Microsoft Internet Explorer

Internet Explorer e gli anni ’90 [heritage marketing]

Oggi possiamo scegliere tra diversi browser da usare sui nostri computer per navigare in Rete e questo ha di molto ridotto il mercato di Internet Explorer, che cerca di riconquistarci ricordandoci – grazie a un video – di quando lo abbiamo incontrato la prima volta, negli anni ’90.

Lo spot lanciato da Microsoft per la campagna pubblicitaria di “riconnessione” da parte di Internet Explorer con il mercato, di cui prima era leader indiscusso, si basa sulle dinamiche dell’heritage marketing condite da un po’ di storytelling emozionale: stavolta non si racconta direttamente il passato del brand, bensì le abitudini e – soprattutto – le mode e le tecnologie che nell’immaginario collettivo sono legate agli anni ’90, il periodo storico che ha visto la nascita del browser e, forse, l’apice della sua fama.

Gli albori di Internet Explorer vengono descritti come gli anni della Generazione Y, dello ying-yang, dello yo-yo, gli anni in cui c’era un “pump” per tutto. Nel video vengono ricordati i giochi che si facevano, i tagli di capelli più diffusi, come le mode legate ad abiti e accessori: numerosi gli oggetti mostrati per accentuare il ricordo di quel periodo, moltissime le metafore su come fosse diversa ogni tecnologia, tanto più lenta quanto più colorata e quadrata. Guardate voi stessi!


[via]

Le immagini mostrate dal video, la voce narrante maschile, l’uso del montaggio e – in paticolare – del ralenty in alcune scene, si direbbe vogliano creare un’atmosfera che porti a provare profonda nostalgia per gli anni ’90, ma che forse rischia di sembrare supplicante dato che lo spot inizia con la frase “Potresti non ricordarti di noi” e conclude dicendo “Riconnettiti con il nuovo Internet Explorer”.
In sintesi: il prodotto audiovisivo appare molto gradevole nella composizione grafica e fotografica, ma non sono sicura che il tono della comunicazione utilizzato possa portare un potenziale utente a ritornare all’utilizzo di un browser che probabilmente in passato lo ha deluso, dato che lo ha cambiato. Voi che ne pensate?

Altro sullo storytelling
Altro sull’heritage marketing:
Lego: storytelling e heritage marketing in 3D
La “vera” storia di Twix [storytelling + heritage marketing]
Il Tennis Italiano, Compeed e l’album di figurine in ottica heritage marketing
Telecom Italia e l’heritage marketing che sorprende
Vendere rarità provenienti dal passato [Found]
The New Yorker: web puzzle tra heritage marketing e branded content
Fanwagen: scegli e personalizza social; vinci heritage
McDonald’s tra storytelling e heritage marketing
Analisi di brand e strategie di heritage marketing a partire da un agrume: Chin8Neri
Birra Castello e l’heritage marketing “al contrario”
Nintendo DS e la Londra dei primi del ’900
Heritage e Facebook: la Slovacchia del 1939 e le persecuzioni razziali
Anche con i social media si può fare heritage marketing
HELLY HANSEN: un altro modo di fare heritage marketing
Strategie di heritage marketing anche per Chinò
L’archivio e il museo d’impresa per costruire valore
Comunicare la storia d’impresa: l’heritage marketing
Non esiste un unico modo di essere “i migliori”. Il vantaggio competitivo sostenibile dalla teoria alla… birra [Peroni]
Birra Peroni, la birra nazionale italiana: da “Carosello” all’heritage marketing. Intervista a Fabrizio Contardi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *