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Lineage Coffee, l’espresso che ti schiaffeggia

Oggi torno a lavorare a pieno ritmo dopo ben 11 giorni di quasi completamente vacanza, per lo più trascorsi a San Francisco [il reportage a breve, promesso!]: tra il jet lag che probabilmente continuerà a giocarmi qualche scherzo, la complessità del riprendere le fila di discorsi lasciati in sospeso e il fatto che si tratta comunque di un lunedì mattina, converrete con me che non sarà facile.

Stamattina mi servirebbe proprio un espresso doppio, di quelli che ti danno la carica, o anche come quello protagonista della campagna pubblicitaria di Lineage Coffee che letteralmente ti schiaffeggia. Se desiderate un risveglio più dolce, della stessa marca, credo dovreste optare per un cappuccino o un latte. 😉

Simpatica campagna pubblicitaria per Lineage Coffee che, a partire dalla creatività già utilizzata anni prima da Bonafide Black Coffee, la declina su tre dei suoi prodotti: espresso, cappuccino e latte. Il concept è focalizzato sulla personificazione delle bevande e sull’interazione – resa dunque esplicita, reale e letterale – tra le stesse e i rispettivi consumatori, dando vita a tre soggetti con altrettante stilizzazioni del target a cui il brand è interessato.

Per chi ama un risveglio forte, aggressivo come uno schiaffo, Lineage Cofee suggerisce di bere il proprio espresso; per chi preferisce una sveglia meno aggressiva ma non meno energetica, il brand consiglia di potere per un cappuccino; per coloro i quali adorano crogiolarsi tra le coccole prima di prendere di petto la giornata, la risposta è il latte Lineage. Peccato per il clone, ma interessante la declinazione dell’idea.

La campagna pubblicitaria di Lineage Coffee

Lineage Coffee - campagna pubblicitaria
[via]

Bonafide Black Coffee, la fonte di “ispirazione”

Bonafide Black Coffee - campagna pubblicitaria
[via]

Altro sul caffè

Altre campagne pubblicitarie

Un colorato, dolce risveglio con Carte Noire [caffè]

Sicuramente per qualcuno di voi oggi sarà particolarmente dura svegliarsi, dato il susseguirsi di feste e ponti del periodo. Per farmi e farvi coraggio ho pensato che fosse il caso di condividere oggi i dolcissimi e colorati branded content audiovisivi di Carte Noire, marca francese di caffè [senza espresso stamattina non credo che andremmo da nessuna parte! 😉 ].

Sull’onda del cake design e dei finger food, Carte Noire ha pensato di creare una serie di ricette che connettessero il proprio caffè ognuna a un colore diverso, dunque a un dolce espressione di tale nuance da gustare insieme alla calda bevanda. Ogni ricetta è scaricabile in formato PDF dal sito istituzionale della marca, in modo da poter essere riprodotta, e – al fine di incentivare gli utenti stimolando le loro papille quanto le loro pupillel’azienda ha associato a ognuna un meraviglioso prodotto audiovisivo di brand, tra il tutorial e la videoarte.

[via]

Regia, fotografia, colonna sonora e ingredienti dei dessert sono sapientemente mixati in modo da creare empatia, comunicando la complessa ed elegante ricchezza di gusto che la brand experience Carte Noire si propone di far vivere al proprio consumatore. Io ne sono rimasta affascinata… e ingolosita [il mio preferito è – ovviamente – quello verde], voi? 🙂

