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Lione o Lyon © Alessandra Colucci

A Lione per la Biennale: questioni logistiche

in brand, cucina, viaggi, wellness

Dato che il mio ultimo break dal lavoro risaliva al ponte di Ferragosto, durante le feste sono riuscita finalmente a concedermi qualche giorno di vacanza e “il caso” [meglio noto come Skyscanner 😉 ] ha voluto che lo trascorressi a Lione, nuovamente in Francia.

Lione o Lyon © Alessandra Colucci

LA CITTÀ

La Francia – come mi è già capitato di affermare – ha sempre quel fascino da “dama snob”, accogliente e familiare quanto elegantemente distante, sensazione che contribuisce a farmi sentire in un’altra dimensione [ovvero in vacanza] e rende più semplice sgombrare la mente dalle questioni quotidiane. Lione è assolutamente parte di tale contesto, anche se in un modo meno avvolgente e surreale di Nizza e, soprattutto, Bordeaux o Parigi.

Seconda città di Francia per dimensioni, densa di attività, Lione per il turista rischia però di apparire più commerciale e artisticamente un po’ trasandata: non che non ci siano cose da vedere o che si tralascino questioni legate alla manutenzione, all’organizzazione o alla pulizia, ma mancano piccoli dettagli che permettano al visitatore di sentirsi coccolato. In sintesi il rapporto con il turista rischia di apparire come strettamente funzionale, eccessivamente privo di fronzoli, dunque lievemente “sciatto”… e alla Francia è difficile perdonarlo! 😀

IL VIAGGIO

Rinnovato il tradimento di Ryanair in favore di Easyjet, anche stavolta senza pentimenti, la parte più stressante del viaggio è stata quella da Roma a Fiumicino e viceversa: non si capisce come, se il trasferimento da Lione al suo aeroporto e ritorno [ma è un discorso che si potrebbe fare per tutte le città che ho visitato] è alquanto confortevole e può essere vissuta senza drammi grazie al nuovissimo RhôneExpress, il trenino che collega i terminal a 4 punti strategici della città ogni 20 minuti [né più, né meno], a Roma non si possa ottenere lo stesso e si debba scegliere tra la guerra per accaparrarsi un posto su uno dei pullman [sempre alquanto fatiscenti] delle compagnie private e i ritardi imprevedibili dei treni [anch’essi poco accoglienti].

Per chi vive a Roma, al limite, poco male, dato che il trasbordo significa o che stai partendo per andare in vacanza, o che stai tornando alla tua dolce dimora, ma per un turista che viene da una delle città da me visitate deve essere incomprensibile quanto deprimente iniziare e terminare un viaggio in questo modo, no? 🙁

L’ALLOGGIO

Lasciando da parte le polemiche sui trasferimenti e ritornando al reportage del viaggio, stavolta ho alloggiato in uno degli hotel della catena IBIS, esattamente l’IBIS Lyon Centre Perrache.
La struttura è graziosa, pulita e accogliente, ma sicuramente non famosa per il panorama dato che si può scegliere tra la vista sulla stazione dei treni e quella su stradine marginali apparentemente deserte.
A mio avviso il punto di forza principale di questo albergo IBIS è assolutamente la posizione comodissima: distante appena cinque minuti a piedi da Place Bellecour, cuore di Lione, l’hotel è collegato benissimo con qualsiasi punto della città via metro, bus e tram, data la sua vicinanza alla stazione, dunque perfetto per un turista come per chi viaggia per lavoro.

IL VITTO

Altra questione logistica importantissima per chi è in vacanza e vuol godersi appieno Lione è ovviamente dove mangiare: di seguito i miei consigli.

Ai più pigri che alloggiassero all’IBIS Lyon Centre Perrache consiglio la Brasserie George, locale enorme situato proprio alla porta accanto rispetto all’hotel ove gustare, tra le altre cose, tradizionali piatti a base di crauti e varie tipologie di salsicce  e carni francesi: non proprio economico, ma dalle porzioni assolutamente abbondanti e organizzatissimo [in caso di attesa vi verrà consegnato un richiamo sonoro che trillerà quando il vostro tavolo sarà pronto 😉 ]

Famosi sono i ristoranti di Paul Boccuse, chef dalle 3 stelle Michelin. Io – curiosissima – ho cenato a Le Sud, ma sinceramente non sono rimasta molto soddisfatta delle pietanze che, seppur splendidamente impiattate e gustose, rimanevano alquanto anonime e non rendevano giustizia, né alla loro fama, né al conto finale.

Fantastiche esperienze di gusto, invece, le ho vissute nei tre bouchon [locali tipici lionesi in cui si cucinano piatti tradizionali, comparabili alle trattorie nostrane] che ho testato: Le vieux Lyon [una zuppa di cipolle, una coscia d’anatra in salsa di vino rosso e una tarte praline che non potrò dimenticare facilmente], Le Mercière [zuppa di cipolle forse ancor più gustosa, luccio da leccarsi i baffi, “tagliere” dei dessert da provare] e Le Panier du Chef [meno gratificante dei primi due, ma comunque degno di nota].
N.B.
La nota caratteristica dei bouchon pare essere l’assenza di spazio sgombro dai tavoli, dunque preparatevi ad agire da contorsionisti per entrare e uscire.

Per chi ha fretta o desidera solo uno spuntino tra un pasto e l’altro, sicuramente può contare ed affidarsi ai panini e ai dolci da forno di Paul, Brioches Dorèe e Pomme de Pain senza paura di sbagliare! 😉

LA CARD

Se siete a Lione per per turismo o se riuscite a ritagliare qualche ora al vostro viaggio di lavoro per girovagare tra mostre e musei, il mio consiglio è di sottoscrivere la Lyon City Card, la carta che vi renderà la vita più semplice e l’esperienza più rilassante, permettendovi di entrare in tutti i musei gratuitamente, di utilizzare – sempre gratuitamente – ogni mezzo di trasporto pubblico e di aver diritto a sconti e promozioni su molti altri servizi e luoghi di intrattenimento della città. Il tutto avendo sempre a portata una mappa della città e una descrizione dei luoghi d’interesse della città: facile e conveniente [la card per 3 giorni a me è costata 42 euro, ma me ne ha fatti risparmiare una ventina].

Se, avendo letto sin qui siete curiosi di sapere cosa ho visto a Lione, non dovete far altro che leggere il prossimo post, quello di mercoledì.
A presto! 🙂

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Tags: benessere, brand, cucina, easyjet, Francia, hotel, Lione, ristorante, turista, vacanza, viaggi, viaggio
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