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Un nuovo medium: la molletta da bucato [Aquamatic]

Personalmente sono una fan delle mollette da bucato, soprattutto quando vengono utilizzate in modo creativo [esempio che uso sempre durante le mie lezioni di Brand Management], e le uso o le ho usate per molteplici scopi, oltre che per stendere i panni: per chiudere pacchi di pasta e biscotti, per costruire scatoline e porta-oggetti, per tenere insieme le due parti di qualcosa da incollare con l’Attak senza compromettere le dita, per appendere fotografie, per raccogliere fogli di appunti e memo…
Deve essere una caratteristica genetica dato che il mio bisnonno le usava per scriverci sopra motti e mantra da tenere a mente. 😉

Aquamatic trasforma le mollette da bucato in testimonial, i Nose-Pins [da “clothespins”, ovvero “molletta” in inglese] dipingendoci sopra sei simpatici personaggi. Lo scopo è quello di utilizzarle come medium alternativo attraverso cui veicolare la propria campagna di direct marketing al fine di aumentare la propria awareness: ogni molletta è brandizzata e ogni omino illustrato ha una postura un’espressione indici – una volta appesa la molletta alla biancheria – di inequivocabile “estasi da bucato” causata dal fresco profumo del detersivo Aquamatic.

Aquamatic - direct marketing
[via]

Peccato solo che lo stesso effetto si ottenga facendo annusare agli stessi testimonial il bucato lavato con un detersivo competitor! 🙁

Altro sul direct marketing

M&M’s Fun Game per aumentare awareness e vendite

Ho scovato un’interessante campagna di direct marketing di qualche tempo fa ideata da M&M’s al fine di aumentare l’awareness del proprio marchio e le vendite del “family pack” del proprio prodotto a Taiwan. Si tratta dell’M&M’s Fun Game: un nuovo modo di “usare” le famose praline, divetendosi.

M&M’s aveva come obiettivo primario quello di incrementare la vendita del formato famiglia del proprio prodotto, aumentarne la frequenza di consumo valorizzando la brand experience dei propri “confetti”, nonché creare valore aggiunto rispetto a tale formato in modo che non fosse visto solo come una grande confezione di M&M’s da mangiare.

La creatività e le dinamiche del pensiero laterale hanno portato l’azienda a connettere il rivestimento colorato e la forma del proprio prodotto con gli scacchi cinesi. Fornendo insieme all’M&M’s Family Pack il “tabellone” degli scacchi e combinando le caratteristiche dei due elementi, il brand è riuscito ad aggiungere valore sia alla confezione che all’esperienza che dal consumo di quest’ultima deriva grazie al fatto che – attraverso il gioco – bambini e genitori avessero a disposizione un nuovo modo di trascorrere insieme del tempo, divertendosi e facendo merenda [anche se non molto sana, per la verità!].

M&M's Fun Game - direct marketing
[via]

I risultati non si sono fatti attendere: dopo il primo mese di promozione, M&M’s poteva contare sul 10% di vendite in più, su 560 post su Facebook e Plurk, sull’utilizzo del formato famiglia del proprio prodotto presso scuole e asili. Ben fatto!

Altro su M&M’s

Altro sul direct marketing

Altro sulla brand experience

Brandiverba: enigmistica, pensiero laterale e branding [edutainment]

A conclusione di questo long week end, per evitare che alcuni di voi rischiassero di annoiarsi, ho pensato di ideare e realizzare con l’aiuto di un tool online un “Brandiverba”: un cruciverba tutto incentrato sulle marche da sostituire a quelli che trovate online o in edicola per ammazzare il tempo facendo lavorare i neuroni e mettere a punto le vostre abilità creative di “pensatori laterali”.

Il cruciverba, oltre a essere uno dei giochi enigmistici che preferisco, è sicuramente tra quelli che meglio utilizza le leve del pensiero laterale, ben si presta – a mio avviso – a unire gioco e formazione, permettendo di esercitarsi nella connessione di elementi seguendo “percorsi” inusuali e originali, ovvero a essere utilizzato come strumento di edutainment.

