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Varsavia: arte e musei [2 di 3]

Seconda puntata del reportage sul mio viaggio a Varsavia durante le vacanze natalizie. In questo caso il focus riguarda i musei e i luoghi espositivi di varia natura che ho avuto modo di visitare nella capitale polacca alla ricerca di espressioni artistiche, come consueto soprattutto connesse con l’arte contemporanea.

Varsavia può contare su un discreto numero di musei e spazi espositivi, alcuni da considerare un’attrazione per i turisti anche dal punto di vista architettonico poiché all’interno di palazzi d’epoca o castelli molto suggestivi, ma la difficoltà per il turista – come mi è già capitato di accennare – sta negli orari di apertura al pubblico che, quantomeno nella stagione invernale, sono quasi sempre molto ridotti [i musei aprono dalle 12 alle 16 o alle 18, per lo più] e difficilmente includono il lunedì.

Nonostante questo, personalmente sono riuscita a organizzare la visita a quasi tutti i luoghi di mio interesse, di seguito le foto e l’elenco con qualche commento. Buona lettura! 🙂

[fotografie © Alessandra Colucci]

MUSEO DEI NEON [donazione a piacere] – Si tratta di un capannone non proprio agevole da raggiungere in quella che credo sia la vecchia zona industriale della città: lì qualcuno ha avuto l’idea di raccogliere, dopo averle recuperate, alcune delle bellissime insegne al neon che illuminavano la città durante il periodo della guerra fredda e successivamente eliminate senza troppo riguardo. Si tratta di vere e proprie opere d’arte curate in ogni minimo dettaglio [bellissimo vederne i costruttivi completi di schemi per la progettazione], peccato solo che non abbiamo abbastanza spazio per essere esposte al meglio. Assolutamente da visitare!

MUSEO DEI POSTER [lunedì ingresso gratuito] – Inizialmente un luogo di raccolta esclusivamente per le locandine in tutte le declinazioni e lingue dei film di Andrzeja Wajdy, importante regista polacco, ha da poco ampliato la sua esposizione permanente con un’ampia sala a due piani allestita con una bellissima raccolta di poster pubblicitari di campagne sociali e di marketing territoriale che sembrano principalmente risalire alle ultime tre decadi del ‘900. Consigliato, soprattutto agli appassionati di comunicazione pubblicitaria.

MUSEO NAZIONALE [15 zloti/pax] – Grande museo cittadino dedicato all’arte di un po’ tutti i periodi storici, una parte della sua esposizione prevede anche opere di arte moderna e contemporanea. Qui la mia curiosità è stata carpita in particolare da due sculture, la composizione musicale di Leopold Lewikcki e il nudo di Katarzyna Kobro, nonché dalle “iridi” di Wojciech Fangor: opere di bellezza, a mio avviso, disarmante.

M – MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA [ingresso gratuito] – Interessante spazio espositivo nel cuore della parte più nuova della città che si suddivide in due aree, una più “istituzionale”, l’altra più informale all’interno della libreria/caffetteria. Al momento della mia visita tre focus: la mostra per i 20 anni della rivista “Architketura”, la personale di Maria Bartusztova e – nella sala “informale” – un’originalissimo excursus su i bagni [quelli non connessi con il mare, per intendersi] di cui purtroppo le foto sono venute malissimo a causa dell’illuminazione del luogo. Sicuramente interessante farci un salto, anche perché è l’unico museo che chiude alle 20.

CASTELLO UJAZDOWSKI – MUSEO DI ARTE MODERNA [12 zloti/pax] – Tale spazio pare dedicato principalmente alla videoarte. Nonostante solitamente io sia attratta da tutte le forme espressive dell’arte contemporanea, eccetto i video, in questo caso due artisti sono riusciti a incuriosirmi e a carpire la mia attenzione per tutta la durata delle loro opere audiovisive: Erik Bünger con il suo “The girl who never was”, una sorta di flusso di pensieri illustrato attraverso le immagini sul ruolo della “voce” nella storia dell’umanità in cui – ovviamente è la voce narrante [in inglese] la protagonista, meravigliosamente ipnotica; Omer Fast con il video “CNN Concatenated”, divertente montaggio in cui gli speaker CNN si fondono in un unico personaggio e danno voce all’emittente in una sorta di “bisticcio di coppia” con lo spettatore.

https://www.youtube.com/watch?v=RCD3IxCZpsM

CASTELLO REALE E GALLERIA MALARSTWA [22+20 zloti/pax] – Il Castello Reale, sito nella piazza principale della Città Vecchia, è un luogo sfarzoso luogo in cui l’arredo è degno delle migliori fiabe della buonanotte. Al primo piano il castello ospita la galleria, degna di nota per la presenza di due Rembrandt completi di scansione a raggi X che ne evidenzia misteriosi riutilizzi e per l’opera di Cornelius Norbertus Gysbrechts che nel 1675 pare essere già molto vicino alla destrutturazione cubista.

MUSEO ETNOGRAFICO [12 zloti/pax] – Per me alquanto deludente nonostante la presenza di bellissime quanto ben conservate maschere e marionette asiatiche d’epoca, soprattutto perché la parte riguardante l’etnografia e antropologia polacca era chiusa.

MUSEO DEL MOVIMENTO DEL POPOLO POLACCO [ingresso gratuito] – Per quanto mi riguarda, una sorta di bufala: la pubblicazione “Warsaw in your pocket” lo presenta come un logo in cui curiosare tra documenti e oggetti usati dalla popolazione polacca durante la dominazione tedesca e poi comunista, mentre io ho avuto modo di vedere solo qualche tela dal dubbio valore artistico.

Ora non vi resta che aspettare venerdì per leggere l’ultima parte del mio resoconto vacanziero relativo a Varsavia, quella relativa alla parte più “appetitosa” del viaggio: il cibo. Siete curiosi?

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