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Grana Padano e l’educazione alimentare – ovvero – In Germania grattuggiano il parmigiano con il temperamatite

Grana Padano non è esattamente la mia marca preferita di parmigiano [anzi!] ma devo dire che trovo il suo nuovo portale per l’educazione nutrizionale veramente un’idea interessante e ben strutturata, soprattutto considerando che in Germania per aumentare il consumo di parmigiano hanno pensato bene di dargli la forma di matita. 🙁

Il sito dedicato da Grana Padano all’educazione alimentare è colmo di consigli alimentari su fabbisogni calorici e cibi che fanno ingrassare, oltre a diverse ricette gustose e salutari: è possibile fin’anche ricevere via email due menu per ogni stagione “personalizzati in base alle calorie che devi consumare per non ingrassare, composti da 5 pasti per ogni giorno della settimana e ricette gustose, realizzati da nutrizionisti per un equilibrato apporto di nutrienti utili alla salute”.

Sul sito si possono dunque trovare tante informazioni sulla nutrizione e lo stile di vita di tutta la famiglia:

  • i manuali sulla corretta alimentazione per tutte le età
  • le schede di alimentazione per patologie
  • i video sui principali nutrienti
  • la newsletter per ricevere notizie e informazioni sul corretto stile di vita, sull’attività fisica, le ricette della salute…
  • i focus pensati per i medici, gli insegnanti e i genitori.

Nonostante la grafica non sia proprio il massimo, dato che la scelta del grigio come sfondo non sia molto “appetitoso” per gli occhi e suddivisione degli spazi addirittura eccessivamente  istituzionale, dal punto di vista contenutistico il progetto è pieno di spunti, alcuni anche alquanto creativi.
Una nota stonata: perché per avere il menu personalizzato devo lasciare anche il numero di telefono? La cosa mi ha fatto desistere e la mia coriosità si è immediatamente dissipata: non ne posso più delle telefonate di operatori di varia provenienza!

In ogni caso una buona idea, soprattutto considerando quali abomini si inventano all’estero per aumentare il consumo di parmigiano, dandogli la forma in dei matitoni ripieni di pesto, tartufo o chili, da temperare [il temperamatite è nella scatola!] direttamente sul cibo nelle quantità mostrate dall’immagine sul retro della confezione. Da brivido [almeno per me], nonostante pare che ne abbiano vendute parecchie! 🙁

Deli Garage - Permesan Pencil
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“Finte” ferie agostane 2011 tra Abruzzo e Umbria [con ricetta]

Preferisco viaggiare in altri momenti dell’anno, meno “affollati” e meno costosi, dunque ad Agosto lavoro e mi godo Roma deserta e piena di parcheggi disponibili ovunque.

Qualche momento di “stop”, però, me lo sono concesso: dalle ore 18 di venerdì 12 agosto alle ore 9 di mercoledì 17. Queste ben 111 ore di “finte” ferie agostane le ho trascorse tra Roma, Pietrasecca, Cappadocia, Camporotondo, Todi, Camerata e Montefalco… che detto così suona come un tour de force tra Abruzzo e Umbria, ma giuro che è stato molto rilassante.

Niente arte contemporanea, stavolta, niente mare, solo grandi abbuffate e passeggiate in montagna per rilassarmi e disintossicarmi un po’ dai social media.

12/08/2011 Roma: da Piazza Istria a Piazza Navona passando per il forno in Via della Scrofa

Alle ore 18 di venerdì 12 agosto ho ufficialmente dato il via alle mie “finte” ferie 2011 con questo tweet:

Alessandra Coluccialebrandcare Alessandra Colucci
Udite, udite! Dò ufficialmente inizio a un long week-end di completo fankazzismo.
Evviva! Evviva! #workhaolicmodeoff =)

A seguire, una doccia, una selezione musicale particolarmente internazionale e poi una bella passeggiata romana condita dall’assoluto divieto autoimposto di utilizzare mezzi automatizzati per gli spostamenti.

Piazza Navona a Roma - © Alessandra ColucciPartendo più o meno da Piazza Istria ho raggiunto Via Nemorense, sempre dritto percorrendo Via Tagliamento e Via Po (una puntatina a Coppedè, come si conviene), poi Via Sicilia e Via Veneto in discesa fino a Pizza Barberini, lungo Via del Tritone per raggiungere Via del Corso ed arrivare a Piazza Colonna per poi perdersi tra le viuzze sbucando a rimirare il Pantheon. A quel punto avevo un certo languorino, dunque ho raggiunto il forno a metà di Via della Scrofa, il mio preferito in centro, per fare incetta di pizza e “brutti ma buoni” da gustare con lo sfondo di Piazza Navona (proprio lì vicino), meravigliosa come sempre!