Poiché il tema della mia identità coordinata attualmente è l’enigmistica usata in maniera creativa, il lunedì festivo mi è sembrata una bella occasione per regalarvi un “brandiverba”, un ibrido tra un test di awareness di marca e un cruciverba.
Buon divertimento e fatemi sapere che ne pensate! 🙂

Brandiverba by Alessandra Colucci

Qui potete scaricare le soluzioni

Altro sulla brand experience e sul pensiero laterale

Absolute Vodka e la prima campagna Whatsapp [guest post by Annalisa Bronzi]

Absolut Vodka pare sia stato il primo brand a sfruttare il potenziale comunicativo di Whatsapp – la popolare applicazione di messaggistica istantanea – per instaurare un dialogo diretto con i consumatori e promuovere il party di lancio della nuova serie limitata Absolut Unique in Argentina.

La tendenza attuale dei brand a essere presenti e attivi in Rete si declina nell’utilizzo delle piattaforme di social networking più diffuse [Facebook e Twitter, ad esempio], ma studi recenti dimostrano che parte del tempo speso su di esse viene sostituito con servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp [con i suoi 350 milioni di utenti attivi ogni mese].

Absolute Vodka - social networkingAbsolut Vodka ha dunque pensato di usare proprio Whatsapp per veicolare una campagna marketing di social networking e aumentare la propria brand awareness. A creare un contatto diretto tra i consumatori e la solitamente poco ciarliera marca, ci ha pensato infatti l’account Whatsapp di Sven, esigente buttafuori [virtuale] dell’esclusivo party di lancio, che poteva essere contattato per ottenere un invito alla festa.

Sven – in realtà la Community Manager di Absolut – non è risultato un buttafuori accomodante e semplice da convincere, e gli inviti extra riservati per i “NON VIP” erano solo due, così chi ha contattato Sven su Whatsapp si è ingegnato e ha impiegato la propria creatività per produrre qualcosa che lo sorprendesse, e che gli assicurasse la conquista dell’invito condividendo video, foto, audiomessaggi, surreali dialoghi e proposte…

I risultati della campagna sono stati molto positivi: più di 600 contatti, 3 giorni di chat ininterrotte con i consumatori, oltre 1000 contenuti geniali e creativi realizzati dai pretendenti per Sven: tutto questo a un costo sorprendentemente basso, ovvero quello di una scheda sim a cui associare l’account di Whatsapp.


[via]

Absolut Vodka ha accompagnato Whatsapp nel suo primo approccio al mondo delle campagne marketing e questa prima esperienza può essere definita un successo, dal mio punto di vistache premia la genialità nella semplicità.

Autore: Annalisa Bronzi – 2° anno IED Management Lab

Altro sulle app

 

Barbie, 55 anni e non sentirli!

Tra un paio di giorni Barbie, la bambola più amata di sempre, compirà 55 anni e dall’inizio dell’anno pare si stia dando un grand da fare per “rispolverare” la propria brand awareness, se mai ce ne fosse bisogno!

Dalla collezione di Salvo Filetti che la vede in versione sposa in stile “aristochic” e “renaissance” alla sua presenza nella collezione primavera-estate di Prénatal; dall’incursione nelle costruzioni per bambine di Megablock alle biciclette nate dal co-branding tra Dinobike e Barbie; dalle borse Pandorine che mimano glamour e ironia rendendo protagonista proprio la bambola più alla moda di tutti i tempi alla promozione Auchan dedicata a chi acquisterà una Barbie il giorno del suo 55° compleanno. Una vita sin troppo frenetica per la famosa cinquantacinquenne, non credete?

Dal comunicato stampa:

Barbie compie 55 anniIl 9 marzo 1959 fa il suo ingresso trionfale alla Fiera del Giocattolo di New York una nuova bambola: il suo nome è Barbie. La prima fashion doll al mondo è alta 29,5 cm, ha le fattezze di una giovane donna, e interpreta il desiderio e le aspirazioni delle nuove generazioni di rapportarsi con la vita adulta.

Dall’inizio degli Anni ‘60 Mattel si dedica a identificare i trend correlati ai gusti e ai desideri delle teenager: tutte le bambole, gli abiti e gli accessori del mondo di Barbie altro non sono che l’immagine riflessa delle maggiori aspirazioni delle bambine, in quanto permettono loro di proiettarsi, in maniera molto personale, nel mondo degli adulti. Barbie rappresenta un ideale femminile che è specchio sociale del nostro quotidiano ed esprime i trend del momento, si adegua alla nostra vita interpretando i sogni e le aspirazioni delle giovani generazioni.

