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Dita creative per diagnosticare il diabete

Come trasformare il test per diagnosticare il diabete in un’esperienza divertente? A questa domanda ha risposto Novo Nordisk Gulf con la propria campagna di sensibilizzazione “Give a finger to diabetes”: chiunque acconsentisse a sottoporsi al test, avrebbe ottenuto il proprio “finger portrait” personalizzato.

Il Qatar è uno dei Paesi in cui il diabete è maggiormente diffuso, le persone sembrano essere spaventate dal test per diagnosticarlo, tanto che un individuo su tre soggetto alla malattia neppure sa di averla. Novo Nordisk Gulf, dunque, ha messo a punto la propria campagna di sensibilizzazione per convincere quante più persone possibili a sottoporsi al test per la diagnosi del diabete – che consiste nel praticare un piccolo foro su un dito e far uscire una goccia di sangue da analizzare – trasformandolo in un momento ludico.

Il brand ha regalato un “finger portrait” a chiunque si sottoponesse all’analisi: una sorta di “trucco e parrucco” virtuale per il proprio dito al fine di ottenerne un fantastico avatar da utilizzare per personalizzare i propri profili di social networking, oltre che da uploadare sul micro-sito ufficiale.

Inutile dire che, grazie al coinvolgimento di alcuni social media influencer, Facebook si è riempito di dita-avatar contentissime di aver fatto il test e di copertine in cui le stesse si vantavano della propria “impresa” in compagnia di alcune “dita-VIP”, mentre in Qatar in soli tre giorni 1.500 persone si sono sottoposte al test per diagnosticare il diabete, il 20% in più rispetto al precedente anno.


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Possibile che Novo Nordisk Gulf sia stato ispirato da uno spot di qualche tempo fa creato da Presto per lanciare il suo dispositivo per l’auto-misurazione del livello di glucosio nel sangue, il cui concept vede protagoniste delle dita canterine.

Entrambe le iniziative dimostrano – a mio avviso – quanto la creatività e una certa dose di leggerezza possano essere risolutive nel veicolare messaggi connessi a divieti, pericoli, disagi o malattie, elementi per i quali gli utenti spesso attivano atteggiamenti di negazione o rifiuto per “proteggersi” dalle emozioni negative che eventualmente potrebbero provare.

Altre campagne di sensibilizzazione

Diventa un Ninja per goderti la pizza al cinema [campagna Facebook]

I Love Pizza Pizza, ristorante ecuadoregno [sul cui naming avrei molto da obiettare, ma sorvoliamo! 🙂 ] di recente apertura, per ovviare alla sua poco visibile posizione all’interno di un centro commerciale, ha creato “Pizza Ninja”, un’avvincente campagna Facebook per acquisire visibilità e appeal agli occhi dei potenziali clienti.

Data la distanza del proprio locale dalla zona del centro commerciale dedicata alle attività mangerecce, I Love Pizza Pizza ha pensato di puntare sulla costruzione di una community virtuale di clienti potenziali tra i 15 e i 28 anni che poi potessero trasformarsi in effettivi acquirenti, individuando in Facebook il mezzo più adatto al proprio scopo, data la sua enorme diffusione in Ecuador come nel resto del mondo.

I Love Pizza Pizza, forte della propria posizione strategica rispetto al cinema e del fatto che nessun altro offrisse pizza a fette in packaging speciale che ne permettesse l’asporto anche all’interno di borse e zaini, ha creato una campagna molto intrigante – che una volta avremmo definito di “guerrilla marketing” e che oggi amiamo chiamare “ambient marketing” – da veicolare attraverso il famosissimo social network.

Poiché i bar dei multisala ecuadoregni vendono solo pop corn, nachos e hot dog, praticando oltretutto prezzi molto alti, e solitamente vietano di introdurre cibi e bevande, che non siano stati acquistati in loco, all’interno delle sale cinematografiche, l’obiettivo che I Love Pizza Pizza si è posta è stato quello di sfidare i propri Fan di Facebook ad aggirare tale divieto senza essere scoperti, proprio come fanno i Ninja.

