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Personal Branding Day: il resoconto dell’evento dal mio punto di vista

Il Personal Branding Day ha visto la sua prima edizione venerdì 6 luglio 2012, ma per me è iniziato il 7 novembre 2011, quando ho ricevuto un’email di gruppo da Stefano Principato che proponeva di organizzare una giornata per divulgare una corretta cultura del personal brand, vittima di misunderstanding e pseudo-esperti.

Dopo 10 minuti ero al telefono con Ilaria Legato, “vittima” del primo piano strategico di personal branding del Master IED in Brand Management che coordino [dunque sensibile all’argomento] e direttrice del triennale IED Management Lab [un potenziale partner?]. Con Ilaria ci siamo capite subito, dopo una veloce chiacchierata avevamo già un progetto: avrei coordinato una tesi che si sarebbe occupata di valutare ed eventualmente strutturare un’ipotesi di format di evento imperniato sulla divulgazione e l’approfondimento del concetto di marca personale, IED Management Lab ne avrebbe supportato la realizzazione mettendo a disposizione location e tecnologie per il giorno designato.

Messo al corrente Stefano, entusiasta dell’idea, ho selezionato insieme a Ilaria tre studentesse IED che avessero un profilo adeguato al progetto: spiccato spirito analitico, notevole capacità organizzativa e innata empatia. Il team era deciso e comprendeva Arianna Pirandola, Giada Dalle Vedove e Noemi Pagliari.

Il 29 novembre c’è stato il primo incontro ufficiale per condividere il brief di progetto di quello che, di lì a qualche settimana sarebbe diventato il PBDay. Da lì è stato un continuo di ricerche, riunioni, analisi, brainstorming, approfondimenti, letture, elenchi di nomi, incastri di strategie e una moltitudine di altre cose tra cui sopralluoghi, scelta dei materiali promozionali, fornitori, ordini, sopralluoghi, telefonate, aperitivi, attività di coordinamento con IED per aule e allestimenti…

Avevamo pensato di organizzare l’evento durante il prossimo anno accademico, ma quando Alberto Iacovoni, direttore di IED Roma, è stato messo al corrente del progetto, ha insistito a che avesse un posizionamento “di lusso” nel calendario dell’istituto e inaugurasse il 6 Luglio l’Apriti IED e le mostre dedicate alle creatività dei neo-diplomati, nella sede centrale di Via Alcamo il giorno della consegna dei diplomi.

Per non perdere tale occasione, si son dovuti contrarre parecchio i tempi e sfrondare alcune delle strategie di diffusione più complesse e lunghe da organizzare, ma alla fine – sfinito, ma contento – il team tutto al femminile del Personal Branding Day [che nel frattempo si è allargato comprendendo anche Roberta Narducci e il suo prezioso aiuto nella definizione degli ultimi dettagli] è riuscito a organizzare l’evento che aveva per tanti mesi immaginato.

Venerdì 6 luglio, dopo una bella sveglia praticamente all’alba e nonostante lo sciopero dei mezzi pubblici [brutta news dell’ultimo minuto che ci ha messo non poca ansia sulla riuscita dell’evento], sono stata la prima ad arrivare allo IED di Via Alcamo: ne ho le prove! 😉

Vedere che man mano tutto si costruiva come un puzzle di cui conosci la figura, che l’atrio si riempiva prima di tecnici e poi delle persone che sarebbero diventate il pubblico dell’evento, è stata una gran gioia… del resto, di quel che è successo tra le 9:30 e le 18, ho solo ricordi a 4X, come i filmati mandati avanti veloce, ma è tutto riportato nel comunicato stampa 😉 :

Il primo Personal Branding Day si è tenuto venerdì 6 luglio 2012 presso la sede centrale dello IED Roma di via Alcamo, riscontrando un buon successo di pubblico (nonostante lo sciopero dei trasporti pubblici) e un notevole interesse online.

Il PBDay ha avuto inizio in Aula Magna alle 10:15, con un leggero ritardo rispetto alle previsioni per agevolare un po’ gli interessati che cercavano di raggiungere la location dell’evento a dispetto dell’agitazione. L’attesa è stata allietata dalla visione di tre video strettamente connessi al personal branding: la video-presentazione delle strategie di brand building di Francesco Fiorani e Fabrizia De Caro, nonché l’immancabile “spot” di Harvey il cane.