La sua “carriera” è estremamente eclettica: è stata astronauta nel 1965 [prima che una donna varcasse i confini dello spazio], ballerina, hostess ma anche fashion editor, sergente del corpo dei Marines ben prima del soldato Jane, diplomatica, candidata presidenziale anticipando Geraldine Ferraro.
Ed è stata soprattutto diva e top model: più di 70 stilisti hanno disegnato i suoi abiti, tra cui Christian Dior, Balenciaga, Yves Saint Laurent, Giorgio Armani.

Un successo senza eguali, che le ha consentito di diventare l’UNICA BAMBOLA-DIVA, icona di tutti i tempi da cinquantacinque anni a questa parte. E come una vera diva – è bella, con un design ricco e accurato; non ha età, è sempre al passo con i tempi e rispecchia le ultime tendenze moda – ha colpito e contaminato con il suo fascino anche ambienti molto lontani da quello della bambola. Qualche esempio:

  • Nel 1985 l’artista Andy Warhol immortala Barbie in un quadro che diventa leggendario.
  • Barbie diventa interprete di un piccolo ruolo nel film della Disney-Pixar Toy Story 2.
  • Ne “I Simpson” esiste una bambola ispirata a Barbie chiamata “Malibu Stacy”.
  • Nel 2009, anno del suo cinquantesimo compleanno, Vogue le dedica una Barbie Black Issue, edizione ormai rarissima e ricercatissima dai collezionisti.
  • È del 2011 la collezione Barbie Loves Alitalia. La fashion doll più famosa del mondo ha indossato le divise storiche Alitalia create dai più grandi stilisti, dalle Sorelle Fontana ad Armani.
  • Salvo Filetti, noto italianissimo hair designer, con L’Oréal Professionnel, le dedica una collezione di acconciature che vengono esposte in tutta Italia e riprese dalle Beauty Editor delle maggiori testate fashion italiane.
  • Molteplici sono le celebrities a cui è stata dedicata una Barbie Collector, stelle del cinema come Audrey Hepburn e Grace Kelly ma anche stelle del pop, ultima delle quali la splendida J.Lo.
  • Nel 2014, anno del suo 55° compleanno Barbie si regala la copertina dell’edizione estiva di SPORT ILLUSTRATED riproponendo il mitico costume a righe bianche e nere del ’50… il mondo ne ha parlato!

Barbie il 9 marzo 2014 raggiunge un traguardo importantissimo: cinquantacinque anni di successi, di glamour, di bellezza, cinquantacinque splendidi anni da festeggiare insieme a chi l’ha accompagnata durante questi anni.

Barbie, che non ha età, ha raggiunto nel corso di cinquantacinque anni lo status dell’unica bambola diva. Modello di riferimento e simbolo di rilevanza culturale per le bambine, icona di stile per gli adulti. Barbie, che fa tendenza senza però essere mai una moda “di passaggio”, è una “musa” che ha ispirato e ispira designers, couturiers, stilisti, artisti di fama internazionale.

Altro sui bambini e sull’infanzia

 

Il futuro è nei branded content – ovvero – il mio settimo articolo su Comunicando

Solo da qualche giorno è online l’ottavo numero di Comunicando del 2013 [meglio tardi che mai! 🙂 ]in cui, oltre ai consueti spunti e alle variegate riflessioni offerti dalla rivista, potrete leggere un mio nuovo intervento sul “brand management e dintorni”. Stavolta il titolo recita “Il futuro è nei branded content” e si tratta della prima parte di una più ampia riflessione riguardo queste forme di comunicazione della marca.

I branded content “fondono gli obiettivi promo-pubblicitari delle corporate con altre tipologie di scopo e messaggio, quali entertainment (sicuramente il più gettonato), informazione, formazione e ibridi vari creati a partire da queste categorie” divenendo strumento fondamentale e molto creativo nella veicolazione del concetto di marca, nella creazione della sua awareness, non più basandola su un approccio “push” o “pull” al marketing, bensì focalizzandosi completamente sulla condivisione di esperienze ed emozioni con il target. Aspetto di sapere cosa ne pensate: buona lettura!