Son rimasta lì per una mezz’ora abbondante e poi mi son rimessa in cammino per tornare indietro, ma senza replicare il percorso: Via del Corso di nuovo, Piazza di Spagna, le scalinate, Via Sistina, Via Ludovisi e poi lungo tutta Via Boncompagni fino a Piazza Fiume, dunque Via Nizza e, attraversando Viale Regina Margherita e Piazza Dalmazia, di nuovo a casa percorrendo un bel tratto di Corso Trieste.
Un tour bellissimo di un paio d’ore (esclusa la sosta) tra i meravigliosi edifici di una Roma quasi completamente deserta! 🙂

13-15/08/2011 Abruzzo: Pietrasecca, Cappadocia, Camporotondo

Il giorno seguente, dopo aver assaporato “il sonno dei giusti” (i giusti in questo caso son coloro che camminano ore dopo giorni di completa inattività) ho trasformato la mia casa in una SPA concedendomi un luogo bagno tiepido, una maschera rigenerante e un po’ di musica prima di vestirmi da montanara e preparare panini.

Ricetta: Il panino al pomodoro perfetto

Ingredienti:
1 ciabatta
5-6 pomodori ciliegino
olio extravergine d’oliva
qualche foglia di basilico
origano, sale e pepe q.b.

Preparazione:
Tagliare la ciabatta e i ciliegino a metà per la lunghezza.
Usare parte delle metà ottenute dai ciliegino per strofinarle sulla mollica di entrambe le parti del pane sinché sia completamente bagnata e colorato dal pomodoro. Usare le altre metà dei ciliegino disponendole con la parte interna sul pane in modo che ne ricoprano la superficie e spingendole un po’ con le dita in modo che anche il loro succo esca a bagnare il pane.
Condire con olio, sale, pepe e origano e distendere le foglie di basilico spezzate a metà con le mani su tutta la superficie.
Sovrapporre le due metà della ciabatta come per ricomporla nella sua precedente forma e schiacciare un po’.
Si consiglia di non mangiare subito il panino, ma di aspettare 30-60 minuti in modo che il condimento abbia il tempo di insaporire il tutto.
N.B. Al semplice pomodoro si può accostare tonno, mozzarella o altri ingredienti a piacere. 😉

Tempo di preparazione: 5 min. a panino (niente multitasking, ma vale la pena!)

La meta finale era Camporotondo, un agglomerato di case abruzzesi poco sopra Cappadocia, ma prima di arrivare era previsto un pic nic e una lunga sosta caffè, in luoghi che sarebbero stati definiti in base alla pura ispirazione. La prima tappa, quella per il pic nic, è stata Pietrasecca: poco fuori il paese c’è una piccola zona attrezzata con grandi tavoli e panche di pietra, perfetti per i pranzi al sacco. Caffè e ammazzacaffè sono stati consumati a Cappadocia, nel bar principale, l’unico con i tavolini all’esterno: non un granché, ma fresco e piacevole.
Camporotondo è stato raggiunto nel tardo pomeriggio e subito mi ha accolto con una fetta di torta di mirtilli e un ulteriore caffè (i miei genitori mi conoscono bene 🙂 )… e da qui non ho mai smesso di mangiare.

Camporotondo (Abruzzo) - ©Alessandra Colucci

Tra focaccia fatta in casa, sfilacciullo (pasta aglio, olio e acciughe: specialità di mia madre), grigliate varie e qualche passeggiata nei boschi per smaltire il tutto son sopravvissuta fino al pomeriggio del giorno di Ferragosto poi, per non aumentare troppi kili e per evitare la terza sera in compagnia del terribile pianobar organizzato da “Il bucaneve” (unica attrattiva del posto se non si vuol prendere la macchina), ho abbandonato Camporotondo alla volta della mia amata Umbria.

