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Re-branding VIP attraverso il biglietto da visita [brand experience]

Invasione Creativa, studio grafico specializzato in marchi e coordinati, per acquisire visibilità e comunicare il core business della propria attività ha pensato di cimentarsi in un ironico “esercizio di stile”, creando marchio e biglietti da visita di persone e personaggi resi famosi di alcune pellicole cinematografiche divenute “cult” e usare il potere virale della Rete.

Utilizzando l’approccio “what if”, l’agenzia ha selezionato film, star e personaggi molto amati dal loro pubblico per poi realizzare per ognuno un’operazione di re-branding creandone marchio e business card.
L’“esercizio di stile” prevedeva di immaginare tali soggetti al di fuori delle opere cinematografiche attraverso cui gli spettatori avevano potuto conoscerli e amarli, associare il loro profilo alla professione che avrebbero potuto fare per riposizionarsi sul mercato e creare il coordinato a questa connesso.

Invasione creativa - auto-promozione
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Interessante il risultato di questa divertente proposta di brand experience, sia creativo che auto-promozionale: da un lato profili come “Bruce Wayne – Lighting Solution”, “Amelie Poulain – Selfie photographer” o “Rosemary’s – Babisitting”; dall’altro tre milioni di visualizzazioni, novemila blog post dedicati e trecento articoli apparsi su testate di tutto il mondo.

Niente male per un “esercizio di stile”, no?

Altro sulla brand experience

Diventa un Ninja per goderti la pizza al cinema [campagna Facebook]

I Love Pizza Pizza, ristorante ecuadoregno [sul cui naming avrei molto da obiettare, ma sorvoliamo! 🙂 ] di recente apertura, per ovviare alla sua poco visibile posizione all’interno di un centro commerciale, ha creato “Pizza Ninja”, un’avvincente campagna Facebook per acquisire visibilità e appeal agli occhi dei potenziali clienti.

Data la distanza del proprio locale dalla zona del centro commerciale dedicata alle attività mangerecce, I Love Pizza Pizza ha pensato di puntare sulla costruzione di una community virtuale di clienti potenziali tra i 15 e i 28 anni che poi potessero trasformarsi in effettivi acquirenti, individuando in Facebook il mezzo più adatto al proprio scopo, data la sua enorme diffusione in Ecuador come nel resto del mondo.

I Love Pizza Pizza, forte della propria posizione strategica rispetto al cinema e del fatto che nessun altro offrisse pizza a fette in packaging speciale che ne permettesse l’asporto anche all’interno di borse e zaini, ha creato una campagna molto intrigante – che una volta avremmo definito di “guerrilla marketing” e che oggi amiamo chiamare “ambient marketing” – da veicolare attraverso il famosissimo social network.

Poiché i bar dei multisala ecuadoregni vendono solo pop corn, nachos e hot dog, praticando oltretutto prezzi molto alti, e solitamente vietano di introdurre cibi e bevande, che non siano stati acquistati in loco, all’interno delle sale cinematografiche, l’obiettivo che I Love Pizza Pizza si è posta è stato quello di sfidare i propri Fan di Facebook ad aggirare tale divieto senza essere scoperti, proprio come fanno i Ninja.

Pizza Ninja è quindi l’idea di I Love Pizza Pizza che si propone di coinvolgere i suoi Fan di Facebook in un qualcosa che si può definire a metà tra il contest e il tutorial: seguendo la Pagina Facebook del brand, infatti, gli utenti hanno avuto accesso a una serie di consigli e trucchetti su come introdurre all’interno dei cinema una bella fetta di pizza del neonato brand senza essere notati per poi gustarsela durante la proiezione del film. Chi fosse riuscito nell’impresa era invitato a condividerne le prove e suggerimenti ninja sui propri spazi di social networking e sulla Pagina Facebook dell’azienda.


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Pare che ogni settimana I Love Pizza Pizza sia riuscita a raccogliere centinaia di nuove idee ninja, a vendere tutte le fette di pizza prodotte nei suoi punti vendita ogni giorno, e in sei mesi – senza alcun budget speso in Facebook Ads – sia riuscita a creare una community Facebook di 200.000 Fan, sbaragliando la concorrenza di Pizza Hut, Domino e Papa Johns, rubando loro lo scettro di venditori di cibo al dettaglio, e posizionandosi contestualmente tra i primi 10 brand più conosciuti in Ecuador.

La campagna è stata interrotta su richiesta del cinema che stava subendo una drastica diminuzione delle vendite presso il proprio bar interno, ma I Love Pizza Pizza afferma che la Facebook community non abbia comunque smesso di crescere.

Un simpaticissimo esempio di come la creatività e la corretta pianificazione/gestione dei social network possa portare al raggiungimento di obiettivi a volte inimmaginabili anche senza contare su budget stratosferici: bellissima idea, non trovate?

Altro sulla pizza

Altro sull’ambiente marketing

Altro su Facebook

Spiderman beve Evian [co-branding]

É prevista oggi l’uscita nei cinema italiani del nuovo episodio della serie cinematografica dedicata all’Uomo Ragno, The amazing Spider-man 2. Per il lancio del film in Francia è stato prodotto e programmato un simpatico spot in co-branding con Evian e il suo “live young”.

All’inizio dello spot si percepiscono appieno le atmosfere della pellicola: l’Uomo Ragno, usando la sua resistentissima ragnatela, si lancia tra i grattacieli del famoso skyline di New York compiendo acrobazie inimmaginabili da realizzare senza superpoteri. D’un tratto Spiderman pare attratto da qualcosa in lontananza, curioso si avvicina a quello che inizialmente poteva sembrare un nuovo personaggio della saga e che invece non è altro che il proprio riflesso… in “stile Evian”! 🙂

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Considerando che il pubblico potenziale del film comprende sicuramente parte del target che Evian vuol fare proprio – e viceversa – si tratta a mio parere di un riuscitissimo posizionamento in co-branding, in linea con le due identità di marca e assolutamente coerente con le caratteristiche del supereroe [almeno per come lo abbiamo conosciuto al cinema], sempre curioso verso le proprie abilità e pronto a divertirsi [a me ricorda soprattutto l’atteggiamento di Peter Parker immediatamente dopo la scoperta di aver acquisito dei superpoteri], non vi pare?

Altro sul co-branding

Un caffè per fiction-addicted

Nel week-end, nonostante i vostri sforzi, solitamente non riuscite a vedere tutte le puntate di fiction che avevate in mente di finire? Ora in vostro aiuto arriva “Insomny Coffee”, il caffè creato da CanalPlay appositamente per chi – come voi – mira a passare 24 di fila a guardare film e serie TV.

CanalPlay offre la visione di film e fiction in numero illimitato per 24 ore al giorno senza sosta, ma il brand soffre del fatto che gli spettatori non possono guardare la TV mentre dormono. La soluzione? Creare e distribuire un caffè in grado di tener svegli i propri abbonati senza soluzione di continuità per permettere loro di massimizzare il proprio investimento guardando quanti più contenuti possibili tra quelli inclusi nel “pacchettoCanalPlay”. Guardate la campagna pubblicitaria:


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Insolita quanto brillante trovata, quella di CanalPlay, che permette al brand di ampliare il proprio settore – quello dell’audiovisivo – utilizzando una risorsa di ampliamento che lo collega a un nuovo mercato – il mercato alimentare – senza che la neonata idea risulti incoerente con il core business di marca grazie al modo di presentarla al pubblico.

Collegando Insomny Coffee alla visione dei prodotti audiovisivi offerti dalla TV on-demand, nonché offrendo 2 mesi di abbonamento gratuito alla stessa, CanalPlay connette abilmente i suoi due prodotti nonostante appartengano a mercati totalmente differenti e abbiano target non del tutto sovrapponibili. Le due offerte CanalPlay appaiono dunque distinte per marchio e settore merceologico, ma strettamente congiunte nell’essere l’una il valore aggiunto dell’altra.

Chi NON vuole provarlo nel week-end o durante le feste alzi la mano? 😉

Altro sul caffè

Libera i film con la TV on demand!

Now TV on demand, piattaforma televisiva dall’esplicito naming, ha messo a punto una campagna pubblicitaria che, nel messaggio, si rifà alle campagna di sensibilizzazione al fine di acquisire nuovi abbonati che vogliano “liberare i film” dalla prigionia del palinsesto fisso.

