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Castello di Volognano: rebranding e presentazione del marchio

Sono orgogliosa di dire che, insieme a Vincenzo Bernabei, mi sono occupata del rebranding di Volognano, un bellissimo borgo dell’area del Chianti Colli Fiorentini, vicino a Rignano sull’Arno e a soli 16 km da Firenze. La proprietà comprende un meraviglioso castello trasformato di recente in struttura ricettiva, una location per eventi ricavata dalla antiche cantine e 200 ettari di vigneti e uliveti da cui vengono ricavati ottimi vini e olio extra vergine di oliva.

Volognano - panorama

Nel restyling dell’identità di marca di Volognano, ho curato l’analisi di branding, dei target, del mercato di riferimento e dei suoi trend attuali. Successivamente sono stata coinvolta nella definizione del nuovo assetto valoriale di brand e dunque nella creazione del marchio e del coordinato. Infine mi sono occupata della strutturazione del nuovo sito in doppia lingua [italiano e inglese] attraverso il quale viene presentata la variegata offerta di Volognano.

Volognano permette di personalizzare la propria esperienza di viaggio grazie ai molteplici ambiti a cui ha associato la propria attività:

Nell’arco della sua lunga storia, Volognano è stato sempre un affascinante crocevia dalla posizione strategica [tanto affascinante da attrarre e ospitare tra le sue mura personalità del calibro di Gioacchino Rossini, Giosuè Carducci ed Enrico Fermi], data da un lato dalla sua vicinanza a Firenze e dall’altro dal suo essere punto di osservazione dominante sulle terre circostanti. La sua vocazione di terreno di incrocio e di incontro attraverso le varie epoche non sembra essersi mai eclissata.

Volognano - logoIl marchio è stato studiato per rappresentare l’identità di brand del Castello di Volognano garantendone la sintesi visiva dei valori e un’alta carica metaforica. Il simbolo, infatti, rappresenta iconicamente un singolo dettaglio del Castello: i merli della torre. Tale dettaglio permette di rimandare visivamente a tutto il complesso di Volognano – dunque alla sua territorialità e al suo heritage – e al contempo ricordare la sua antica e moderna funzione di punto d’incontro.

I merli della torre sono infatti rappresentati in modo da poter essere anche interpretati come ponte, un elemento di connessione tra le apparenti contraddizioni che convivono nella struttura: antico e moderno, cultura e relax, città e campagna, il suo essere sofisticato con il suo essere rustico.

Tale marchio viene completato da un logotipo dalla font bastoni snella e “ariosa”, capace di attribuire al marchio nel suo complesso una certa grazia ed eleganza, a tratti stilosa a tratti semplicemente leggiadra. Il lettering “Volognano” rimanda dunque direttamente all’esperienza completa della vita del borgo, tra rimandi storici e una notevole dose di comfort.

Al marchio è stata aggiunta la tag-line “live • taste • learn”. Tale tag-line si presta a mettere in evidenza le caratteristiche dell’offerta del Castello di Volognano e tutti e tre i termini selezionati ne sottolineano l’esperienzialità:

  • “live” è il termine a testimonianza delle possibilità di alloggio ed esplorazione di territori e città circostanti
  • “taste” appare come riferimento a degustazioni, pasti e percorsi enogastronomici di cui è possibile divenire protagonisti frequentando la struttura
  • “learn” va a coprire non solo la parte di apprendimento indissolubilmente legata a qualsiasi tipologia di viaggio e di turismo, ma anche specifiche attività di formazione organizzate nei vari locali del complesso

Infine, al marchio Volognano è stato associata una nuance rosa antico, colore che ricorda quello delle mura del Castello, ha in sé il calore delle tonalità di terra, il riferimento al passato e riporta a un’atmosfera accogliente, avvolgente, rilassante. A questo può essere alternato l’uso del grigio scuro, di rimando a un lusso [solitamente rappresentato dal nero] sobrio e senza eccessi, istituzionale quanto contemplativo, forte elemento di attrazione sia per gli occhi che per i pensieri.

Non vi fa venir voglia di passarci un week end? Per approfondire vi consiglio di visitare il sito.

