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Dopo le feste, un po’ di fitness non guasta

Finalmente [?] sono finiti i bagordi delle feste. Il mio quesito ogni anno dopo la Befana è sempre lo stesso: “Quanti kili avrò preso?”. Poi il terrore di salire sulla bilancia mi fa rimandare la risposta a tempi meno sospetti. Per quelli che trovano mille scuse – come me – prima di rimettersi in forma facendo un po’ di movimento, Sport Life ha studiato qualche tempo fa una simpatica campagna di direct marketing incentrata sull’invio di un flyer tutto speciale.

Sport Life è spinta dall’obiettivo di far comprendere al proprio target di clienti potenziali che essere e sentirsi in forma non è solo un “fatto di genetica”, bensì qualcosa su cui ognuno può lavorare e migliorare. Per questo motivo ha creato una splendida campagna di direct marketing basata su uno strumento tanto semplice quanto laboriosa è stata la sua messa a punto creativa.

Si tratta di un flyer, un volantino che ritrae un panciuto omino che se ne sta sul divano munito di hot dog e bibita. Il claim? Semplicemente “It’s all in your hands” [trad. ita. “È tutto nelle tue mani”] in aggiunta a qualche istruzione per trasformare in poche e facili mosse  il pigro protagonista del flyer nell’origami di un uomo dal fisico atletico. Facile facile, proprio come il programma di fitness che Sport Life si propone di suggerire a ogni suo iscritto per portarlo con un po’ di movimento a riacquistare la tanto agognata forma fisica.

Sport-Life - direct marketing
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Un’idea simpatica, parecchio articolata, ma semplice da realizzare per l’utente e dall’approccio alquanto “soft” nel diffondere il messaggio pubblicitario. Interessante soprattutto come un flyer possa essere trasformato in uno strumento di interazione con il pubblico, metafora della partecipazione attiva che lo stesso dovrà impegnarsi a tirar fuori per raggiungere l’obiettivo proposto. Voi che ne pensate?

P.S. Grazie ai miei studenti per le preziose ispirazioni di contenuto! 🙂

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Una business card creativa quanto vintage [guest post by Marco Tosatto]

Il quartiere di Testaccio è una sorta di piccola entità a sé rispetto alla grande Roma, sembra come di essere in un piccolo paese e, come ogni paese che si rispetti, ha il proprio bar, la propria chiesa, il proprio fornaio, il proprio fruttivendolo e… il proprio barbiere, Riccardo, con il suo biglietto da visita vintage e super-creativo.

Riccardo non è un barbiere comune, non è il solito vecchietto che ti taglia i capelli con lo stampino quadrato mentre commenta insoddisfatto qualsiasi notizia riporti la Gazzetta dello Sport o Il Corriere della Sera, ha uno stile tutto suo: ai muri della sua barberia sono appesi quadri e ornamenti degni di una sede degli Hells Angels, è molto simpatico, disponibile e – soprattutto – è un ottimo barbiere, uno di quelli estrosi e creativi.

Forte della sua creatività, Riccardo ha pensato bene di metterla in evidenza dotandosi di un biglietto da visita molto originale. La sua business card, infatti, riprende la forma di una lametta usa e getta da barba “vecchio stile”, sia nella forma che nel colore, di un bell’argento opaco. La rappresentazione della lametta è talmente ben fatta che presenta una fustellatura al centro al fine di riprodurre il foro utile a incastrare la lama sul rasoio in modo da renderne funzionale e sicuro l’utilizzo.

La Barberia di Riccardo - business card

Grazie alla fustellatura, il biglietto da visita di Riccardo richiama l’utente all’interazione in quanto quest’ultimo può scegliere di liberare il foro appena descritto dalla carta che lo ricopre o meno. Staccando il pezzo di carta al centro del biglietto, la business card diventa più versatile e si può decidere, ad esempio, di usare il foro per appendere con una puntina [ma senza forarlo] lo strumento di comunicazione nella propria bacheca; non eliminando tale parte, la business card rimane invece più rigida e si presta meglio a essere collocata nel portafogli o in un porta-biglietti da visita.

