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Dal Giappone: come cucinare gamberi e ravioli in 3 secondi [branded content]

L’estate romana quest’anno si sta rivelando particolarmente inclemente: le temperature sono paragonabili a quelle del deserto, ma senza il sollievo dell’escursione termica notturna, purtroppo.

In tale situazione la voglia di cucinare – e, spesso, anche di mangiare – è difficile da trovare, ma pare che DoCoMo, produttore di elettrodomestici e tecnologie varie per il quotidiano, abbia trovato il modo di farci cucinare in 3 secondi.

DoCoMo ha di recente lanciato dei branded content audiovisivi seriali basati sulla preparazione di piatti non proprio semplici della cucina tradizionale orientale in soli tre secondi. I video si basano sulla presentazione della ricetta di turno con tanto di ingredienti e quantitativi da utilizzati e dall’illustrazione del procedimento per la preparazione in 3 secondi. Ma credo che le immagini siano più esplicative di ogni descrizione… Godetevi i video di preparazione dei ravioli alla griglia e dei gamberi fritti! 🙂


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Magari un po’ macchinoso da ripetere in casa e credo comunque che l’allestimento dell’apparato tecnologico richieda molto più tempo della preparazione della ricetta in modo tradizionale, ma la spettacolarità e la sorpresa valgono la presentazione dell’impresa: grande creatività e divertentissimo modo per creare una brand experience iperbolica, non trovate?

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Danza e romanticismo per i saldi di Super-Pharm

Super-Pharm, catena di drugstore molto popolare in Israele, per lanciare i saldi estivi e le promozioni su profumi e smalti, ha creato una campagna pubblicitaria composta da quattro spot tra loro connessi da uno splendido mood retrò. I video utilizzano lo storytelling, la danza e il romanticismo per conferire appeal al messaggio del brand.

Incantevole campagna pubblicitaria per Super Pharm. Innanzitutto molto intrigante l’atmosfera vintage creata dal sapiente utilizzo dei costumi, dalla scelta della colonna sonora e – forse in primis – dal palese rimando al film muto ottenuto attraverso il delicato equilibrio tra danza e recitazione “da mimo” dei protagonisti, nonché al musical.

Perfetta la mimica facciale degli attori, meravigliosa la scelta dei colori e delle scenografie, accuratissima la strutturazione delle coreografie, fondamentali per seguire lo sviluppo dello storytelling. Semplice il messaggio da decodificare quanto emotivamente travolgente.

Il richiamo alle strategie di branded content è reso palese dall’utilizzo degli stessi protagonisti per i quattro video, elemento che assieme alle altre connotazioni stilistiche [fotografia, regia, costumi, genere audiovisivo…] conferisce continuità ai quattro spot, rendendoli parte di una sorta di mini-fiction.

Non vi resta che godervi i video: mettono anche di buon umore! 🙂

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Altre campagne pubblicitarie

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A cena con Jon Snow [branded content]

David Letterman va in pensione e lascia il Late Night nelle mani di Seth Meyers che – mi piace pensare – per far capire al pubblico del programma che il cambio di guardia non lo priverà della tagliente ironia e delle sagaci battute a cui era abituato, lancia un divertentissimo video – e io spero sia solo il primo di una serie di branded content firmati Late Night – in cui è a cena con Jon Snow e qualche altro amico.

In realtà non so se il video fa parte di un progetto più ampio di branded content seriali, per quali reali ragioni è stato creato e se è stato appositamente studiato per lanciare in pompa magna la nuova stagione di Games of Thrones e l’arrivo di Meyers al Late Night o se è un contenuto solo successivamente sfruttato dal programma in quest’ottica. Resta il fatto che la cena di Seth con Jon Snow, intrigante personaggio di Games of Thrones [Trono di spade, in Italia], e un paio di “normali” coppie di amici è esilarante e il video veramente ben congegnato.


