucci Bordeaux - Jardin Public [Chapo bordo by Jofo] © Alessandra Colucci Bordeaux - Jardin Public [Les Bordelaises XXL] © Alessandra Colucci Bordeaux - Jardin Public [Les Bordelaises XXL] © Alessandra Colucci Bordeaux - le canelé © Alessandra Colucci

Erano chiusi o scomparsi: Musée d’ethnographie (riapertura 2013), Musée d’histoire Naturelle (riapertura 2014), Musée Goupil (eliminato)

La mia vacanza a Bordeaux in sintesi

In una settimana:

  • ho recuperato le ore di sonno perse a giugno per organizzare il Personal Branding Day
  • ho letto quasi due libri [di cui poi, ovviamente vi beccherete la recensione! 😀 ]
  • ho degustato un’infinità di vini [molti di più di quelli citati, in relatà! 😛 ], qualche formaggio, alcuni buoni piatti
  • ho visitato un buon numero di mostre e musei
  • ho macinato un enorme numero di kilometri per le vie di Bordeaux riuscendo comunque a metter su qualche kilo

Una settimana perfetta!

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