Alessandra Colucci
  • Home
  • About me
  • Servizi
  • Portfolio
  • Docenze
  • Studi
  • Blog
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Collegamento a LinkedIn
Sei in: Home1 / Blog2 / brand3 / Il target, questo sconosciuto – ovvero – Non limitiamoci a...
target

Il target, questo sconosciuto – ovvero – Non limitiamoci all’ovvio

in brand, formazione, lavoro, marketing, prodotto, strategie, Target

In ogni progetto la definizione del “target” è di fondamentale importanza per il posizionamento di brand, ma si rischia spesso di banalizzare tale fase di analisi, perché?

COS’È IL TARGET?… O MEGLIO, “CHI” È?

target
[via]

Mi sono resa conto che i miei studenti (ma non solo loro, purtroppo) fanno fatica a definire quali sono o saranno i destinatari di una data attività di business, che non approfondiscono la questione e, quando parlano di potenziali acquirenti di un prodotto o utenti di un servizio, definiscono semplicemente sesso ed età del gruppo di persone che più sicuramente diverrà cliente del brand che fa da caso di studio. E basta.

Mi sono interrogata spesso sui motivi di tali difficoltà e ritengo che una delle cause principali possa essere proprio l’utilizzo della parola “target” e dell’immaginario collettivo a questa associata: il suo legame con teorie comunicative che non prevedevano un feedback a seguito della diffusione di un messaggio (bullet theory); il suo essere rappresentato sempre come un bersaglio da freccette, un oggetto, dunque; in sintesi il suo non essere considerato per quello che in realtà è, ovvero un insieme di individui accomunati da alcune caratteristiche.

Trattandosi di individui, di persone, anche nel momento in cui si attuano delle astrazioni per limitare la complessità dell’analisi, occorre tener presente che si tratta soggetti multidimensionali: non contano solo le variabili demografiche di base (quali sesso ed età), ma la loro identità, la loro storia e la loro cultura, il lavoro e gli interessi, le modalità con cui interagiscono con i differenti mezzi di comunicazione, la loro propensione al consumo, le loro abitudini d’acquisto, le loro interazioni con i brand [il loro essere prosumer]…

IL TARGET NON È MAI UNO SOLO

Mi sono trovata più volte – tanto con i miei studenti, quanto con i miei clienti – ad insistere sul fatto che, soprattutto nel momento in cui il target serve a valutare e definire strategie di branding e comunicazione, occorre portare avanti un’analisi molto più accurata e approfondita, non limitarsi alle ovvietà, ma stratificare il cosìddetto target per poter maggiormente personalizzare i messaggi dell’azienda e – importantissimo – studiarne lo stile di vita e di consumo.

La stratificazione consiste nell’evidenziare l’esistenza di un mercato obiettivo che sarà direttamente interessato al nostro prodotto/servizio, un target “complementare o indiretto” e un segmento di utenti/utilizzatori “alternativo”. Il primo sarà composto da coloro i quali dovrebbero sentire la necessità di acquistare il prodotto o usufruire del servizio; il secondo da individui che potrebbero sostituire o sostenere il target diretto durante il processo d’acquisto [segmento che a volte si rivela più importanti del precendente, come in questo caso]; il terzo raggruppamento verrà formato dalle persone che potrebbero fare dell’oggetto o del servizio in questione un uso “improprio”, ovvero che ne leggeranno le funzionalità in maniera differente procedendo all’acquisto per motivi “altri” rispetto al target diretto.
Tale processo di stratificazione sarà utilissimo nel definire quante e quali varianti di comunicazione creare.

Un esempio tra i più banali: un rasoio usa e getta può essere acquistato da un uomo per farsi la barba (target diretto), da una madre per permettere al figlio di radersi (target complementare) o da una donna per “eliminare i peli superflui” (target alternativo). In tal caso, con il passare del tempo, il target alternativo è stato trasformato in target diretto dalle aziende che hanno pensato di offrirgli un prodotto ad hoc.

L’analisi dello stile di vista e di consumo dei mercati obiettivo del nostro prodotto/servizio sarà invece fondamentale per creare empatia nei confronti del brand, per comprendere quali caratteristiche porre in evidenza nel comunicarlo, per sottolineare le esigenze a cui può rispondere il suo acquisto, per essere originali, ma – soprattutto – per non sbagliare destinatari.

Non trattiamo i potenziali acquirenti come “bersagli”, ma come clienti, come individui pensanti.

P.S. Ricordiamo che anche dietro la dicitura mercato BtoB si “nascondono” delle persone! 😀

Per approfondire cliccate sui link presenti nel testo e, se vi va, fatemi sapere qual è la vostra visione del “target”.

