Société Perrier - Mixology

Da fan su Facebook a Master-Barman con Perrier

Perrier, l’acqua più glamour ed esclusiva sul mercato, lancia un contest su Facebook per dare la possibilità ad uno dei suoi fan di diventare “Master-Barman” e vedere un cocktail di sua creazione entrare a far parte della drink list del Diana Majestic, uno dei locali più chic di Milano.

Fino alle 22 del 12 novembre, per i fan di Société Perrier Milan, la pagina Facebook dell’acqua Perrier, sarà possibile candidarsi a diventare l’inventore del primo “social cocktail” che farà parte della lista di uno dei locali più prestigiosi – il Diana Majestic di Milano – partecipando alla sfida lanciata dal brand per selezionare il primo “Social Master-Barman” italiano qualora passasse il vaglio del giudice scelto per l’occasione: il Master-Barman David Ferdani, genio della “mixability” e assoluto protagonista del Bar del Diana Majestic.

Dal comunicato stampa:

Société Perrier - MixologyPer partecipare basterà essere fan della pagina Société Perrier Milan, esclusiva “finestra” sul magico e pulsante universo della “nightlife”, emanazione di ciò che rappresenta una delle più importanti guide internazionali per tutti coloro che amano la vita notturna e il divertimento. Gli step chiave sono: crea, miscela, invia la tua ricetta, vinci.

Tutti i fan della pagina hanno la possibilità di inventare un nuovo cocktail utilizzando come ingrediente principale l’acqua Perrier, dargli un nome e descriverne le caratteristiche nell’apposito spazio a disposizione. Gli “aspiranti barman”, una volta creato il proprio cocktail, potranno inserire eventuali foto o anche il link del video su You Tube che mostra il partecipante all’opera nella creazione del drink, e infine inviarlo.

Essere un “Master-Barman” significa non solo mettere insieme degli ingredienti, ma capire e conoscere bene il risultato finale della loro interazione in fatto di gusto e sapore. Non solo, elemento importante di un Master-Barman è sbalordire, colpire non solo il palato, ma soprattutto la vista. Un drink, come per un piatto, è il frutto di una ricerca che prevede conoscenze in fatto di ingredienti, ma anche elementi di fisica, chimica e biologia. Ogni cocktail nasce per soddisfare il gusto di una persona, e come tale è variabile a seconda dei momenti della giornata e dei periodi dell’anno, oltre naturalmente per ogni singolo individuo. Il segreto di un “Master-Barman” sta quindi nel comprendere anche la psiche del proprio consumatore.

Tutto ciò ha fatto esplodere la tendenza internazionale della Mixology, che Perrier ha fatto propria, diventando uno dei maggiori supporter. La prima apparizione di Perrier nel mondo mixology è stata trovata in un libro di ricette datato 1948. Oggi, la ricerca della perfezione e della qualità dei prodotti generati dall’infinita creatività dei bartender ha permesso alle più grandi capitali di divenire punti caldi per quella comunemente definita “gastronomia liquida”. Questa ondata di fantasia e passione ha spinto Perrier a entrare nel mondo della creazione dei sapori divenendo compagna ideale di tutti i più grandi barman del mondo e i locali di alta qualità, alla moda, i migliori ristoranti e club scelgono i cocktail a base Perrier per rafforzare il loro potere di seduzione e la loro immagine.

Il barman del Diana Majestic David Ferdani selezionerà il cocktail migliore fra quelli pervenuti, tenendo conto di una scala di punteggi che comprenderà: qualità del cocktail, nel caso della foto inserita e/o di un eventuale video. Ecco quindi che l’inventiva e l’originalità della creazione saranno elementi fondamentali per diventare per sempre protagonisti di questa importante creazione, che porterà per sempre il nome scelto dal suo inventore. […]

È possibile partecipare al Contest Mixology fino alle ore 22.00 del 12 Novembre, e i risultati ufficiali saranno comunicati venerdì 16 novembre sulla pagina Facebook Societé Perrier Milan.

Un modo divertente per ribadire che il cliente/consumatore non è solo un acquirente, bensì un prosumer e contribuisce direttamente alla costruzione della marca, della sua reputazione e – perché no – delle modalità di consumo che la vedono protagonista, non credete?

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