Per quanto riguarda le informazioni di contatto, Riccardo ha pensato di includere sul proprio biglietto solo quelle essenziali: sul fronte, semplicemente il suo nome; sul retro il suo numero di cellulare e l’indirizzo della barberia. Nome e recapito telefonico di Riccardo sono scritti utilizzando una font graziata dallo stile calligrafico leggermente vintage, l’indirizzo della bottega in una font bastoni, ma sempre dai toni retrò. Lo stile, dunque, è inconfondibilmente quello del personal brand di Riccardo, non trovate?

Autore: Marco Tosatto – 2° anno IED Management Lab

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Skopje Jazz Festival, e gli strumenti [pubblicitari] suonano!

Per lo Skopje Jazz Festival una campagna pubblicitaria d’eccezione: tutti gli strumenti della comunicazione si trasformano in strumenti musicali veri e propri e danno vita a una melodia tra le cui note si nasconde la possibilità di ottenere un biglietto gratuito.
Non ci credete? continuate a leggere! 🙂

Lo Skopje Jazz Festival ha organizzato una campagna il cui protagonista è stato l’ambient marketing, sviluppato grazie ai più tradizionali strumenti della comunicazione e interpretato utilizzando la app dedicata.
Poster, sticker e magneti sono stati concepiti come susseguirsi di due elementi modulari raffiguranti un tasto nero e un tasto bianco di pianoforte: sistemando tali elementi in modo che si susseguissero in maniera variegata, si otteneva una più o meno lunga tastiera.

La genialità dell’idea, strettamente connessa all’identità del brand, è da rintracciarsi nel meccanismo – probabilmente simile a quello utilizzato per leggere i codici a barreche permetteva alla app di decodificare tale tastiera e riprodurre le note indicate dai tasti, dunque la melodia della campagna. Grazie alla app, dunque, poster, sticker e magneti diventano strumenti musicali interattivi, ovvero dei veri e propri pianoforti “da parete”, dei carillon digitali.

In aggiunta a questa magnifica idea, lo Skopje Jazz Festival ha pensato di nascondere tra le note un pattern melodico specifico che consentiva, a coloro che erano in grado di individuarlo, di aggiudicarsi un biglietto gratuito alla manifestazione.


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Brillante dimostrazione di creatività nel veicolare il proprio core business, estrema coerenza della campagna rispetto ai brand value, interessante realizzazione capace di coinvolgere il pubblico e farlo interagire sin da subito con l’iniziativa musicale. Geniale!

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Di nuovo a scuola, ma con Coca Cola! [direct marketing]

Oggi si riparte con il Master IED in Brand Management dopo la pausa estiva, lunedì – se sono ben informata – riapriranno le scuole e da qui a metà ottobre anche gli universitari inizieranno o ricominceranno ad andare a lezione.

Per augurare a tutti gli studenti uno splendido anno accademico e ricordare loro che l’interazione con i propri compagni e colleghi è fondamentale per rendere lo studio un’esperienza meravigliosa, dedico a loro la nuova campagna di direct marketing Coca Cola, “The friendly twist”. In bocca al lupo! 😉

Coca Cola ha avuto l’ennesima trovata geniale: per il primo giorno di college, quello in cui le matricole si sentono un po’ sperdute, non conoscono nessuno e spesso non hanno il coraggio necessario a rompere il ghiaccio e far amicizia, il brand che ha fatto della felicità il proprio chiodo fisso ha addirittura aggiunto un tappo speciale a uno dei suoi packaging.

Dunque, per la nuova campagna di direct marketing by Coca Cola, bottigliette della rinomata bibita per tutti con tanto di “special-tappo” che invece di essere “user-friendly” è pensato per essere “used by friends”.
Il tappo, infatti, è pensato per non potersi aprire se non incastrato con un altro identico tappo e ruotato – in un meraviglioso “friendly twist”, appunto –  in modo da spingere gli studenti-target della campagna a collaborare e interagire al fine di gustarsi la bibita.