Pizza Ninja è quindi l’idea di I Love Pizza Pizza che si propone di coinvolgere i suoi Fan di Facebook in un qualcosa che si può definire a metà tra il contest e il tutorial: seguendo la Pagina Facebook del brand, infatti, gli utenti hanno avuto accesso a una serie di consigli e trucchetti su come introdurre all’interno dei cinema una bella fetta di pizza del neonato brand senza essere notati per poi gustarsela durante la proiezione del film. Chi fosse riuscito nell’impresa era invitato a condividerne le prove e suggerimenti ninja sui propri spazi di social networking e sulla Pagina Facebook dell’azienda.


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Pare che ogni settimana I Love Pizza Pizza sia riuscita a raccogliere centinaia di nuove idee ninja, a vendere tutte le fette di pizza prodotte nei suoi punti vendita ogni giorno, e in sei mesi – senza alcun budget speso in Facebook Ads – sia riuscita a creare una community Facebook di 200.000 Fan, sbaragliando la concorrenza di Pizza Hut, Domino e Papa Johns, rubando loro lo scettro di venditori di cibo al dettaglio, e posizionandosi contestualmente tra i primi 10 brand più conosciuti in Ecuador.

La campagna è stata interrotta su richiesta del cinema che stava subendo una drastica diminuzione delle vendite presso il proprio bar interno, ma I Love Pizza Pizza afferma che la Facebook community non abbia comunque smesso di crescere.

Un simpaticissimo esempio di come la creatività e la corretta pianificazione/gestione dei social network possa portare al raggiungimento di obiettivi a volte inimmaginabili anche senza contare su budget stratosferici: bellissima idea, non trovate?

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Altro su Facebook

La GDO italiana e il social networking [ricerca + infografica]

In Italia i brand hanno un approccio poco strategico e non investono molto nella propria comunicazione. Lo dimostra, tra le altre, lo studio portato a termine dall’Osservatorio Brands & Social Media – realizzato da OssCom [Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica] e Digital PR – dedicato al settore della Grande Distribuzione Organizzata [GDO] e non specializzata che ha coinvolto 20 brand, selezionati fra i principali all’interno del mercato consumer italiano.

Dal comunicato stampa:

[…] Leader di classifica è Carrefour, con 55,2 punti, seguito a distanza da Lidl con 43,1 punti e Coop con 38,7 punti. All’interno della classifica il settore presenta alcuni brand che spiccano per un uso attivo dei social media (Carrefour, Lidl, Coop ma anche Iper), con una coda lunga di molti brand che non riescono a superare i 30 punti, a segnalare uno scarso investimento da parte della GDO in questi ambienti comunicativi.

La piattaforma che domina è Facebook, mentre sia Twitter che YouTube non paiono luoghi dove i brand riescono a esprimersi e connettersi con i propri consumatori. Da rilevare, invece, una diffusa tendenza a utilizzare le applicazioni per smartphone e tablet, offrendo servizi di geolocalizzazione e informazione sui punti vendita, ma anche cataloghi di prodotto, nella maggior parte dei casi in forma di volantini digitali, e funzioni di lista della spesa virtuale o di consultazione dei dati della propria carta fedeltà.

Carrefour guida la classifica grazie a un presidio intensivo di tutte e tre le piattaforme su cui è presente il brand (Facebook, Twitter e YouTube), sfruttando anche quegli eventi, come i Mondiali di calcio, in grado di coinvolgere un ampio pubblico per proporre offerte speciali e contenuti ad hoc. Dal punto di vista dell’interazione, i profili registrano un numero molto elevato di commenti, condivisioni e like. Lo stesso si può dire di Twitter, che registra un numero di retweet mediamente molto elevato rispetto agli altri brand, mentre YouTube viene presidiato in modo costante, aggiornando frequentemente i video. Carrefour sembra quindi in grado di sfruttare i social media senza relegarne nessuno allo status di vetrina, anche in assenza di un adattamento forte dei contenuti alle specificità di ogni piattaforma.

Seconda in classifica Lidl, che eccelle nel presidiare Facebook grazie a un’interazione molto elevata sia in termini di like che di commenti. Mentre YouTube appare come un archivio di contenuti ancora da sfruttare appieno, il presidio intensivo del più diffuso Facebook e le elevatissime performance ottenute sono in grado di far emergere il brand come una delle community di utenti più attive: si assiste infatti sia a una risposta frequente degli utenti alle domande e agli stimoli anche ludici del brand, sia a un’intensa relazione tra gli utenti stessi.