[Grazie a Simone per la segnalazione]

Come avete potuto notare, si tratta di una clip fantasticamente concepita, densa di ritmo, oltre che di ironia. Assolutamente verosimili nella loro follia i botta e risposta tra amici di Seth, leggermente snob e in versione casual-chic,  e un Jon Snow in “versione Barriera” con tanto di guanti e pelliccia: la perfetta integrazione tra le banali quanto abituali domande da “little talk” durante il pasto e le battute cult della serie è di bellezza disarmante, così come il momento in cui Jon diviene il protagonista della serata e mima i passi salienti dell’intera saga avendo come colonna sonora la sigla di Games of Thrones. Perfetta anche la scelta di proporre il video seguendo il modello del genere slapstick comedy, integrando in fase di montaggio il suono delle risate del pubblico fuori campo nei momenti più divertenti e densi di ironia.

Io non posso smettere di guardarlo, voi?

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Trailer, anche per i libri

La Miami Ad School ogni tanto si cimenta nel mettere a punto idee molto creative a partire dall’identità di un brand più o meno noto. Stavolta è toccato a Penguin, nota casa editrice, e alle opere di narrativa da questa pubblicate. Da queste premesse nasce il concept per la campagna di ambient marketing denominata “Book Trailers”.

Miami Ad School con questa iniziativa di ambient marketing vuole far riflettere Penguin sul fatto che solitamente i libri non vengano promossi attivando una ben strutturata campagna di lancio, nonché portarla a considerare che molte opere di narrativa sono state trasformate in prodotti audiovisivi per il cinema o per la televisione e da questo si può trarre un enorme vantaggio.

L’istituto di formazione ha quindi lavorato a partire da questi assunti sino ad arrivare a concepire una campagna focalizzata sulla creazione di locandine e trailer da veicolare, non più per la promozione di film e serie tratte dai libri, bensì delle stesse opere letterarie. Di seguito il video di presentazione dell’idea.


[via]

Pare che Penguin produca già dei trailer per almeno alcuni dei libri pubblicati, ma forse dovrebbe comunque riflettere sull’ipotesi di realizzare la campagna di ambient marketing ideata dalla Miami Ad School per dare ancora più risalto ai brevi audiovisivi.

In realtà mi piacerebbe che tutte le case editrici valutassero la creazione di book trailers per le proprie pubblicazioni: sarebbe veramente fantastico avere un trailer per ogni libro, ovvero un altro strumento – oltre alla cover e alla quarta di copertina – per farsi un’idea dell’opera da acquistare… facendo attenzione, però, a non condizionare troppo l’immaginazione del lettore, si rischierebbe di perderlo! 😉

Altro sull’ambiente marketing

Altro sui libri

Se è una brutta giornata… fatevi un caffè [Nescafé]

Lunedì [e mi verrebbe da aggiungere solo #nocomment!]. Se vi siete svegliati con il piede sbagliato, o se questo semplice lunedì niente-di-speciale si dovesse trasformare in una giornata da dimenticare, guardatevi la campagna pubblicitaria di Nescafé – magari sorseggiando un buon caffè – e vi sentirete subito più fortunati, promesso!

Nescafé non è tra i brand di caffè che preferisco poiché per lo più produce bevande idrosolubili, ma quanto alla sua comunicazione devo ammettere che il suo stile mi è sempre piaciuto: ha una creatività capace di rendere originale il quotidiano e rispondere alle esigenze dei suoi potenziali consumatori.

Questa volta la sua campagna pubblicitaria non lascia grande spazio a equivoci già a partire dal claim “Bad Day”: uno spot che prende forma dal susseguirsi di micro segmenti di vita, tra quelli più “sfigati” in assoluto, grazie all’esilarante montaggio ritmato, alla colonna sonora in crescendo di pathos e alla fantastica quanto empatica voce narrante. I miei complimenti al copywriter e/o allo sceneggiatore del video: lavoro magistrale!

Non vi sentite un po’ meglio, ora? Altrimenti riguardatevi anche questo! 😀

Altro su Nescafé

Altro, molto altro, sul caffè

Cosa è successo a “Déjà vu – Economie e culture della citazione” [evento]

Venerdì si è tenuto l’evento organizzato dagli studenti del Master in Brand Management 2014 dal titolo“Déjà vu – Economie e culture della citazione”, in cui la tematica della citazione è stata spunto di riflessione e confronto tra diverse figure accademiche e professionali.
Di seguito il resoconto dell’evento.

