Passato Natale pensiamo al 2019

Ormai possiamo riporre tutti i maglioni con le renne e i Babbo Natale e dedicarci all’attesa dell’inizio di quello che spero sarà per tutti un meraviglioso 2019. Saluto le festività natalizie dedicandovi la campagna pubblicitaria Save the Children. Buon anno!

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Save the Children anche quest’anno ha organizzato il “Christmas Jumper Day” ovvero la giornata dedicata a indossare outfit in tema natalizio. Da quando vivo in UK ho scoperto che la tradizione vuole che uno dei venerdì prima di Natale si vada in ufficio o comunque in giro con maglioni e felpe la cui particolarità risiede nell’inneggiare al Natale e nell’essere tendenzialmente tanto ridicole quanto sinceramente brutte. Da qui l’ironico “Please wear responsibly” [trad. ita. “Per favore indossale responsabilmente”] di Save the Children.

Non ho avuto ancora il coraggio di integrare questa tradizione tra quelle che pratico per Natale, ma ora che so che può essere vissuta anche in funzione benefica per il prossimo anno magari ci faccio un pensierino! 😀

Nel frattempo, riponete le maglie con pupazzi di neve e alberi di Natale e godetevi Capodanno! Auguri.

Altro sugli UK

Genio per passione [Supra Pens]

Studiare per comprendere e apprendere è più importante dell’ottenimento di un bel voto. Supra Pens, azienda di produttrice di materiale per ufficio, si è fatta portavoce di questo fondamentale concetto e ha creato una campagna di sensibilizzazione basata sullo storytelling e la raccolta di casi illustri che ha poi divulgato in India.

In India – come peraltro in molti altri Paesi – si tende a dare molta importanza al voto scolastico e a usarlo come uno dei principali parametri per giudicare il valore dei bambini, creando spesso confronti e pressioni. Supra pens, con l’intento di far riflettere su tale pratica e invogliare insegnanti, genitori e studenti a focalizzare invece su passione, impegno e apprendimento legati alla studio ha promosso un’interessante campagna di sensibilizzazione.

Partendo dalla raccolta di esempi di famosi geni che hanno raggiunto riconoscimenti e successi grazie alla propria dedizione, testardaggine e passione, superando non poche difficoltà, Supra Pens ha realizzato una campagna multisoggetto basata sullo storytelling delle esperienze di questi geni al fine di motivare gli studenti e far riflettere gli adulti chiamati a valutarli.

Agatha Christie e la dislessia, Albert Einstein e la difficoltà di concentrarsi, Ray Charles e la cecità, le storie selezionate da Supra Pens per diffondere l’idea che l’importante è attingere alle proprie passioni mentre si affinavano le proprie abilità, superando le avversità che si incontrano sul proprio cammino.

Supra Pens - campagna di sensibilizzazione
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Un importante messaggio espresso attraverso un concept non molto originale ma sempre alquanto efficace, reso comunque attraverso una tecnica di fusione tra illustrazione del visual e posizionamento del lettering che crea un risultato accattivante e graficamente gradevole. Voi, che ne pensate?

Altre campagne di sensibilizzazione

Pezzi di pace

Una mostra di ceramiche che, oltre a promuovere la quasi dimenticata arte del Kintsugi, fa riflettere sulla bellezza che si può creare quando le diversità riescono a coesistere armoniosamente. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, iniziative come quella messa a punto da Rokujigen diventano illuminanti e importantissime.

Il Kintsugi è la tradizionale arte giapponese specializzata nel restauro della ceramica rotta usando il metallo per ricomporla e ripararla. Il metallo utilizzato per l’operazione è tradizionalmente l’oro e, a differenza dell’adesivo, rende visibile il punto di rottura e lo impreziosisce con l’intento di preservare e valorizzare la storia dell’oggetto.

Oggi le persone tendono a buttare e ricomprare gli oggetti rotti o rovinati anziché aggiustarli, dunque l’arte del Kintsugi non è più molto praticata né conosciuta. Gestendo magistralmente un’operazione di branding e marketing esperienziale, Rokujigen è riuscito nell’intento di aumentare la visibilità dell’arte del Kintsugi.