Alberto Iacovoni, Direttore di IED Roma, ha aperto i lavori presentando l’istituto e parlando del suo metodo incentrato sulla creatività personale, dunque molto attento alle dinamiche di costruzione della marca individuale. Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, ha preso la parola Ilaria Legato, Direttrice IED Management Lab, che ha parlato soprattutto della nuova scuola da lei diretta, partner dell’evento:

“In una fase in cui sempre di più conta la persona, intesa come insieme complesso di razionalità ed emozione, competenze e istinto, in cui non si può più prescindere dall’approccio conversazionale e informale dei social network, in cui la condivisione delle soluzione è importante quanto la scoperta della soluzione stessa, la scuola di Management Lab è la testimonianza di come IED sia continuamente alla ricerca di formule efficaci per migliorare la sua offerta formativa.”

“Nei prossimi anni la grande scommessa della formazione sarà quella di non rivelarsi come un limite, come un fattore di rigidità. Al contrario, essa dovrà tradursi in valorizzazione della creatività e delle individualità, della condivisione dei valori e delle risorse.”

La prima parte della giornata è stata incentrata sull’esplorazione del concetto di personal brand da vari punti di vista.
Il primo intervento è quello di Alessandra Colucci – consulente [e docente] in Brand Care – dal titolo “Self Brand e Personal Brand”, che ha proposto una riflessione sull’evoluzione dell’approccio alla marca in relazione alle sue connessioni con il contesto socio-culturale, con le dinamiche legate al marketing e con l’idea di consumatore/cliente. Colucci sottolinea che self brand e personal brand sono da considerarsi due approcci ben distinti: il primo basato sull’utilizzo delle marche corporate per rappresentare il proprio stile, sull’improvvisazione e su atti comunicativi istintivi e discontinui; il secondo risultante dall’applicazione di metodo e creatività, frutto di un accurato lavoro di analisi, dello studio del proprio contesto di riferimento e della costruzione di strategie specifiche, strettamente connesse con gli obiettivi definiti e sempre coerenti tra loro.

PBDay – Alessandra Colucci “Self Brand & Personal Brand”

Stefano Principato – consulente e formatore in strategie di marketing – descrive la propria teoria de “Le 12P del personal marketing”, ovvero della strategia per promuovere se stessi. Tale strategia, da attuale sia online che offline, è da suddividersi il cinque aree:
1. il patrimonio personale [Personalità, Passioni]
2. il patrimonio professionale [Propositi, Potenziale]
3. la strategia di business [Obiettivi professionali, Posizionamento]
4. la strategia di networking [Persone, Partner]
5. il marketing mix [Performance, Prezzo, Packaging, Promozione]
Per avere successo occorre quindi conoscere bene se stessi, saper fare scelte chiare, utili e adeguate e perseguire con tenacia i propri obiettivi.

PBDay – Stefano Principato “Le 12P del Personal Marketing”

Successivamente, Enrico Bisetto e Damiano Bordignon – ideatori di Sestyle – hanno proposto la loro riflessione sul legame che intercorre tra “Personal Brand e Sviluppo Personale”, mettendo in evidenza quanto la creazione di una marca individuale non sia solo appannaggio delle strategie di marketing, ma risulti uno strumento per raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e di quello che realmente si vuole essere, per migliorare il proprio stile di comunicazione e per stabilire relazioni più proficue con l’obiettivo di raggiungere una più completa realizzazione personale. In estrema sintesi: emergi se sei unico; cresci se sei strategico; “reggi” se sei autentico; evolvi se sei in relazione con gli altri.

PBDay – Sestyle “Personal Brand e Sviluppo Personale”

A seguito di questi primi tre interventi si è aperto il dibattito con il pubblico. Di rilievo la discussione riguardo gli strumenti più opportuni da utilizzare online per il proprio personal branding: non c’è una regola che vada bene in ogni caso, la prima cosa è capire quali contenuti si vogliono condividere, successivamente occorre selezionare gli strumenti più adatti a farlo (il blog, solitamente, è un buon inizio). Interessanti anche le riflessioni riguardo il contesto di riferimento: quanto deve incidere sulla propria immagine? Ovviamente c’è sempre una fase in cui è necessario osservare “il campo da gioco” e cercare di adattarsi alle sue regole, ma è sempre bene mantenere la propria identità e mostrarla per far apprezzare la propria unicità e individualità.

Il dibattito si è chiuso, come da programma, a mezzogiorno. A partire dalle 13:00 si sono susseguiti, sempre in Aula Magna, i mini-workshop “Personal Branding @ Work”.

