Articoli

Una crema solare pensata per i tifosi

Qualche mese fa Nivea ha lanciato in Brasile Nivea Soccer Sunscreen, la crema solare pensata per i tifosi di calcio in modo da proteggere la loro pelle dalle scottature – e in generale dai raggi UV – quando si recano allo stadio supportare la loro squadra del cuore.

Nivea Soccer Sunscreen è stata ideata e prodotta basandosi su due interessanti assunti: la smodata passione dei Brasiliani per il calcio e lo spostamento di alcune delle partite del campionato nazionale dalla fascia serale a quella mattutina. La conseguente considerazione è stata che l’80% dei tifosi brasiliani non usa una protezione solare quando si reca allo stadio e che il cambio di calendario li espone ai raggi UV proprio nelle ore in cui sono più forti.

Nivea Soccer Sunscreen è un nuovo prodotto vuole dunque rispondere alla necessità di proteggere la pelle dai raggi solari dannosi e al contempo esaudire il desiderio dei tifosi di mostrare fieramente l’appartenenza e il sostegno per un determinato club calcistico. La crema quindi, oltre a garantire alla pelle uno schermo protettivo per 24 ore che sia anche resistente all’acqua, è stata creata in svariate colorazioni, abbinate e confezionate in modo da rappresentare i colori delle più importanti squadre del campionato brasiliano e invogliarne l’uso da parte dei tifosi.

Nivea - prodotto
[via]

Tra pochi giorni iniziano i Mondiali [sì. si terranno anche senza la partecipazione dell’Italia], chissà se il brand replicherà il prodotto e il suo interessante packaging anche per questa occasione…

Altro sul calcio
Altro su lancio e comunicazione di prodotto

Calcio a tutti i costi [Heinekein]

Che si tratti del campionato, della Champions League o della Coppa UEFA, cosa non fareste per godervi al meglio una partita di calcio? Sono certa che molti di voi tenterebbero l’impossibile e pare esserne consapevole anche Heineken che ha costruito una delle sue campagne pubblicitarie su una di queste ipotetiche mirabolanti imprese.

Lo spot Heineken è come consueto pieno di energia e colpi di scena, denso di creatività e ispirato all’intraprendenza di coloro che sono mossi dalla passione e dall’allegria. Basta una nave da carico, un bel ragazzo con grande inventiva e un equipaggio disposto a tutto per non perdere la partita, nonostante costretto a rimettersi in viaggio per consegnare in tempo il proprio carico. Al resto pensa la spumeggiante magia sprigionata dalla birra Heineken e dall’amicizia che lega i protagonisti di questo breve storytelling.


[via]

Viene voglia di amici, birra e partita anche a me che non sono tifosa. Voi riuscirete ad aspettare il week-end? 😉

Altro su Heineken

Altro sul calcio

Lo spot e l’app McDonald’s dedicati ai mondiali

Domani avranno indizio i Mondiali di Calcio, McDonald’s ha colto subito “la palla al balzo” [ 😉 ] per lanciare una serie di iniziative a riguardo. Degno di nota lo spot teaser e l’app basata sulla realtà aumentata resa funzionante grazie al packaging delle patatine fritte.
Vi sembra complicato? In realtà è semplice e sembra anche essere divertente.

In primis, il teaser. Più che uno spot, un branded content McDonald’s che video-raccoglie acrobazie che hanno come protagonista – ovviamente – un pallone da calcio: individui, dalle caratteristiche quanto più lontane possiate immaginare da quelle di un calciatore, si esibiscono in lanci, goal e incredibili passaggi con il pallone. Lo stupore per ogni singolo fotogramma del video è, di certo, incontenibile!


[via]

Lo spot fa da teaser – come si scopre sul finale – al lancio dell’app dedicata ai Mondiali. Si tratta di un mobile game basato sulla realtà aumentata reso possibile grazie al packaging delle patatine fritte creato per l’occasione: ovvio che si tratti di una partita di calcio tra gli ologrammi dei giocatori delle squadre in lizza per la coppa.


[via]

Il tutto è splendidamente coordinato, colorato ed emana divertimento da ogni pixel. Una trovata creativa, tecnologica e assolutamente in linea con l’entusiasmo di qualsiasi tifoso, non credete?