Un long week-end enogastronomico in Toscana

Per il ponte del 25 Aprile sono stata in Toscana con un gruppo di amici e abbiamo fatto un bel giro in van a Pienza e dintorni, nella regione famosa per la produzione vitivinicola, ma non solo…

Toscana - campagna

L’idea era quella di trascorrere tutti insieme uno spensierato week-end lungo godendo delle gioie che l’enogastronomia sa dare e, per esser certi di non avere brutte sorprese in fatto di “esperienze di gusto”, abbiamo deciso di andare in Toscana e, più precisamente, nei dintorni di Pienza: come previsto, abbiamo degustato vino buonissimo, mangiato pici [un tipo di pasta fresca tipica di quei luoghi] e crostini toscani a più non posso, goduto degli splendidi panorama campestri e riso moltissimo. Anche il meteo è stato alquanto clemente nonostante le avverse previsioni, dunque direi che è stata una mini-vacanza molto riuscita.

LOGISTICA: IL VAN

Visto che l’obiettivo era quello di trascorrere un po’ di tempo tutti insieme, per evitare di dividerci in più automobili durante i vari tragitti [e anche di passare metà del tempo fermi da qualche parte ad aspettare i dispersi 🙂 ], abbiamo pensato che poteva essere interessante prendere un van da 9 posti a noleggio: con poco più di 400 euro ci siamo assicurati un Mercedes Vito per l’intero fine settimana e con altre 90 euro di carburante Diesel ci siamo andati in giro per quasi 700 km.

Considerato il comfort, il divertimento, nonché la capienza del bagagliaio [che è sempre garanzia di buona risuscita di un viaggio in cui si visitano delle cantine! 😉 ] in rapporto alla spesa, si tratta di una scelta che consiglio vivamente a chi vuol trascorrere un week-end con gli amici girovagando.

LOGISTICA: IL PERNOTTO

Dopo un po’ di ricerche online e scambi di opinioni, dato lo spirito della vacanza, abbiamo optato per prenotare un agriturismo abbastanza vicino alle “tappe” più o meno pianificate del nostro viaggio, ma che ci permettesse di riempirci gli occhi della veduta sulle campagne toscane, tanto per cambiar completamente contesto e panorama rispetto a quello della nostra quotidianità.

Toscana - Podere Conte Ugo

La nostra scelta è ricaduta sull’agriturismo “Cacciamici & Conte Ugo”, composto da due splendidi casali posti uno a monte e uno a valle di una piccola collina vicino Pienza. Entrambe le proprietà sono organizzate in spaziosi appartamenti comprensivi di bagno e cucina, godono di panorama mozzafiato sulla valle e sono completamente circondati da spazi verdi attrezzati con gazebo, tavolini e sedie, nonché dotati – nel caso del podere Conte Ugo – di piscina e altalene per grandi e piccini. Non credo di dover aggiungere – ma lo faccio ugualmente – che svegliarsi lì è veramente rilassante, anche per chi come me non potrebbe mai non vivere in città. 😀

L’unico neo, per chi capita nel podere Conte Ugo, potrebbe essere il fatto che la colazione venga servita presso il podere Cacciamici, dunque essere predisposti a muoversi in auto o a fare dieci minuti di passeggiata. D’altra parte, con tutte le leccornie che vengono preparate per colazione, vi ritroverete ad apprezzare la passeggiata post-abbuffata, dato che non credo riuscirete a resistere allo yogurt e alle numerose torte fatte in casa che vi verranno proposte! 😉

PUPILLE & PAPILLE: CIBO E VINO

Essenzialmente il mio ponte del 25 Aprile in Toscana si è trasformato in tre giorni di continue colazioni, pranzi, aperitivi, cene e degustazioni. In particolare ho apprezzato molto la nostra gita a San Quirico d’Orcia dove, oltre al fatto che ad accoglierci abbiamo trovato una sfilata di splendide auto d’epoca, abbiamo partecipato all’“Orcia Wine Festival” che, a fronte del pagamento di 5 euro di biglietto, ci ha dotato di calice e permesso di prendere informazioni da ben 17 produttori locali di vino e olio, nonché di degustare tutto quello che attirasse la nostra curiosità: non nascondo che siamo usciti di lì molto felici [anche perché un po’ brilli 😛 ] e pieni di pacchi per gli acquisti fatti.

Toscana - Bagni Vignoli

Per quanto riguarda pranzi e cene in Toscana si ha l’imbarazzo della scelta [e io non saprei neppure elencare tutti i posti in cui ci siamo fermati a mangiare in tre giorni], ma in particolare vi consiglio di fare in modo di capitare vicino a Bagno Vignoli in tempo per il pranzo o per la cena perché all’“Osteria del Leone” potrete gustare i crostini toscani che al momento sono al top della mia classifica, dei fantastici pici all’amatriciana con guanciale di cinta senese dop e una fiorentina di chianina da leccarsi i baffi [anche per chi non li ha 😉 ]. Oltretutto il locale è molto accogliente ed è immerso in un contesto quasi “magico” – soprattutto la sera – vicino alle terme.