Dal Comunicato stampa:

All’incontro promosso dagli studenti del Master IED in Brand Management di venerdì pomeriggio hanno partecipato esponenti di molteplici settori quali arte, food&beverage, editoria, comunicazione, fashion, design, cinema e studi sociali, ognuno presentando, dal punto di vista delle rispettive esperienze professionali, come i trend del passato influenzino le strategie di comunicazione nei mercati attuali. L’evento, moderato da Vincenzo Bernabei, coordinatore del Master, è stato aperto da Laura Scamardì che, in rappresentanza della direzione di IED Roma, si è complimentata con gli organizzatori e ha ringraziato tutti gli ospiti presenti.

Lo storytelling dell’evento è disponibile su Storify e le presentazioni sono uploadate sull’account Slideshare del master.
Di seguito una breve sintesi dei successivi interventi.

Alessandra Colucci – coordinatrice Master IED in Brand Management
Non sono vecchia, sono vintage

Attraverso la presentazione di una serie di case history, Alessandra Colucci ha sottolineato il ruolo che il passato di un brand può avere definizione del suo universo valoriale e posizionamento di mercato, sino a venir considerato – grazie all’heritage marketing – come valore aggiunto o vantaggo competitivo della marca. Tanti gli esempi, dunque: Coca-Cola in un video mette a “confronto” abitudini e stili di vista del presente e del passato valorizzandone le rispettive ricchezze; Doimino’s Pizza si presenta in una campagna pubblicitaria come la musa di Jobs, il giorno in cui ebbe “origine” il naming di Apple; Found, ecommerce specializzato in antiquariato, fa del passato il suo “business”; IKEA con l’albero genealogico dell’”evoluzione” di famiglie e mobilio; il vintage come elemento di caratterizzazione dello “stile”, in positivo nel caso di una campagna pubblicitaria volta a presentare strumenti di social networking, in negativo nella creatività messa a punto da Smallable.com per il lancio del suo nuovo ecommerce; infine Bulgari e il suo utilizzo dell’heritage marketing per costruire il proprio museo d’impresa e far leva sulla “memoria” nel riaffermare la propria leadership in fatto di design del gioiello.

Sergio Brancato – docente universitario e autore del libro “Fantasmi della modernità”
Fantasmi della modernità

Il Professor Brancato ha esordito introducendo il concetto di superamento del moderno, evidenziando come la costruzione delle identità spettatoriali e produttive stia cambiando radicalmente. I segnali di tale mutamento toccano punti solo apparentemente distanti tra loro, e nel complesso riguardano tutte le modalità della comunicazione e molti supporti (dalla pagina allo schermo, dalla carta al video), producendo effetti decisivi sulla formulazione dei rapporti sociali. In tal senso si può affermare che la cultura di massa è ormai giunta alla sua fase di dissoluzione e che la metafora del fantasma può rappresentare benissimo tale “trapasso”.
“La fiction – ha sostenuto Brancato – è uno dei grandi spazi che permette di riflettere su noi stessi e la figura del ‘fantasma’ ci accompagna a partire dalle sue origine nelle ghost stories della letteratura anglosassone, fino alla sua trasposizione moderna e contemporanea, che diventa vero e proprio feticcio nella rappresentazione terrorifica della morte”. Brancato, concludendo la sua breve ricognizione, ha toccato l’argomento degli zombie, che nell’immaginario collettivo, in maniera simile ai fantasmi, continuano a descrivere la fase tombale di alcune pratiche di socializzazione storicamente conosciute e celebrate. Dagli anni ’30 con la metafora della classe operaia, ai film di Romero degli anni ‘60/’70 come allusione allo stato del consumatore, fino alle serie televisive odierne come ‘The Walking Dead’, in cui essi diventano simbolo di una trasformazione che non lascia scampo.