Altro sulle app

Altro su McDonald’s:
Carnevale e le feste per bambini [McDonald’s]
Tu mi rubi il wi-fi, io ti rubo i clienti [McDonald’s ambient marketing]
– Buongiorno da McDonald’s [ambient marketing]
– McDonald’s e la qualità “a strati”
– I segreti del photoshooting del panino più conosciuto al mondo [McDonald’s]
– Il valore di McDonald’s in un flashback
– McDonald’s e il tempo “di qualità” passato in famiglia
– McDonald’s usa Yelp per comunicare la qualità senza sorprese, ma sarà vero?
– L’estate di McDonald’s per i bimbi tra supereroi e scatole magiche
– Videogame e interazione per vincere McDonald’s con Pick&Play
– McDonald’s: ancora cartoon per rivolgersi ai più piccoli
– McDonald’s e la qualità: insalate tagliate fresche
– McDonald’s tra storytelling e heritage marketing
– McDonald’s accetta le banconote del Monopoli
– L’Otto del fast food globale
– Buon Halloween… con McDonald’s
– McDonald’s e la qualità: foodcultura e il recruitment per alimenti
– Per gli spot di Happy Meal, McDonald’s usa l’animazione
– McDonald’s: cibo spazzatura, ma… di qualità
– La tecnologia per McDonalds

Gol Televisión e il Calcio [in Italia]

Quando ho visto le ultime due campagne pubblicitarie di Gol Televisión, canale tematico spagnolo, mi ha provocato una lunghissima crisi di riso: il suo palinsesto è composto da 24 su 24 di Calcio programmate 7 giorni su 7 e accessibile anche da iPad.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che in Italia un canale del genere rischierebbe di decreatare l’apertura delle ostilità in numerose famiglie e la fine definitiva della vita sociale di moltissime persone, non credete? 😀

PREMESSE

Premessa 1: sono una donna e questa è la mia personalissima visione divertita del “gioco del calcio”

Premessa 2: non sono tifosa, ma so spiegare cos’è un fuorigioco [pare essere una skill importante per una donna] e vivo felicemente da oltre 5 anni con un tifoso, consapevole del fatto che tutte le attività quotidiane e straordinarie vadano organizzate tenendo estrema considerazione del calendario calcistico di campionato ed eventuali competizioni extra in cui fosse presente “La Squadra”.

CAMPAGNE PUBBLICITARIE GOL TELEVISIÓN

Le due  campagne pubblicitarie del canale tematico Gol Televisión sono di un acume disarmante.
La prima [quella che più mi ha ricordato l’Italia :D] nel claim – “24 hours of uninterrupted football.” – mette in evidenza il fatto che il canale programmi calcio ogni giorno ininterrottamente per 24 ore e rende “assoluto” questo concetto con i 3 concept del visual: un uomo in carcere che non si accorge che la porta della cella è rimasta aperta; un anziano signore che si disinteressa del decesso di quella che credo fosse la moglie e un giovane “fighetto” [lo si capisce dal maglioncino annodato sulle spalle e dall’arredo della casa] che permette a dei “pankabbestia” di bivaccare e insozzare casa sua.
Tutte scene che dal tifoso medio italiano sarebbero percepite come assolutamente verosimili! 😀

Il claim dell’altra campagna – “All football now on your iPad.” – focalizza sulla possibilità di seguire Gol Televisión anche dall’iPad e “ovviamente” raffigura tre “opportunità di utilizzo vantaggioso” per i propri utenti: in chiesa [ove lo spettatore sembra quasi toccato dalla “Grazia”], a lavoro e a teatro. Non credo che alle immagini occorra aggiungere altro, se non che dopo le risa per l’ironia delle immagini, ci si interroghi riguardo quanti tifosi di propria conoscenza non sarebbero disposti ad azioni anche ben più estreme di quelle suggerite.

Gol Television - campagne pubblicitarie
[via]

LA MIA PERCEZIONE DEL CALCIO [IN ITALIA]

Il Calcio [con la C maiuscola perché per i tifosi è un elemento vitale spesso più del mangiare, dormire e avere una vita sociale] in Italia è lo sport più seguito tanto da potersi – a mio avviso – dire che si sia trasformato nel tempo da competizione sportiva a fenomeno culturale e business del mercato entertainment.
Il Calcio è un fenomeno di massa capace di gratificare gran parte degli Italiani indipendentemente dalla propria provenienza, professione o status [purtroppo per alcuni di loro, anche di farli litigare sino alla guerrilla urbana]… e di irritare una discreta parte dei restanti [in maggioranza donne, ahimé 😉 ].