Now TV on Demand - campagna pubblicitaria
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Now propone al suo pubblico potenziale quattro soggetti pubblicitari per la carta stampata il cui visual è incentrato sulla sovrapposizione dello schema tradizionalmente utilizzato dalle piattaforme televisive satellitari per descrivere il proprio palinsesto fisso con quello che viene percepito come un fotogramma di un film, in ogni soggetto di genere differente spaziando dal classico al fantasy, dalla fantascenza al film di guerra. Tale sovrapposizione, grazie alla posa assunta dai protagonisti del fotogramma, induce a percepire lo schema del palinsesto come la grata di una gabbia, di una prigione.
Il claim completa l’equilibrata opera metaforica con la sua esortazione “Free your movie”.

Nonostante il contenuto della metafora, nel complesso la campagna pubblicitaria appare divertente e ironica: un’idea molto creativa, non trovate?

Altre campagna pubblicitarie

Promuovere un film con il pollo [ambient marketing]

Domestic è una commedia espressione della cinematografia rumena che non ha accesso al circuito dei festival di cinema più importanti. Come convincere il pubblico ad andarla a vedere nonostante non abbia vinto dei premi? Con il pollo!

Poiché i film rumeni che non sono stati selezionati per qualche importante festival cinematografico e che non abbiano vinto alcun premio pare non abbiano molto mercato nelle sale, i produttori di Domestic – una dark comedy che appartiene proprio a questa categoria – hanno pensato bene di organizzare una campagna di ambient marketing dal profilo molto “dark”.

Rifacendosi a una delle scene principali del film in cui un esponente della famiglia protagonista della pellicola tagliava la testa a una gallina per dimostrare al padre di non essere una ragazza frivola, hanno posizionato sui polli senza testa in vendita nei principali supermercati un adesivo che riportava un’intrigante scritta: “Se vuoi sapere cosa è successo alla gallina dovresti andare a vedere Domestic”. E pare che abbia funzionato alla grande!


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La campagna di ambient marketing ideata per Domestic, oltre ad essere un simpatico esempio di come si incuriosisce il proprio pubblico e di come sfruttare il pensiero laterale con creatività, a mio avviso fa ben comprendere quanto sia importante per la promozione di qualsiasi cosa che ci sia coerenza tra il prodotto/servizio da comunicare e il modo in cui lo si comunica, lo stile e gli strumenti che si decide di impiegare: dark la commedia, dark la campagna! 😉

Altro sull’ambient marketing

Altro sul pensiero laterale

Voglia di branded content [direct marketing]

Liwa Advertising, comprendendo la grande efficacia dei branded content come strumento strategico di comunicazione della marca, ha pensato bene di ampliare la propria offerta inserendovi la creazione di contenuti seriali per il brand e, per incentivare i propri clienti a commissionarle progetti di questo tipo, ha messo a punto una campagna di direct marketing molto persuasiva.

Liwa Advertising ha evidentemente compreso l’importanza dei branded content come strumento dello storytelling di marca basato su format narrativi sempre più lunghi rispetto a quelli dello spot e spesso seriali. Al fine di incentivarne la richiesta da parte dei propri clienti e di sottolineare l’appeal di questo strumento di branding, ha inviato loro il contenitore vuoto di una “pizza” cinematografica.

Attraverso il packaging vuoto di una pellicola, l’azienda voleva sicuramente sottolineare il passaggio dalla produzione audiovisiva in celluloide destinata alle sale cinematografiche, a quella in digitale adatta ormai a qualsiasi tipologia di mezzo di comunicazione adatti alla visione di video: da un supporto molto costoso e dunque elitario, a una tecnologia che rende i prodotti audiovisivi sicuramente più economici, attualmente senza una necessaria rinuncia alla qualità della ripresa.

Liwa Advertising - direct marketing
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Da questa metafora, ovviamente, l’enfasi da parte della Lowa cade sul fatto che il cliente possa ottenere un valore maggiore con un minore investimento, spingendolo a considerare i formati lunghi e seriali propri delle strategie di branded content come strumenti di comunicazione alla portata praticamente di ogni tasca.

Originale modo dal messaggio furbetto per informare i clienti di un nuovo servizio offerto, non trovate?

Altro sul direct marketing

Altro sui branded content:
Missione Oreo: separare la crema dal biscotto
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Gli zombie o la SWAT ti consegnano la pizza? Forse hai ordinato da Domino’s

Domino’s Pizza lancia un nuovo servizio di delivery in modo che chi vuole possa vedersi consegnare a domicilio, non solo la pizza, ma anche il film da guardare mentre la si mangia. La campagna pubblicitaria creata in tale occasione è un avvincente esercizio stilistico di branded content sui film di genere.

