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Dopo il trasloco, il restyling del blog!

Come ho già avuto modo di anticiparvi, ho trasferito la mia residenza principale a Oxford, pur mantenendo attivi tutti i miei contatti e le mie attività in Italia, e a Roma in particolare.

A seguito di questo importante cambiamento personale e professionale, ovviamente non potevo non supportare il lancio della mia attività di consulente all’estero aggiornando la mia presenza online. Da qui il restyling del blog, ora completo di portfolio lavori e di numerosi contenuti in lingua inglese. Che ne pensate?

Non vi nascondo che ci sia voluto un po’ più del previsto, anche per via del fatto che ho dovuto portare avanti il restyling nel tempo libero – che tra lavori di branding per i miei clienti e le docenze non è mai molto – e affrontando vari imprevisti, ma alla fine ce l’ho fatta e il risultato ce l’avete di fronte:

  • innanzitutto un nuovo layout, attraverso il quale mi fa piacere riproporvi il mio consueto concept creativo – a cui oramai siamo tutti molto affezionati – ma con uno stile ancora più minimal
  • una nuova organizzazione dei contenuti del blog, con molte più categorie per facilitarvi nella ricerca di quel che vi interessa di più
  • l’immancabile versione in inglese con il relativo blog e con post del tutto differenti rispetto alla versione in italiano [vi toccherà leggerli entrambi! 😉 ]
  • molto più spazio dedicato al mio portfolio lavori, sia in italiano che in inglese, organizzato a seconda delle attività che svolgo con aziende e professionisti di qualsiasi settore [che nel dettaglio, oltre all’accounting, comprendono brand management, strategic planning, direzione creativa, così come project management, content management, social media management, web architecture, produzione audiovisiva e formazione]: qui potrete curiosare osservando immagini e ottenendo qualche dettaglio su alcuni dei progetti che ho seguito sinora, soprattutto se vorrete farvi un’idea più precisa delle mie competenze
  • tanti contenuti in più e notevoli funzionalità aggiuntive in generale

Vi invito quindi a farvi un giro tra i nuovi contenuti, magari riscoprendo anche qualcuno di quelli vecchi: commenti, consigli e feedback sono – come sempre – ben accetti. E ovviamente, se avete un progetto sul quale pensate vi possa essere utile il mio supporto professionale, magari perché dall’Italia state pensando di espandere il vostro business in UK [o viceversa], e vi serve mettere a punto un piano strategico e comunicativo, non avete che da scrivermi e sarò contenta di discuterne! 😉

Roma e l’arte contemporanea: una nuova esperienza al MACRO

Di recente ho avuto un’ospite dagli UK, così sono finalmente riuscita a trovare nuovamente un po’ di tempo per “giocare alla turista” qui a Roma. Irrinunciabile e immancabile, una capatina al MACRO di via Nizza, luogo meraviglioso in cui assaporare la contemporaneità fatta arte sin dall’osservazione della location, ex birrificio Peroni recuperato con sapienza e un tocco di follia.

Andare al Macro e, in generale, passeggiare per la capitale con uno straniero permette di recuperare una parte di ingenuità stupefatta nel proprio punto di vista, reso più rigido e superficiale dalla consuetudine e dalla “osservazione di routine”. Volendo mostrare a occhi nuovi quel che si pensa di conoscere bene, si recupera la gioia di gustarne i dettagli, di disseppellirne la storia e gli aneddoti, di stupirsi di fronte alla grandiosità maestosa dei contrasti di Roma.

Al Macro, stavolta, protagonisti delle esposizioni erano Scialoja, Nakis Panayotidis, “I Belgi. Barbari e Poeti” e Francesca Francaviglia, ma solo i primi due mi hanno veramente rapito i pensieri.
Di Scialoja mi ha affascinato la capacità di attraversare differenti stili, da quello geometrico, a uno più astratto e organico, attraversando momenti di puro impressionismo. Oltre a questo, l’artista era inserito – proprio come le sue opere in mostra – in un contesto ampio e variegato, fatto d’arte, di riflessioni e di amici o conoscenti [come Carlo Battaglia, Achille Perilli e Alexander Calder, per esempio] con cui condividerle, sia nei discorsi che semplicemente attraverso tele e istallazioni.
Di Nakis Panayotidis, invece, mi ha stupito la creatività, l’associazione talvolta banale tra oggetti nel comporre opere d’arte dense di meraviglia.