L’idea di Rokujigen è stata quella di legare il Kintsugi a una tematica molto attuale: l’armonia sociale e la coesistenza delle differenze culturali in Paesi storicamente soggetti a faide tra differenti gruppi di popolazione, ma che hanno saputo trovare un equilibrio per far convivere le proprie differenze.

Così, Irlanda e Irlanda del Nord, Nord e Sud Korea, Turchia e Armenia, Pakistan e India sono stati rappresentati attraverso l’unione di due differenti piatti in ceramica per mezzo del Kintsugi, producendo dunque una nuova forma armoniosa in un singolo piatto dalle crepe che ricordano il confine nazionale di tali Paesi.

Rokujigen - brand experience
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Eventi, mostre e poster hanno garantito alle opere di raggiungere e sensibilizzare il pubblico di riferimento di Rokujigen, non solo promuovendo questa antica arte di restauro, ma facendo riflettere sull’importanza e la bellezza delle differenze e dell’armonia sociale.

Un’operazione di experiential branding veramente ben studiata, non trovate?

Altro sulla brand experience

Punti di vista: più sono, meglio è

Come noto, tendiamo a circondarci di persone che la pensano come noi. Da qui il rischio di percepire l'”opinione pubblica” in maniera distorta o in generale non del tutto rappresentativa del reale. Oltre a questo, il web e i social network in particolare si focalizzano su quel che conosciamo e ci piace: i vari algoritmi, di fatti, sono progettati in modo da selezionare per noi contenuti in linea con le nostre predisposizioni, lo storico legato al nostro comportamento, impedendo o comunque disincentivando la visione o l’accesso a materiali legati a differenti o divergenti punti di vista rispetto al nostro. Il pluralismo di fonti e prospettive diventa una sfida importante.

Telekom Romania, in quanto brand focalizzato sulla condivisione di contenuti, si è fatto portavoce della necessità di abbracciare sempre una pluralità di visioni prospettiche differenti prima di formare la propria opinione su qualcosa e ha organizzato una campagna di sensibilizzazione online proprio volta ad aprire gli occhi delle varie community, soprattutto quelle formate da giovani: Vloggers’ Swap.

Vloggers’ Swap è dunque un’iniziativa organizzata da Telekom Romania e basata sulla piattaforma YouTube, proprio volta a ampliare i punti di vista a disposizione di gruppi di persone con interessi e inclinazioni divergenti.

Per prima cosa il brand si è occupato di selezionare una serie di canali e Vloggers con pubblici profondamente diversi e assolutamente non sovrapposti in quanto valori e abitudini di consumo, dunque formati da soggetti tendenzialmente inclini a rimanere “imprigionati” nelle loro “bolle di pensiero”. Successivamente, per un giorno Telekom Romania ha fatto in modo che questi Vlogger si sostituissero [“swap” è traducibile con “scambio”] al collega che risultava essere al loro opposto polare in termini di convinzioni e stile. In questo modo a ciascun pubblico è stato presentato un nuovo vlogger dalle caratteristiche molto al di fuori della propria zona di comfort. Guardate il video per approfondire 🙂

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Per il brand notevole interesse supportato anche dal lancio dell’offerta “video illimitati”, per i vlogger un potenziale nuovo pubblico che altrimenti non avrebbero mai raggiunto, per gli utenti un nuovo punto di vista su cui riflettere.

A mio avviso di queste iniziative non ce ne sono mai abbastanza: i punti di vista da considerare nella formazione della propria opinione, più sono, meglio è, indipendentemente dalla loro caratterizzazione perché la pluralità non può che portare maggiore ricchezza.

Altre campagne di sensibilizzazione

Fotografare senza macchina fotografica [Metro]

Tra heritage marketing, direct marketing, recupero delle tecnologie passate e upcycling, Metro, la testata distribuita gratuitamente in oltre 21 Paesi e che riesce a raggiungere un pubblico stampato di più di 16 milioni di lettori, ha saputo creare una comunicazione d’appeal per il suo concorso fotografico che ha fatto anche da campagna sociale.