Claudio Biondi – produttore cinematografico e autore del libro “Corso breve di produzione audiovisiva”
Citazioni “right and left”

Claudio Biondi nel suo speech ha analizzato il termine ‘citazione’ in riferimento al mondo dell’arte, portando come esempio iniziale un video della birra Nastro Azzurro, che richiama la felliniana Dolce Vita degli anni ’60. L’episteme di Foucault, la trasmigrazione tra settori associata al canone di Bach in cui dal pentagramma si passa al solido di Möbius e alla cifra stilistica di Escher, sono stati alcuni degli elementi citati.
A partire da questi elementi, Biondi ha portato i presenti a ragionare sull’imprevedibilità della comunicazione e su come nel tempo la sequenza comunicativa consumo-scambio-produzione dell’oralità si sia trasformata nello schema produzione-scambio-consumo proprio della scrittura, fino ad arrivare all’epoca del digitale, in cui ci si sofferma quasi unicamente sulla produzione.
Argomenti del dibattito odierno quali la proprietà intellettuale e l’applicazione del copyright, compromessi dalla iper-riproducibilità digitale, hanno rappresentato il focus dell’intervento di Biondi il quale ha anche affermato che “La citazione è come una rondine: se la stringi troppo forte rischi di soffocarla, se invece la stringi troppo poco, rischi che voli via e diventi magari un meme”.

Lorenzo Tersi – LT Wine&Food advisory
Il vino: esaltare il passato per guardare al futuro

Insieme alla moda e al design, il mondo del vino è uno dei settori-ambasciatori del Made in Italy. Il nostro Paese, nel 2013, risulta tra i maggiori produttori vitivinicoli mondiali, superato soltanto dalla Francia che attualmente si pone al primo posto: il vino in Italia pesa sul PIL un punto percentuale, ovvero circa 12 miliardi di euro.
Lorenzo Tersi ha presentato una breve rassegna dei consorzi attivi sul territorio italiano e curati dalla sua azienda, la LT Wine&Food advisory, raccontando come questi soggetti abbiano puntato sulla sapiente esaltazione della storia dei nostri paesaggi e sull’attivazione delle leve di marketing territoriale – come lui stesso afferma “anche un astemio può godere di un buon paesaggio di un vigneto”all’interno della propria comunicazione di brand, sino a fare dell’heritage uno dei propri valori aggiunti.
Lorenzo Tersi ha concluso facendo un breve riferimento a ciò che EXPO 2015 potrà rappresentare per le aziende vitivinicole italiane, concludendo con una riflessione sul futuro: investire sui mercati di USA e Giappone, aprirsi a nuovi target, fare incoming e associare l’immagine del vino a settori già forti nel Made in Italy come moda, design e arte contemporanea, potrà portare risultati positivi in termini di notorietà, consenso e, dunque, profitto.

Alberto Abruzzese – sociologo dei processi culturali
Le fabbriche delle citazioni

Il Professor Alberto Abruzzese ha iniziato il suo intervento con una breve considerazione sull’invasione mediatica da parte della cucina e dell’ambiente gastronomico che sta occupando sempre maggiore spazio spettatoriale, grazie anche alle diverse possibilità di interazione con il pubblico. L’evoluzione dei supporti mediatici ha generato un cambiamento nelle modalità di comunicazione e di fruizione e i consumatori si stanno seppellendo in una miriade di selfie e immagini (de)mistificatrici della morte.
Questo fenomeno ha radici lontane nel tempo, tanto che è possibile considerare i defunti redivivi nei primi supporti fotografici, degli zombie ante litteram che superano i limiti della morte proprio attraverso l’esposizione iconica. Un processo che viene estremizzato dalla molteplicità dei supporti digitali della nostra epoca.
Altro punto toccato dal Abruzzese in relazione al concetto di modernità è il tema della fedeltà. L’uomo moderno, costruendo innumerevoli sistemi di controllo, ha tentato di preservare tale culto, arrivando però oggi a un risultato opposto in cui “la pornografia diviene zona del pensiero dove la pratica del pensare non è più il pensare stesso”.
La riflessione è continuata attraverso un’analisi sulla fruizione mediatica: da esseri nati per pensare il cinema ci siamo trasformati oggi in soggetti che contemplano soprattutto le pratiche seriali su tv e web, decomprimendo ed estendendo le informazioni da incamerare. Questo pensiero si ricollega all’immagine dello zombie come emblema della nostra condizione sociale; una condizione in cui, tramite i dispositivi di comunicazione digitali, ci perdiamo in una miriade di luoghi virtuali dove dissipiamo la nostra capacità cognitiva riducendola in “poltiglia”, proprio come accade durante la decomposizione di un cadavere.
Abruzzese ha concluso con uno spunto: il linguaggio contemporaneo abbandona le consuete strutture mentali in favore di nuove forme di comunicazione, che appaiono però tali solo poiché non se ne ha esperienza, proprio come se ci trovassimo in presenza di lingue barbariche che, sebbene abbiano radici antiche, risulterebbero oggi nuove in quanto non ancora conosciute.

Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti – White Noise Gallery
Ispirazioni ed evoluzioni dell’arte contemporanea

Eleonora Aloise ha aperto l’intervendo a cura della White Noise Gallery con una riflessione sul concetto di citazione nel mondo dell’arte contemporanea, che dovrebbe essere inteso come distante da quello di plagio e assimilato a quello di omaggio: per Aloise in tale ambito si ha necessità di ricavare e riprendere dal passato elementi iconici che guidino lo spettatore nella comprensione dei nuovi artisti e linguaggi.
Successivamente Carlo Maria Lolli Ghetti ha proposto di intendere l’arte contemporanea come “un medium disinteressato da usare per narrare la vita” e della citazione come elemento utile a rafforzare il messaggio, simbolo di appartenenza e progresso evolutivo del pensiero anche perché “un artista ignorante è un artista morto”. Lolli Getti ha concluso mostrando l’immagine dell’epitaffio inciso sulla lapide di Pablo Picasso: “Il cattivo artista copia, il grande artista ruba”, a cui lo street artist Banksy appone la sua firma dopo aver cancellato quella dell’autore originario, estrema conseguenza del fatto che “Un’opera d’arte in cui non sia abbia una sensazione di déjà vu non è un’opera d’arte ben riuscita”.

Elisa Marino – responsabile comunicazione e marketing Nuna Lie
Vintage, riciclo o recupero dei trend: cosa significa “passato” nel mondo della moda?

L’argomento principale di Elisa Marino è stato quello del citazionismo nel mondo della moda.
Dopo una piccola introduzione sul termine “vintage”, prestato al mondo del fashion dall’ambiente del vino, e sulla sua storia da fenomeno di nicchia ad ambito di business, Marino ci ha parlato di riciclo e riuso come pratiche alternative alla consueta concezione di moda. Riciclo Funzionale e Upcycling danno la possibilità al mondo dell’industria tessile di creare valore e aumentare la propria brand awareness.
Marino inoltre ha illustrato alcuni esempi di business che hanno creato valore recuperando i trend del passato, come NastyGal che nel 2012 è diventato uno dei più grandi portali e-commerce legati al mondo del vintage, o come Reclaim to Wear che in collaborazione con TopShop ha ampliato il suo mercato realizzando nuove collezioni a partire dal riuso di tessuti provenienti da vecchi abiti fuori moda.
Elisa Marino ha concluso notando che il recupero dei trend può essere utilizzato non solo come mera riproduzione, ma come fonte di ispirazione per prodotti futuri. Come Gianni Versace ha sempre affermato, è necessario recuperare il passato per essere realmente attuali.

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Altro su IED e le mie docenze

Qualche dettaglio su “Déjà vu – Economie e culture della citazione” [evento 14 novembre]

Vi rinnovo il mio invito a partecipare a “Déjà vu – Economie e culture della citazione”, l’evento organizzato dagli studenti del Master IED in Brand Management che si terrà venerdì 14 Novembre a partire dalle ore 16 presso l’Aula Magna dello IED in via Casilina 47/57 [Roma], un’occasione per riflettere insieme sulle nuove strategie di branding che utilizzano le reintepretazioni creative di trend, icone e simbologie del passato [ingresso libero, gradita la registrazione]. Per incuriosirvi ancor di più, di seguito qualche dettaglio sui contenuti.