Ecco qualche foto, anche per spiegarmi meglio. 😉

Altro sull’arte

IED is More: lezione gratuita del Master IED in Brand Management [8 Febbraio]

Sabato 8 Febbraio lo IED Roma organizza, presso la sua sede di via Alcamo n°11, una nuova edizione di IED is More, la giornata di orientamento dedicata all’offerta post laurea: alle ore 10 si darà il via a una serie di lezioni gratuite pensate per permettere a tutti gli interessati di informarsi su master e corsi di specializzazione promossi dall’istituto, nonché saggiarne i contenuti. Ci sarò anch’io per il Master IED in Brand Management.

IED is More - 8 febbraio 2014Dal comunicato stampa:

Dalle 10 di sabato 8 febbraio docenti e professionisti si alterneranno allo IED is More nel presentare i master e i corsi di specializzazione che coordinano, nonché nel coinvolgere i potenziali studenti in “micro-lezioni” sulle materie caratterizzanti dei relativi percorsi di studio.
Il Master IED in Brand Management parteciperà all’iniziativa con la lectio magistralis di Alessandra Colucci dal titolo “Branding Pills”che, salvo cambiamenti dell’ultima ora, si dovrebbe tenere alle ore 11. Di seguito un breve sunto del contenuto:

“Il brand management è sempre più importante per qualsiasi organizzazione o individuo, ma spesso è difficile da comprendere nei suoi obiettivi e meccanismi. Questo perché si tratta di un’attività molto variegata, che può arrivare a coinvolgere molteplici figure professionali, che necessariamente unisce strategie e creatività secondo un preciso metodo progettuale. Durante la lezione si verrà guidati in un breve excursus tra competenze, ruoli e strumenti del brand management e si parlerà delle specificità e delle opportunità di impiego in qualsiasi settore.”

Per prenotarsi, cliccare qui.

Il master in breve:

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti.

Per info, iscrizioni e adesioni:
tel. > 0670703032-33
e-mail > master@roma.ied.it
sito > iedmasterbrandmanagement.com
form > richiesta informazioni

Altro sul Master IED in Brand Management e sulle mie docenze

Roma e l’arte contemporanea: di nuovo al Macro

Di recente ho nuovamente visitato il Macro [quello di via Nizza], stavolta per farmi rapire dalla fotografie del Festival internazionale di Roma e dalle opere di Marina Ballo Charmet, Imran Qureshi, nonché dalla fantastica Urban Arena.

In un pomeriggio al Macro sono talmente tanti gli stimoli visivi da cui si viene colpiti, che a fine visita si ha bisogno di un po’ di silenzio per permettere alla propria mente di assimilarli tutti: dalle spirali disegnate dai piedi di un ballerino e immortalate da José Arispe in “Despegar” che hanno rischiato di commuoverti per la loro grazia, all’intimo caos del divano ritratto da Jonathan Carvajal in “Gone Forever Project” che ti ha trasmesso la stessa voglia di completa astrazione dalla quotidianità che doveva provare il protagonista; dalle geometrie sospese nel tempo e nello spazio di Fleur Van Dodewaard che han rischiato di ipnotizzarti, ai panorama monocromatici e impalpabili di Elge Esser che ti han fatto perdere il senso del qui e ora; dalle opere surrealmente “pulp” di Imran Qureshi che ti hanno sconvolto per tanto per la loro violenza quanto per l’estrema bellezza ricca di complessità, agli immobili dettagli urbani di Marina Ballo Charmetche ti hanno fatto desiderare profondamente i colori di un paesaggio boschivo.

Impossibile non citare anche “Ritratto di quartiere: dallo stabilimento Birra Peroni al MACRO”, esposizione in collaborazione con il museo d’impresa della nota marca di birra e in linea con le più recenti correnti del branding territoriale che diviene memoria di “cambiamenti nel tempo di luoghi e contesti, tra particolari architettonici e dettagli d’epoca”, mettendo in mostra i locali del Macro e l’intero quartiere in cui risiede al tempo in cui ospitavano il birrificio Peroni.

Per non parlare dell’Urban Arena, lo spazio sui “tetti” del Macro che ospita le opere – tra gli altri – di Sten, Lex e Ozmo e che rende sorprendente e affascinante il panorama della terrazza, completamente cinta dalla vista dei tetti di uno splendido scorcio di Roma.

Ogni parete e ogni angolo del Macro o è colmo di arte, o fautore del silenzio visivo necessario a ricaricare lo sguardo prima di passare all’opera successiva. E per avvicinare all’arte anche i bimbi che non possono vederla, il Macro dimostra una grande sensibilità nel dare spazio a “A spasso con le dita”, esposizione di splendide illustrazioni tattili e circolo di laboratori creativi.