Una trovata sorprendentemente creativa, che lascia tutti di stucco, ma che riesce assolutamente a centrare l’obiettivo: guardate per credere! 😉


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Save the Sundae Cone: affissioni interattive per McDonald’s

Pare che in Malesia sia sempre estate e anche che si tratti di un’estate soffocante che supera più che spesso i 40°C . Per rinfrescare gli abitanti di Kuala Lumpur che si trovano a passare dall’area commerciale di Bukit Bintang e farli anche divertire, McDonald’s ha ideato e istallato una mega affissione interattiva tutta da giocare.

Al fine di promuovere i suoi punti vendita di Kuala Lumpur, McDonald’s ha avuto l’idea di trasformare il suo cono gelato Sundae in una sorta di videogame, “Save the Sundae Cone”, rendendo interattiva la propria mega affissione grande quasi quanto un intero palazzo nell’area commerciale di Bukit Bintang.

Il concept del game-manifesto rappresentava un gigantesco cono Sundae esposto alle caldissime temperature della piazza, con tanto di termometro che le esplicitava per tutti i passanti. La sfida consisteva nell’evitare che il malcapitato gelato sciogliesse.

Per giocare – e contemporaneamente provare ad assicurarsi un Sundae offerto dal famoso brand di fast food – bastava scaricare un’app sul proprio smartphone e far girare, grazie al touch screen, un ventilatore – presente anche nel visual del poster interattivo – in modo che la temperatura mostrata dal termometro scendesse e il gelato fosse salvo.

L’affissione era basata sulla collaborazione tra gli astanti determinati a giocare e a vincere il cono in omaggio: quante più persone partecipavano alla sfida, tanto più era possibile raggiungere l’obiettivo e farlo in fretta. Interazione e cooperazione… ma anche un pizzico di furbizia da parte dell’azienda, dato che lo stesso buono per ottenere il Sundae è stato concepito da McDonald’s in modo che si sciogliesse – sempre virtualmente – in un certo tempo, costringendo gli eroi – una volta salvato il gelato – a correre al punto vendita più vicino per ottenere quello in regalo.

Pare che chi abbia avuto modo di giocare con l’affissione si sia divertito molto: in 200 minuti sono stati salvati 256 gelati e ne sono stati vinti ben 1500. McDonald’s ha saputo regalare al proprio target una divertente brand experience, non trovate?

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Carnevale e le feste per bambini [McDonald’s]
Tu mi rubi il wi-fi, io ti rubo i clienti [McDonald’s ambient marketing]
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Una Coca Cola per giocare a calcio

Sarà perché ieri sono iniziati i mondiali, ma sono rimasta positivamente colpita dal packaging pensato dalla Miami Ad School per Coca Cola: un misto tra una campagna di sensibilizzazione sociale riguardante il riciclo, un’idea per spingere i bambini a giocare in squadra e/o all’aperto e una campagna di direct marketing per promuovere la famosa “happyness” legata alla nota bibita.

Si tratta di una bottiglia che – una volta svuotata – magicamente si trasforma in una palla, la Coca Bola, e può immediatamente essere usata per giocare a calcio [come a mille altre cose]: basta chiudere accuratamente il tappo e spingerlo all’interno della bottiglia stessa come si fa con la chiusura dei gonfiabili da mare [es. i braccioli o le ciambelle per nuotare].

Coca Cola - packaging
[via]

Anche se trovo che la forma della bottiglia possa essere poco funzionale per il fatto che dovrebbe essere richiusa o non essere mai appoggiata tra un sorso e l’altro per evitare che – rotolando – versi tutto il suo contenuto, ritengo che questa possa essere una fantastica idea proprio perché riesce a rispondere a numerose altre esigenze e obiettivi: l’attenzione al riciclo, il recupero di materiale in modo creativo, la “creazione di felicità” e divertimento attraverso il brand entertainment, l’interazione con il proprio target… tutti valori particolarmente significativi per la Coca Cola. Voi, che ne pensate?