Altro sui branded content
Altro sul caffè:
Un caffè per fiction-addicted
– Promozioni romantiche in caffetteria: il “pay with a kiss”
– Come Sturbucks ottiene il perfetto caffé per te… ma non per me
– I rotoloni Regina personalizzano le macchie di caffè
– Starbucks e il Coffee Braille
– Colcafe, un caffè contro gli errori di battitura
– Personalizzare il caffè senza rinunciare al caffè: Illy [pubblicità comparativa]
– Starbucks e il lunedì
– In Svizzera il caffè si prende in Posta
– Il co-branding mancato tra gomme da masticare e caffé
– Gulf News aggiunge un plus al caffè di Tim Hortons: le notizie dell’ultima ora
– Dunkin’ Donuts: marketing olfattivo, caffè e ciambelle
– Caffè e personalità [infografica ded. to il mio papà]
– Svegliarsi con il caffé [letteralmente] grazie a un’app
– Nescafé e il piacere delle piccole cose
– Un caffè lungo come un romanzo… con MasterCard
– Ancora sul caffè… stavolta per solidarietà [Puro Faitrade]
– Starbucks pensa a me, ma io bevo altro caffè
– Tainà, il caffè giusto per rimanere svegli di lunedì mattina
– Nescafè e le pause con Ginseng Coffee e Mocaccino
– Nescafè Dolce Gusto: video e concorso “Mi piace piccolo”
– Infografica in tazzina per volare in Colombia con Avianca
– Nescafé al Jägermeister Vertical Tour 2011
– Nespresso: San Pietro ha finito le capsule… Povero Clooney!
– Il brunch secondo Nescafé
– Nescafé Caffè per Latte: la tazza di latte che cerca un caffè “per la vita”
– La mia passione per il caffé… e per le infografiche
– Nescafé Caffè per Latte in “Change is good”
– Nescafè Storie di Brunch: 8 storie per 8 protagonisti
– Nescafé: per tutti i creativi che non vogliono rischiare di cestinare ottime idee
– “Circolo” di Nescafé Dolce Gusto all’ iF Product Design Award 2010
– Finalista del “iF PRODUCT DESIGN AWARD 2010″ la CIRCOLO di NESCAFE’ DOLCE GUSTO
– La “marca star” di Séguéla e Nescafé Dolce Gusto
– Il design anni ’60 come valore di brand: nasce “Circolo” e il temporary store Nescafé Dolce Gusto
– Nespresso raddoppia i testimonials e aggiunge a Clooney un Malkovich “divino”
– Il caffè come piace a me
– Nespresso e l’evoluzione del Brand-Star… complice George Clooney

Personalizzare il caffè senza rinunciare al caffè: Illy [pubblicità comparativa]

Anche Illy lancia la sua idea per personalizzare l’esperianza del caffè in modo che sia assolutamente unica e legata all’individuo che la consuma. Ed è subito pubblicità comparativa, esplicita nei confronti dell’offerta Starbucks, implicita verso molte altre marche a quest’ultima assimilabili.

Illy parte dalla convinzione che Starbucks e altre catene brandizzate che vedono nella caffetteria il proprio core business propongano un servizio personalizzato di preparazione della notissima e consumatissima bevanda a base di caffeina basata sulla necessità di mascherare il gusto mediocre dei loro caffè con l’aggiunta di sciroppi e altri ingredienti artificiali.

Il brand Made in Italy leader nella produzione, nel confezionamento e nella costruzione di esperienze di gusto a base di caffè, forte della sua professionalità e al fine di ribadire che  “preparare un caffè di qualità sia una vera e propria arte che dovrebbe essere lasciata ai veri artisti”, lancia “The art of coffee maker”, la sua idea di caffè personalizzato basata sulla volontà di non distruggere la possibilità di assaporarne completamente il vero aroma.

Illy, ha infatti creato un distributore automatico di caffè in grado di erogare un espresso assolutamente personalizzato, che “rispecchia” completamente il proprio consumatore, tanto da somigliargli “fisicamente”: la macchina è infatti in grado di assimilare la fisiognomica dell’acquirente che le sta di fronte in modo che a questo basti sorridere e cliccare l’apposito pulsante per farsi fare una fotografia dal distributore che avrà poi cura di riprodurre sulla superficie del caffè che gli verrà servito.


[via]

L’idea è interessante, creativa, originale e – nonostante il contenuto ggressivo legato alla comparazione tra marche di caffè concorrenti – elegante. Il mood richiamato dalla grafica e dalla colonna sonora è legato alla tradizione, richiama il lungo passato produttivo della Illy e lo rende un valore aggiunto irrinunciabile per attestare e supportare la qualità indiscussa dei suoi espresso, attivando così anche le direttive proprie dell’heritage marketing.

Da notare come, alla fine del video che – oltre ad essere un’elegante opera di pubblicità comparativa dai toni vintage – serve a promuovere la trovata Illy, il brand lasci intendere che la condivisione attraverso Facebook, Twitter e Instagram di uno scatto che immortali l’esperienza di gusto personalizzata con la propria faccia è consigliata e  assolutamente gradita: in tale modo il valore della tradizione si collega con l’innovazione, la tecnologia e il presente, rinnovando la forza del brand e rendendola percepibile come assolutamente attuale.