Dal comunicato stampa:

Déjà vu - Economie e culture della citazione [evento 14 Novembre]Food&beverage, editoria, comunicazione, fashion, cinema, design: non c’è settore in cui la cultura della citazione non influenzi l’immaginario collettivo e le dinamiche di produzione e consumo.

Dopo il saluto di benvenuto di Antonio Venece, School Manager IED Roma, e l’introduzione di Alessandra Colucci, coordinatrice del master, sull’argomento si confronteranno il sociologo Alberto Abruzzese, il massmediologo Sergio Brancato, il produttore cinematografico Claudio Biondi, la marketing director Elisa Marino, i galleristi Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti e il consulente d’impresa Lorenzo Tersi, i quali analizzeranno i processi di recupero e contestualizzazione dei past trend in rapporto agli scenari socio-economici attuali.
L’incontro sarà moderato da Vincenzo Bernabei, co-coordinatore del Master IED in Brand Management.

A conclusione dell’evento saranno offerti degli appetizer.
L’incontro potrà essere seguito anche attraverso gli hashtag #MasterBrandManagement #DejavuIED

PROGRAMMA E RELATORI:

Alberto Abruzzese – Sociologo dei processi culturali
Le fabbriche delle citazioni
Alberto Abruzzese, sociologo, scrittore e prolifico saggista italiano, ha scritto di letteratura, cinema, sociologia della comunicazione e della pubblicità, mediologia, storia sociale dell’industria culturale e delle innovazioni tecnologiche. Oltre a essere docente in diverse università italiane, è stato a lungo Direttore del Master in Ideazione, Management e Marketing degli Eventi Culturali presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Accanto al lavoro di docente, ha svolto attività di ricerca (cinema, varietà, telefilm, palinsesto, soap-opera, industria culturale in genere) per la RAI e per Mediaset, per il CNR e per il Ministero dei Beni Culturali. Ideatore e consulente di eventi, organizza mostre, convegni e seminari nazionali e internazionali. Ha ideato e realizzato programmi radiofonici e televisivi, redatto sceneggiature nel campo della fiction cinematografica e televisiva e curato installazioni video e multivisioni.

Sergio Brancato – Docente universitario
Fantasmi della modernità
Docente di Sociologia della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno e Sociologia dell’Industria Culturale presso l’Università di Napoli Federico II, Sergio Brancato si occupa di media, società e cultura di massa da oltre vent’anni. Sull’argomento ha pubblicato diversi scritti, tra i quali “Guida ai comics nel sistema dei media” (Datanews, Roma 1994-2000) e “Sociologia delle narrazioni audiovisive tra film e telefilm” (Ipermedium libri 2010).
Durante l’intervento Brancato presenterà il suo ultimo libro “Fantasmi della modernità – oggetti, luoghi e figure dell’industria culturale” edito da Ipermedium Libri, casa editrice specializzata nella diffusione di testi critici e di ricerca. Lo studioso individua nella figura del fantasma la metafora dell’immaginario che meglio esemplifica il senso profondo dei passaggi d’epoca, ridefinendo i limiti dello sguardo sulle trasformazioni sociali in atto: dalle forme della politica alle emergenze del post-human, dalle ghost-stories del Romanticismo ai racconti seriali sugli zombie, l’orizzonte simbolico della morte continua a produrre i significati della vita quotidiana.

Claudio Biondi – Produttore cinematografico
Citazioni “right & left”
Claudio Biondi, produttore, esperto di cinema e produzione audiovisiva, ha pubblicato diversi saggi e nella sua lunga carriera ha lavorato su circa trenta tra film, inchieste e serie televisive, collaborando tra gli altri con Jean Louis Comolli, Giuseppe Fina, Claude La Cloche, Roberto Rossellini e Giancarlo Zagni.
Durante l’evento Biondi presenterà il suo ultimo libro “Corso breve di produzione audiovisiva”, pubblicato da Dino Audino Editore, casa editrice specializzata nella formazione sule discipline dello spettacolo. Il testo propone, con un linguaggio di agevole lettura, la descrizione dell’unico metodo possibile per affrontare con successo la complessità della produzione audiovisiva: lo Studio di Fattibilità, chiave di volta di tutto il processo di pianificazione.