Qualora vi capitasse di vedervi consegnare la pizza da un folto gruppo di zombie affamati o da un intero reparto SWAT, sempre che riusciate a sopravvivere allo shock e manteniate calma e sangue freddo, riflettendo vi tornerebbe in mente che avete ordinato da Domino’s Pizza aderendo al nuovo servizio di delivery che, oltre le cibarie, si sarebbe incaricato di portarvi a casa anche il film da guardare con gli amici.

La nuova campagna multisoggetto del noto brand risulta essere un’azione di puro brand entertainment basato sulla sineddoche che vede il concetto di “cinema” sostituirsi a quello “di film”: è un vero e proprio set cinematografico completo di comparse perfettamente calate nella parte a raggiungere il cliente Domino’s con i cartoni contenenti la pizza ordinata a domicilio e il film di genere che gli si è voluto associare. Peccato che il malcapitato cliente lo riesca a scoprire solo alla fine dello spot, dopo il terribile spavento causato dal terribile contesto da cui è stato circondato. Solo alla fine, infatti, la troupe si palesa: fonici, macchinisti, lo staff della regia e della direzione della fotografica emergono dai propri nascondigli fuori dal set e iniziano a scherzare con gli attori che, da terribili zombie e poliziotti in assetto antisommossa, dopo il “cut” di fine scena si trasformano in entusiasti figuranti.


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Perfetta la regia, godibile il contrasto tra il “prima” e il “dopo” la consegna della pizza, meravigliosa la faccia del cliente Domino’s quando dal completo relax della quotidianità si ritrova “nel” film, nonché il suo sorriso stirato quando inizia a rendersi conto che si tratta di una montatura. Bello! Non so se riuscirei a mangiare la pizza di Domino’s, ma sicuramente la ordinerei per vedere se succede veramente! 😉

Altre campagne pubblicitarie

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Rimorchiare al cinema a San Valentino: un’app utile

Domani è San Valentino, una di quelle date che per molti è impossibile trascorrere da soli: mariti e mogli, compagni di vita, fidanzati e fidanzate tendono a condividerne almeno la serata, i single cercano di cogliere l’occasione per farsi notare dalle potenziali anime gemelle.

Uomini, se avete deciso di fissare il vostro primo appuntamento la sera di San Valentino e – vostro malgrado – avete pensato che portare la vostra mezza mela a vedere un film romantico al cinema sia la scelta migliore per far colpo, FHM Movie Date app potrebbe fare al caso vostro!

FHM Movie Date App

Si tratta di un’app utile a superare l’imbarazzo del primo approccio, ideata per “sincronizzarsi” con il film romantico che avete selezionato ed essere sicuri di scegliere il momento più opportuno per “mostrare il vostro lato tenero”: non dovrete far altro che scaricare l’app, prendere posto al cinema, selezionare il film che state per vedere e sincronizzare l’app con l’inizio del film. Mettendo il vostro smartphone in tasca, potrete sentirlo vibrare – lo farà ad ogni scena particolarmente emozionante della pellicola – e tentare di abbracciare la vostra partner, sicuri che sarà “il momento giusto”… salvo imprevisti! 😀


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Qualora, poi la vostra lei fosse perfetta, ma un po’ troppo appiccicosa e – rapita dal vostro romanticismo – non vi lasciasse più andar via, potrete sempre richiedere ad AXE di inviarvi uno dei loro Morning After Pillow 😉


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I brand ormai pensano proprio a tutte le evenienze e si occupano sempre più di coccolare i propri clienti/consumatori, cercando di interpretare le loro necessità e risolvere i loro problemi, non credete?

Altro sulle app:
Funfare, l’app per condividere la benzina e incentivare il carpooling [idee]
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Lego da analogico a digitale in un’app
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Il tuo epitaffio? Crealo con l’app per Facebook
Svegliarsi con il caffé [letteralmente] grazie a un’app
Le Poste svedesi comunicano la sicurezza delle proprie consegne con un’app e un concorso
Personal brand: CV e creatività in infografica
Personal Branding: siamo quel che condividiamo… anche su Twitter [infografica]
Ora c’è un’app anche per il “cambio di stagione” e i traslochi – ovvero – Non aprite quella scatola
App Marlboro per social smoker – ovvero – Come “scroccare” una sigaretta senza irritare nessuno
CV e giornali che parlano
Una app per giocare alla raccolta differenziata
Ormai sono una iPhone user, voi che user siete? [infografica]