Per i crostini comunque mi sento anche di consigliarvi l’“Osteria del Cardinale” a San Quirico d’Orcia, mentre se preferiti i pici all’agliona ne ho assaggiati di ottimi “Al Chiaro di Luna” a Celle sul Rigo [via del Poggio, 6].

Se vi ho fatto venir fame e voglia di partire, fatemelo sapere! 😀

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A spasso per Firenze tra docenze, arte contemporanea ed esperienze di gusto

Ad Aprile ho trascorso un paio di fine settimana a Firenze. Ci sono tornata per tenere delle lezioni di Brand Management al Master IED in Marketing Territoriale, ma ho avuto modo anche di gironzolare per la città, di guardarmi un paio di belle mostre di arte contemporanea e di testare la cucina fiorentina [e non] in diversi ristoranti.

LE STRADE DI FIRENZE

Firenze è una città suggestiva. Che si stia da una parte o dall’altra dell’Arno, ogni vicolo e stradina ha qualcosa da raccontare, qualcosa che incuriosisce, per poi aprirsi su una delle notevoli piazze che danno aria allo sguardo prima che sia pronto a concentrarsi nuovamente su altri vicoli e stradine: iniziando da Piazza Duomo che – come ovvio – “contiene” e “raccoglie” una serie di meraviglie architettoniche che non c’è neppur bisogno di descrivere, a Piazza de’Pitti che in realtà si configura quasi come un anfiteatro sempre pronto ad accogliere schiere di turisti dai piedi un po’ malconci desiderosi di assistere allo spettacolo [e di spettacolo ce n’è sempre uno: che sia semplicemente il sole che fa capolino, qualche saltimbanco che si esibisce o uno di quelli organizzati dal comune], a Piazza Santo Spirito con il suo mercato del sabato mattina [non ho idea del fatto se il mercato sia attivo anche in altri giorni]… e così via.

Una delle bellezze di Firenze consiste, a mio avviso, proprio dall’essere attraversata dall’Arno. Il fiume pare dividerne e, allo stesso tempo, unirne le due anime: una maggiormente frequentata, più commerciale e turistica, più elegante; l’altra non meno “snob” della prima, ma più popolare e meno prettamente turistica. I ponti sembrano alamari che si sforzano di far coincidere atmosfere così differenti, ma che – fortunatamente per la pluralità di prospettive – sono in quest’opera impediti dal corso dell’Arno che sinuoso si fa garante della coesistenza delle due anime di Firenze, pur consentendone e caldeggiandone il dialogo attraverso i ponti.

Una caratteristica che è propria di goni zona di Firenze che mi è capitato di attraversare è la compenetrazione tra commercio e cultura: la cultura artigiana è alla base delle botteghe orafe come delle attività commerciali e bancarelle varie specializzate nella lavorazioni della pelle e del cuoio; l’arte è abilmente “venduta” ai turisti senza perdere la sua valenza estetica nei musei, nelle gallerie e persino in qualche chiesa; la tradizione enogastronomica rende viva l’attività commerciare e possibile l'”acquisto” di esperienze irripetibili altrove.
A chi pensa che questa commistione sia un male dico solo che si sbaglia: Firenze appare fiera, attraente, di gran valore per gli occhi e per la mente e son sicura che è così che viene percepita da chi la visita.

PUPILLE & PAPILLE: DOVE E COSA HO MANGIATO

A proposito di enogastronomia, a Firenze è possibile innalzare il mangiare da bisogno irrinunciabile a esperienza di gusto. Impossibile per me non citare nuovamente la mia cena al “Cenacolo del Pescatore”, luogo in cui – almeno per il mio palato – la mia permanenza in territorio fiorentino ha raggiunto l’apice grazie al “viaggio in cinque portate” già descritto.

Assurdo, poi, sarebbe non far parola del “coreografico” pranzo da “Sabatini” che dal 1924 prepara dei gustosissimi “Spaghetti Sabatini”, ovvero spaghetti flambé [sì, flambé, non è una svista] da consumare nel suggestivo quanto storico locale dagli arredi originali in legno scuro in perfetto stile anni ’20 e dal meraviglioso giardino d’inverno che rende allegre e vivaci anche lo giornate più cupe e piovose.