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Il mio nuovo biglietto da visita [personal brand]

Di recente ho deciso che alla mia identità coordinata di personal brand necessitava una ventata di novità, dunque ho pensato di creare per me stessa un nuovo biglietto da visita che potesse essere un’evoluzione del precedente, che non mancasse di sorprendere i miei interlocutori come strumento di direct marketing e che comunque desse qualche indizio sulla tipologia di consulenza che offro.

Tra mille spunti e confronti con colleghi e studenti, alla fine l’idea di creare una nuova business card si è praticamente trasformata in una campagna pubblicitaria multisoggetto. Il concept è espresso dal claim “Connetto idee… e le trasformo in strategie”, pensato come evoluzione del precedente “Semino idee… e le trasformo in strategie”, nonché immediata derivazione della frase di Ralph Emerson “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” in modo da mettere in evidenza l’apporto creativo che ogni consulenza strategica racchiude.

Tale concetto è stato associato a una delle mie passioni: l’enigmistica. Selezionando tre dei rompicapo più famosi e praticati – ovvero “unisci i puntini”, “completa il labirinto” e “scopri cosa apparirà” – si è potuto rendere anche visivamente la necessità di collegare tra loro diversi elementi nell’esprimere creatività attraverso il pensiero laterale così come nel confezionare un piano strategico di branding.

Alessandra Colucci - biglietto da visita

Mi piace molto il fatto che sia un biglietto da visita “seriale”, che mantenga un legame a livello di concetto e claim con il precedente e – soprattutto – che preveda il coinvolgimento e l’interazione dei miei interlocutori, così come è impossibile ideare e mettere in atto una strategia di brand senza il supporto delle persone che lo incarnano, sia esso corporate che individuale. Voi che ne pensate?

Un grazie speciale va a Emanuele Venturi del 2° anno di IED Management Lab per lo spunto creativo poi sviluppato nella declinazione del concept e a Niko Demasi – come sempre – per aver realizzato i visual rendendone esteticamente piacevole la configurazione [il tutto nonostante non sia un appassionato di enigmistica, dunque con notevole impegno nell’individuazione degli stilemi connotativi necessari].

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– Sono laureata in Scienze della Comunicazione
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– Comunicare il brand: l’ufficio e il suo arredo
– Perché questo blog

Contro la calvizie… disegnati i capelli! [direct marketing]

In Giappone [ma non solo!] pare ci sia una gran quantità di uomini preoccupati per il precoce diradarsi delle proprie – un tempo fluenti – chiome, ma la legge che disciplina la comunicazione pubblicitaria vieta di proporre messaggi che direttamente si riferiscano all’efficacia di shampoo e prodotti che si propongono come soluzione alla calvizie. Zero Scalp ha bypassato con creatività e inventiva il divieto, mettendo a punto una campagna di direct marketing efficace quanto interattiva!

Zero Scalp ha infatti deciso di focalizzare la promozione di uno dei propri shampoo nelle cartolerie più frequentate dal target da motivare all’acquisto, ovvero i trentenni con un lavoro dipendente. Nei punti vendita di materiale da ufficio selezionati, il produttore di shampoo anticaduta ha posizionato dei cartoncini adesivi su cui scarabocchiare al fine di testare penne, colori e pennarelli, personalizzandoli con il packaging del proprio prodotto da un lato e con una serie di illustrazioni raffiguranti uomini calvi.

I clienti delle cancellerie sono stati invitati a provare il materiale da scrittura che volevano acquistare, disegnando la chioma ai calvi protagonisti del cartoncino adesivo: oltre a sincerarsi del corretto funzionamento di penne e simili, tali individui in questo modo simulavano l’efficacia dello shampoo e ne potevano osservare direttamente il risultato.

Zero Scalp - direct marketing
[via]

Pare sia stato un gran successo per Zero Scalp, io l’ho trovata un’idea molto creativa, voi che ne dite?

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