Tre concetti che sembrano banali, ma che non so sono affatto, soprattutto per un designer (di strategie), soprattutto per un creativo. Tre concetti affascinanti.
Grazie ad @alexias74 scopro il Kaizen, una strategia di management basata sul miglioramento continuo (dalle parole giapponesi “kai” che significa “continuo” o “cambiamento” e “zen” che significa “miglioramento”, “meglio”) e mi rendo conto che, seppur non indicata con tale nome, ne parla anche Edward De Bono nel suo libro Essere Creativi – Come far nascere nuove idee con le tecniche del pensiero laterale…
Terzo post sui luoghi di arte contemporana a Roma visitati durante le mie “finte ferie agostane”. Prima il MAXII, poi in MACRO e ora il Museo dell’Ara Pacis, una delle mie realtà espositive preferite nel contesto della capitale.
Il mio articolo ripercorre e analizza i 10 step di progetto individuati da Bruno Munari e li declina per come sono nel lavoro che ogni Strategic Planner dovrebbe fare per rispondere alle richieste del cliente e provvedere all’ideazione di un Piano Integrato di Comunicazione efficace.
Sono una strategic planner ovvero, se vogliamo dirlo in italiano, una consulente in pianificazione strategica. Lo strategic planner è una guida all’ideazione e all’utilizzo di soluzioni creative. Lo strategic planner è un designer di strategie.
Bruno Munari in “Da cosa nasce cosa” cita Archer: “Il problema di design nasce da un bisogno”. [...] Pyrex riesce a sottolineare il suo focus sui bisogni da tradurre in prodotti nonché l’applicazione del metodo progettuale da parte dei suoi designer arrivando implicitamente a garantire affidabilità, qualità e visione costumer-centric del brand.