Primo tra i marchi nazionali e terzo nella classifica generale, Coop è una delle poche grandi realtà di questo campione che dimostra di avere una comunicazione strutturata. Il brand pubblica post a cadenza quasi quotidiana e interviene frequentemente nelle conversazioni. I contenuti vertono meno sulla promozione di prodotto e più sulla tematizzazione della comunicazione: dalle iniziative ecologiche e sociali alla celebrazione di eventi nazionali. Da sottolineare anche un uso peculiare di Twitter, che, nel periodo di analisi, vede il brand più come osservatore e amplificatore dei contenuti proposti dagli utenti. Oltre che per la coerenza complessiva della comunicazione, Coop eccelle sulla piattaforma video di YouTube attraverso contenuti ad hoc, come le video pillole e il coinvolgimento degli utenti intervistati per la campagna promozionale in corso.

“Rispetto a tutti i settori analizzati fino a oggi, la GDO si presenta peculiare per due ordini di motivi: da una parte per l’uso di un numero molto ridotto di piattaforme, ascrivibile alla necessità di raggiungere un target nazionale o locale ampio e generalista di consumatori, dall’altra per un utilizzo spiccato del mobile che consente ai marchi di rimanere sempre connessi con gli utenti-consumatori – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. La diversità delle performance ottenute tuttavia, non si spiega soltanto con la diversità dei mercati di riferimento, ad esempio nei casi di catene più legate alla dimensione locale, ma anche con la capacità di adattare la propria comunicazione alle forme e logiche di queste piattaforme.

“Quello della GDO – dichiara Nicolò Michetti – è un settore che mostra ampi margini di crescita e sviluppo nella comunicazione con i social media. Le opportunità di connessione offerte sono molteplici, e alcuni brand si dimostrano particolarmente attivi e capaci di sfruttarle; restano tuttavia molti marchi, come Esselunga, Famila, A&O, PAM e Sisa, solo per citarne alcuni, che potrebbero presidiare in modo efficace queste piattaforme, attuando strategie che siano in grado di coinvolgere gli utenti per formare comunità di consumatori che si scambiano informazioni e consigli sui prodotti e sulle offerte all’interno degli spazi della marca.” […]

Di seguito l’infografica che sintetizza i principali risultati.

GDO e social media - infographic
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Altro sulle infografiche

Altro sull’Italia

Kit Kat riempie i break con i branded content… E il mio blog va in pausa tutto Agosto. Buone vacanze!

Non vado in vacanza ad Agosto neppure quest’anno, ma per godermi un po’ di più le mie finte-ferie ho deciso di prendermi un break dal blogging [la prima volta in 4 anni] per il prossimo mese.
Buone vacanze, ci si becca il 2 settembre alle 7:14, puntuali! 🙂

Tanto per rimanere in tema “pausa”, Kit Kat, sulla propria Pagina Facebook rumena, trasforma i break in branded content che consentano di esperire direttamente la marca durante le pause da studio e lavoro: qui quando?.

È da 75 anni che Kit Kat ci ripete “Have a Break, Have a Kit Kat”, ma rendendosi conto che “era di Facebook” è l’era dell’esperienza e dell’interazione, ha deciso di offrire ai propri fan la possibilità di avere un break realmente, non solo dicendolo, ma iniziando a offrire consigli e indicazioni riguardo come trascorrere i propri momenti di pausa, per poi direttamente produrre e offrire branded content “facili da digerire” che potevano trasformarsi essi stessi in una pausa.

“The Five-to-Two news” è un progetto di contenuti brandizzati Kit Kat che parte dall’abitudine un po’ di tutti di trastullarsi di fronte al computer per qualche minuto dopo pranzo, solitamente con una drammatica voglia di dolce. Esattamente alle 13:55 di ogni giorno, sulla propria pagina Facebook ufficiale, la nota marca di snack posta la quotidiana dose di news divertenti da leggere e guardare: gossip, notizie estere, sport, videogame, spettacolo, musica, eventi, tecnologia… e il 90% dei contenuti sono ideati e confezionati il giorno stesso in cui vengono postati, dunque assolutamente attuali e pertinenti. Il risultato in termini di interazione e notorietà è stato strabiliante: guardate la fine del video, se non ci credete! 😉


