San Francisco - Golden Gate Bridge dal mare © Alessandra Colucci

Il Golden Gate Bridge, anche in barca a vela [San Francisco] – 4 di 6

Come tutti sapete, l’icona di San Francisco è il Golden Gate Bridge [oltre, ovviamente, al cable car e all’isola-carcere di Alcatraz]. Durante il mio viaggio, dal meraviglioso ponte rosso sono rimasta rapita, estasiata e ipnotizzata, tanto da ritrovarmi con un’infinità di foto che lo ritraevano da ogni prospettiva, nessuna esclusa, dato che – grazie a Gabriella [@SEOcopy] e ai suoi amici – ho avuto anche il grande privilegio di passarci sotto in barca a vela [la mia prima volta in barca a vela! 😀 ].

Il Golden Gate Bridge è una di quelle opere architettoniche che tolgono il fiato. Enorme, maestoso, rosso come la passione e l’entusiasmo che si respira in città, si erge imponente abbracciando due lati della baia. Quando lo si attraversa in auto per entrare in città, il ponte rappresenta un momento di suspance, un lasso di tempo in cui non si può non prendere consapevolezza del fatto che si sta arrivando a San Francisco, meravigliosa città della California, uno dei luoghi che maggiormente lasciano percepire l’aura del “sogno americano” [attualmente soprattutto grazie alla Silicon Valley].

Radicato nell’immaginario collettivo, il Golden Gate Bridge non è un’infrastruttura come ce ne sono altre, bensì un’opera d’arte industriale contemporanea che non si può non contemplare lungamente, alla ricerca dell’origine della meraviglia che genera. Durante il mio soggiorno a San Francisco, mi è stato letteralmente impossibile non fotografare il ponte appena ne avessi l’occasione, né non rimanerne incantata ogni volta che rientrava nel mio campo visivo. Ho potuto scrutarne e apprezzarne le forme da ogni lato, da vicino e da lontano, con il sole e con la nebbia, dall’alto e anche dal basso.

La mia prima esperienza in barca a vela in assoluto è stata nella baia di San Francisco, un’emozione inimmaginabile e indescrivibile. Il giro a vela organizzato in mio onore da Gabriella e dai suoi splendidi amici ha addirittura previsto che passassimo sotto al Golden Gate Bridge prima di virare e rientrare al molo: sotto il ponte l’acqua è percorsa da particolari correnti che ne increspano la superficie come se stesse bollendo e solo da quella prospettiva si riesce veramente a coglierne le mastodontiche dimensioni, percependone la grandezza del progetto, la bellezza del design e l’ingente dispendio di risorse necessarie per la sua costruzione e manuntenzione [pare ci vogliano due anni per ridipingerlo per intero, uno per andare da un capo all’altro, un secondo per tornare indietro dipingendo l’altro lato]. Bellissimo!

Godetevi la gallery e poi continuate a seguire il blog: mercoledì la “puntata” del reportage su San Francisco al resto dell’arte contemporanea!

 

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