Tags: brand, branding, consumo, cultura, empatia, formazione, lavoro, marketing, posizionamento, prosumer, servizi, stile di vita, strategie
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Vk
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://www.alessandracolucci.com/wp-content/uploads/2011/05/target.jpg 300 400 ale https://www.alessandracolucci.com/wp-content/uploads/2016/01/Alessandra-Colucci_Brand-Care-consultant_logo.png ale2011-05-02 07:14:522020-07-24 10:52:01Il target, questo sconosciuto – ovvero – Non limitiamoci all’ovvio
Potrebbero interessarti
Dove - campagna pubblicitaria La fine delle classificazioni per età [trend]
Convivencia Sin Violencia - campagna di sensibilizzazione Il Primo Maggio e l’educazione civica
Facebook "add friends" Piccole riflessioni sulla reputazione di Facebook
Raggiungere un obiettivo Coach è bello
il brand è una variabile multidimensionale Piccolo glossario sul brand
Elinor Carucci - Israel Now_2 Roma e l’arte contemporanea: il Macro Future e la Pelanda
10 commenti

Trackbacks & Pingbacks

  1. Alessandra Colucci | consulente in ha detto:
    5 Gennaio 2016 alle 15:48

    […] Vuoi diventare un Brand Manager? Iscriviti al Master IED in Brand Management del 2012 – Il target, questo sconosciuto – ovvero – Non limitiamoci all’ovvio – “IED is More” – La mia lectio magistralis sulla “Whole Brand Reputation” per il […]

  2. » “Chi” è il target? – ovvero – Il mio quarto articolo su Comunicando - AWD SocialBlog ha detto:
    14 Giugno 2013 alle 08:43

    […] per cui scrivo su brand management “e dintorni”. Il mio terzo intervento porta il titolo “’Chi’ è il target?” e punta a indagare il rapporto tra le marche e il proprio […]

  3. “Chi” è il target? – ovvero – Il mio quar ha detto:
    14 Giugno 2013 alle 07:14

    […] per cui scrivo su brand management “e dintorni”. Il mio terzo intervento porta il titolo “’Chi’ è il target?” e punta a indagare il rapporto tra le marche e il proprio […]

  4. Promuovere voli in ha detto:
    8 Marzo 2013 alle 07:15

    […] colpire un target alquanto generalista? Come cambiare la propria percezione di brand? Come aumentare la vendite di […]

  5. Come stappare il vino con uno smartphone | Brand Care by Queimada ha detto:
    22 Dicembre 2011 alle 07:12

    […] promuovere i suoi prodotti Metrocane ha deciso di aiutare il proprio target a risolvere l’annoso problema dell’estrazione del tappo in sughero, alleviando ogni […]

  6. M ha detto:
    14 Settembre 2011 alle 07:17

    […] il suo modo di comunicare e comunicarsi, questo suo saper costruire empatia con il proprio target, saperne coglierne i pensieri e le esigenze, la sua coerenza strategica, il saper riconoscere le […]

  7. Videogame e interazione per vincere McDonald’s con Pick&Play | Brand Care by Queimada ha detto:
    2 Agosto 2011 alle 07:02

    […] gratifica i suoi (potenziali) clienti di Stoccolma con PicknPlay: l’obiettivo è farli divertire con un videogame interattivo per […]

  8. Interagire con la pubblicità per… salvare una vita e pensare a una professione | Brand Care by Queimada ha detto:
    12 Maggio 2011 alle 07:01

    […] modo – seppur un po’ inquietante – di invogliare all’interazione lo spettatore del messaggio di sensibilizzazione, creando empatia e regalandogli qualche istante da protagonista […]

  9. Gourmet Gold: ricette, concorsi e… questioni di target | Geekblog ha detto:
    2 Maggio 2011 alle 07:32

    […] Gourmet manda on air un nuovo spot dedicato alla gamma Gourmet Gold e all’innovativa mousse di verdure, lanciando congiuntamente il concorso “I capolavori del gusto” per deliziare i gatti con 8 lattine diverse di cibo e per saziare la voglia di viaggiare dei loro proprietari mettendo in palio 6 viaggi nelle più belle capitali europee dimostrando attenzione per il suo target “indiretto”. […]

  10. Gourmet Gold: ricette, concorsi e… questioni di target | Brand Care by Queimada ha detto:
    2 Maggio 2011 alle 07:17

    […] Gourmet manda on air un nuovo spot dedicato alla gamma Gourmet Gold e all’innovativa mousse di verdure, lanciando congiuntamente il concorso “I capolavori del gusto” per deliziare i gatti con 8 lattine diverse di cibo e per saziare la voglia di viaggiare dei loro proprietari mettendo in palio 6 viaggi nelle più belle capitali europee dimostrando attenzione per il suo target “indiretto”. […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca

Search Search

Categorie

Archivi Blog

Categorie Portfolio

  • case study
  • accounting
  • consulenza strategica
  • analisi di mercato
  • business design & service design
  • strategic planning
  • branding
  • brand management
  • direzione creativa
  • copywriting
  • content management
  • web architecture
  • social media management
  • produzione video
  • project management
  • formazione
© Copyright - Alessandra Colucci • P.IVA: GB 244 2286 17 • Privacy e Cookie Policy
  • Collegamento a Mail
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Collegamento a LinkedIn
  • Home
  • About me
  • Servizi
  • Portfolio
  • Docenze
  • Studi
  • Blog
Collegamento a: Produzione audiovisiva in infografica – ovvero – How to make a movie Collegamento a: Produzione audiovisiva in infografica – ovvero – How to make a movie Produzione audiovisiva in infografica – ovvero – How to make a ...How to make a movie Collegamento a: Considera l’aragosta – ovvero – Il mio quinto libro di David Foster Wallace Collegamento a: Considera l’aragosta – ovvero – Il mio quinto libro di David Foster Wallace "Considera l'aragosta" David Foster WallaceConsidera l’aragosta – ovvero – Il mio quinto libro di David Foster...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto