McDonald's - brand experience

Uno chef per McDonald’s

Un’altra spettacolare iniziativa di ambient marketing proposta da McDonald’s e creata al fine di veicolare la propria brand experience comunicando al proprio target, e all’opinione pubblica tutta, che il cibo servito nei suoi punti vendita è “cibo vero” e non ha nulla da invidiare a quello servito nelle grandi cucine.

McDonald’s, il brand inventore del fast-food e del cosiddetto “cibo spazzatura” sono anni che si impegna a dimostrare che in realtà gli ingredienti che si usano nei suoi locali non sono diversi da quelli che si consumano nei tradizionali ristoranti e che la loro qualità è elevata.

Stavolta la star delle catene di ristorazione veloce ha pensato di mettere a punto una campagna di ambient marketing focalizzata sulla creazione di un ristorante pop-up dallo stile ricercato e sul coinvolgimento di Neal Fraser, un famoso chef del panorama californiano. Lo chef, senza che i commensali lo sapessero, ha usato gli ingredienti del fast-food per creare dei piatti che fossero delle fantastiche esperienze di gusto.


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L’iniziativa a me sembra particolarmente interessante non tanto per la sua originalità [altri avevano usato in precedenza questa strategia per mettere in evidenza la qualità del proprio cibo], bensì per il fatto che riesce a mostrare l’assoluta necessità di coerenza per ogni marca e l’importanza della selezione degli elementi che ne compongono la brand experience. Cosa intendo? Che da un lato McDonald’s non potrebbe servire nei suoi locali le ricette che ha messo a punto lo chef Neal Fraser senza perdere una serie di caratteristiche che ne compongono l’identità, dunque senza smettere di essere McDonald’s; dall’altro è evidente come il cambiamento di contesto, di atmosfera, di presentazione del prodotto possa trasformarlo in qualcosa di completamente differente perché l’esperienza è parte integrante e irrinunciabile della percezione.

E voi? Che ne pensate?

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