Per chi, invece, non vuol sovraccaricarsi di emozioni, ma ci tiene a far vivere alle proprie papille una esperienza notevole, il mio consiglio ricade su “Sant’Agostino 23”, trattoria dalla curata cucina, allegra, composta da un dedalo di sale e salette colorate e da un grazioso spazio all’aperto. Qui ho avuto modo di assaggiare un prelibato “Millefoglie di zucchini, mozzarella e acciugata” ha lasciato di stucco il mio palato e un’ottima “Orecchia di elefante” che altro non è che una mega fetta di vitella impanata e fritta servita con patatine a sfoglie e una salsa acciugata che avrei voluto ardentemente portar via, tanto era buona [soprattutto con le patatine a cui dava un gusto unico].

Infine, non potete farvi mancare i “Crostini toscani”, meravigliosi quelli preparati al “Sasso di Dante” [che ho già “recensito” in passato] in cui sono tornata appositamente prima di ripartire.

ARTE: PALAZZO STROZZI E LA STROZZINA

Con poche ore libere e tanta voglia di relax e di spunti creativi, altro non mi è venuto in mente se non dedicarmi alle esposizioni di Palazzo Strozzi e dell’attigua Strozzina per trovare arte contemporanea [una delle mie passioni – a colpo sicuro.

Nelle sale del Palazzo, sino al 15 Luglio 2012, è allestita la mostra “Americani a Firenze”, esposizione emblema del legame tra vecchio e nuovo continente – nonché tra Firenze, la Toscana e gli artisti provenienti da oltre oceano – voluta per celebrare il quinto centenario dalla morte di Amerigo Vespucci.
Oltre al seducente contesto di Palazzo Strozzi, è dunque possibile farsi trascinare in un accurato percorso espositivo colmo di ritratti, paesaggi e riflessioni per immagini del nucleo di intellettuali stranieri che soggiornarono a Firenze o degli italiani la cui pittura venne trasformata dalla loro presenza in quanto portatori di “stili di vita raffinati e cosmopoliti e, relativamente alle donne, atteggiamenti più liberi e spergiudicati”.

Il percorso si suddivide in numerosi itinerari tematici, tutti chiaramente e semplicemente descritti nelle grandi tavole informative presenti in ogni sala e sotto ogni opera in modo da garantire a chiunque, anche ai meno esperti, il piacere di esplorare e comprendere le pitture.

Alla Strozzina, sempre sino al 15 luglio 2012, si è allestita la mostra “American Dreamers” che appare in un certo senso complementare alla precedente: il sogno americano vissuto e condiviso tra la fine dell”800 e gli inizi del ‘900 all’interno del percorso “Americani a Firenze” viene qui messo in dubbio e diversamente ricostruito dagli artist contemporanei. La critica alla complessa società attuale è palese, ma appare chiaro anche la volontà di valutare possibili alternative a partire dell’essenza del reale, dall’interazione, dalla fantasia, da temi simbolici o – addirittura – dall’universo mediatico che pare permeare la [ri]costruzione del mito dell’american way of life.

Meravigliosa Firenze! 😀

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Dalla newsletter ai pomodori gratinati

PomodoriUn paio di giorni fa ho ricevuto la prima newsletter letteralmente geniale da quando sono in possesso di un indirizzo e-mail.

Oggetto: Pomodori Gratinati

Il mittente era semplicemente “info”, ma l’e-mail aveva come oggetto la sola dicitura “Pomodori Gratinati”, come non leggera? L’idea di mandare un’e-mail con un “titolo del genere mi è sembrato accattivante, intrigante, e se solo fosse arivata in “orario pausa pranzo” sarebbe stata una strategia totalmente perfetta per incuriosire.

Il testo dell’e-mail “Salve a tutti Voi amici sparsi nel mondo”

Una volta aperta la missiva elettronica il testo recitava:

Salve a tutti Voi amici sparsi nel mondo,
colgo l’occasione per informarVi che sul nostro sito ufficiale saranno visibili le nuove confezioni di Natale 2010 Bellissime, eleganti e soprattutto da leccarsi i baffi. Potete vederLe cliccando direttamente su:  www.specialitadelmediterraneo.com/confezioni-regalo.html.  Anche quest’anno Vi sorprenderemo con i nomi delle confezioni …..