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Altro sui branded content:
Brand Storytelling – ovvero – Il mio quinto articolo su Comunicando
Gus&Ben: branded content anche per Misura
– Voglia di branded content [direct marketing]
– Missione Oreo: separare la crema dal biscotto
– Gli zombie o la SWAT ti consegnano la pizza? Forse hai ordinato da Domino’s
– Sull’organizzazione dell’agenda – ovvero – Encomio del pennone BIC a quattro colori
– Klippbok: diventa un interior designer con IKEA [app per iPad]
– Branded content in corsia per Band-Aid
– IKEA, branded content e nuovo catalogo
– Imparare l’inglese con Google Chrome [branded content]
– Nesquik e le torte come branded content
– Lavatrici finite male by Maccio Capatonda in collaborazione con Calgon [branded content]
– Maionese Hellmann’s: lo scontrino si trasforma in ricetta
– Gulf News aggiunge un plus al caffè di Tim Hortons: le notizie dell’ultima ora
– Il tuo epitaffio? Crealo con l’app per Facebook
– Svegliarsi con il caffè [letteralmente] grazie a un’app
– Ne avete abbastanza delle feste, ma non della follia? Ecco il rimedio.
– The New Yorker: web puzzle tra heritage marketing e branded content
– Mix tra pubblicità comparativa e brand entertainment per Casa Coop
– Catalogo IKEA 2012: focus on small spaces
– App Malboro per social smoker – ovvero – Come “scroccare” una sigaretta senza irritare nessuno
– IKEA ora mette ordine anche nei computer
– Dalla newsletter ai pomodori gratinati
– Creare contenuti di brand è più efficace della pubblicità
– L’ “house organ” ovvero perché creare una rivista aziendale

Gus&Ben: branded content anche per Misura

Anche Misura, il noto brand di prodotti alimentari “a prova di dieta”, si converte ai branded content e lancia una nuova fiction per il web che ha come protagoniste le due caratteristiche principali di cui la marca si fa portavoce: gusto e benessere, ovvero “Gus&Ben”.

Dal 10 giugno sono online sul canale YouTube e la Pagina Facebook di Misura le puntate della sketch-com brandizzata creata appositamente per il web: lo scopo è quello di raccontare, intrattenendo e divertendo, la “convivenza” di due aspetti apparentemente contrapposti della vita e dell’alimentazione quotidiana, il Gusto e il Benessere.

Misura ha deciso di farlo mettendo al centro della narrazione due personaggi principali, Gus&Ben, rispettivamente interpretati da due attori dalla briosa comicità: Lucia Ocone [“Quelli che il calcio”, “Mai dire gol”, “Maschi contro femmine”“Femmine contro maschi”…] e Paolo Casiraghi [“Colorado Cafè” e “Zelig”, “Il cuore altrove”, “La rivincita di Natale”, “La cena per farli conoscere”…].

“LEI affronta la vita con gusto ma, spesso, deve fare i conti con LUI, che ama le regole del benessere; si scontrano su ogni argomento, litigano, ridono, si fanno mille dispetti, ma alla fine si ritrovano sempre… in compagnia di Misura.”

Sempre più spesso, anche in Italia, si comincia a usare il brand entertainment e i branded content in generale come leva importante per la costruzione e il rafforzamento della notorietà e riconoscibilità di marca con la consapevolezza che la condivisione di contenuti brandizzati è molto più efficace e d’appeal della pubblicità poiché implica notevole empatia e favorisce l’interazione. Voi cosa ne pensate?

Altro sui branded content:
Voglia di branded content [direct marketing]
– Missione Oreo: separare la crema dal biscotto
– Gli zombie o la SWAT ti consegnano la pizza? Forse hai ordinato da Domino’s
– Sull’organizzazione dell’agenda – ovvero – Encomio del pennone BIC a quattro colori
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– IKEA, branded content e nuovo catalogo
– Imparare l’inglese con Google Chrome [branded content]
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– Maionese Hellmann’s: lo scontrino si trasforma in ricetta
– Gulf News aggiunge un plus al caffè di Tim Hortons: le notizie dell’ultima ora
– Il tuo epitaffio? Crealo con l’app per Facebook
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– The New Yorker: web puzzle tra heritage marketing e branded content
– Mix tra pubblicità comparativa e brand entertainment per Casa Coop
– Catalogo IKEA 2012: focus on small spaces
– App Malboro per social smoker – ovvero – Come “scroccare” una sigaretta senza irritare nessuno
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– Dalla newsletter ai pomodori gratinati
– Creare contenuti di brand è più efficace della pubblicità
– L’ “house organ” ovvero perché creare una rivista aziendale

Scegli la birra giusta per ogni occasione con una Facebook app

Ti piace la birra, la adori, ma sei sicuro di sapere come scegliere quella giusta da abbinare a ogni situazione di consumo e a ogni tipologia di cibo? Ora The Beer Recommender viene in tuo aiuto.