Le altre mie pubblicazioni

Master IED in Brand Management: il resoconto di “Brand @ Work” 2013

Soddisfatta e orgogliosa dei risultati ottenuti dagli studenti della 2° edizione del Master IED in Brand Management, condivido anche qui il resoconto di “Brand @ Work 2013”, l’evento pensato per riflettere sulle evoluzioni della marca e sul suo rapporto con il mondo del lavoro a partire dalla discussione dei project work sviluppati durante l’anno di corso.

Permettetemi un paio di ringraziamenti a nome mio e di Vincenzo Bernabei, l’altro coordinatore del master:

  • grazie a IED Roma perché continua a credere nella nostra idea formativa e ci supporta in ogni momento
  • grazie ai docenti che fanno parte del nostro team che mettono a disposizione del master la propria professionalità con passione
  • grazie a Soft Strategy, Anteprima 2, CNR-Insean, Pentole Agnelli, No Cash Day, Black Box, Birra Peroni, Adidas, Yamamay, per averci permesso di arricchire la didattica con testimonianze, case history e visite aziendali
  • ma soprattutto grazie agli 11 giovani professionisti con cui abbiamo avuto il piacere di lavorare per un intero anno con cui siamo riusciti a creare un dialogo sempre volto al confronto costruttivo e spinto dalla curiosità

Dal comunicato stampa:

Venerdì scorso presso l’aula magna dell’Istituto Europeo di Design di via Casilina, a Roma, si è tenuta l’edizione 2013 dell’evento “Brand @ Work”, occasione in cui gli studenti del Master in Brand Management hanno tradizionalmente modo di presentare il loro lavoro di fine anno, concepito in base alle esigenze comunicative delle aziende-partner del corso.

Il pomeriggio è stato scandito dal protagonismo dei ragazzi, che hanno avuto la possibilità di mettersi in evidenza inserendosi in un format che va ormai consolidandosi, e che ha visto la partecipazione attiva dei due coordinatori del master Vincenzo Bernabei (moderatore) e Alessandra Colucci (che ha introdotto i lavori con una lezione intitolata “Brand Builders. Le professioni del brand management”).

Al termine delle presentazioni, intervallate dai commenti dei rappresentanti di ciascun player di mercato analizzato nei project work, ha avuto luogo la consegna dei diplomi. Per “Pentole Agnelli” ha partecipato Danilo Amigoni (Direttore Commerciale); per CNR-Insean Francesco Salvatore (ricercatore) e Andrea Mancini (tecnico); per Soft Strategy Samuele Severi (responsabile Risorse Umane), Emilia Casile (responsabile Employer Branding) e Monica Cirillo (consulente); per No Cash Day è invece intervenuto l’ideatore della rassegna Geronimo Emili.

Di seguito il resoconto della giornata [qui lo Storify], completo dei link al materiale prodotto.

Brand builders. Le professioni del Brand Management

Partendo dalla definizione del concetto di brand, Alessandra Colucci – coordinatrice del master – ha messo in evidenza i motivi che rendono importante la cura della marca [tanto di una corporate, quanto di un individuo] e il modus operandi del brand management. Dopo aver dato risalto alle principali competenze e capacità che occorre acquisire al fine di poter dosare adeguatamente progettualità e creatività nell’ambito delle attività comunicative d’impresa, nell’intervento si è sintetizzato il metodo seguito – anche all’interno del Master IED in Brand Management – per la creazione di piani strategici per la marca e si è concluso con un excursus sulle varie figure professionali che direttamente o indirettamente contribuiscono alla definizione e veicolazione del patrimonio di brand, conferendogli l’awareness presso il pubblico-obiettivo.

Brand builders. Le professioni del Brand Management by Alessandra Colucci

Pentole Agnelli: piano di heritage marketing per l’azienda e brand strategy del punto vendita di Roma

Agnese Iannone e Arianna Pirandola si sono occupate di produrre un duplice piano strategico per il brand “Pentole Agnelli Professional Cookware”, leader nel settore HO.RE.CA. come produttore di strumenti di cottura professionali. Il primo piano è incentrato sull’individuazione e progettazione di azioni di heritage marketing volte a dare risalto al vantaggio competitivo della corporate, coincidente con il passato storico dell’impresa e della famiglia Agnelli; il secondo focalizzato sull’ampliamento del target del brand al settore casalingo a partire dall’aumento della visibilità del punto vendita monomarca di recente apertura a Roma e dell’associazione culturale a questo fortemente connessa, denominato Incontri in Cucina e specializzato in organizzazione di momenti di formazione ed eventi enogastronomici.

