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Primavera, la natura in musica [spot Thomann]

Thomann, rivenditore di strumenti musicali e accessori, ha creato una campagna pubblicitaria che può essere vista anche come un’operazione di brand entertainment, mettendo a punto una serie di almeno 6 spot meravigliosamente realizzati che hanno come protagonisti insetti e animali.

Da qualche giorno è primavera, ma nell’aria si sentiva la sua essenza da da diverse settimane. L’aspetto negativo della primavera è l’avvicinarsi della tanto temuta da molti prova costume [io faccio direttamente che al mare non ci vado e elimino il problema alla radice 😛 ], ma di positivo la primavera ha la rinascita della natura, dei suoi profumi e dei suoi suoni.

Quasi fosse un tributo a questo meraviglioso periodo dell’anno – allergie a parte – Thomann realizza una campagna pubblicitaria seriale quasi in ottica di brand enetertainment. L’obiettivo è quello di mostrare quanto la musica sia capace di accrescere il valore e l’appeal di qualsiasi momento, quanto il suo linguaggio sia potente e quanto il brand ne sia appassionato.

Tutti gli obiettivi sono fantasticamente raggiunti nella campagna grazie al concept creativo realizzato attraverso la sovrapposizione di immagini in stile documentaristico di insetti e animali impegnati nelle loro più banali azioni quotidiane con suoni e fraseggi di strumenti musicali di vario tipo.

Le associazioni tra video e audio sono brillantemente sincronizzate e selezionate per similitudine o contrasto. Da qui un risultato ipnotizzante, una creatività dalla sorprendente semplicità resa originale grazie alla contestualizzazione del messaggio.

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Geniale, non trovate?

Creatività a matita [Faber-Castell]

La matita è oramai quasi sempre percepita come un oggetto vintage o quantomeno legato all’infanzia. Faber-Castell ne sfrutta la connessione a un immaginario collettivo spesso poetico traendo una campagna pubblicitaria sofisticata quanto estremamente minimale.

Tre i soggetti che compongono la campagna pubblicitaria Faber-Castell. Visivamente simili, con il prodotto in primo piano su sfondo bianco; concettualmente articolati grazie al riferimento a tre aree d’utilizzo differenti e all’intreccio complesso tra immagine e testo.

Il primo visual della campagna fa riferimento alla letteratura citando Shakespeare e il suo “2B or not 2B” e proseguendo con il claim “pencil is the question”.

Faber-Castell - campagna pubblicitaria Shakespeare
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Il secondo rimanda al mondo della musica citando “Let it B” dei Beatles e sottolineando che “pencil is the music”.

Faber-Castell - campagna pubblicitaria Beatles
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Il terzo connette la matita al disegno tecnico e alla tecnologia usando il riferimento a Star Wars con la frase “May the force B with you” e specificando che “pencil is the force”.

Faber-Castell - campagna pubblicitaria Star Wars
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Creatività affascinante, discreta e pungente. Come la matita, d’altra parte. Non trovate?

Pupille & Papille – Jazz e cena da “Joe’s” [Oxford]

A Oxford i locali in cui mangiare ascoltando un po’ di musica sono numerosi, molti ristoratori, infatti, organizzano serate live di jazz, blues o rock almeno una volta a settimana. Io sono stata da Joe’s, a Summertown, un’eclettica location che fa della griglia il suo vanto.

Entrando da Joe’s si è accolti, almeno durante le serate “in musica”, da un’atmosfera ciarliera e leggermente caotica.
A far da sfondo all’allegra confusione, un arredo dal tocco vintage proprio del recupero di complementi di diversi stili: dai pomposi lampadari rinascimentali a gocce di cristallo alle comode sedute imbottite in stile america anni ’70, dalle elaborate cornici ornamentali che incorniciano gli specchi ai funzionali tavolini in legno scuro, tutto trova comunque un equilibrio nel sapiente mixaggio degli elementi.

