Belgrado © Alessandra Colucci

In vacanza a Belgrado: la città e i parchi [1 di 4]

Nonostante avessi annunciato che ad Agosto non sarei andata in ferie, alla fine – per non dire in extremis – ho deciso di concedermi 5 giorni di “vera vacanza” e me ne sono volata a Belgrado: prenotazione effettuata i primi di agosto, partenza prevista il 13. Cotto e mangiato.
E Belgrado mi ha colpito molto, come vedrete a fine post dalla galleria delle foto! 😉

La decisione di prendermi una vacanza, seppur breve, è stata possibile grazie al fatto che ho consegnato in anticipo uno dei progetti su cui stavo lavorando, ma è maturata in seguito a una serie di piccole “sfighe” che mi hanno portato ad accumulare più stress del previsto, a consumare più velocemente le “batterie” e dunque a necessitare una “ricarica” extra. 🙂
Un viaggio era quello che ci voleva; Internet e il suo portavoce Skyscanner hanno deciso che la meta sarebbe stata Belgrado.

LA CITTÀ

Andare a Belgrado è stata per me un’esperienza diversa da quella legata ad altri viaggi, accentuata dal dover utilizzare una differente moneta – il Dinaro serbo – pur rimanendo in Europa e pur potendo viaggiare munita della semplice carta d’identità
[N.B. Controllate molto bene lo “stato di conservazione” del vostro documento se andate da quelle parti: i controlli sono alquanto fiscali e ho personalmente assistito a una dura ramanzina con rischio espulsione per una carta d’identità logora].

Belgrado a me è parsa una città “in via di definizione”. Se si trattasse di una persona direi che fosse “in crisi d’identità”, ma non per poca consapevolezza, bensì perché attraversata da una forte volontà di far coesistere le sue molteplici e variegate connotazioni identitarie, talvolta contraddittorie, cercando di dar spazio a tutte poiché ognuna la arricchisce in diversa maniera.

Se da un lato Belgrado è una città moderna, parte del mondo globalizzato, dall’altra appare ancora in parte legata al suo passato “sovietico” e jugoslavo, il ché le dà un’aria un po’ retrò, leggermente austera e “imbronciata”. Grazie ai suoi splendidi e curatissimi parchi frequentatissimi da ogni tipo di persona, attrezzati per i bambini che li riempiono di risa e gridolini, sa essere gaia e spensierata, nonostante al contempo mostri ancora i disperati resti dei bombardamenti come una cicatrice troppo in vista per essere dimenticata.

A Belgrado nell’architettura come nella moda, tra i piatti presenti in menu al ristorante come tra i modelli dei mezzi di trasporto in circolazione, vecchio e nuovo coesistono in fiero contrasto, aumentando il fascino e il mistero di cui è densa l’atmosfera cittadina e divenendo, in un certo qual modo, rassicuranti.

IL METEO

Le contraddizioni di Belgrado sono ben rappresentate dal meteo: io sono arrivata nel tardo pomeriggio che il termometro segnava 37°C che, dopo neanche 24 ore, sono diventati 24°C di massima e 18°C di minima. Al sole faceva caldissimo, all’ombra decisamente fresco grazie al gelido venticello che spirava, e la pioggia che ogni tanto veniva giù a secchiate per 5-10 minuti, così, all’improvviso, tanto per tenerti all’erta.

I PALAZZI, LE CHIESE E I PARCHI

Tra un museo e l’altro, ovvero nei momenti di relax in cui vogliate alternare un po’ di passeggio con il fresco di una panchina e il bel panorama, Belgrado si ripromette di attrarre la vostra attenzione e riempire i vostri occhi.

Innanzitutto vi riesce punteggiando le strade del centro cittadino con bellissimi edifici verosimilmente risalenti alla fine dell”800/inizio del ‘900 – come la Narodna skupština [Assemblea Nazionale] e l’Hotel Moskva [Hotel Mosca], tra i miei preferiti, assolutamente da osservare sia in diurna che in  notturna per riuscire ad apprezzarne l’architettura quanto il light design – e bellissime quanto imponenti chiese, da quelle più datate – come la Saborna crkva [Cattedrale di San Michele] e la Crkva Svetog Marka [Chiesa di San Marco] – all’Hram Svetog Save [Tempio di San Sava], l’ultima, enorme, opera di architettura religiosa sorta in città [e ancora da finire] che non può che ammaliare lo sguardo dei passanti.

Sono comunque i parchi i luoghi più sorprendenti della città: numerosi, curatissimi e sempre pieni di gente. Dalla Beogradska Turðava [la Fortezza di Belgrado, completamente immersa nel verde] al piccolo Studentsk park [il parco degli studenti dell’accademia], dal Tašmajdan [il parco della Chiesa di San Marco] al Karaðordev park [quello creato attorno al Tempio di San Sava], tutti i parchi cittadini si presentano rigogliosi, meravigliosamente arieggiati, assolati quanto basta, dotati di panchine a non finire e giochi per bambini, facendosi adorare da residenti e turisti.

Ecco le foto!

Una città sicuramente da visitare!
Se siete curiosi di sapere come mi sono organizzata, cosa ho mangiato e cosa ho visto, leggete i prossimi post! 😉

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