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La Befana è intellettuale – ovvero – Un libro per chi ha fretta

Come ormai avrete capito, la Befana – per me – è intellettuale: il giorno dedicato all’Epifania che per alcuni ha un significato religioso, per i bambini vuol dire calze colme di dolci, a casa mia ha sempre voluto dire “libri”… e leggere mi ha sempre reso felice. Così, a ridosso della Befana, come ogni anno vi regalo i miei consigli di lettura.

Per prima cosa un libro che spero che a qualcuno venga l’idea di regalarmi “Life in five seconds” di Quercus Books: una pubblicazione la cui campagna pubblicitaria regala un’assaggio del contenuto, stimolando tantissimo la mia curiosità anche grazie alla brillante headline “Over 200 stories for those with no time to waste.” [trad. ita. “Oltre 200 storie per chi non ha tempo da perdere”].

Quercus Books "Life in five seconds" [libro]
[via]

Le illustrazioni sono meravigliose, il latheral thinking che si cela al loro interno strabiliante: semplicità, sintesi, creatività fatta grafica, e il tutto acquisisce di significato solo quando lo si riferisce al nome del soggetto che le immagini hanno l’obeittivo di rapprenstare [da Dio a Maradona, da Obama a Berlusconi, dai Beatles a Michael Jackson, da Picasso a Andy Warhol]. In sintesi, lo voglio! 😀

LIBRI LETTI [e recensiti]

2012

Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace
Questa è l’acqua di David Foster Wallace
Ultime notizie dal Sud di Luis Sepúlveda
Come diventare sé stessi di David Lipsky
E ora si IKrEA di Massimo Acanfora

In precedenza

La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace
Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace
La scopa del sistema di David Foster Wallace
Oblio di David Foster Wallace
Considera l’aragosta di David Foster Wallace
Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo

LIBRI IN LETTURA [o da recensire]

Personal Branding di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti: mi è sembrato banale recensirlo dato che se ne è parlato e se ne parla tantissimo. Comunque ne consiglio sia la lettura che la consultazione a chiunque voglia saperne di più sul tema! 🙂
Artista e Designer di Bruno Munari: l’ho concluso da tempo, ma in realtà, se confrontato con altri scritti di Munari, non mi ha intrigato molto. Più un libro per mettere ordine tra i pensieri che non per stimolare la creatività.
Shared Identities di Vincenzo Bernabei: pubblicato da pochissimo, ma  assolutamente consigliato [ma sono di parte! 😀 ]. Avrete la mia recensione appena sarà chiara la data della presentazione a Roma. 😉
Infinite Jest di David Foster Wallace: lunghissimo quanto splendido, vorrei solo avere più tempo per gustarmelo meglio e le dimensioni non mi aiutano nell’impresa [N.B. Impossibile da portare in Metro o in bus senza rischiare la dendinite ai polsi! Forse dovrei comprarlo in digitale!]

LIBRI DA LEGGERE

– Tutti quelli che mi mancano di David Foster Wallace [è decisamente una dipendenza!]
Il marketing laterale di Philip Kotler e Fernando Trias De Bes

LEGGERE DI LIBRI

Marilyn Monroe testimonial per Libreriamo
Concorso Unilibro: Smonta e rimonta un libro!
I libri non si buttano, MAI!
La Befana e i libri
Ammettilo, leggere ti piace!
Cosa rende “libro” un libro?
Ogni libro ti cambia un po’ la vita
Leggere un buon libro non ha prezzo, per comprarlo c’è MasterCard – ovvero – IBS e i miei libri per l’estate
Il luogo in cui si legge di più è il bagno… e c’è chi ne approfitta per ricordarci di leggere di più
Befana: calze colme di storie
“Enjoy the wait” – ovvero – Per ingannare l’attesa ti offro un libro
“Esperienze di marketing personale” l’ebook gratuito di Stefano Principato
Libri vs. e-book: dalla polemica alle risate
Leggere, scrivere, comunicare: riflessioni su un concorso di scrittura creativa
Il “libro nero” come medium: da Babbo Natale a Debby Holt

La Befana e i libri

Come vi ho raccontato lo scorso anno, la Befana per me vuol dire libri. Pur non vivendo più con i miei genitori da diversi anni, questa è una di quelle tradizioni a cui non so proprio rinunciare: ho immediatamente quanto piacevolmente fatto fuori l’albero di Natale, niente addobbi, niente Babbo Natale, ma la calza della Befana con il libro di fianco… come rinunciarci?