Voi, che ne pensaste? A me è venuta una terribile voglia di caffè! 😀

Altro sul caffè:
Starbucks e il lunedì
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Starbucks e il lunedì

Per molti il lunedì è una giornata terribile: è il primo giorno della settimana e si torna a lavorare, niente più relax del week-end a cui ci si iniziava appena ad abituare, la sveglia che trilla imperterrita e senza scrupoli… Starbucks, con lo spot della sua nuova campagna pubblicitaria, mira a farci forza e a darci il coraggio e l’energia necessaria per affrontare il lunedì perché anche “Monday can be great!”.

Non amo Starbucks, a me piace l’espresso quello vero, quello cremoso e denso, lungo poco più di un sorso, possibilmente servito in una tazzina calda di ceramica spessa e – magari – già zuccherato [come lo fanno a Napoli]. Nonostante questo, rimango spesso affascinata dalla creatività, dalle azioni di marketing e comunicazione, in sintesi dal brand di Starbucks: per me non è caffè [e badate che l’ho provato prima di affermarlo! 😉 ], ma le sue campagne pubblicitarie denotano una cura dei dettagli, un’attenzione al target e alle sue necessità, veramente fuori dal comune.


[via]

In questo caso il video Starbucks riesce a infondere positività, a creare un’atmosfera piacevole e allegra, probabilmente a strappare un sorriso anche a chi è in “crisi da abbandono da piumone”.

La scelta del concept di andare a scovare i momenti belli avvenuti di lunedì o che di lunedì è possibile vivere, qualche statistica di quelle che il telegiornale non condividerebbe mai se non a capodanno e, infine, ovviamente, la promozione attiva nei suoi store di lunedì [ma solo fino alle 11, badate!], rende lo spot un inno all’ottimismo.
La scelta di realizzare il prodotto audiovisivo in stop motion, proprio come alcuni dei migliori cartoni animati dedicati al pubblico in età prescolare, non fa che vivacizzare l’atmosfera, probabilmente dando l’impressione allo spettatore di tornare un po’ bambino.

Il tutto è suggellato dall’headline della campagna “Monday can be great!”, un mantra, un monito, un incoraggiamento importante, soprattutto il primo giorno della settimana: il carattere e il contenuto promozionale del video in questo modo appaiono in una luce diversa, quasi come un premio per affrontare al meglio il lunedì. Voi che ne pensate?

Altro sul caffè:
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In Svizzera il caffè si prende in Posta

Le Poste Svizzere, grazie a una campagna pubblicitaria dalla semplicità che definirei disarmante, lanciano un nuovo servizio: la vendita di caffè direttamente negli uffici postali.

Swiss Post - campagna pubblicitaria
[via]

In Svizzera, alla Posta ora – oltre a spedire pacchi, affrancare e spedire missive, pagare utenze – ora si può anche prendere un caffè. Strano che l’idea non sia venuta agli italiani, così fissati per l’espresso, geneticamente caffeinomani e sempre pronti a condividere brevi o lunghe pause con una tazzina di caffè da consumare soli o in compagnia, comodamente seduti o in piedi al bancone.

Se ci si riflette qualche istante, è subito lampante quanto sia geniale e – allo stesso tempo – banale la trovata delle Poste Svizzere. L’ufficio postale è un luogo in cui – almeno in Italia – si cerca di evitare di andare con tutti i mezzi possibili [per esempio utilizzando l’accredito delle bollette direttamente sul conto corrente o impiegando quanto più possibile la corrispondenza digitale piuttosto che quella cartacea], ma quando necessario è impossibile passarvi solo pochi minuti a causa delle più o meno lunghe attese conseguenza delle più o meno lunghe code: avere la possibilità di gustarsi un caffè mentre si aspetta il proprio turno senza abbandonare la propria postazione sarebbe un sollievo da non sottovalutare.

