Parigi a Marzo: la logistica

Come anticipato, anche quest’anno “nei pressi” del mio compleanno, mi sono regalata un bel viaggio [come già nel 2010, 2011, 2012 e 2013]. Dato il periodo non proprio “spento” dell’anno professionale, nonché considerate le mie abitudini e attitudini, anche questa è stata una vacanza breve, ma alquanto intesa. Stavolta per girovagare ho scelto Parigi.

Paris - Tour Eiffel

LA CITTÀ

Non è la prima volta che visito Parigi, ma la scelta questa volta è ricaduta su “Paris, La Ville Loumière”  un po’ perché “mancavo da tempo”, un po’ perché “Parigi è sempre Parigi”, perché la sua atmosfera non può che ricordarti tanto la rivoluzione e le suffragette che i dandy e le dame snob, perché… perché… “Sono fatti miei!”, citando la famosa frase di Raz Degan nell’altrettanto famigerato spot Jägermeister. 😀

Parigi sembra sempre uguale a sé stessa, ma al contempo sempre diversa. Anche pensi di conoscerla almeno un po’, c’è sempre qualcosa da scoprire e ri-scoprire. Nonostante tu non sia in un film, nonostante la vita reale sia priva di colonna sonora, a Parigi sembra che una melodia ti accompagni sempre… e tra i pensieri a me fa suonare continuamente una delle canzoni di Edit Piaf, di quelle registrazioni su vinile un po’ rovinate, dove anche il gracchiare del grammofono e il romore della puntina sul disco fanno parte della canzone stessa.

Parigi ha, insomma, un’atmosfera unica, avvolgente, misteriosa ma accogliente, distante ma calorosa. E poi, se trovi il bel tempo – o se quantomeno non piove – è uno di quei posti che riesce a riempirti gli occhi, scaldarti il cuore e farti venir voglia di sorridere [nonostante alcuni Francesi particolarmente scostanti e il fatto che ci si trovi di fronte a una popolazione intera assolutamente negata nella preparazione dell’espresso e della pasta].

IL VIAGGIO

Nonostante il prezzo molto conveniente scovato grazie a Skyscanner, l’idea assolutamente poco brillante del viaggio è stato quella di prenotare il volo con Ryanair che atterra a Paris-Beauvais. Ecco, l’aeroporto per correttezza si dovrebbe chiamare solo Beauvais [e pare sia così, ma Ryanair sul suo sito si guarda bene dal metterlo in chiaro], perché con Parigi c’entra molto poco dato che è come prenotare un viaggio per Roma atterrando a Rieti: sono quasi 90 km di distanza da fare necessariamente in autobus, ovvero almeno altre 2 ore di viaggio per raggiungere il centro.

Quantomeno in occasione dei week-end lunghi, dunque, vi sconsiglio copiare la mia scelta, vi ritrovereste a bruciare più di due mezze giornate su un mezzo di trasporto, oltretutto ornato da vari trasbordi con trolley [se viaggiate “leggeri”] o valigia al seguito, il ché non è il massimo del relax.

L’ALLOGGIO

Anche in questo caso mi sono affidata a Trivago e dunque a Booking per la prenotazione dell’albergo, ma effettuando la prenotazione con non molto anticipo, non è che avessi grandissime possibilità di scelta considerando di voler stare al centro città [odio prendere i mezzi pubblici se sono in vacanza, mi piace poter raggiungere tutto a piedi!] senza pagare uno sproposito, la scelta è ricaduta sull’Hotel Sunny che in quel momento aveva un “punteggio” di 9/10 per la pulizia e una media sopra gli 8/10, reputation crollata miseramente nell’ultimo periodo grazie al fatto che l’Hotel attualmente sia in ristrutturazione e che comunque non pratichi delle scontistiche particolare per far “dimenticare il disagio” che ciò comporta ai suoi clienti.

Il palazzo che ospita l’Hotel Sunny si presenta come uno splendido palazzo d’epoca da poco rinnovato al suo esterno assolutamente centrale, la mia stanza era sicuramente pulitissima, ma anche altrettanto microscopica [anche se della seconda caratteristica, sinceramente, a me importa poco dato che io in albergo ci torno solo per dormire] ed essendo al sesto piano non sono neppure stata infastidita dai rumori causati dai lavori. Sta di fatto, però, che non è stato molto piacevole trovare una specie di cantiere al posto della reception, né vedere il personale troppo preso dalla ristrutturazione anche solo per mostrarsi gentile [non hanno avuto il tempo neppure per chiedermi se avessi bisogno di indicazioni per qualcosa o se mi servisse una mappa della città, ché nonostante Google Map fa sempre comodo avere in tasca].

IL VITTO

A Parigi mangiare deve fare assolutamente parte del viaggio, comprende sempre un’esperienza di gusto. Grazie a un mio amico ho scoperto anche il sito web e l’app de “La fourchette” dove è possibile prenotare ristoranti direttamente online godendo di interessantissimi sconti. Vi consiglio in particolare:

Le Reminet – ristorante molto chic e romantico, abbastanza caro se non si prenota online attraverso La fourchette, ma assolutamente praticabile con lo sconto. Propone fantastici piatti di cucina creativa e mi ha letteralmente rapita con “Blinis de maïs et figge fraichês, tronçon de foie gras rôti, chips de lard, bouquet d’herbes et vinaigrette au jus de volaille”, “Filette de canette farci au foie gras, tombé de choux et crémeux de panais, jus réduit au vin rouge et porto”, “Crémeux citron-thym, macaron au pamplemousse, mousse citron vert et sorbet à l’orange sanguine maison”, il tutto “annaffiato” da una bottiglia di Morgon Cuvée Château Gaillard del 2012.

Le Comptoir Marguery – ristorante che definirei “estremamente francese”, sia per l’arredo sia per l’attitudine del cameriere durante il servizio. Meno spiccatamente romantico, ma anche meno costoso del primo, offre una gradevolissima atmosfera per le serate di “relax con gusto”. Della sua cucina francese rivisitata ho assaggiato la “Velouté Vichyssoise, joulienne de magret de canard fumé”, la “Traverse de porc caramélisé, purée de patates douce” e la “Brioche façon pain perdu au quartier de pomme rôties” [quest’ultima mi ha lasciato veramente di stucco per la sua bontà], cena accompagnata da uno splendido Château Bussac del 2006.

E per chi è appassionato di baguette, ogni boulanger può fare al caso vostro, ma le catene Paul e Pomme de pain sono sempre una garanzia per occhi e palato! 😉

Se vi ho incuriosito e vi interessa saperne di più sulla parte del viaggio riguardante l’arte e dintorni, dovrete invece aspettare di leggere il post di mercoledì! 😛

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  2. Pa ha detto:

    […] reportage del mio viaggio a Parigi continua. A questo punto non mi resta che farvi venir voglia di prenotare il primo volo […]

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