Befana che legge via "Il romanziere"

I miei genitori continuano a farmi frovare il parallelepipedo incartato in occasione dell’Epifania anche se ci vediamo dopo un mese e, nel frattempo, il 6 mattina – fosse anche che ce lo debba mettere da sola – ai piedi del mio letto c’è sempre un libro nuovo [alla calza posso rinunciare, soprattutto dopo le abbuffate delle feste precedenti! 😀 ].

Al momento in cui scrivo questo post non so ancora che mi porterà da leggere quest’anno la Befana, ma in attesa della mia “recensione” vi ripropongo qui i “post sui libri” apparsi in questo blog e un assaggio di quelli che rischiate di leggere… magari sgranocchiando un brutto ma buono alle mandorle!

LIBRI LETTI [e recensiti]

Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo
Considera l’aragosta di David Foster Wallace
Oblio di David Foster Wallace
La scopa del sistema di David Foster Wallace
Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace
La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace

LIBRI IN LETTURA

V. di Thomas Pynchon: me lo ha portato la Befana lo scorso anno, ho letto la prima metà tutta d’un fiato… poi ha smesso di essere il libro adatto al momento e ho rallentato moltissimo perché mi mancava Wallace, ma conto di finirlo.

Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace: sarà il mio sesto libro di Wallace e poi procederò alla scalata di tutte le sue entusiasmanti opere sino a completare la bibliografia. Dopo Pennac e Sepúlveda (entrambi letti per lo più durante l’adolescenza), Wallace è riuscito a rapirmi in quel modo assoluto e quasi magico come solo certi libri sanno fare.

Personal Branding di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti: lo so, sono in ritardo, ma sino a ora lo avevo sbocconcellato secondo ispirazione, ora lo sto leggendo seriemente e linearmente, come merita! 😉

LIBRI DA LEGGERE

Ultime notizie dal Sud di Luis Sepúlveda: l’ultimo libro pubblicato da uno degli scrittori a me più cari… autografato dall’autore in persona!
Come diventare se stessi – David Foster Wallace si racconta di David Lipsky: perché Wallace avrei proprio voluto conoscerlo.
Questa è l’acqua e Infinite Jest di David Foster Wallace: lo so, sembra una malattia, ma i suoi libri son troppo divertenti, acuti, semplicemente belli… e sono già in mio possesso, anche se per il secondo mi conviene aspettare un periodo di ferie poiché il suo peso si presta poco alla lettura in bus! 🙂

LEGGERE DI LIBRI

Ammettilo, leggere ti piace!
Cosa rende “libro” un libro?
Ogni libro ti cambia un po’ la vita
Leggere un buon libro non ha prezzo, per comprarlo c’è MasterCard – ovvero – IBS e i miei libri per l’estate
Il luogo in cui si legge di più è il bagno… e c’è chi ne approfitta per ricordarci di leggere di più
Befana: calze colme di storie
“Enjoy the wait” – ovvero – Per ingannare l’attesa ti offro un libro
“Esperienze di marketing personale” l’ebook gratuito di Stefano Principato
Libri vs. e-book: dalla polemica alle risate
Leggere, scrivere, comunicare: riflessioni su un concorso di scrittura creativa
Il “libro nero” come medium: da Babbo Natale a Debby Holt

Buona Befana e buona lettura! 🙂

Personal Branding: The Brand called You

In The Brand called You, Tom Peters – guru del marketing – utilizza per la prima volta l’epressione “personal branding”, riflettendo sul fatto che il concetto di brand non riguarda – come si potrebbe erroneamente pensare – solo le aziende, ma anche gli individui, indipendentemente da chi sono e dal lavoro che fanno.