Metro ogni anno lancia il Metro Photo Challenge, il concorso aperto a tutti gli amanti della fotografia, siano essi professionisti che semplici amatori. Per il lancio brasiliano, Metro ha tenuto a sottolineare la portata fortemente democratica dell’iniziativa e lo ha fatto mettendo a punto una campagna che permettesse anche chi non avesse una macchina fotografica di partecipare.

La stupefacente idea di Metro è stata quella di trasformare una delle sue copertine in un Pinhole, una fotocamera senza obiettivo, incoraggiando anche chi non fosse in possesso di una macchina fotografica a partecipare al concorso. Guardate il video per conoscere tutta la storia.

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L’iniziativa è quasi magica, sicuramente affascinate e colma di creatività, oltre che essere un perfetto esempio di riciclo [o meglio upcycling] in ottica heritage, non trovate?

Altro sul direct marketing, l’heritage marketing e il green

Aiuta un Danese [post dedicato agli Italiani]

Tra due giorni saremo ufficialmente in estate, ma io in questi giorni sono in Italia e mi sembra che siano già presenti tutte gli stilemi connotativi del caso: caldo, sole, voglia di viaggi e relax. Mi fa dunque piacere contribuire alla diffusione dell’appello – da tempo online – promosso dalla Danimarca al fine di ricevere ogni supporto per i propri connazionali dalla pelle delicatissima e aiutarli a tornare in patria sani e salvi dopo le vacanze.

La Danimarca, e in particolare la Danish Cancer Society, si rivolge non solo all’Italia, ma anche alla Francia, alla Spagna, alla Grecia e alla Thailandia con messaggi mirati e registrati nelle rispettive lingue. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica nel supporto ai cittadini danesi in vacanza in questi luoghi e ricordare loro… del’ombra, del cappellino e della crema solare. Già, proprio così!


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Il messaggio è molto molto serio, da qui l’istituzionalità del contesto e del discorso. Ma la Danish Cancer Society ha ben inteso che, affinché il suo appello venisse ascoltato, era necessario renderlo interessante, oltre che formalmente ineccepibile. E credo che il risultato parli da sé: una campagna di sensibilizzazione meravigliosamente architettata, altamente informativa, dal linguaggio divulgativo e chiaro, ma è l’ironia e l’iperbole visiva dei Danesi ustionati dal sole a renderla impossibile da dimenticare.
Creativa e utile, praticamente perfetta, non trovate?

Per chi non ne avesse avuto abbastanza o vuole contribuire a diffondere il messaggio nelle altre lingue, ecco tutti i video. 🙂

Un ambient marketing contro il traffico di esseri umani

In Israele, per attirare l’attenzione sul problema del traffico di esseri umani – donne, per la maggior parte – la Task Force on Human Trafficking ha organizzato un provocatorio quanto scioccante ambient marketing in uno dei più frequentati centri commerciali di Tel Aviv mettendo a punto “Woman to go” un nuovo concept store specializzato nella vendita di… donne in carne e ossa.

Lo scopo della Task Force era di dar risalto alla questione dei traffici umani che rappresenta il secondo più grande crimine organizzato nel mondo coinvolgendo più di due milioni di persone, per la maggior parte donne. Oltre a dar visibilità al problema, altra mission della campagna era la petizione a favore dell’adozione di una proposta di legge che consideri reato il consumo di servizi sessuali.

Per raggiungere questi importanti obiettivi, la Task Force ha pensato di mettere a punto una campagna di ambient marketing dai toni veramente molto forti. Ha quindi aperto “Woman to go” in uno degli shopping centre più grandi e caotici di Tel Aviv, negozio che anziché mettere in vetrina abiti e accessori, metteva in bella mostra donne e ragazze con tanto di cartellino con il prezzo e dettagli vari quali nome, altezza, peso e misure: delle “normali” vetrine, in cui però la merce appariva tutt’altro che consueta.

Against Human Trafficking - ambient marketing
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Il disgusto dei passanti nel comprendere cosa effettivamente “Woman to go” si proponesse di vendere deve essere stato grande, soprattutto data l’apparente atmosfera di normalità che avvolgeva la location, in netto contrasto con l’immaginario collettivo legato al traffico di esseri umani, dunque assolutamente toccante e agghiacciante. Da qui, il  notevole quantitativo di publicity che l’iniziativa ha raccolto in Israele e non solo.