Il magic experience designer Ferdinando Buscema ha mostrato al pubblico quali sono le chiavi per attivare “L’arte dello stupore”, condividendo con il pubblico alcune case histories di successo e cinque “segreti da mago” per creare meraviglia:
5. studio
4. sperimentazione
3. ossessione
2. “ghost track”
1. fortuna
Chiudendo il suo intervento con un numero di magia con le carte che ha stupito e divertito tutti i presenti.

PBDay – Ferdinando Buscema “L’Arte Dello Stupore”

William Mazza – consulente creativo e art director – ha collegato i concetti di personal brand e corporate brand riportando lo storytelling del posizionamento su mercato di due vini – “Luce” e “Lucente” – considerandoli come fossero due fratelli. Inizialmente “costretti” a rapportarsi al mercato facendo leva su un costrutto valoriale identico che ne livellava le differenze, sono divenuti vini di successo solo quando l’approccio strategico è stato fortemente differenziato. Mazza ha poi presentato il suo metodo di “Creative Thinking” basato su associazioni estemporanee tra elementi comunicativi, materiali, valori… utile per sviluppare il pensiero laterale e arrivare a concepire qualcosa di originale.

PBDay – William Mazza “Creative Thinking”

Daniela Delogu – foodblogger “SenzaPanna” e coach in cucina – ha legato “Food” & “Work” chiarendo l’importanza di una corretta alimentazione per il mantenimento tanto del proprio benessere quanto della propria concentrazione durante l’attività lavorativa. Delogu ha dato alcuni consigli su cosa mangiare o evitare prima di un colloquio o di un appuntamento professionale: ovviamente banditi aglio, spezie, alcolici e bibite gassate, la blogger consiglia di limitare l’uso della caffeina e, comunque, mantenere un giusto equilibrio con le quantità (mangiare troppo o troppo poco può portare stanchezza e sonnolenza).

PBDay – Daniela Delogu “Food e Work”

Roberto Saracino – business coach e consulente aziendale – ha tenuto un intervento dal titolo “CV e Public Speacking” chiarendo innanzitutto cosa ricercano le aziende in un candidato e come arrivano alla sua selezione (attualmente un ruolo fondamentale lo hanno i social network), per poi defiire quel che è necessario fare prima di un colloquio:
1. preparare una presentazione sintetica del proprio CV
2. prendere informazioni sull’azienda
3. preparare delle domande da porre
Durante il suo intervento Saracino ha richiesto ad un volontario del pubblico – Emma Marino – di simulare la propria presentazione personale per analizzarla “in diretta” e ha mostrato l’esempio del videocurriculum di Mario Rossi, uno studente LUISS.

PBDay – Roberto Saracino “CV e Public Speaking”

Il fondatore del progetto Gilda35, Giovanni Scrofani – in arte @Jovanz74, noto influencer della Rete – ha mostrato come curare il proprio “Personal Branding on Twitter” condividendo le proprie strategie di following, chiarendo l’importanza della pianificazione e dando una serie di consigli su cosa fare e cosa evitare quando si utilizza questo social network per il proprio brand building. Scrofani ha sottolineato la necessità di personalizzare il proprio account Twitter, di interagire in modo bilaterale con la propria timeline, nonché l’importanza di crearsi delle community, oltre che uno stile. Infine l’inventore di Gilda35 ha illustrato le principali patologie e gli errori più comuni in cui si può incappare utilizzando tale strumento.

PBDay – Giovanni Scrofani “Personal Branding on Twitter”

Paola Caruana – esperta di fitness – è partita dalla sua esperienza personale di imprenditrice per dare alcuni consigli ai presenti, soprattutto nell’ambito della gestione della tensione e dello stress, della prossemica e della timbrica vocale. Caruana si è soffermata sul lavoro da svolgere sul corpo per migliorare il proprio stato psicologico e per relazionarsi in maniera aperta e proficua con gli altri nelle occasioni personali e lavorative. Facendo esempi di piccoli esercizi di respirazione da praticare, ha concluso elencando alcuni movimenti che possono allentare la tensione e chiarendo l’importanza della voce come il proprio “strumento musicale” da gestire con sapienza.

Scarica le dispense:

 

In contemporanea con i workshop, a partire dalle ore 14, la giornata del Personal Branding Day prevedeva delle mini consulenze tenute dei relatori della mattina in materia di personal branding.
Per gli studenti IED erano previste anche delle mini consulenze “tecniche” sulla composizione del proprio portfolio e del proprio showreel, a cura di Niko Demasi, Stefano Pedretti e Alessio Tommasetti.
Gli studenti di IED Management Lab neo-diplomati, invece, hanno potuto immediatamente mettere in pratica quanto appreso durante la mattinata sostenendo colloqui nel momento di placement a loro dedicato a partire dalle ore 15 con aziende quali: Next, Event In & Out, IMG, Orchestra Italiana del Cinema, 3Communication&Partner e A Tavola.