Saluti da Marzamemi

Fam. Salvatore Campisi

A parte l’incipit creativo “Salve a tutti Voi amici sparsi nel mondo”, sarebbe potuto sembrare più o meno il solito testo promozionale di gadget enogastronomici natalizi dall’oggetto furbetto per invogliarne la lettura, ma questo se solo poco più sotto non fosse stata inserita la ricetta per preparare i Pomodori Gratinati promessi all’inizio del “rapporto epistolare”.

Il testo della newsletter, poi, dice, nella sua semplicità estrema, tante cose: che si punta a parlare a italiani, amici, “sparsi nel mondo”; che ci sono dei nuovi prodotti da provare e da regalare a Natale; e si punta ancora una volta alla curiosità creando mistero sui nomi adottati per differenziare la varie confezioni [n.d.a. sul sito si scoprirà che ogni tipologia di prodotto porta il nome di un’opera letteraria siciliana o ambiantata in sicilia].

La ricetta: Pomodori Gratinati

Come preannunciato, sotto il testo dell’e-mail e prima dei contatti del commerciale della Campisi Salvatore srl, l’ormai attesissima ricetta dei “Pomodori Gratinati” con tanto di ingredienti, modalità di preparazione e vino consigliato… naturalmente necessari alla perfetta riuscita della ricetta molti dei prodotti Campisi, e così la ricetta si traforema in branded content:

Pomodori Gratinati

Ingredienti per 4 persone:
8 grossi pomodori rossi e sodi
8 cucchiai di pangrattato
50 gr. di Filetti di acciughe sott’olio “Campisi”
Una manciata di Capperi “Campisi”
4 cucchiai di parmigiano
1 pizzico di origano Biologico “Campisi”
1 spicchio d’aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
Olio extra vergine d’oliva
Sale e pepe q.b.

Preparazione: Lavate i pomodori, tagliate la calotta che terrete da parte e svuotateli, raccogliendo il succo prodotto in una ciotola. Cospargeteli di sale e poneteli capovolti su un canovaccio da cucina.
Tostate leggermente il pangrattato, fatelo intiepidire e versatelo nella terrina con il succo del pomodoro. Aggiungete un trito d’aglio e prezzemolo, un pizzico di origano, il parmigiano le acciughe tritate con un po’ d’olio, i capperi dissalati ed una spolverata di pepe. Mescolate bene e se necessario, ammorbidite con altro olio.
Asciugate i pomodori e farciteli con il composto, coprite con la calotta messa da parte e disponeteli in una teglia oleata, irrorate con un filo d’olio e infornate a 180 C per cica 40 minuti.

Vino consigliato: Marzabotto “cantine Rio Favara” Bianco igt 2009 euro 8,50

La creatività ottiene sempre risultati

Salvatore Campisi ha utilizzato la creatività ed ha fatto in modo che anch’io che ricevo decine e decine di e-mail al giorno, abbia notato la sua newsletter, l’abbia letta e, nel mio caso, l’abbia addirittura conservata per provare la ricetta. Ha creato empatia, curiosità, ha reso utile uno strumento considerato solitamente “da cestinare”, mi ha fatto sorridere, oltre a farmi percepire di aver ricevuto un piccolo regalo. Tutto ciò semplicemente parlando dei suoi prodotti e di come è possibile utilizzarli, nulla di più.

Pensiero laterale e passione per il proprio lavoro, a volte basta questo! 😀
…che i Pomodori Gratinati abbiano portato l’impulso all’acquisto come le albicocche secche?

Il “FOOD” su Brand Care magazine:
Siamo noi ciò che mangiamo? – Il delicato rapporto tra cucina e identità
Amatriciana vs. Matriciana
La cultura del progetto arriva in tavola. Zona7 e il food design – Intervista a Ilaria Legato
Cucina creativa itinerante – Intervista a Moreno Cedroni
La scatoletta di pesce gusto “Simmenthal”
Come rendere felici le persone con il cibo – Intervista a Mauro Uliassi
Taste the difference – Love difference – Intervista a Sonja Linke
“Siamo designer… disegnamo anche biscotti” – Intervista a Marco Pietrosante
Kinder sorpresa: il doppio strato comunicante
Cucina e Cinema

Il mio primo evento “da geek”: #GGDRoma6

Avevo “scoperto” l’associazione curiosando sul blog di Wonderpaolastra, una delle organizzatrici, e venerdì sono stata per la prima volta ad uno degli eventi organizzati da Girl Geek Dinner Roma, piacevole occasione per la condivisione di esperienze “geek” tra donne, dove gli uomini per entrare devono essere invitati da una girls (per una volta!).