Se non sei propriamente un esperto, ma la birra è qualcosa che bevi più che volentieri e vuoi vantarti di saper distinguere i diversi brand in commercio per struttura, varietà e corpo al fine di selezionare la birra più adatta a ogni momento specifico, ora puoi utilizzare la Facebook app di Cervezas del Mundo, The Beer Reccommender.

L’app è stata ideata per poter riconoscere ed utilizzare la tua posizione geografica, definire la data e l’ora in cui vuoi consumare birra, capire se dove ti trovi è primavera piuttosto che estate, autunno o inverno, calcolare la temperatura, incrociare questi dati con le raccomandazione di sommelier specializzati nella degustazione di birra, analizzare il tutto e consigliarti la migliore birra premium in accoppiata a un piatto gourmet.


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Per fare in modo che le persone smettano di pensare che la birra possa essere bevuta solamente con la pizza o accompagnata da miseri stuzzichini, Cervezas del Mundo ha creato questa Facebook app per educare i consumatori al consumo e aiutarli nella scelta della birra ideale per ogni occasione. Un’idea molto smart, che utilizzando il social network più diffuso al mondo, riesce ad attrarre e dialogare con un pubblico fortemente variegato, comprendendo i più grandi consumatori di birra nel panorama socio-demografico, i giovani.

Altro sulle app:
Klippbok: diventa un interior designer con IKEA [app per iPad]
Rimorchiare al cinema a San Valentino: un’app utile
– Funfare, l’app per condividere la benzina e incentivare il carpooling [idee]
– “If I die”: il lato macabro del social networking [app Facebook]
– Il costo della benzina direttamente sul navigatore con Waze
– Lego da analogico a digitale in un’app
– Waze: un’app gratuita per sostituire il navigatore
– Il tuo epitaffio? Crealo con l’app per Facebook
– Svegliarsi con il caffé [letteralmente] grazie a un’app
– Le Poste svedesi comunicano la sicurezza delle proprie consegne con un’app e un concorso
– Personal brand: CV e creatività in infografica
– Personal Branding: siamo quel che condividiamo… anche su Twitter [infografica]
– Ora c’è un’app anche per il “cambio di stagione” e i traslochi – ovvero – Non aprite quella scatola
– App Marlboro per social smoker – ovvero – Come “scroccare” una sigaretta senza irritare nessuno
– CV e giornali che parlano
– Una app per giocare alla raccolta differenziata
– Ormai sono una iPhone user, voi che user siete? [infografica]

Altro sulla birra:
Guinness, la birra con un “toc” in più
– Aumentare la consapevolezza per diminuire il “Drink & Drive”
– Klein sceglie il Big Ben per lanciare la sua nuova birra
– Per San Valentino Heineken come Cupido con “The Serenade”
– Heineken e lo U-code
– Heineken: l’alba è di chi beve moderatamente
– Gadget di lusso per Heineken
– Stabilimento, archivio storico e museo aziendale Birra Peroni con il Master IED in Brand Management
– Yes or No – Nastro Azzurro vs Citroen DS4
– Come sceglierete le vostra birra del venerdì sera? Mountain Goat Beer vi aiuta con una infografica
– Heineken stupisce ancora con “The Entrance”
– Birra Castello e l’heritage marketing “al contrario”
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– La festa ricomincia con Corona Light
– Come muta la pubblicità: l’Ufficio del Turismo Australiano e Heineken
– Arriva il Beer Gloss della Heineken
– Non esiste un unico modo di essere “i migliori”. Il vantaggio competitivo sostenibile dalla teoria alla… birra [Peroni]
– Birra Peroni, la birra nazionale italiana: da “Carosello” all’heritage marketing. Intervista a Fabrizio Contardi
– Birra! La bevanda più social e 2.0 da oltre 3000 anni. On line Brand Care magazine 003
– Brand Care magazine n° 003 è online!
– Heineken: le manie delle donne… e quelle degli uomini
– Miller Lite: la birra dell’ “Uomo-folla”

Da fan su Facebook a Master-Barman con Perrier

Perrier, l’acqua più glamour ed esclusiva sul mercato, lancia un contest su Facebook per dare la possibilità ad uno dei suoi fan di diventare “Master-Barman” e vedere un cocktail di sua creazione entrare a far parte della drink list del Diana Majestic, uno dei locali più chic di Milano.