Io ho chiuso la giornata così:

Ovviamente ci son stati imprevisti, ci sono aspetti che sicuramente andranno migliorati, ma sono soddisfatta dell’iniziativa e piacevolmente sorpresa dell’interesse che è riuscita ad attirare.
Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno dato fiducia a questa idea, soprattutto Ilaria Legato e Alberto Iacovoni, Stefano Principato, Enrico Bisetto e Damiano Bordignon per il supporto e la condivisione di intenti, ma anche tutti gli “ospiti” dei mini-workshop e delle micro-consulenze per la condivisione di contenuti e piccoli “segreti”, nonché gli studenti dello IED Management Lab che si son resi disponibili ai compiti più svariati [accredito, video e foto di backstage, distribuzione del materiale promozionale, blogging…].

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, alle mie conoscienze twittere che hanno colto l’occasione per rendere possibile un incontro in #reallife e quelle che hanno seguito lo streaming in live twitting perché impossibilitate a venire; mi spiace molto per le numerose persone che sono state costrette a rinunciare a causa dello sciopero e mi hanno fatto molto piacere i loro messaggi diavviso, mentre quelli che invece sono riusciti ad attraversare la Roma bloccata dalle agitazioni li considero dei veri e propri eroi.

Un grazie speciale ad Arianna, Noemi, Giada [che ci è molto mancata il giorno dell’evento] e Roberta che hanno tenuto duro sino alla fine, dormendo pochissimo e rinunciando ai week-end per permettere che tutto fosse pronto in tempo. Un grazie particolare anche a chi mi ha dovuto sopportare in un periodo di stress elevato come questo, perché ovviamente, nel frattempo, tutto il resto [progetti, clienti, lavoro, lezioni, pubbliche relazioni e impegni vari] non si è mica fermato… anche se io ho tentato di rimandare tutto a dopo il 6! 😀

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Il programma del Personal Branding Day [venerdì 6 luglio 2012, Roma]
Parte il conto alla rovescia per il “Personal Branding Day”!

Il programma del Personal Branding Day [venerdì 6 luglio 2012, Roma]

Ci siamo quasi, mancano solo una decina di giorni all’evento!
La prima edizione del “Personal Branding Day”
si terrà venerdì 6 Luglio 2012 a Roma, presso la sede centrale di IED in Via Alcamo n° 11.

Pubblico qui il programma dettagliato dell’iniziativa, sperando di avere il piacere di incontrare molti di voi in tale occasione.
Dal comunicato stampa:

PBDay ovvero Personal Branding Day - marchioIl progetto “Personal Branding Day” nasce con l’intento di divulgare una corretta cultura del Personal Branding, approccio utile a inserire o a migliorare la posizione di qualsiasi professionalità nel mercato del lavoro.

Proprio per questo, l’idea di organizzare la prima edizione del “PBDay” è stata sviluppata in partnership con IED Management Lab e farà parte della programmazione di ”Apriti IED”, appuntamento annuale in cui IED apre le sue porte agli interessati ed espone i lavori degli studenti più creativi: le mostre rimarranno aperte al pubblico fino al 28 settembre 2012.

Programma:

ore 9:30 Welcome e accredito

ore 10:00 Apertura dei lavori: “Cos’è il Personal Brand”

Saluti di Alberto Iacovoni, direttore IED Roma e
Ilaria Legato, direttrice IED Management Lab

Intervengono:

ore 12:00 Brunch

ore 13:00 mini-Workshop: “Personal Branding @ Work”

  • Ferdinando Buscema – magic experience designer
    “L’arte dello stupore” [20 min.]
  • William Mazza – consulente creativo e art director
    “Creative Thinking” [45 min.]
  • Giovanni Scrofani – fondatore del Progetto Gilda35
    “Personal Branding on Twitter” [30 min.]
  • Roberto Saracino – business coach e consulente aziendale
    “CV e Public Speaking” [30 min.]
  • Paola Caruana – esperta di fitness
    “Timbrica e Prossemica” [30 min.]
  • Daniela Delogu – foodblogger e coach in cucina
    “Food & Work” [30 min.]
  • Paola Caruana – esperta di fitness
    “Respirare per sconfiggere lo stress” [30 min.]

ore 18:00 Chiusura dei lavori

Contemporaneamente ai mini-Workshop, a partire dalle ore 14:00, Alessandra Colucci, Stefano Principato, Enrico Bisetto e Damiano Bordignon, saranno a disposizione per alcune micro-consulenze gratuite [10-15 minuti a persona] in materia di gestione del personal brand: per pronotazioni scrivere a personalbrandingday@gmail.com indicando in oggetto “micro -consulenze” e specificando nel testo dell’email la propria professione e con chi si preferirebbe parlare. N.B. Il numero degli incontri è limitato!