Oltre a ciò, la vendita all’interno della Posta del caffè – a mio avviso – va anche considerata come una possibilità di ampliamento del business, come risorsa in più da attivare: un servizio a valore aggiunto, ma anche nuovo mercato. Qualora l'”angolo caffetteria” fosse ben strutturato, se non si limitasse a un distributore automatico, bensì fosse più simile a un corner con tanto di barista, si potrebbe arrivare a diffondere l’abitudine di entrare nell’ufficio postale anche solo per prendere un espresso al bancone, o addirittura per far colazione con gli amici.
Quest’idea potrebbe portare a trasformare la Posta in un nuovo luogo di aggregazione e ritrovo, dove ovviamente non sarebbe più spiacevole recarsi e aspettare.

In bocca al lupo alla Swiss Post per la propria campagna e complimenti per la lungimirante idea potenzialmente molto remunerativa! Voi andreste a prendere il caffè all’ufficio postale?

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Caffè e personalità [infografica ded. to il mio papà]

Ho scovato una interessante infografica sulle molteplici personalità del caffé che collega alcune delle migliaia di modi in cui è possibile preparare e consumare l’aromatica bevanda con le attitudini di chi ne preferisce una piuttosto che un’altra.

Oggi è la festa del papà.
È stato il mio papà a trasmettermi la passione per il caffè e a insegnarmi a preparare la moka in tanti modi diversi: è stato solo uno dei modi in cui mi ha fatto comprendere che ci sono sempre una moltitudine di punti di vista attraverso cui guardare anche le cose più semplici e che non c’è mai un solo modo “guisto” per portare a termine un compito, ma sicuramente uno tra i più divertenti. Non posso, dunque, evitare di dedicare a lui oggi questa infografica secondo la quale entrambi risultiamo far parte degli “snob” dato che beviamo solo moka ed espresso. 🙂

The Multiple Personalities of Coffee - infographic
[via]

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Un caffè lungo come un romanzo… con MasterCard

Un caffè. Stamattina volevo semplicemente un caffè. Per svegliarmi del tutto. Invece mi sono ritrovata protagonista di quello che avrebbe benissimo potuto essere un film o un romanzo, magari di fantascienza. Peró, alla fine, sono anche riuscita a pagarlo con la mia Carta Prepagata MasterCard PayPass per rimanere fedele alle regole della No Cash Week! 🙂

Il plot del film o del romanzo fantascientifico potrebbe essere qualcosa in soggettiva, del tipo…

È una fresca mattina di fine luglio, di quelle che ti serve il lenzuolo, di quelle in cui stai dormendo talmente bene che non vorresti mai che la sveglia suonasse. E invece suona, sadica… Due volte a distanza di 20 minuti, come d’abitudine. E tu alla fine desisti dal mettere lo snooze e torturarti di 5 minuti in 5 minuti e ti alzi.

Cammini come uno zombie in cerca della porta del bagno che pare che proprio stamattina abbiano misteriosamente spostato, giusto quella decina di centimetri che non ti permette di centrarla completamente. Rischi di riaddormentarti sul gabinetto, ti lavi i denti come un automa e ti sciacqui il viso sperando che basti, ma nulla: ci vuole una doccia.

Anche dopo la doccia agli occhi servirebbe un supporto per rimanere aperti del tutto e quasi invidi Alex di Arancia Meccanica

… dunque tenti di fariti forza con un bel caffè, che alla fine è l’unico rimedio che funziona sempre.
Ti trascini in cucina, la macchinetta dell’espresso è sempre accesa proprio per questi momenti topici. Cambi la cialda. [Aprirne la confezione quando le tue dita sembrano prive di ossa è complicatissimo, ma ti aiuti con i denti e “porti a casa il risultato”]. Metti lo zucchero nella tazzina, ovviamente non senza farne cadere un po’ sul mobile o in terra. Infili la tazzina sotto l’erogatore dell’espresso. Pigi il bottone. Strani rumori, brutti rumori… no, l’acqua è finita!

Sempre con le palpebre a mezz’asta e movimenti bradipici riesci a raggiungere la brocca nel semibuio della cucina. La riempi. Ne versi il contenuto nella vaschetta della macchina per il caffè… e ora lo sai che i 2 minuti che sarai costretto ad attendere affinché sia portata a temperatura sembreranno eterni e potreschi rischiare di metterti a dormire con la testa appoggiata alla credenza, ma ti fai forza. Resisterai!

