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Com’è andato Jingle Trends [evento]

Venerdì 6 dicembre ero a “Jingle Trends: 12 racconti tra artigianato e tecnologia”, l’evento che Vincenzo Bernabei e io abbiamo organizzato insieme agli studenti del Master IED in Brand Management per lanciare le nuove collezioni di Milleocchiali e Asymétrie. Ecco com’è andata.

Dal comunicato stampa:

In occasione dell’apertura del periodo delle feste natalizie, venerdì 6 dicembre, il Luxury Showroom Milleocchiali di Corso Vittorio Emanuele II a Roma, ha ospitato un evento di presentazione al pubblico di una selezione di 12 abbinamenti di capi d’abbigliamento Asymétrie e i modelli di occhiali della collezione Milleocchiali 4.0, housebrand di Milleocchiali.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per presentare la partnership tra i due marchi e introdurre al pubblico gli elementi distintivi delle loro nuove collezioni, accomunate dalla fattura artigianale Made in Italy e dall’innovazione tecnologica.

Gli accostamenti di forme, modelli e colori caratterizzanti le collezioni hanno ispirato 12 racconti inediti, narrati nel momento principale dell’evento dalle voci della compagnia teatrale Barnum, per accompagnare il pubblico nella comprensione dell’universo valoriale di Milleocchiali e Asymétrie e della fattura artigianale dei modelli di punta, caratteristica alla base della visione dei due brand. Ecco le storie, di cui è possibile ascoltare i podcast cliccando qui.

Durante la serata l’azienda Casale del Giglio, tra gli sponsor tecnici dell’iniziativa, ha offerto agli ospiti la degustazione di 6 dei propri vini. Di seguito la gallery con qualche foto:

[Foto di Viola Carboni]

L’esposizione degli abbinamenti creati per l’occasione rimarrà fruibile al pubblico presso il punto vendita Milleocchiali fino ai saldi di gennaio, con la possibilità di acquistare anche le bluse di Asymétrie.

Qualche dettaglio su Jingle Trends [evento 6 dicembre]

Se siete appassionati di moda e accessori, ma anche se solo vi intriga partecipare a una performance che tratta bluse e occhiali come oggetti d’arte e d’ispirazione per monologhi teatrali, vi ricordo che venerdì dalle 18 presso il Luxury Showroom Milleocchiali di Corso Vittorio Emanuele II a Roma si terrà “Jingle Trends – 12 racconti tra artigianato e tecnologia” per il lancio delle nuove collezioni Milleocchiali 4.0 e Asymétrie.

Dal comunicato stampa:

[…]Ecco il programma dell’evento promosso dal Master IED in Brand Management per raccontare l’artigianalità e le caratteristiche innovative che accomunano le nuove collezioni dei due brand.

A partire dalle ore 10:00 del 6 dicembre, orario di apertura al pubblico del punto vendita Milleocchiali, sarà possibile provare i capi Asymétrie e i modelli della linea Milleocchiali 4.0, incontrando i creatori delle collezioni.

La giornata culminerà nella parte serale dalle ore 18.00, con la narrazione di 12 racconti inediti, riportati dalla voce degli attori della compagnia teatrale Barnum, che accompagneranno gli ospiti alla scoperta delle peculiarità tecniche delle collezioni protagoniste dell’iniziativa. Durante la seratasarà possibile degustare 6 vini Casale del Giglio, sponsor tecnico dell’iniziativa, presentati dal sommelier Luca Di Carluccio.

Le collezioni protagoniste dell’evento rimarranno in esposizione presso il punto vendita fino ai saldi di gennaio.

PROGRAMMA
Dalle ore 10:00
Apertura al pubblico dello showroom e dell’esposizione Milleocchiali 4.0 e Asymétrie

Dalle ore 18:00
Apertura ufficiale dell’evento e accoglienza degli ospiti

Dalle ore 18:30
Presentazione Master IED in Brand Management a cura della coordinatrice Alessandra Colucci
Presentazione dei brand Milleocchiali e Asymétrie
Storytelling degli abbinamenti tra capi e occhiali, a cura della compagnia teatrale Barnum
Degustazione di 6 etichette Casale del Giglio con la possibilità di intrattenersi in presenza dei creatori delle collezioni

6 dicembre – Jingle Trends [evento a Roma]

Con il prezioso supporto degli studenti del Master IED in Brand Management, Vincenzo Bernabei e io stiamo organizzando un bell’evento natalizio che vede per la prima volta in co-branding Milleocchiali [settore ottico] e Asymétrie [abbigliamento sartoriale]. Per saperne di più, leggete il comunicato stampa… e ovviamente siete tutti invitati: ci vediamo lì! 🙂

Dal comunicato stampa:

Jingle Trends - evento

Il Luxury Showroom Milleocchiali apre le sue porte al pubblico per inaugurare la stagione natalizia con una mostra-evento in collaborazione con Asymétrie, realtà innovativa nel panorama della sartoria romana.