Enormi le porzioni di nachos da condividere come enormi sono anche i suoi famosi “burger”.
Joe’s, che si definisce “bar & grill” non disattende la propria promessa e dimostra la sua abilità nella perfetta cottura alla griglia dell’hamburger e delle verdure che avevo fatto aggiungere come “topping” insieme al cheddar. Anche qui, come ormai vastamente diffuso, si inizia a mangiare prima con gli occhi, ammirando anche l’estetica della meravigliosa “torre” di ingredienti contenuta nel gustosissimo panino.

Oxford - Joe's © Alessandra Colucci

Oxford - Joe's - hamburger © Alessandra Colucci

Una bella esperienza, anche per la musica jazz live di sottofondo che, nonostante l’acustica non fosse eccelsa e la band non tra quelle indimenticabili, ha fornito un’ulteriore nota positiva alla cena.

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Agosto a Oxford

Quest’anno ho trascorso l’intero mese di agosto a Oxford, in UK. L’idea di questo viaggio è nata per questioni professionali, per seguire da vicino l’andamento del primo punto vendita di Buongiorno e Buonasera, inaugurato a Giugno. In realtà, però, quella che poteva essere una semplice trasferta si è trasformata in un’occasione per assaporare la quotidianità in un altro Paese, un luogo in cui spendo ormai parecchio tempo e in cui – forse stranamente – mi inizio a sentire un po’ a casa.

Oxford è una città meravigliosa, piena di parchi e di verde, piena di vita e di cose da fare… è come se gli Inglesi fossero riusciti a concentrare in una piccola città, tutto quello che si può trovare in una metropoli: cultura e sapere, ma anche intrattenimento, lavoro, turismo ed enormi spazi verdi curatissimi.

A Oxford per me il tempo scorre con una piacevole lentezza e sembra dunque moltiplicarsi per darmi modo di non pensare solo al lavoro, bensì rendere possibile lunghe passeggiate nel silenzioso verde dei parchi [Christ Church Meadow, il mio preferito insieme al percorso attraverso l’Iffley Lock] rotto solo dallo starnazzare delle papere e da qualche gridolino festante di bimbi o tra le affollate stradine del centro sempre pronte a sorprenderti con un artista di strada.

Quando si è stufi della natura o se si è colti da un improvviso scroscio di pioggia [raro, per la verità, dato che solitamente la pioggia inglese è delicata come la brina], si può sempre pensare di visitare uno degli interessanti musei della città senza doverci pensare su due volte grazie al fatto che sono tutti “free”, dunque si è liberi di decidere sul posto se trascorrerci dentro un pomeriggio o solo pochi minuti.

Oltre a questo, corsi di lingua e di qualsiasi altro genere, fiere e festival, cene con musica da vivo, pranzi con mostre d’arte, spettacoli teatrali, serate al cinema o in uno dei pub della città insieme agli amici, sono solo alcune delle attività che è possibile inserire nella propria routine cittadina. Dei dettagli rispetto alle mie giornate a Oxford avrete modo di leggere in seguito, per il momento godetevi una carrellata di immagini [N.B. Alcune delle immagini non si riferiscono ad Agosto, ma ad Aprile o Giugno, ma rendono comunque bene l’idea che ho della città]. 😉

 

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Packaging in musica [Coca Cola]

Quest’anno la splendida bottiglia della Coca Cola dal sinuoso quanto unico design compie 100 anni. Per festeggiare questo importante compleanno, il famoso brand ha messo a punto un’iniziativa fortemente creativa che unisce indissolubilmente il packaging della bibita alla musica.

L’idea della campagna online di Coca Cola nasce probabilmente dalla considerazione che non esista compleanno che si rispetti senza una canzoncina di augurio. Trattandosi del centenario della bottiglia dal design più invidiato al mondo, la classica “tanti auguri a te” non poteva bastare: occorreva sicuramente qualcosa di maggiormente rappresentativo dell’unicità e della creatività del brand.

Ovviamente Coca Cola ha quindi fatto le cose in grande e, non  solo ha messo a punto una melodia originale per festeggiare il suo packaging, ma ha fatto anche in modo che i suoni che la compongono dessero vita, attraverso la visualizzazione delle onde sonore, alla riproduzione visiva delle forme curvilinee del famoso contenitore.


