Novo Nordisk Gulf - campagna di sensibilizzazione

Dita creative per diagnosticare il diabete

Come trasformare il test per diagnosticare il diabete in un’esperienza divertente? A questa domanda ha risposto Novo Nordisk Gulf con la propria campagna di sensibilizzazione “Give a finger to diabetes”: chiunque acconsentisse a sottoporsi al test, avrebbe ottenuto il proprio “finger portrait” personalizzato.

Il Qatar è uno dei Paesi in cui il diabete è maggiormente diffuso, le persone sembrano essere spaventate dal test per diagnosticarlo, tanto che un individuo su tre soggetto alla malattia neppure sa di averla. Novo Nordisk Gulf, dunque, ha messo a punto la propria campagna di sensibilizzazione per convincere quante più persone possibili a sottoporsi al test per la diagnosi del diabete – che consiste nel praticare un piccolo foro su un dito e far uscire una goccia di sangue da analizzare – trasformandolo in un momento ludico.

Il brand ha regalato un “finger portrait” a chiunque si sottoponesse all’analisi: una sorta di “trucco e parrucco” virtuale per il proprio dito al fine di ottenerne un fantastico avatar da utilizzare per personalizzare i propri profili di social networking, oltre che da uploadare sul micro-sito ufficiale.

Inutile dire che, grazie al coinvolgimento di alcuni social media influencer, Facebook si è riempito di dita-avatar contentissime di aver fatto il test e di copertine in cui le stesse si vantavano della propria “impresa” in compagnia di alcune “dita-VIP”, mentre in Qatar in soli tre giorni 1.500 persone si sono sottoposte al test per diagnosticare il diabete, il 20% in più rispetto al precedente anno.


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Possibile che Novo Nordisk Gulf sia stato ispirato da uno spot di qualche tempo fa creato da Presto per lanciare il suo dispositivo per l’auto-misurazione del livello di glucosio nel sangue, il cui concept vede protagoniste delle dita canterine.

Entrambe le iniziative dimostrano – a mio avviso – quanto la creatività e una certa dose di leggerezza possano essere risolutive nel veicolare messaggi connessi a divieti, pericoli, disagi o malattie, elementi per i quali gli utenti spesso attivano atteggiamenti di negazione o rifiuto per “proteggersi” dalle emozioni negative che eventualmente potrebbero provare.

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