Il 6 dicembre 2019 si svolgerà l’evento dal titolo “Jingle Trends: 12 racconti tra artigianato e tecnologia”, promosso dal Master IED in Brand Management e nato per narrare il trait d’union delle nuove collezioni dei brand Milleocchiali e Asymétrie.

In occasione dell’apertura della stagione delle compere natalizie, il Master IED in Brand Management si fa promotore dell’organizzazione dell’evento “Jingle trends” in co-branding tra Milleocchiali e Asymétrie, con l’obiettivo di presentare le nuove proposte di entrambi i marchi, accomunati dai valori dell’artigianalità nel Made in Italy e dall’impegno nella ricerca tecnologica e nell’innovazione.

Dalle 10:00 di venerdì 6 dicembre 2019 presso il Luxury Showroom Milleocchiali di Corso Vittorio Emanuele II 9/11 a Roma sarà esposta al pubblico una selezione di 12 abbinamenti originali nati dall’accostamento dei modelli di punta della nuova linea di occhiali personalizzabili Milleocchiali 4.0. e la collezione invernale di capi sartoriali Asymétrie, con l’anticipazione di alcuni dei modelli della successiva stagione.

Nella fascia serale dell’evento, dalle 18:00, saranno letti dei racconti inediti, evocativi dell’esperienza artigianale e tecnica dei due marchi, che accompagneranno il pubblico nella comprensione delle caratteristiche peculiari dei capi e degli occhiali selezionati. A condurre l’esperienza, le voci di due attori della compagnia teatrale Barnum.

Durante l’arco di tutta la giornata, fino alle 23:30, sarà possibile provare i modelli di entrambi i brand ed entrare in contatto con i creatori delle collezioni. Durante la serata, inoltre, verranno degustati 6 vini Casale del Giglio presentati dal sommelier Luca Di Carluccio.

A seguito dell’evento, le collezioni protagoniste dell’iniziativa rimarranno esposte come proposta di punta fino ai saldi di gennaio.

Sakenomy, l’app per gli amanti del sake giapponese

Per tutti gli appassionati del Giappone e del sake, arriva Sakenomy, l’app in italiano e in inglese sviluppata in collaborazione con l’ex calciatore Hidetoshi Nakata. L’applicazione raccoglie informazioni e consigli su come selezionare il sake più adatto ai propri gusti, tra le 6.000 tipologie della tradizionale bevanda alcolica giapponese presenti in archivio.

Dal comunicato stampa:

Sakenomy - app sul sake[…] Nata dal desiderio di Hidetoshi Nakata di “trasmettere il fascino del sake giapponese”, Sakenomy è stata accolta con successo sia in Giappone sia a livello internazionale, e ha raggiunto oltre 14.000 download nei soli due giorni successivi al suo lancio.

Hidetoshi Nakata, supervisore di Sakenomy, ha visitato oltre 200 aziende giapponesi produttrici di sake e ha riscoperto il valore del sake dopo il suo ritiro dal calcio. Questa esperienza ha alimentato il suo desiderio di “promuovere il sake giapponese nel mondo”. Nakata ha partecipato come consulente allo sviluppo di questa applicazione, dando un prezioso contributo in relazione al concept, al design e al nome dell’app, grazie all’esperienza maturata durante gli eventi da lui organizzati in occasione dei Giochi Olimpici di Londra del 2012 e della Coppa del Mondo in Brasile nel 2014, per introdurre il sake giapponese a livello mondiale.

Il nome “Sakenomy” deriva da “gastronomy”, ossia la pratica o arte di scegliere, cucinare e mangiare buon cibo. Il nome è stato coniato con la speranza che le persone imparino a conoscere, gustare e sperimentare l’autentico sake giapponese e la cultura che lo circonda. Nakata ha scelto questo nome non solo per promuovere la consumazione del sake giapponese, ma anche per trasmetterne la cultura da una più ampia prospettiva.

Con l’app Sakenomy si potrà:

1. Cercare il sake giapponese all’interno del più grande database a livello mondiale

Esistono circa 15.000 brand di sake giapponese. Quando Sakenomy è stata lanciata in Giappone, a ottobre 2014, conteneva informazioni relative a circa 1.000 tipi di sake. Da allora sono state aggiunte nuove informazioni e ora il database contiene oltre 6.000 tipi di sake. Il database è in continuo aggiornamento. Gli utenti possono immettere caratteri o scannerizzare le etichette con il proprio smartphone per navigare tra le varie informazioni relative al sake:

  • caratteristiche del sapore
  • localizzazione delle aree di produzione
  • contenuto alcolico, acidità, valore dell’amminoacido, inizio della fermentazione, lievito utilizzato, riso come materia prima, nome dell’azienda di produzione, seimai buai (percentuale di raffinatezza del riso: la percentuale indica la quantità di riso raffinato ottenuto da una data quantità di riso integrale), kasubuai (letteralmente, percentuale di sedimento del sake), acqua utilizzata per la produzione, ecc.
  • ulteriori brand di sake localizzati nelle vicinanze e indicati sulla mappa degustazioni (sapore, aroma).

2. Registrare il sake degustato su una mappa interattiva

Gli utenti possono registrare le informazioni relative al sake degustato nella sezione “La mia pagina”. Dopo aver registrato il sapore del sake provato sulla mappa degustazioni, gli utenti possono confrontare la propria valutazione sia con quella di altri utenti, che hanno provato lo stesso tipo di sake, sia con quella di esperti, come i presidenti delle più famose aziende produttrici e fabbriche di sake. Si tratta di una mappa degustazioni sulla quale gli utenti possono:

  • valutare l’assaggio attraverso quattro indicatori: brillante, secco, dolce, ricco
  • elaborare una classifica;
  • indicare data, ora e luogo di assaggio
  • aggiungere note sul gusto e informazioni sul sake
  • uplodare foto del sake e degli otsumami (snack)

3. Scoprire il sake ideale in base ai gusti personali

L’app Sakenomy è in grado di suggerire il tipo di sake che meglio risponde ai gusti personali dell’utente, confrontando le informazioni registrate con quelle presenti nel database. In questo modo, gli utenti hanno la possibilità di trovare il proprio sake ideale grazie al fatto che l’app analizza i click effettuati attraverso i bottoni “bevuto” e “da provare” così come la cronologia della mappa degustazioni, al fine di consigliare il sake più idoneo ai gusti dell’utente […]

4. Leggere news sul sake

Gli utenti posso essere facilmente aggiornati sulle ultime news dal mondo del sake, grazie a una funzione news che raccoglie notizie provenienti da popolari siti dedicati al sake quali “SAKETIMES” e “NOMOOO”, oltre che da blog di famose aziende produttrici di sake. Gli utenti di Sakenomy potranno così familiarizzare ancora di più con la cultura del sake, grazie alla lettura degli articoli pubblicati nell’app […].

Sakenomy sarà presto disponibile in altre lingue per gli utenti di tutto il mondo anche perché la cultura del cibo in Giappone è considerata patrimonio culturale dell’UNESCO […].

Un’interessante iniziativa che lega tradizione alimentare [il sake], brand territoriale [il Giappone] e l’innovazione tecnologica [l’app mobile]. Sicuramente un modo creativo per incuriosire gli appassionati di viaggi e culture ad approfondire la propria conoscenza della cultura giapponese, sake in primis, resa ancora più accattivante dalla presenza di un “testimonial” con Hidetoshi Nakata. Complimenti! 🙂

Altro sui brand territoriali

Altro sulle app

Coca Cola celebra i nonni con l’heritage marketing

Qualche tempo fa Coca Cola ha lanciato in Argentina un simpatico spot che celebra i nonni, la vita più sana, semplice e serena di una volta… e l’heritage marketing, dato che dallo storytelling utilizzato ovviamente il suo brand risulta protagonista indiscusso della scena e rinforza – se possibile 😛 – la propria caratterizzazione positiva mettendo in mostra la sua lunga esperienza in fatto di felicità.