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Fantastica intuizione da pensiero laterale quella di utilizzare la traccia audio e, per di più, ottenendo un ritmo che permettesse comunque a Coca Cola di rispettare la propria promessa di marca e infondere allegria. Ora non vi resta che ascoltare l’orecchiabile canzoncina per intero e decidere se inviarla al prossimo amico che compie gli anni!

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L’importanza di sentirCI bene per sentirSI bene [campagna sociale]

Bekol, l’organizzazione che raccoglie le persone con problemi di udito in Israele, qualche tempo fa a proposto una campagna di sensibilizzazione molto creativa al fine di indurre gli individui “duri d’orecchie” a fare un test per l’udito e comprendere le cause del problema.

Bekol, con la sua campagna di sensibilizzazione a mezzo stampa, ha trovato un modo tanto delicato quanto ironico e colorato per attrarre l’attenzione sulla necessità di sottoporsi a un test uditivo al fine di prevenire l’aggravarsi di eventuali problematiche legate alla percezione dei suoni a “basso volume”. Il concept della campagna, infatti, si basa sul rendere percepibile il “volume” e la necessità di alzarlo al massimo da parte di chi ha problemi d’udito, il tutto senza utilizzare strumenti di comunicazione che possono far leva sul sonoro.

Il visual della campagna riprende la classica serie di rettangoli inglobata nel design o nell’interfaccia di molti apparecchi elettronici o digitali di riproduzione del suono e, basandosi sul fatto che in tali dispositivi i rettangoli si illuminano o prendono colore progressivamente all’aumentare del volume, la trasforma in una sorta di cartone animato, riuscendo a renderne benissimo la dinamicità anche in una rappresentazione statica.

Leggendo l’immagine da sinistra a destra, ovvero nella stessa direzione data all’aumento di volume su questo tipo di sensore, si vede pian piano comporre l’immagine stilizzata di una star musicale – Snoop Dogg, i Kiss Kiss, Miley Cyrus e David Bowie – che appare completa solo nell’ultimo rettangolo, ovvero al massimo del volume.
Il claim If you need to turn it up, you need a hearing test.” [trad. ita. “Se hai bisogno di aumentare il volume, hai bisogno di un test dell’udito”] fa il resto.

Bekol - campagna di sensibilizzazione
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Trovo che le icone musicali scelte per la campagna di sensibilizzazione siano state selezionate e rese benissimo, sia considerando i differenti target a cui può rivolgersi il messaggio [anche se con una predilezione stilistica per i più giovani, presumibilmente perché più ardui da convincere], sia per la riconoscibilità di ognuna sin da pochi elementi visivi.
La maggior espressione della creatività, però, sta a mio avviso l’utilizzo di un elemento metaforico – l’artista – successivamente smembrato in una sorta di sineddoche ricorsiva che genera un effetto dinamico sorprendente da percepire.
In sintesi, una fantastica campagna sociale.

Altre campagne di sensibilizzazione

Oreo in musica

Uno degli ultimi spot Oreo, creato per il pubblico televisivo argentino, trasforma “il biscotto preferito dal latte” in quello capace di tirar fuori una meravigliosa melodia semplicemente mixando i suoni che nel quotidiano caratterizzano la colazione o la merenda, sempre che lo vedano protagonista assoluto della scena in tutti i suoi formati. Guardate e poi ditemi se non ne rimanete stupefatti! 🙂


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Tanta maestria, orecchio per la musica, un esperto “rumorista”, una cospicua fornitura di Oreo nei suoi differenti packaging e formati, una discreta dose di creatività, del buon latte versato in differenti tipologie di bicchieri: questi gli ingredienti dedella nuova campagna pubblicitaria.

Tali elementi vengono fatti interagire in modo da raccogliere suoni di confezioni scartate e scosse a suon di musica, di biscotti spezzati o inzuppati, rivoltati in una ciotola o morsi, di bicchieri riempiti o utilizzati come bersagli degni di una giostra del luna park, per poi essere sapientemente registrati e mixati in una confortevole e ben allestita sala registrazione al fine di trarne una ritmata, allegra e accattivante melodia.