Per ulteriori informazioni sull’evento, navigate il sito dedicato o inviate una email a personalbrandingday@gmail.com

Vi aspetto! 🙂

La mia classe di Web Marketing allo IED: 16 nuovi blog da leggere

BlogDurante il secondo semestre dello IED Roma Comunicazione ho tenuto il corso di Web Marketing ai ragazzi del secondo anno. L’obiettivo del corso è stato quello di portare gli studenti a conoscenza degli strumenti base per ideare, creare, scrivere, indicizzare e lanciare un blog come strumento di personal branding.
Faticando un po’ più del previsto ci siamo riusciti ed ora abbiamo 16 nuovi blog da leggere! 🙂

Ester Belfiore: Technocraft

Technocraft vuol dire “abilità tecnologiche”, ma questo blog non riguarda solo la tecnologia, piuttosto getta uno sguardo sul mondo del web, in continua evoluzione. L’obiettivo è di informare, leggere e imparare.
Si parlerà di musica, di collaborazioni tra artisti e aziende, di nuovi dispositivi e di tutto quello che di interessante accade nel settore che segna il passo dei nostri giorni, del cambiamento prima ancora che esso sia in atto.

Valentina Boldreghini – Federica Ciccioli: Eventsintheworld

Eventsintheworld ha come tema il mondo dell’organizzazione d’eventi, dalla loro progettazione al lancio, con particolare attenzione, alle strategie di promozione e alla comunicazione che vi è attorno. L’intenzione è quella di creare un connubio tra conoscenza e curiosità utilizzando uno stile semplice e iteragendo con i lettori.

Francesco Calò – Fabio Esposito – Vincenzo Sacco: Thecarforyou

Thecarforyou riporta alcune impressioni sulle novità del mondo dell’auto e si propone di guidare i richiedenti all’acquisto di una nuova vettura. I post prevederanno una galleria fotografica e dei video dimostrativi che mettano in evidenza a 360° i modelli, le versioni e gli allestimenti delle case costruttrici. L’obiettivo è informare e condividere con gli utenti una passione.

Roberto Cisternino: Allegrononmolto

Allegrononmolto nasce con l’intento di mettere insieme dovere e piacere, studi e interessi dell’autore: musica e marketing, appunto. Marketing, musica, brand management, recensioni su band e artisti emergenti (e non) saranno i principali argomenti trattati, in alcuni casi separatamente, in altri si cercherà di coniugarli con l’obbiettivo di fornire un punto di vista diverso dal consueto, senza prendersi troppo sul serio e conservando sempre una buona dose di ironia.

Daniela Coppola – Carmen Matrunola – Antonella Sanna: Romafuorisede

Romafuorisede è un blog che nasce dall’idea di creare una sorta di libretto d’istruzioni su come vivere al meglio la capitale da studente “fuori sede”. È dedicato a tutti i giovani che vivono nella città di Roma – con un occhio di riguardo a quelli che vi si trasferiscono per portare avanti i propri studi universitari – e gli argomenti di cui tratta sono vari: si parte dalla ricerca della casa e si finisce alla ricerca del lavoro, dando il giusto spazio allo svago e alla vita notturna. Un occhio attivo sulla vita nella capitale!

Giada Dalle Vedove: Thebodylanguage

Thebodylanguage codifica e interpreta il linguaggio del corpo, gli sguardi, le espressioni, i gesti, gli atteggiamenti, le posture, la prossemica. La comunicazione non è fatta solo di parole, ma è accompagnata da una serie di segnali, che il nostro corpo, involontariamente comunica e che, se impariamo a interpretare, possono rivelarci informazioni per comprendere al meglio il nostro interlocutore.

Fabrizia De Caro: Napoliacolori

Napoliacolori è una lettera d’amore dedicata dall’autrice alla sua città.
“Napoli è come il primo amore, tragicamente meraviglioso. Ti fa sentire in prigione, altre volte pensi che senza quel meraviglioso sorriso, quel profumo di casa, quel senso di calore non sapresti vivere. La odio, perché riesce ad essere spietata, a farmi male, non mi rispetta, ma è casa mia, sa avvolgermi e amarmi come nessuno saprebbe mai, con
quella passione, violenta e impetuosa che solo chi la ama può cogliere.”