La campagna è di qualche tempo fa, ma considerando che domani è l’8 marzo, mi sembra il caso di rifletterci di nuovo, che dite?

Altro sull’ambient marketing

Altre campagne di sensibilizzazione

 

L’importanza di sentirCI bene per sentirSI bene [campagna sociale]

Bekol, l’organizzazione che raccoglie le persone con problemi di udito in Israele, qualche tempo fa a proposto una campagna di sensibilizzazione molto creativa al fine di indurre gli individui “duri d’orecchie” a fare un test per l’udito e comprendere le cause del problema.

Bekol, con la sua campagna di sensibilizzazione a mezzo stampa, ha trovato un modo tanto delicato quanto ironico e colorato per attrarre l’attenzione sulla necessità di sottoporsi a un test uditivo al fine di prevenire l’aggravarsi di eventuali problematiche legate alla percezione dei suoni a “basso volume”. Il concept della campagna, infatti, si basa sul rendere percepibile il “volume” e la necessità di alzarlo al massimo da parte di chi ha problemi d’udito, il tutto senza utilizzare strumenti di comunicazione che possono far leva sul sonoro.

Il visual della campagna riprende la classica serie di rettangoli inglobata nel design o nell’interfaccia di molti apparecchi elettronici o digitali di riproduzione del suono e, basandosi sul fatto che in tali dispositivi i rettangoli si illuminano o prendono colore progressivamente all’aumentare del volume, la trasforma in una sorta di cartone animato, riuscendo a renderne benissimo la dinamicità anche in una rappresentazione statica.

Leggendo l’immagine da sinistra a destra, ovvero nella stessa direzione data all’aumento di volume su questo tipo di sensore, si vede pian piano comporre l’immagine stilizzata di una star musicale – Snoop Dogg, i Kiss Kiss, Miley Cyrus e David Bowie – che appare completa solo nell’ultimo rettangolo, ovvero al massimo del volume.
Il claim If you need to turn it up, you need a hearing test.” [trad. ita. “Se hai bisogno di aumentare il volume, hai bisogno di un test dell’udito”] fa il resto.

Bekol - campagna di sensibilizzazione
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Trovo che le icone musicali scelte per la campagna di sensibilizzazione siano state selezionate e rese benissimo, sia considerando i differenti target a cui può rivolgersi il messaggio [anche se con una predilezione stilistica per i più giovani, presumibilmente perché più ardui da convincere], sia per la riconoscibilità di ognuna sin da pochi elementi visivi.
La maggior espressione della creatività, però, sta a mio avviso l’utilizzo di un elemento metaforico – l’artista – successivamente smembrato in una sorta di sineddoche ricorsiva che genera un effetto dinamico sorprendente da percepire.
In sintesi, una fantastica campagna sociale.

Altre campagne di sensibilizzazione

Contribuire al fundraising guardando video

Obra do Berço, associazione filantropica brasiliana particolarmente attenta alle tematiche legate ai bisogni dell’infanzia, tempo fa ha lanciato un’intelligente iniziativa online denominata “Donate your view”, finalizzata alla raccolta di fondi da destinare al supporto delle persone svantaggiate.

Obra do Berço ha avuto veramente un’idea geniale tipica dell’approccio al pensiero laterale quando ha pensato di mettere a punto la sua campagna di raccolta fondi “Donate your view”. L’iniziativa, infatti si basa sull’utilizzo della potenziale viralità di alcuni contenuti audiovisivi d’appeal condivisi in Rete.

Ecco come funziona esattamente:


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In questo modo, gli utenti del portale-aggregatore di contenuti audiovisivi non devono far altro che gustarsi quanti più video possibili per contribuire alla raccolta fondi: si premia dunque il consumo e l’interazione senza richiedere versamenti in denaro, bensì sfruttando le dinamiche pubblicitarie proprie dell’online e la viralità. Veramente un’idea grandiosa e molto creativa, non trovate? 🙂

altre campagne sociali e di sensibilizzazione