Conclude la performance un invito allo storytelling rispetto al proprio modo di mangiare il famoso biscotto lanciato dalla headline “Ci sono più di un migliaio di modi per mangiare un Oreo. Qual è il tuo?” e attivato attraverso l’hashtag #CompartiTuOreo [trad. ita. Condividi il tuo Oreo] da utilizzare per raccogliere foto, video tramite gli strumenti di social networking.
Spot coinvolgente e affascinante, messaggio attraente e stimolante: un connubio veramente ben riuscito!

Io ho già un bel sorriso stampato sulla faccia e voglia di Oreo, voi?

Altro su Oreo

Altre campagne pubblicitarie

La buona musica è un diritto! [campagna pubblicitaria]

Studio Brussel, una stazione radio belga, come ogni anno ha organizzato Timeless, l’iniziativa tesa a individuare i top 100 tra i brani musicali dell’anno attraverso il voto degli ascoltatori.
Per lanciare l’iniziativa la radio ha creato un interessante video promozionale, uno spot che potesse mettere in risalto la necessità che sia la buona musica a far da colonna sonora alle nostre giornate.

Studio Brussel pare fermamente convinto che la possibilità di ascoltare musica di qualità sia da annoverare tra i diritti umani e, per permettere al suo target potenziale di comprendere appieno tale concetto, ha messo a punto una campagna pubblicitaria il cui spot non lascia spazio a fraintendimenti.

In un mondo in cui lo stato è dittatoriale e tutto è controllato e ripetitivo, in cui ogni gesto è portato a termine sotto la minaccia di guardie armate, nonostante il romanticismo pervada ogni cosa per effetto della sdolcinata colonna sonora di ogni azione, c’è chi si ribella e… cambia musica: perché “Good music is a human right” [trad. ita. “La buona musica è un diritto”].
Per effetto di questo “atto rivoluzionario” ovviamente s’intuisce ci saranno gravi conseguenze per il protagonista del video, ma anche io credo ne valesse la pena.


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Fantastico esempio di storytelling: la nenia di sottofondo è veramente deprimente, mentre vedere quanto piace ai militari è contemporaneamente disarmante ed esilarante, dato il contrasto tra il loro aplomb e le loro reazioni alla musica, non trovate? 😀

Altre campagne pubblicitarie

Altro sullo storytelling

Ossia Music School e l’interpretazione di una crasi visiva

Ossia Music School, istituto di formazione brasiliano, per aumentare la propria visibilità propone ai suoi potenziali clienti una campagna pubblicitaria basata su una semplice quanto affascinante crasi visiva certamente frutto dell’esercizio creativo del pensiero laterale.

Ossia Music School focalizza la propria campagna su un visual che risulta d’impatto nonostante non sia corredato da altri elementi testuali se non quelli presenti nel marchio dell’istituto. L’immagine deriva certamente dalla fusione di due elementi visivi metaforici, ovvero il manico di uno strumento a corde – che presumo essere un violino o una viola – e la punta di una matita.

Ossia Music School - campagna pubblicitaria
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Tale crasi, in un’analisi a ritroso rispetto al processo creativo, a mio avviso può portare a una doppia interpretazione, dunque essere basata su un concept alquanto complesso che già prevedeva un duplice messaggio, ovvero su uno script più semplice che ha “casualmente” dato vita a uno sdoppiamento di senso.

Se da una parte, infatti, l’associazione dell’immagine al marchio dell’istituto porta a decodificare lo strumento a corda e la matita rispettivamente come metafora dei concetti “musica”“scuola” dando vita a una rappresentazione “letterale” del core business di Ossia; a un occhio lievemente più competente in materia di formazione musicale, però, tale ibrido può risultare associato ai concetti di “studio dello strumento” “studio della composizione musicale” ovvero le due attività/materie principalmente connesse all’approfondimento delle conoscenze in questo ambito.

La doppia chiave di lettura, a mio parere, è una delle caratteristiche che rende percettivamente intrigante questa campagna che altrimenti rischierebbe di sembrare banale: l’istintiva sensazione che non si esaurisca tutto nella traduzione letterale dell’attività dell’istituto, attira l’attenzione – forse soprattutto del target dell’istituto – e contribuisce a creare una stupita gratificazione in chi riesce a carpire l’altro “strato” del messaggio. Interessante.

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