Piano di employer branding per Soft Strategy

Karina Heartel, Roberta Narducci e Riccardo Spagna compongono il team che si è occupato di stilare un piano di employer branding per Soft Strategy, società specializzata in consulenza direzionale e nel fornire servizi professionali alle imprese, il cui core business riguarda i processi aziendali. In questo caso le strategie hanno puntato a mettere in risalto l’approccio “soft” dell’azienda, connotandola come “boutique della consulenza”, oltre a fornire idee pragmaticamente realizzabili riguardo l’accrescimento  del senso di appartenenza al brand, la fidelizzazione dello staff già parte dell’impresa e le modalità creative di recruitment finalizzate ad attrarre giovani talenti/neolaureati e, contemporaneamente, sostenere e rafforzare all’esterno la marca “Soft Strategy”.

Piano di branding optimization per CNR–Insean

Sara Barone, David Callari e Donato Perrotta hanno lavorato alla definizione di un progetto volto all’ottimizzazione delle risorse di brand del CNR-Insean, Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale afferente al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ovvero un centro di ricerca applicata ai settori dell’ingegneria navale e marittima. Le strategie presentate sono state suddivise in base a quattro distinti focus: l’aumento della riconoscibilità del brand e della sua coerenza nella comunicazione verso l’esterno, l’ampliamento della visibilità della marca in relazione al proprio settore e in generale al mondo della ricerca grazie a una maggiore presenza in Rete e all’organizzazione/partecipazione a eventi, la promozione delle attività svolte dal centro e lo sfruttamento delle leve dell’heritage marketing come vantaggio competitivo attraverso la valorizzazione delle risorse esistenti e del patrimonio storico  del centro, anche in vista del suo 90° anniversario (che cadrà nel 2017).

Piano di re-branding e lancio dell’evento NO Cash Day

Romina Lapolla, Giulia Tornese e Gaia Zangrilli hanno avuto modo di cimentarsi nel re-branding e nel lancio del No Cash Day del 2013, evento ideato da Geronimo Emili e dedicato alla lotta al denaro contante [war on cash] e alla diffusione della moneta elettronica. Il piano strategico ha come obiettivo l’aumento dell’awareness dell’iniziativa, del consenso sociale e dell’interesse da parte di potenziali sponsor. A tal fine il team ha proposto alcune migliorie da apportare agli strumenti di comunicazione online dell’evento, alcune interessanti idee per promuoverlo in Rete, nonché alcuni spunti sui contenuti da sviluppare durante il lancio, la conferenza stampa di presentazione e la giornata dedicata alla lotta al contante del prossimo giugno.

Ora siam pronti all’inizio della 3° edizione del Master IED in Brand Management prevista per il 5 Aprile 2013. 🙂

Il master in breve:

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti.

Per info, iscrizioni e adesioni:
tel. > 0670703032-33
e-mail > master@roma.ied.it
sito > iedmasterbrandmanagement.com
form > richiesta informazioni

Altro sul Master IED in Brand Management:
Master IED in Brand Management: alcuni dettagli su Brand @ Work 2013 [evento 1° Marzo, Roma]
Il Master IED in Brand Management e “Brand @ Work 2013” [1° Marzo, Roma]
Brand Management, clienti e competenze: la mia lectio magistralis allo IED is More
– Master IED in Brand Management allo IED is More [lezione gratuita 2 Febbraio]
– Handle with [brand] care: il resoconto dell’evento
– Brand Management: design, ma di strategie! – la mia lectio magistralis allo IED is More
– Handle with [brand] care: il packaging e il Master IED in Brand Management [lezione aperta 9 Novembre]
– Iscriviti al Master IED in Brand Management 2013 e “testalo” allo IED is More [lezione gratuita 27 Ottobre]
– Cappuccetto Rosso al Master IED in Brand Management [esercizi di stile]
– Il Master IED in Brand Management e le sue case histories 2012
– Personal Branding Day: il resoconto dell’evento dal mio punto di vista
– Master IED in Brand Management 2012: programma e docenti
– Master IED in Brand Management: il resoconto di “Brand @ Work”
– Master IED in Brand Management e l’evento “Brand @ Work” [4 aprile a Roma]
– Brand is… storytelling – la mia lectio magistralis allo IED is More
– Master IED in Brand Management allo IED is More del 25 febbraio a Roma [lezione gratuita]
– Brand is everywhere – la mia lectio magistralis allo IED Open for Master
– Re-branding Rione Sanità: il resoconto dell’evento
– Master IED in Brand Management all’Open for Master + mia micro-lezione [26 novembre a Roma]
 Il Master IED in Brand Management organizza “Re-branding Rione Sanità” [25 novembre a Roma]
– Vuoi diventare un Brand Manager? Iscriviti al Master IED in Brand Management del 2012
– Il Master IED in Brand Management e le sue case histories 2011