Personal Branding - sul web sei quello che dice Google

Che ognuno di noi fosse un brand era già vero nel 1997 (anno dell’articolo di Peters) e lo è a maggior ragione ora che, con l’aumento dell’importanza del web e dei social media, ogni persona ha un ruolo sempre più attivo nella circolazione delle informazioni e determinazione delle cosiddette “opinioni comuni”.

Il personal branding è il processo con cui un individuo o un’azienda si caratterizzano in maniera unica e riconoscibile, creando un’immagine marchio che riflette fortemente una missione, una condivisione di valore e un proprio stile di comunicazione. Il successo è determinato dal livello di coerenza che esiste fra i valori di caratterizzazione del profilo e quello realmente offerti e condivisi attraverso il proprio operato.”
Robin Good from Sharewood, blogger, web strategist e fondatore di MasterNewMedia [via]

Ma come costruire il proprio personal brand? Con l’aiuto del web 2.0.
Un brand personale non è nulla di diverso da un brand aziendale: la sua costruzione e il suo posizionamento avvengono percorrendo esattamente gli stessi step.

Analisi della preesistenza

Esiste già qualcosa o qualcuno in Rete che parla di noi?
Basta googleare il proprio nome per saperlo!

Definizione degli obiettivi

Qual è lo scopo della propria presenza in Rete? Da cosa nasce la necessità di essere visibile e riconoscibile?
Si può creare il proprio brand semplicemente per essere raggiungibile dai propri contatti personali o per incentivare la propria attività lavorativa, per cercare lavoro e per far conoscere le proprie idee rispetto un argomento che appassiona…
Ognuno ha i suoi motivi per desiderarlo, basta esserne consapevoli e tenerli ben presenti!

Piano strategico

Quali sono gli strumenti più opportuni per perseguire i propri obiettivi?
Ci sono infinite opportunità di costruzione della propria presenza online (blog, differenti tipologie di social media, forum e community di ogni tipo…): occorre comprendere le specificità degli strumenti che istintivamente sembrano essere interessanti e utili a perseguire gli scopi che ci si è prefissi e capirne le consuetudini di utilizzo, oltre che il funzionamento.
Questo per poi definire la strategia di “presenza e presidio” di tali strumenti che più si adatta alla proprie esigenze.

Naming

La scelta del nome da associare ai propri spazi è quanto di più importante.
Si può decidere di utilizzare il proprio nome e cognome in modo da essere immediatamente riconoscibili oppure un nickname che mantenga un po’ di mistero sulla propria identità, l’importante è poi cercare di mantenere il più possibile inalterata la propria identità digitale su tutti i mezzi che si è deciso di utilizzare (io su Twitter ho dovuto optare per un nickname perché le 17 lettere del mio nome+cognome erano troppe! 🙁 )

Brand Identity

Il coordinato di marca per un brand personale spesso si riduce al solo “marchio” che coincide con l’immagine – preferibilmente sempre la stessa – che si andrà ad inserire nell’eventuale blog e nei vari profili creati sulle piattaforme social prescelte. L’immagine di profilo, meglio se una foto recente, dovrà essere rappresentativa di sé, in linea con gli obiettivi perseguiti, il più possibile espressione delle proprie caratteristiche peculiari, considerando che sarà il primo elemento di presentazione e condizionerà la prima impressione dei visitatori (insieme allo stile che si vorrà dare ai propri spazi online attraverso la personalizzazione dei layout).

Comunicare il proprio vantaggio competitivo

Naturalmente saranno i contenuti presenti sul proprio blog e sugli account di social networking aperti che ne determineranno il successo: fondamentale è aver chiaro quale messaggio si vuol condividere e con chi, oltre a quali sono le proprie peculiarità, ciò che rende il proprio messaggio differente e dovrebbe farlo preferire a quello di altri; ancor più importante è creare interazione, partecipare alle discussioni e contribuire alla visibilità delle idee altrui.
Il web è scambio.

Allora, che aspettate? Fatemi sapere come va la costruzione del vostro personal brand!

P.S. A proposito di personal branding impossibile non consigliarvi di sfogliare la presentazione di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, fondatori di PersonalBranding.it e autori di Personal Branding – L’arte di promuovere e vendere se stessi online, edito da Hoepli.