Molti pensano che le reazioni che una partita di calcio può innescare siano esagerate: io concordo se si fa riferimento alla violenza e alla corruzione [due parole che non dovrebbero potersi mai assimilare a nessuna competizione sportiva degna di questo nome], ma ciò che si scatena nel tifoso sinceramente appassionato in realtà mi commuove e mi fa anche un po’ invidia.

Per tantissimi Italiani e Italiane l’appuntamento con la squadra del cuore è immancabile.
Roba da chieder permessi a lavoro, da spostare appuntamenti anche importanti, da abbandonare amici e parenti, da andare ai concerti di musica jazz con la radiolina con tanto di auricolare indossato [un mio amico lo ha fatto, non è solo in linea con la campagna] da far percorrere in lungo e in largo città straniere per andare in cerca di uno schermo in grado di sintonizzarsi con la partita [anche questo per esperienza personale dietta], da far kilometri di strada per raggiungere lo stadio e poi kilometri di fila per entrarvi [in alcuni casi anche solo per guardare la partita da maxischermi esterni allo stadio, giuro!]…
Roba capace di azzerare qualsiasi bisogno fisiologico anche primario per almeno 90 minuti, protraendo tale resistenza anche a oltranza qualora divenga importante ascoltare le “illuminati riflessioni a caldo” del mister e dei giocatori in campo…

Ho visto tante, tantissime partire [quasi tutte negli ultimi 5 anni 😉 ], ma più che le partite, che – salvo casi particolari – mi annoiano alquanto [chi sta pensando che è così perché non ne capisco le dinamiche, sappia che si sbaglia 😛 ], per me il vero spettacolo sono i tifosi che guardano le partite.
L’estrema tensione dei corpi pronti a scattare tanto per protestare quanto per esultare come se “La Squadra” potesse sentirli. La completa concentrazione dal denso silenzio quando non c’è – invece – da protestare o esultare. I rapidissimi sguardi d’intesa e i gesti quasi impercettibili di condivisione: il distendersi di un indice,  lo sfiorarsi tra due polsi, il protendersi di un collo…
Che si sia spettatore solitario o di gruppo, per il tifoso non cambia nulla, perché comunque per quei 90 minuti il tifoso è da solo con “La Squadra”, è l’allenatore che osserva dalla panchina: protesta con l’arbitro, corregge lo schema, richiama il giocatore sfaticato di turno… è lì a bordo campo.

Mai visto succedere lo stesso in Italia davanti a una partita di qualche altro sport, mai con tale intensità. E non credo che riuscirò mai a comprendere perché sia possibile che 22 persone disposte secondo una delle 3-4 tipologie di schema abituali su un prato all’inglese di forma rettagolare con due reti da pesca al centro del lato piccolo ottengano tale risultato emotivo lanciandosi una sfera in cuoio piena d’aria. Perché l’Italia ha “scelto” il Calcio? Perché non il Rugby o il Cricket? Possibile sia solo un fatto di tradizione? Una sorta di “contagio” che viaggia di padre in figlio?

Ma l’essenziale – a mio avviso – è che ognuno abbia almeno una passione che gli toglie il fiato, qualcosa che lo riporti alle emozioni infantili, che lo stimoli dal profondo… anche se si tratta di una palla a scacchi e una sciarpa dai colori improponibili! 😛

Altro sull’Italia:
Lavoro: in Italia si parla spesso di età, ma non possiamo concentrarci sulle competenze?
Referendum del 12 e 13 Giugno: andate a votare!
66 volte 25 aprile: ricordi non miei – ovvero – La forza dello storytelling e del passaparola
L’Italia in una tag cloud [infografica]
Campanilismo e questioni identitarie – ovvero – La difficoltà di rispondere alla domanda “Di dove sei?”
Barbie e Nordstrom, nel comunicare le donne puntano su sogni e carriera
Per info turistiche spulciate la categoria viaggi