Elisa Marino – Responsabile comunicazione e marketing Nuna Lie
Vintage, riciclo o recupero dei trend: il passato nel mondo della moda
Diplomata in Organizzazione di Eventi e Relazioni Pubbliche presso lo IED di Roma, Elisa Marino inizia la sua carriera in un’importante agenzia di eventi romana. Appassionata del mondo web, decide poi di lavorare con un’azienda di web marketing dove apprende e applica le principali nozioni di digital marketing. Nel 2012 ha l’opportunità di seguire le attività di comunicazione online di David Naman, rinomato brand di moda maschile e, a novembre 2013, entra a far parte di Nuna Lie – azienda di abbigliamento femminile che vanta una rete di 80 negozi monomarca distribuiti sul territorio italiano e svizzero – per la quale oggi è responsabile del dipartimento comunicazione e marketing. Marino, contemporaneamente, collabora con uno dei blog di marketing più letti in Italia, Ninja Marketing, per il quale è contributor nella sezione “Social Media” e vice Social Media Manager.

Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti – White Noise Gallery
Ispirazioni ed evoluzioni dell’arte contemporanea
Eleonora Aloise, architetto di formazione ma gallerista per vocazione, e Carlo Maria Lolli Ghetti, ingegnere prestato per passione al mondo dell’arte contemporanea, sono gli ideatori e curatori di White Noise Gallery, aperta a Roma nel marzo 2014. L’idea che sta alla base del progetto è quella di creare un luogo dove sia possibile captare ed elaborare tutte le frequenze che risuonano nel mondo dell’arte contemporanea, così come, scientificamente il “rumore bianco” è quel rumore che deriva dal sovrapporsi, per una data ampiezza d’onda, di tutte le infinite frequenze che compongono lo spettro sonoro. Scopo dei due galleristi è quello di inviare un segnale che rappresenti l’evoluzione dell’arte, in un’ottica post-moderna, ponendo l’accento sul lavoro di artisti differenti che siano in grado di interpretare al meglio gli stimoli del loro tempo.

Lorenzo Tersi – LT Wine&Food Advisory
L’heritage e la produzione vitivinicola
Lorenzo Tersi, consulente d’impresa, opera nel settore wine&food ed è fondatore della LT Wine&Food Advisory. Nel 2013 è stato vincitore del premio “Sua Eccellenza Italia”, istituito dal Gambero Rosso. Tra i suoi principali clienti annovera il Consorzio Vino Chianti, Feudi di San Gregorio, l’imprenditore Andrea Formilli Fendi e il Gruppo Santa Margherita, oltre ad aver guidato progetti di marketing strategico per diverse aziende e organizzazioni. Ricopre inoltre il ruolo di Advisor Unico del fondo d’investimento Torre SGR (Fortress – Unicredit) nel management del Fondo Vigneto Italia. In una fase economica e culturale in cui il settore del vino è attraversato da numerose e importanti trasformazioni, i soggetti del comparto che vogliono cogliere le nuove opportunità offerte dai mercati hanno l’esigenza di adeguarsi e innovare. In questo contesto si inserisce l’attività di LT Wine&Food Advisory, società operante nel panorama nazionale e internazionale con il principale scopo di fornire supporto strategico agli imprenditori italiani del vino.

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti.

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Altro su IED e le mie docenze

14 Novembre: “Déjà vu – Economie e culture della citazione” [evento del Master IED in Brand Management]

Come è successo per ogni edizione, insieme agli studenti del Master IED in Brand Management di quest’anno stiamo organizzando un piccolo evento che dà a loro l’opportunità di mettere in pratica alcune delle competenze acquisite e a tutti di godere di un momento di approfondimento su una delle tematiche che orbitano intorno al branding.