Arte, awareness e… finestre

Vue Privée Gallery, galleria d’arte di Singapore, per acquisire visibilità e notorietà ha pensato di trasformare i panorami della città asiatica in opere d’arte.

Vue Privée Gallery ha usato la creatività per acquisire awareness presso il suo pubblico potenziale. Per promuoversi ha creato delle partnership con centri commerciali, ristoranti, uffici, negozi e spazi pubblici in generale convincendoli a partecipare alla sua campagna di ambient marketing personalizzando le proprie finestre con delle vetrofanie create ad hoc in modo che la texture utilizzata trasformasse la vista sulla città di Singapore in magnifici quadri impressionisti.

Vue Privée Gallery - ambient marketing
[via]

L’adesivo applicato alle vetrate, infatti, è stato creato in modo che distorcesse oggetti, colori e ogni più piccolo dettaglio affinché le loro forme imitassero le vorticose pennellate e riproducessero gli effetti di luce propri dell’arte d’avanguardia impressionista.
Un’idea elegante quanto geniale per aumentare la voglia dei passanti di visitare la galleria d’arte regalando loro una prima esperienza del brand.

Tale utilizzo della vetrofania, basata su un tipo di distorsione dell’immagine legata alle avanguardie artistiche, oltre che a fini promozionali potrebbe essere utilizzata anche in luoghi d’arte, uffici e musei in sostituzione degli spesso orrendi vetri smerigliati utilizzati per assicurare la privacy di bagni o stanze dalle porte a vetro o dalle finestre troppo esposte al passaggio: in tal modo, oltre alla classica funzione oscurante a protezione dell’intimità, si otterrebbe così un effetto ornamentale piacevole che “arrederebbe” tali spazi come solo l’arte sa fare.

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Brand Management: design, ma di strategie! – la mia lectio magistralis allo IED is More

Sabato, in occasione dello IED is More, occasione d’incontro organizzata dall’ Istituto Europeo di Design di Roma per presentare la sua offerta didattica post-laurea, ho tenutto una lectio magistralis aperta al pubblico per il Master IED in Brand Management dal titolo “Brand Management: design, ma di strategie!”: di seguito le slides utilizzate a supporto del mio discorso.

La lezione “Brand Management: design, ma di strategie!” voleva essere di spunto per evidenziare che il lavoro di chi – come me – si occupa di ideare piani strategici per aumentare l’awareness di una marca [che sia personal o corporate] è assimilabile a quello di un designer, tanto per il metodo, quanto per la creatività necessaria:

“Il designer è la figura progettuale per eccellenza e occuparsi di brand management vuol dire prima di tutto progettare. Non si progettano mobili, auto, abiti, né oggetti di alcun tipo, bensì universi valoriali, azioni comunicative e di marketing, si progettano essenzialmente idee, idee creative che renderanno i brand riconoscibili, aumenteranno la loro visibilità e reputazione, li renderanno forti e carismatici in modo da distinguerli dai propri competitor sul mercato.
Chi si occupa di brand management è un designer di strategie!

Brand Management: design, ma di strategie!

Ringrazio moltissimo Alex Demetz ed Emma Marino per aver portato la loro esperienza di ex studenti del Master IED in Brand Management e l’Ing. Marinella Mana, AD di Black Box Network Services per la sua testimonianza come caso di studio per uno dei progetti della passata edizione del master: mi ha reso veramente felice notare il loro entusiasmo e che conservano un così bel ricordo del master! 🙂

Ora vi aspetto il 9 novembre per la lezione aperta sul packaging dal titolo “Handle with [brand] care”! 😉

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