Brillante l’idea di Coca Cola di proporre il proprio spot come un collage di momenti basato su centinaia di storie: passato e presente vengono messi a confronto attraverso tecnologie, mezzi di trasporto, abitudini alimentari, ritmi, consumi mediatici, stile di vita, d‘arredo e d’abbigliamento in poche immagini. Da un lato dello split-screen l’ocra dei fotogrammi del passato dei nostri fantastici nonni, dall’altro i colori vividi e luminosi del nostro presente, ma entrambi i periodi escono dal confronto vittoriosi in qualche modo… sarà perché comunque continuiamo a bere Coca Cola? 😀


[via]

Nei momenti di crisi come il nostro, confrontarsi con il passato – come insegnano le dinamiche dell’heritage marketing – assume ancor più valore e importanza poiché permette di apprezzare sino in fondo i cambiamenti positivi che l’evoluzione e l’innovazione hanno portato, ma – allo stesso tempo – individuare le criticità che questi stessi elementi hanno comunque creato in modo da poter consapevolmente cercare nuovi equilibri che possano portare a ulteriori miglioramenti. Questo il messaggio socialmente rilevante e positivo di cui si fa testimonial e portavoce Coca Cola, con la consueta aggiunta di creatività e “bollicine”.

Altro su Coca Cola
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Pupille & Papille – A cena a “La Corte” [Rieti]

In questo periodo sto frequentando un po’ il reatino e proprio a Rieti ho avuto il piacere di conoscere e frequentare “La Corte”, grazioso [quanto gustoso] ristorante del centro storico gestito – a animato – dal simpaticissimo Elia Grillotti.

La Corte - antipastoCredo che la definizione più calzante per “La Corte” sia quella di “trattoria tipica umbro-reatina, classica nell’atmosfera, ma attenta all’innovazione culinaria”: si tratta di un ristorante non molto grande, ma veramente molto accogliente che offre ai suoi commensali un’atmosfera calda e familiare, nonché il sublime gusto dei piatti tipici della tradizione svecchiati grazie all’accurata presentazione e a un tocco di creatività. A “La Corte”, infatti, si possono gustare tanto i piatti tipici della più alta cucina tradizionale umbro-reatina, quanto testare accostamenti di sapori originali e raffinati, dunque vi troverete di fronte a proposte variegate e adatte a qualsiasi palato.

De “La Corte” mi ha colpito, oltre al gusto delle pietanze e alla qualità degli ingredienti, il servizio impeccabile, l’attenzione al dettaglio e l’avvolgente atmosfera. Durante il pasto non verrete mai “abbandonati a voi stessi”: verrete sedotti dalla presentazione del menu da parte di Elia [se siete amanti della lettura dei menù dovrete arrendervi: impossibile averne uno al tavolo, l’unico menù scritto è esposto all’esterno poiché il titolare ci tiene troppo a guidare ogni commensale nella conoscenza e comprensione di ogni piatto], verrete circondati da cordialità e simpatia e – in alcune serate – potreste avere la fortuna di venir rallegrati da qualche pezzo alla chitarra improvvisato dall’eclettico Elia.

Mentre scrivo penso al meraviglioso “centrotavola” di focaccia e pancetta, all'”antipasto della casa” [che vedete in foto: la foto è venuta un po’ gialla, ma credo renda l’idea], alle carni che ho visto letteralmente sciogliersi al passaggio del coltello, ai primi colmi di storia e di creatività… Insomma, se vi trovate a Rieti, vi consiglio di gratificare i vostri palati e i vostri occhi a “La Corte”, poi mi direte se ho ragione o no! 😉

Altre recensioni per Pupille & Papille:
Pupille & Papille – A pranzo a “La Locanda di Bacco” [Monterotondo]
Pupille & Papille – A cena da “Ditta Trinchetti”
– Bordeaux parte 1 – Pupille & Papille: la città, l’hotel, il cibo e il vino
– Pupille & Papille – A cena al “Cenacolo del Pescatore” [Firenze]
– Pupille & Papille – A cena da “Al Vantaggio” con lo sconto MasterCard
– Pupille e Papille: a cena al “Sasso di Dante”
– Pupille e Papille: a cena da “Doney”
– Pupille e Papille: a cena al “Jet Set”

Comunicare il passaggio dalla carta al digitale

L’editoria sta subendo grandi trasformazioni in questo periodo: intere case editrici e molte testate giornalistiche si vedono quasi costrette a rapportarsi con le nuove tecnologie nella definizione dei propri prodotti editoriali e del proprio mercato di riferimento. Ecco come Neue Zürcher Zeitung ha deciso di affrontare il cambiamento.

Alcuni soggetti presenti in questo settore rispondono all’innovazione portata dal web e dal digitale ampliando la propria offerta per essere presenti anche sul nuovo mercato, altri optano per una completa trasformazione del proprio prodotto decidendo  completamente il supporto cartaceo in favore di quello virtuale. Soprattutto nel secondo caso, occorre comunicare il cambiamento ai propri lettori: Neue Zürcher Zeitung, la testata svizzera più rinomata, ha deciso di farlo utilizzando la prima pagina della propria testata.