Il Master IED in Brand Management vi aspetta venerdì 14 Novembre presso l’Aula Magna dello IED Master in Via Casilina n° 47/57 [Roma] a partire dalle ore 16:00 per “Déjà vu – Economie e culture della citazione”, una riflessione su cicli e ricicli nelle dinamiche di produzione e consumo [ingresso libero, gradita la registrazione].

Dal comunicato stampa:

Cosa accomuna uno zombie di Walking Dead, un Chianti invecchiato e un gilet alla Freddie Mercury? Apparentemente nulla. In realtà in tutti questi casi leggiamo rivisitazioni di icone, processi o tòpoi dell’immaginario collettivo, riportati ai nostri giorni tramite meccanismi e tecniche di citazione.

Déjà vu - Economie e culture della citazione [evento 14 Novembre]Un fenomeno, quello del recupero dei trend del passato, che oltre ad assumere un’evidente valenza culturale, ha acquisito un altrettanto importante peso economico, sia dal punto di vista degli operatori di mercato che dei consumatori.
Su questo tema si confronteranno professionisti provenienti da differenti settori, tra i quali food&beverage, editoria, comunicazione, fashion, cinema e designDurante l’incontro, inoltre, verranno presentate testimonianze ed esperienze professionali di realtà che hanno fatto della reinterpretazione creativa del passato una delle loro strategie di branding.

Programma

Saluti di Antonio Venece, school manager IED Roma
Introduzione di Alessandra Colucci, coordinatrice del Master IED in Brand Management

Intervengono:

  • Alberto Abruzzese, sociologo dei processi culturali
  • Sergio Brancato, docente universitario e autore del libro “Fantasmi della modernità”
  • Claudio Biondi, produttore cinematografico e autore del libro “Corso breve di produzione audiovisiva”
  • Elisa Marino, responsabile comunicazione e marketing Nuna Lie
  • Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, White Noise Gallery
  • Lorenzo Tersi, LT Wine&Food advisory

Modera la discussione Vincenzo Bernabei, coordinatore del Master IED in Brand Management

Sulla scia delle passate edizioni del Master in Brand Management, IED Roma auspica una grande partecipazione di pubblico come di consueto, per un incontro all’insegna della creatività e del confronto.
A conclusione dell’evento saranno offerti degli appetizer.
L’evento potrà essere seguito anche attraverso gli hashtag #MasterBrandManagement #DejavuIED

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti.

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Altro su IED e le mie docenze

Un colorato, dolce risveglio con Carte Noire [caffè]

Sicuramente per qualcuno di voi oggi sarà particolarmente dura svegliarsi, dato il susseguirsi di feste e ponti del periodo. Per farmi e farvi coraggio ho pensato che fosse il caso di condividere oggi i dolcissimi e colorati branded content audiovisivi di Carte Noire, marca francese di caffè [senza espresso stamattina non credo che andremmo da nessuna parte! 😉 ].

Sull’onda del cake design e dei finger food, Carte Noire ha pensato di creare una serie di ricette che connettessero il proprio caffè ognuna a un colore diverso, dunque a un dolce espressione di tale nuance da gustare insieme alla calda bevanda. Ogni ricetta è scaricabile in formato PDF dal sito istituzionale della marca, in modo da poter essere riprodotta, e – al fine di incentivare gli utenti stimolando le loro papille quanto le loro pupillel’azienda ha associato a ognuna un meraviglioso prodotto audiovisivo di brand, tra il tutorial e la videoarte.

[via]

Regia, fotografia, colonna sonora e ingredienti dei dessert sono sapientemente mixati in modo da creare empatia, comunicando la complessa ed elegante ricchezza di gusto che la brand experience Carte Noire si propone di far vivere al proprio consumatore. Io ne sono rimasta affascinata… e ingolosita [il mio preferito è – ovviamente – quello verde], voi? 🙂

Altro sui branded content
Altro sul caffè:
Un caffè per fiction-addicted
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