Sebastiano Del Monte: Inconvenzionalmente

Inconvenzionalmente si occupa delle nuove forme del comunicare, che mutano e si rinnovano giornalmente. La comunicazione cosiddetta non-convenzionale fa riferimento all'”l’insieme di strategie promozionali che sfruttano i mezzi di comunicazione alternativi”, forme di marketing nate per adeguarsi ai rapidi mutamenti della società post moderna: nuovi paradigmi di riferimento, un sistemamediatico in crisi, consumatori sempre più critici, consapevoli e coinvolti nel processo di produzione di contenuti.

Federica Di Cesare – Fabrizia Noto: Creatitù

Creatitù nasce dalla convinzione che la più piccola cosa, se fatta con amore, diventi arte.
Il blog mira a soddisfare le curiosità delle lettrici e dei lettori su come realizzare idee nuove e creative per regali fai-da-te sciogliendo ogni dubbio anche sui materiali più adatti da utilizzare.
“Creatività è permettersi di fare degli sbagli. Arte è sapere quali di questi sono da tenere” Henry Adams

Andrea D’Epifanio: Ciaosonoandrea

Ciaosonoandrea è un blog dedicato agli appassionati di libri, politica e attualità. Il blog tramite la recensione di alcune pubblicazioni tematiche approfondisce questi argomenti e cerca di creare nel lettore il desiderio di saperne di più. Si è scelto uno stile grafico molto semplice, quasi classico, proprio per sottolineare che saranno le parole ad attrarre l’utente, non l’estetica!

Elisabetta Gargiulo – Roberta Narducci: Brandingcity

Brandingcity si propone di analizzare città europee e non, attraverso lo studio del marketing territoriale e del brand management. Ogni città è esaminata come un effettivo brand prendendone in considerazione quegli aspetti che ne costituiscono la vera essenza: l’arte, la moda, il turismo… considerando ogni settore come un se fosse a sua volta una marca.

Claudia Lesti – Alice Ruggini: Mignon

Mignon è interamente dedicato alla moda, nasce dalla voglia di condividere le proprie conoscenze riguardo i negozi romani, in maniera da rendere lo shopping un momento di relax e accessibile a tutti. Vario negli argomenti, tratta delle ultime tendenze, consigli sull’abbigliamento, eventi mondani, look da star, ricordando alle proprie lettrici che rimanere al passo con i tempi significa rimanere al passo con Mignon.

Martina Marini: Myfotoreportage

Myfotoreportage è un blog di reportage fotografico amatoriale che pone il proprio sguardo – filtrato dalla macchina fotografica – su argomenti come il fotoreportage urbano, sociale ed etnico, che hanno il diritto ad essere trattati e a non cadere nell’oblio. L’obiettivo è quello di utilizzare la fotografia per raccontare storie e dare un senso narrativo agli scatti rubati alla vita.

Noemi Pagliari: Regalandopoli

“È prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni” Nietzsche.
Regalandopoli è un blog nato per dare idee e consigli sui regali che si possono fare in ricorrenze specifiche come compleanni e anniversari, o semplicemente per comunicare il proprio affetto a una persona cara.
“Sono Noemi, ho 21 anni e la mia mente non si ferma mai!”

Arianna Pirandola: Nonsolospose

Se l’amore ti travolge non puoi che prenderne atto e iniziare a percorrere quel sentiero delineato da un’essenza indelebile.
Nonsolospose è il blog che nasce dallo stupore che ogni giorno l’amore porta nella vita e vuole donarvi idee e curiosità che mirano a rendere unico il momento magico del matrimonio. Arianna, l’autrice, si definisce “una giovane ragazza in continuo divenire”.

Emiliano Rossi: DCM – Communication

DCM – Communication è il blog del Design, della Comunicazione e del Marketing.
Con un taglio fresco, analizzando le idee migliori, le campagne più esilaranti e mostrando come anche gli edifici possano essere trasformati in strumenti di comunicazione, vuole raccontare la bellezza e l’importanza di queste discipline.

