Non si smette mai di imparare, dunque non si finisce mai di studiare: passa il tempo, varia l’età, ma ci son sempre argomenti nuovi da scoprire, da approfondire, da memorizzare, mentre le abilità e le competenze acquisite sono comunque da aggiornare e rivedere, migliorare.
Colin Bates: “il brand è un insieme di percezioni nella mente del consumatore”. Storytelling non è solo di una narrazione storica riguardante una persona [nel caso del personal brand] o un’organizzazione [se ci si riferisce al corporate brand], bensì consiste nel comprendere come ogni elemento legato al brand in esame contribuisca a crearne la storia, a comporne la narrazione.
NON arrendiamoci alle sue volontà, lottiamo per esprimere le nostre competenze in materia di branding, marketing e comunicazione, la nostra professionalità e le nostre capacità in ogni lavoro.
Per consulenti e imprenditori è molto importante essere consapevoli non solo delle proprie competenze e capacità e di quelle necessarie a eccellere nel settore prescelto, ma anche di quelle dei propri collaboratori che sempre incideranno – almeno in parte – sulla loro reputation e su quella della loro attività.
Perché quando si parla di lavoro nel nostro Paese è così importante parlare di età? Perché si tende a pensare che l’età anagrafica coincida con l’esperienza e l’età professionale? Perché non è sufficiente parlare di competenze?
Durante tutta questa settimana si è tenuta a Roma la tanto attesa Social Media Week. Nella programmazione della giornata di giovedì 10 febbraio, una delle iniziative che ha catturato la mia attenzione è stata quella dal titolo Ecosistemi Digitali: un approccio olistico alla rete.
Rivolto a chi lavora in campi legati a “comunicazione, arte, materie umanistiche, tecnologia, marketing, o qualsiasi altra professione in cui la creatività è una componente importante, Whohub propone ad ognuno di creare la propria intervista scegliendo le categorie attraverso le quali proporsi e le relative domande a cui rispondere.
A fine 2003 mi laureavo in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza Università di Roma. L’articolo “Studiare comunicazione, in Italia” pubblicato da Gabriele Caramellino su In cerca di Idee, mi ha portato a tornare a riflettere sul mio percorso di studi: su cosa mi ha dato e su cosa ha mancato di darmi.
Sono una strategic planner ovvero, se vogliamo dirlo in italiano, una consulente in pianificazione strategica. Lo strategic planner è una guida all’ideazione e all’utilizzo di soluzioni creative. Lo strategic planner è un designer di strategie.