NZZ ha deciso di trasformare il proprio quotidiano cartaceo in una testata online e, per darne notizia ai propri lettori, ha deciso di sorprenderli pubblicando la propria prima pagina completamente in codice binario: una scelta drastica sia nella definizione delle nuove caratteristiche da dare al proprio prodotto editoriale, sia nella strategia riguardante come informarne il proprio pubblico, avrà funzionato?

NZZ - campagna informativa
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Personalizzare il caffè senza rinunciare al caffè: Illy [pubblicità comparativa]

Anche Illy lancia la sua idea per personalizzare l’esperianza del caffè in modo che sia assolutamente unica e legata all’individuo che la consuma. Ed è subito pubblicità comparativa, esplicita nei confronti dell’offerta Starbucks, implicita verso molte altre marche a quest’ultima assimilabili.

Illy parte dalla convinzione che Starbucks e altre catene brandizzate che vedono nella caffetteria il proprio core business propongano un servizio personalizzato di preparazione della notissima e consumatissima bevanda a base di caffeina basata sulla necessità di mascherare il gusto mediocre dei loro caffè con l’aggiunta di sciroppi e altri ingredienti artificiali.

Il brand Made in Italy leader nella produzione, nel confezionamento e nella costruzione di esperienze di gusto a base di caffè, forte della sua professionalità e al fine di ribadire che  “preparare un caffè di qualità sia una vera e propria arte che dovrebbe essere lasciata ai veri artisti”, lancia “The art of coffee maker”, la sua idea di caffè personalizzato basata sulla volontà di non distruggere la possibilità di assaporarne completamente il vero aroma.

Illy, ha infatti creato un distributore automatico di caffè in grado di erogare un espresso assolutamente personalizzato, che “rispecchia” completamente il proprio consumatore, tanto da somigliargli “fisicamente”: la macchina è infatti in grado di assimilare la fisiognomica dell’acquirente che le sta di fronte in modo che a questo basti sorridere e cliccare l’apposito pulsante per farsi fare una fotografia dal distributore che avrà poi cura di riprodurre sulla superficie del caffè che gli verrà servito.


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L’idea è interessante, creativa, originale e – nonostante il contenuto ggressivo legato alla comparazione tra marche di caffè concorrenti – elegante. Il mood richiamato dalla grafica e dalla colonna sonora è legato alla tradizione, richiama il lungo passato produttivo della Illy e lo rende un valore aggiunto irrinunciabile per attestare e supportare la qualità indiscussa dei suoi espresso, attivando così anche le direttive proprie dell’heritage marketing.

Da notare come, alla fine del video che – oltre ad essere un’elegante opera di pubblicità comparativa dai toni vintage – serve a promuovere la trovata Illy, il brand lasci intendere che la condivisione attraverso Facebook, Twitter e Instagram di uno scatto che immortali l’esperienza di gusto personalizzata con la propria faccia è consigliata e  assolutamente gradita: in tale modo il valore della tradizione si collega con l’innovazione, la tecnologia e il presente, rinnovando la forza del brand e rendendola percepibile come assolutamente attuale.

Voi, che ne pensaste? A me è venuta una terribile voglia di caffè! 😀

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Master IED in Brand Management: il resoconto di “Brand @ Work”

Sono molto contenta di condividere anche qui i risultati della 1° edizione del Master IED in Brand Management, resi pubblici durante “Brand @ Work”, l’evento pensato per riflettere sulle evoluzioni della marca e sul suo rapporto con il mondo del lavoro a partire dalla discussione dei project work sviluppati dagli studenti.

Prima di riportare il comunicato stampa con il resoconto dell’evento e i progetti presentati, speronon ve la prendiate se faccio un po’ di ringraziamenti:

  • grazie a IED Roma per la grande opportunità che ci ha dato permettendoci di sviluppare questa idea di master fornendoci tutti gli strumenti necessari per farlo al meglio
  • grazie a tutti i docenti perché senza di loro non sarebbe stato possibile costruire un percorso didattico altamente qualificante e raggiungere il livello professionale che è oggettivamente riscontrabile negli elaborati
  • grazie alle aziende che si sono fidate e affidate a noi sostenendoci con la loro disponibilità nel rispondere alle domande e procurarci il materiale utile per le analisi
  • ma soprattutto grazie ai 15 futuri professionisti che ho avuto la gioia di avere in aula e che hanno lavorato con curiosità e tenacia per un intero anno, che hanno fatto tesoro delle critiche e gioito di ogni risultato ottenuto, che hanno imparato tante cose e che tante me ne hanno insegnate

Dal comunicazto stampa:

I lavori si sono aperti poco dopo le 16 con i saluti di Marco Pietrosante, Direttore Master di IED Roma, e si è subito entrati nel vivo con la micro-lezione di Alessandra Colucci, coordinatrice del Master.