Non so quanti di questi blog continueranno a crescere e a condividere il proprio punto di vista con il resto della rete, non so quanti avranno successo, io comunque rimarrò soddisfatta e orgogliosa dei risultati ottenuti in poche ore di corso! 🙂

Fonte immagine

La prossemica, il “personal space” e la business class KLM

Vi capita di pensare che preferireste morire piuttosto che salire sul bus, sulla metro o sul treno per pendolari all’ora di punta?
[Io faccio spesso chilometri a piedi, pur di evitare lo stress che mi comportano tali situazioni]
Siete mai saliti in ascensore con un estraneo provando l’irrefrenabile necessità di leggere più e più volte, per tutto il tragitto, la capienza e la portanza dell’apparecchio pur di evitare un incrocio di sguardi?
Vi irritate se il vostro interlocutore parlando vi tocca continuamente la spalla o il polso? O se in una platea vuota qualcuno si siede proprio al posto accanto al vostro?

Non vi preoccupate, non siete asociali: è questione di prossemica! 🙂

COS’È LA PROSSEMICA 

L’antropologo Edward T. Hall, intorno alla metà degli anni ’60 del XX secolo, ha iniziato ad utilizzare il termine prossemica per indicare lo studio del “senso di distanza” tra le persone come sistema di comunicazione non verbale, un concetto semplice quanto influente.

Hall individua quattro diverse zone di interazione fisica, classificandone le “misure di sicurezza” e le reazioni rispetto alla cultura statunitense (in particolare della variante bianca e borghese) sia in fase di vicinanza che in fase di lontananza. Le convenzioni sull’occupazione della spazio variano a seconda della cultura, del sesso e dell’estrazione sociale, ma trovo sia comunque interessante riportare le definizioni di Hall riguardanti le zone interpersonali, giusto per dare un’idea:

Le zone della prossemica

1. Zona Intima – È l’area del sé, quella che comprende la distanza a cui “la presenza dell’altro è evidente e può essere eccessivamente coinvolgente”: i 5 sensi percepiscono nettamente la persona che rientra in questo spazio, tanto da fonderlo con la percezione della propria fisicità.
In fase di vicinanza  (distanza 0-15 cm) c’è o è imminente il contatto fisico, il coinvolgimento tra i soggetti dell’interazione è massima e sempre consapevole. “È la distanza dell’amplesso e della lotta, del conforto e della protezione”.
In fase di lontananza (distanza: 15-45 cm) la percezione sensoriale dell’altro è ancora “deformata” dalla prossimità e le mani possono raggiungere e afferrare quelle dell’altro, ma la testa e le parti pelviche non vengono facilmente in contatto.

2. Zona Personale – È quella destinanta ad affetti e amici: la posizione assunta nella relazione spaziale da due soggetti è “indizio dei loro rapporti sociali o dei loro sentimenti reciproci, o delle due cose assieme”.
In fase di vicinanza (distanza: 45-75 cm) si può interagire con le estremità dell’altro, per esempio trattenendolo o afferrandolo.
In fase di lontananza (distanza: 75 -120 cm) il limite di tale area è il limite del dominio fisico: due individui si troveranno in una posizione tale per cui possono facilmente toccarsi o, al massimo, allungando ognuno un braccio si toccherebbero le dita. A tale distanza solitamente si discute di argomenti di interesse o carattere personale.

3. Zona Sociale – È lo spazio di interazione con conoscenti – o anche lo spazio d’azione tra insegnante e allievo – e “costituisce il limite di dominio“.
In fase di vicinanza (distanza 1,20-2,10 m) si discutono argomenti di interesse o carattere impersonale: è la distanza preferita da coloro che lavorano in team o durante incontri e conversazioni occasionali.
La fase di lontananza (distanza: 2,10-3,60 m) viene solitamente utilizzata per isolarsi, per schermarsi da altri individui, ad esempio se si vuole continuare a lavorare in presenza di altri senza apparire scortesi.

4. Zona pubblica – È lo spazio delle pubbliche relazioni, dei convegni, dei personaggi pubblici.
La fase di vicinanza (distanza: 3,60-7,50 m) consente anche alla minima distanza un’azione evasiva o difensiva
, una fuga qualora l’individuo si sentisse minacciato.
La fase di lontananza (distanza: oltre 7,50 m) è quella riservata a importanti personaggi pubblici.

PERSONAL SPACE

Personal space

In relazione a quanto detto sino a questo punto, ognuno di noi crea, secondo la propria cultura, provenienza geografica, sesso ed estrazione sociale, una propria concezione di “personal space”, una sorta di scudo magnetico da supereroe di dimensioni variabili a seconda degli individui che ci circondano e che solo con pochissimi “intimi rimane disattivo”.