Girl Geek Dinner Roma - marchio

Cos’è il GGD

Nel 2005, Sarah Blow, una software engineer inglese, trovandosi sempre tra le poche a frequentare le conferenze tecniche, decide di organizzare una cena per sole donne, tutte attive professionalmente nel settore hi-tech, per creare una comunità: è così che nascono le GGD, community aperte basate sul networking.

Copio/incollo dal sito:

Girl Geek Dinners (GGD) è un’associazione di donne geek che organizza eventi social per scambiare e promuovere contenuti relativi a tecnologia, informatica e nuovi media, coniugati al femminile. […]
La nostra missione è quella di ottenere una riconoscibilità all’interno di un ambiente prevalentemente maschile. Pertanto il web diventa per noi un luogo di confronto.

La #ggdroma6

Per partecipare alla #ggdroma6 mi sono iscritta attraverso il form disponibile sul sito ed ho stampato il biglietto: tutto qui! Se avessi voluto avrei potuto “invitare” un “maschietto” e dunque permettergli di partecipare, ma per questa volta ho preferito andare da sola! 🙂

Arrivata al Faenas Cafè mi sono registrata al tavolo dello staff dove mi è stato consgnato il mio badge – dove ho scritto il mio nick, alebrandcare,  per essere più riconoscibile – e la simpatica shopper Olivia & Marino piena di belle cose:

  • una confezione di “sfoglie coccanti al forno” sempre di Olivia & Marino (gustosi!)
  • una confezione di “decaffeinato naturale alla vaniglia” HAG Moments (che cederò, ma solo perché per me il decaffeinato non è caffè)
  • un buono sconto del 10% da Castroni Ottaviano (riflettere bene su come adoperarlo!)
  • due confezioni di salviette struccanti Fria (che quando si parte fan sempre comodo!)

Dopo aver salutato Wonderpaolastra (riconosciuta grazie al suo avatar su Twitter) ho preso un buon bicchiere di Traminer (successivamente pentendomi di non aver testato uno dei cocktail Pallini), riempito il mio piattino/aperitivo ed iniziato a guardarmi intorno.
Grazie a Davide Bennato (aka Tecnoetica) e Tania Valentini (aka Spylong, graziosamente “ripiena” di minispylong in arrivo) mi sono amabilmente intrattenuta in chiacchiere fino all’inizio degli speech.

Gli speech del #ggdroma6

Dopo le prensentazioni e le chiacchiere arriva la parte più “seria”: gli speech. 4 speacker rigorosamente al femminile, hanno presentato 4 differenti case histories riguardanti il tema della serata, l’enogastronomia in rapporto alla tecnologia:

  • Micaela Pallini di Pallini.com ha raccontato la propria esperienza come prima donna alla guida dell’azienda familiare e le strategie, soprattutto web, che hanno reso possibile a tale azienda di trasformarsi da piccola realtà imprenditoriale romana a vero e proprio brand conosciuto soprattutto all’estero, ampliando il proprio mercato anche in termini di utilizzo del prodotto, oltre che territorialmente;
  • Sigrid Verbert, foodblogger di Cavoletto di Bruxelles, ha condiviso con la platea il suo percorso da “blogger per gioco” a fotografa di cibi, fino a divenire autrice di libri fotografici di ricette: il suo blog è rimasto un hobby, un divertimento, ma si è rivelato essere anche uno strumento per focalizzare i propri desideri professionali e farsi notare al fine di esaudirli. Lei c’è riuscita (ed io ho adorato il suo marchio)!
  • Nadia Taglialatela, foodblogger di Vita da precisina, ha presentato invece la sua evoluzione da “semplice blogger” a chef a domicilio e organizzatrice, nonché instancabile partecipante, di degustazioni.
  • Carolina Ramos, blogger di Gastrolinguistica, ha incentrato il suo intervento sulla necessità di creare un manuale specifico per la traduzione di ricette e libri riguardanti l’enogastronomia poiché la resa linguistica in questi campi è spesso imprecisa.

Concludendo… si aprono le danze!

Conclusi gli speech, le allegre estrazioni di favolosi premi (un cesto Castroni, 3 account pro Vinix, un wireless network TV media player Sitecom) e la premiazione della vincitrice del Geek O’Lantern Contest, si sono aperte le danze sulle note scelte dal DJ Smeerch.

Una piacevole serata all’insegna della tecnologia e della condivisione! 🙂