Fino alle 22 del 12 novembre, per i fan di Société Perrier Milan, la pagina Facebook dell’acqua Perrier, sarà possibile candidarsi a diventare l’inventore del primo “social cocktail” che farà parte della lista di uno dei locali più prestigiosi – il Diana Majestic di Milano – partecipando alla sfida lanciata dal brand per selezionare il primo “Social Master-Barman” italiano qualora passasse il vaglio del giudice scelto per l’occasione: il Master-Barman David Ferdani, genio della “mixability” e assoluto protagonista del Bar del Diana Majestic.

Dal comunicato stampa:

Société Perrier - MixologyPer partecipare basterà essere fan della pagina Société Perrier Milan, esclusiva “finestra” sul magico e pulsante universo della “nightlife”, emanazione di ciò che rappresenta una delle più importanti guide internazionali per tutti coloro che amano la vita notturna e il divertimento. Gli step chiave sono: crea, miscela, invia la tua ricetta, vinci.

Tutti i fan della pagina hanno la possibilità di inventare un nuovo cocktail utilizzando come ingrediente principale l’acqua Perrier, dargli un nome e descriverne le caratteristiche nell’apposito spazio a disposizione. Gli “aspiranti barman”, una volta creato il proprio cocktail, potranno inserire eventuali foto o anche il link del video su You Tube che mostra il partecipante all’opera nella creazione del drink, e infine inviarlo.

Essere un “Master-Barman” significa non solo mettere insieme degli ingredienti, ma capire e conoscere bene il risultato finale della loro interazione in fatto di gusto e sapore. Non solo, elemento importante di un Master-Barman è sbalordire, colpire non solo il palato, ma soprattutto la vista. Un drink, come per un piatto, è il frutto di una ricerca che prevede conoscenze in fatto di ingredienti, ma anche elementi di fisica, chimica e biologia. Ogni cocktail nasce per soddisfare il gusto di una persona, e come tale è variabile a seconda dei momenti della giornata e dei periodi dell’anno, oltre naturalmente per ogni singolo individuo. Il segreto di un “Master-Barman” sta quindi nel comprendere anche la psiche del proprio consumatore.

Tutto ciò ha fatto esplodere la tendenza internazionale della Mixology, che Perrier ha fatto propria, diventando uno dei maggiori supporter. La prima apparizione di Perrier nel mondo mixology è stata trovata in un libro di ricette datato 1948. Oggi, la ricerca della perfezione e della qualità dei prodotti generati dall’infinita creatività dei bartender ha permesso alle più grandi capitali di divenire punti caldi per quella comunemente definita “gastronomia liquida”. Questa ondata di fantasia e passione ha spinto Perrier a entrare nel mondo della creazione dei sapori divenendo compagna ideale di tutti i più grandi barman del mondo e i locali di alta qualità, alla moda, i migliori ristoranti e club scelgono i cocktail a base Perrier per rafforzare il loro potere di seduzione e la loro immagine.

Il barman del Diana Majestic David Ferdani selezionerà il cocktail migliore fra quelli pervenuti, tenendo conto di una scala di punteggi che comprenderà: qualità del cocktail, nel caso della foto inserita e/o di un eventuale video. Ecco quindi che l’inventiva e l’originalità della creazione saranno elementi fondamentali per diventare per sempre protagonisti di questa importante creazione, che porterà per sempre il nome scelto dal suo inventore. […]

È possibile partecipare al Contest Mixology fino alle ore 22.00 del 12 Novembre, e i risultati ufficiali saranno comunicati venerdì 16 novembre sulla pagina Facebook Societé Perrier Milan.

Un modo divertente per ribadire che il cliente/consumatore non è solo un acquirente, bensì un prosumer e contribuisce direttamente alla costruzione della marca, della sua reputazione e – perché no – delle modalità di consumo che la vedono protagonista, non credete?

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