A volte, come nell’ascensore o sul bus all’ora di punta, non c’è lo spazio fisico necessario per utilizzare come vorremmo il nostro scudo magnetico, così lo rendiamo più piccolo e lo rinforziamo con altri atteggiamenti come evitando il contatto visivo, dando le spalle a coloro con i quali non vogliamo interagire o assumendo altro tipo di posture “da difesa”.

LA SOLUZIONE KLM PER LA BUSINESS CLASS

KLM, importante compagnia aerea, ha pensato proprio all’importanza che la prossemica e il personal space hanno per i business man, l’ha verificata mettendo a punto alcuni esperimenti in aeroporto e ne ha tratto delle conclusioni interessanti che le hanno consentito di offrire una nuova opportunità per chi vola in business class con loro, migliorando il proprio servizio. Ecco il video!

E voi, cosa fate per preservare il vostro personal space?

Fonte: Ugo Volli Il libro della comunicazione
Fonti immagini: id-sphere.com, toonpool.com, thepqnation.com, homepage.mac.com
Fonte video: Adsoftheworld.com

Attenzione al “micro”: cosa connette “Lie to Me” a Twitter

CONNETTERE IDEE. TAG: “MICRO”

Sarà perché sto ri-vedendo le puntate della prima (unica?) serie di Lie to Me, sarà perché da sempre le “cose piccole” credo siano tra le più importanti, sarà che ho eletto Twitter mio social media/social network preferito (se escludiamo i blog dalla classifica), ma sempre di più mi sembra che tutto ruoti intorno al “micro”.
Il micro delle micro-espressioni del Dr. Lightman, il micro del micro-blogging via cinguettìo: due tipologie di “micro” che vengono costantemente riproposte e ripresentate.

MICRO-ESPRESSIONI

Micro: connettere Lie to Me a TwitterFondamentali, nelle serie TV come nella vita, per comprendere intenzioni ed animo delle persone con cui si interagisce, importanti anche e soprattutto perché micro, apparentemente ininfluenti, sovente celate e inconsce, difficilmente controllabili, ma sempre protagoniste: implicitamente studiate dal Tenente Colombo (ricordate lo sguardo di Peter Falk?), esplicitate e scientificamente spiegate – appunto – in Lie to Me, intuite e fatte notare maliziosamente nelle puntate di The Mentalist. Tre serie emblematicamente basate su personaggi enigmatici, abilissimi a mentire e con una intelligenza acuta, tagliente, quasi fastidiosa, nonché su ciò che fino a qualche tempo fa si sarebbe chiamato intuito, talento o psicologia e che adesso adesso è micro-espressione.

Riconoscere le micro-espressioni e, in generale, saper interpretare e utilizzare in modo corretto gestualità e prossemica può essere dunque molto importante nei rapporti interpresonali (pensate con i vostri clienti): spia, indizio o addirittura prova di verità o di menzogna, delle intenzioni e delle emozioni.

MICRO-BLOGGING

La possibilità di indicare il proprio “status” ormai è presente in praticamente tutti i social network – per esempio Facebook, LinkedIn e FriendFeed ce l’hanno – ma non capisco perché solo per Twitter si parla di micro-blogging.

Tale definizione mi sembra molto affascinante e abbastanza criptica da tener lontano, almeno in Italia, chi non ha veramente qualcosa da dire e condividere, qualcosa che possa essere interessante tanto da essere “re-tweettato”: l’ideale per chi vuole utilizzare il web per approfondire argomenti più o meno specifici e/o per affermare la propria attività ed la propria brand reputation.

Su Facebook, individuato come diretto concorrente di Twitter, “ci sono TUTTI” e si possono fare mille cose come chattare, giocare, uploadare foto, condividere link, “scrivere sui muri”… oltre ad aggiornare il proprio status con un breve messaggio alla propria rete. Facebook sembra voler fagocitare tutti gli altri social network offrendone i singoli servizi in un unico luogo dato che a ben vedere contiene: Google Reader, Flickr, Twitter, Skype…
Twitter è più specifico, meno dispersivo, più utile e interessante, anche e soprattutto perché è micro ed i suoi tweet  possono essere “spia, indizio o addirittura prova di verità o di menzogna, delle intenzioni e delle emozioni” proprio come le micro-espressioni.

Twitter: non più di 140 caratteri per descrivere cosa stai facendo che si trasformano in micro (ovviamente) messaggi per scambiarsi informazioni su qualsiasi cosa. Il micro-blogging è adattissimo a chi fa ricerca e a chi fa business.

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