Brand@Work – Le professioni del Brand Management

Subito dopo Vincenzo Bernabei, coordinatore del Master, ha presentato gli ospiti d’onore dell’evento, le aziende e i professionisti che hanno fatto da “case history” del Master: Alessandra Fornasiero (in collegamento via Skype) ed Enrico Antonacci per Waste Italia, Roberto Provenzano e Samuele Severi per Soft Strategy, Vincenzo Capasso per Eurolabs, Roberto Colombo (in collegamento Skype) per Cromobox, Ilaria Legato come libera professionista e Marinella Mana per Black Box.

Dopo le presentazioni è stato lasciato ampio spazio agli studenti della 1° edizione del Master IED in Brand Management che hanno presentato i risultati dei propri project work.

“Waste Italia – Piano di Branding”
di Andrea Di Gioia e Flavia Turtoro

“Soft Strategy – Piano di Branding”
di Tonia Basco, Domenico Locatelli e Catiana Zignani

“Eurolabs – Piano di Branding”
di Antimo Ponticiello

“Cromobox – Piano di Branding”
di Liliana Cortès, Eugenio Iannelli e Pietro Minei

La board di presentazione su Pinterest

“Ilaria Legato – Piano di Branding”
di Mariana Amorim, Veronica Calierno e Valentina Cascone

La board di presentazione su Pinterest

In questo caso il lavoro non è stato pubblicato per intero perché la parte di analisi, trattandosi di un personal brand, conteneva dati sensibili.

“Black Box – Piano di Branding”
di Alex Demetz, Emma Marino e Marianna Mollica

Infine si è aperto un piccolo dibattito sul rapporto che intercorre tra i corporate brand e i personal brand nel mondo del lavoro durante il quale, moderati da Vincenzo Bernabei, sono intervenuti Geronimo Emili [public relator] e Samuele Severi [HR manager di Soft Strategy, oltre alle aziende e ai presenti.

In questa fase dell’incontro si è cercato di riflettere sui rischi e sulle trappole che si trovano a dover fronteggiare i professionisti del brand management, focalizzando il discorso sul fatto che spesso occore battersi contro la poca apertura delle aziende nei confronti dell’innovazione e della creatività, sull’attuale necessità di prendersi cura del proprio brand personale in maniera professionale e senza improvvisare, nonché sulle azioni di co-branding e di compromesso che occorre attuale quando si entra in contatto con un corporate brand, che questo sia il proprio datore di lavoro, il proprio cliente o semplicemente un partner.

A conclusione dell’incontro, il delizioso aperitivo “brand oriented” allestito dalla nota foodblogger e giornalista enogastronomica Isabelle Grabau di Chic and Spicy:

“Brand is everywhere… food is everywhere!”

IED è un’eccellenza internazionale di matrice completamente italiana. Il Master in Brand Management: Brand is everywhere! Il brand racchiude il presente, il passato e il futuro di un’azienda… e il futuro è progresso, innovazione ma anche rispetto delle tradizioni e dell’ambiente che ci circonda.

Un menu tutto ecologico e “finger food” di prodotti tipici locali [Lazio] con contaminazioni internazionali [Oriente] dove rispetto e valore delle tradizioni sono accompagnati da una forte apertura all’innovazione e al progresso, al rispetto dell’ambiente ed a diverse modalità di fruizione del cibo.

  • Mini Spring Rolls di pasta sfoglia
  • Quadratini di focaccia con zucchine romanesche saltate e salsa agrodolce al tonno
  • Polpettine di ricotta di pecora romana dop con panature speziate
  • Coppette di Verdure di stagione biologiche saltate in wok con anacardi e zenzero
  • Piccoli panini farciti
  • Pizza croccante
  • Vino Bianco Bio
  • Vino Rosso Bio
  • Succhi di Frutta Bio

Ora si aspetta solo l’inizio della 2° edizione del Master IED in Brand Management il 20 Aprile 2012!

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