15-16/08/2011 Umbria: Todi, Camerata, Montefalco

Camerata (Umbria) - ©Alessandra Colucci

Todi mi ha accolto con una bellissima serata di swing in piazza, di fronte agli edifici in stile romanico di cui avevo quasi dimenticato la rara bellezza (al locale dove ci siam seduti io e i miei amici non sapevano cosa fosse il Porto, ma non si può aver tutto dalla vita! 😀 ): una serata piacevolissima di musica, risate e una breve passeggiata.
Ho dormito a Camerata a casa di amici, luogo che mi ha regalato un risveglio con impertinenti uccellini e vallate di ulivi e verde a non finire. Dopo un paio di caffè in case diverse, tanto per gradire e portare saluti, siamo andati a pranzo a Montefalco… è qui lascio parlare le immagini.

Montefalco (Umbria) - ©Alessandra Colucci

Satolli, siamo rientrati a Roma in serata ché il giorno dopo il dovere avrebbe fatto nuovamente irruzione tra le folate di vento caldo agostano!
P.S. Consiglio a chi necessita relax lo stesso giro o un qualcosa di simile: è veramente rigenerante! 🙂

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McDonald’s: cibo spazzatura, ma… di qualità

Di McDonald’s non si smette mai di parlare e sparlare. Negli ultimi tempi il famoso brand del settore fast food è stato protagonista di due differenti tipologie di comunicazione: da una parte “cavia” dell’esperimento di Sally Davis sull'”eterna giovinezza” dei suoi prodotti, dall’altra dall’altra protagonista sempre più convinto della campagna a favore delle tradizioni alimentari “locali” e, in particolar modo, del Made in Italy con Mozzarillo.

L’ETERNA GIOVINEZZA DI HAMBURGER E PATATINE McDONALD’s

Da una parte, dunque, Sally Davis osserva e documenta 137 giorni di vita di un Happy Meal scoprendo che poco o nulla cambia con il passare del tempo: niente muffe, nessun sintomo (a parte il colore della carne) di decomposizione.
La giustificazione per quella che sembra una stranezza orribile, trattandosi di cibo, pare non stia esclusivamente nella quantità di conservanti presenti negli alimenti, bensì nel quantitativo di grassi che questi contengono: il 50% circa. Il grasso renderebbe carne, patatine e panino praticamente impermeabile e dunque poco ghiotto per muffe e batteri (che evidentemente sono più furbi di noi 🙁 ).

Esperimento fotografico di Sally Davis sui prodotti McDonald's

Fonti: Il Post, il sito di Sally Davis

L’ATTENZIONE AL MADE IN ITALY DI McDONALD’s

Sul versante opposto del fronte comunicativo, McDonald’s si propone come azienda attenta alle specificità locali – ricordate i vari McItaly e simili? -, e dunque come sostenitore del Made in Italy e della qualità: nasce Mozzarillo, il McBurgen con mozzarella (100% latte italiano dalla forma studiata appositamente per non dover essere tagliata), salsa di basilico e pomodoro racchiusi nel panfocaccia cosparso di origano. L’operazione dovrebbe portare benefici economici all’Italia così com’è stato con l’aumento delle esportazioni di Parmiggiano Reggiano DOP, Asiago e Pancetta della Val Venosta contenuti nei precedenti McItaly.

Fonti: A Bagnomaria, McDonald’s website

INCOERENZE DI BRAND?

A questo punto, cos’è McDonald’s? Un marchio attento alla qualità degli alimenti che distribuisce oppure l’ennesimo fast food dispensatore di cibo-spazzatura? Qual è la sua brand promise?

Il famoso brand americano sembra volersi allontanare dalle prerogative e dai valori del fast food, utilizzando prodotti e alleadosi con brand (o percepiti come tali quali il Made in Italy) che producano associazioni positive e trasmettano l’attenzione alla “qualità”. Allo stesso tempo, pare non avere coraggio o volontà di fare in modo che questo cambiamento sia radicale, che effettivamente produca un miglioramento generalizzato della qualità degli alimenti utilizzati nella catena.

In una situazione come questa si rischia di peggiorare la reputazione di brand a causa della poca chiarezza e coerenza dei valori che esso propone, apparendo come marca “falsa” e “inaffidabile”.
A mio avviso, il maggior rischio lo corre in ogni caso chi accosta la propria immagine a McDonald’s: siamo sicuri che i benefici economici che provengono dall’aumento delle esportazioni di alcuni alimenti sarebbero comunque convenienti qualora portassero ad una diminuzione della qualità percepita in relazione ai prodotti esportati? Siamo convinti che questo faccia bene al Made in Italy e non ne snaturi le caratteristiche?

Secondo me occorrerebbe riflettere meglio prima di creare queste commistioni, voi che ne pensate?