Pigi di nuovo il pulsante dell’espresso e finalmente il caffè inizia a fuoriuscire, ne senti l’aroma. Un po’ lungo perché non hai ovviamente calcolato bene i tempi, ma si potrà bere, no? No. È una “ciofeca”, una cosa schifosissima. Cialdissima (la macchina per il caffè espresso) ti pare sghignazzi assassina… ma sarà un’allucinazione… oppure no?

Va un po’ meglio comunque: il sapore acre, scialacquato e bruciaticcio del pessimo caffè ti ha leggermente scioccato e per qualche minuto riacquisti la tua consueta velocità. Cosa che ti permette di vestirti, arraffare l’indispensabile e uscire.

Non hai contanti. Ti dirigi quindi verso il bar dove passi almeno 3 sere a settimana per gli appuntamenti di lavolo e non solo. Un luogo amico e con il POS per pagare con carta e bancomat, che sai che difficilmente ti potrà dire di no.

Entri, spavaldo quanto ancora assonnato chiedi un caffè. Lo zuccheri e lo sorseggi, liquefatto tu stesso dal piacere della sua cremosità. Vai in cassa e pronunci la fatidica frase “Posso pagare con carta?” “Bancomat?” “No, carta, per favore!”. Sorridi. La reazione del barista, solitamente tuo amico è più o meno questa:

Completamente sveglio e pimpante grazie al caffè, con uno scatto della testa riesci a schivare il colpo: ti ha preso di striscio lasciandoti una bruciatura sul collo, pericolosamente vicino alla giugolare, ma stai bene.

Data la tua brillante performance nello schivare il suo sguardo polverizzante, e dato che hai sfoderato il tuo sorriso-scudo, il barista torna in sé e lentamente aggiunge “Ok!” stringendo i denti.
Inserisce la tua MasterCard e batte sul POS i 0,80 euro, 80 centesimi di euro, come fossero 80 coltellate alla schiena.
E quando esci salutando, lui non riesce a far altro che ritentare di colpirti, ma è troppo tardi: l’aiuola subito fuori l’entrata del bar è ridotta ad un cumulo di cenere, ma tu sei già lontano, soddisfatto.

Dopo la No Cash Week potrò dire anch’io “Ho ne ho viste cose…” 😀

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No Cash Week day 1 – Essere tra i finalisti non ha prezzo, per tutto il resto c’è MasterCard
Mi sono candidata alla “NO CASH WEEK”: votami e partecipa anche tu!

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La mia passione per il caffé… e per le infografiche

Avevo 4 anni, una domenica mattina in cui mi ero svegliata molto presto, egoista come solo i bambini possono essere e giustificata dalla luce che sbirciava da dietro le persiane, partii in missione per svegliare i miei genitori, contenta che fosse già “domani”.

Preparare la mokaMio papà, come tutti i papà di bimbe di 4 anni si lasciò ben presto convincere ad abbandonare le coperte e, per non costringere all’alzataccia anche la mamma, mi portò in cucina e mi insegnò a fare il caffè.
Quel giorno mio padre mi mostrò almeno sei modi di riempire la moka per ricavarne altrettante “versioni” di “espresso fatto in casa”.
È un ricordo a cui penso spesso, un momento che non dimenticherò mai.

Credo di essere appassionata di caffè da quel giorno anche perché fu la prima volta che mi venne concesso di berne un sorso dato che lo avevo preparato io. Ogni successiva domenica, quando mi alzavo prima di tutti, andavo direttamente in cucina a preparare la moka e solo dopo chiamavo papà in modo che accendesse il fornello e aspettasse con me di vedere se il caffè “faceva la cremina”.

All’estero ci invidiano l’espresso e, non sapendolo fare, cercano di capirne i segreti attraverso le infografiche.
Di seguito ne riporto alcune [nda questo post è lunghissimo 🙂 ].

3 INFOGRAFICHE PER SCEGLIERE CHE TIPO DI CAFFÈ SI VUOLE

Coffee diagram
[via]

Coffee Infographic
[via]

Cofee infographic
[via]

UNA INFOGRAFICA CHE SPIEGA COME SI PREPARA UN ESPRESSO

Making espresso infographic
[via]

15 COSE DA SAPERE SULLA CAFFEINA

15 Things Your Should Know about Caffeine
[via]

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