Che aspettate ad andare a immergervi nell’arte contemporanea? Già nello spazio del foyer – a ingresso libero – si possono averne splendidi assaggi! 🙂

 

Leggi anche:
Venezia vol. 5/5 [Peggy Guggenheim e l’arte contemporanea]
– Venezia vol. 4/5 [la Biennale in città]
– Venezia vol. 3/5 [la Biennale: Giardini]
– Venezia vol. 2/5 [la Biennale: Arsenale]
– Venezia vol. 1/5 [economics di viaggio]
– Regalarsi un viaggio a Nizza
– Roma e l’arte contemporanea: il Macro Future e la Pelanda
– Bordeaux parte 3 – In assetto da turista: mostre, musei e luoghi d’arte
– Bordeaux parte 2 – In assetto da turista: l’arte e l’arte del vino
– Bordeaux parte 1 – Pupille & Papille: la città, l’hotel, il cibo e il vino
– Finte ferie a Catania in attesa di quelle vere
– A spasso per Firenze tra docenze, arte contemporanea ed esperienze di gusto
– Roma e l’arte contemporanea: il Palazzo delle Esposizioni
– A Foligno con Smartbox
– I colori di Georgia O’Keeffe in mostra a Roma
– Mini-ferie in ottobre a Salonicco
– “Finte” ferie agostane 2011 tra Abruzzo e Umbria [con ricetta]
– Relax in Puglia: Peschici, Rodi Garganico e Vieste
– Roma e l’arte contemporanea: il MACRO – parte seconda
– Lanzarote e i suoi paesaggi
– Il mio viaggio a Berlino – ovvero – Cinque giorni con la sciarpa
– Turista 2.0 – le mie strategie per vacanze brevi e low cost
– Quattro giorni da turista a Madrid
– Roma e l’arte contemporanea: il Museo dell’Ara Pacis
– Roma e l’arte contemporanea: il MACRO
– Roma e l’arte contemporanea: il MAXXI
– Firenze Contemporanea
– Sole e relax a Barcellona
– Nella sublime New York tra arte, brand e tanto freddo

Corso di Service Design – Roma [novembre 2013]

Il 9, 16, 23 e 30 Novembre 2013, presso The Hub Roma [Scalo San Lorenzo], si terrà “Models”, il primo educational incentrato sul tema del Service Design. Io sarò tra i docenti in quanto ritengo che sia importantissimo formare e informare gli attori del mondo della comunicazione e del marketing, o coloro che desiderano costruire in questo settore la propria professione, sull’importante ruolo che ha assunto nel tempo la progettazione e la pianificazione strategica. Ci vediamo lì? 🙂

Dal comunicato stampa:

Models - Corso di Service Design[…] Incentrato sulla figura dello strategic planner – ovvero di chi si occupa delle strategie creative e di sviluppo di un progetto di comunicazione o di servizio – e grazie all’incredibile ascesa dei social network e di altre piattafome, il percorso vuole creare figure professionali in grado di leggere gli orientamenti culturali e gli aspetti sociologici legati al cambiamento dei modelli di comportamento e riportarli alla progettazione di efficaci strumenti di comunicazione e marketing. Il corso tocca diversi argomenti, dalla definizione del ruolo dello strategic planner alla user experience, dall’approccio human centred del design fino al social media management.

L’educational, che vede la partecipazione di esperti, intende descrivere uno scenario professionale in crescita, per il quale sono in aumento le richieste di lavoro e l’interesse da parte di imprese private ed enti pubblici.

Il programma si svolgerà il 9, 16, 23, 30 novembre presso The Hub Roma a Scalo San Lorenzo e prevede:

  1. introduzione al Service Design Thinkining
  2. lo strategic planning e il design approach
  3. la brand identity e lo storytelling
  4. il brainstorming: mappe concettuali e visualizzazione
  5. i nuovi modelli di comunicazione: le conversazioni
  6. i social media, esempi di progettazione
  7. il crowdfunding e le piattaforme di nuova generazione
  8. il coordinamento tecnico dei progetti

La scheda veloce

ore: 24
frequenza: 10,00 – 13,00 14,00 – 17,00
formula week-end: 4 sabati per 1 mese
dove: The Hub, Scalo San Lorenzo, Via dei Sabelli
quando: 9, 16, 23, 30 novembre 2013
costo: € 320,00 + Iva 

I docenti sono:
Davide Pellegrini – Cultural & Innovation manager
Alessandra Colucci – Consulente in Brand Management e docente IED
Ivan Fadini – Founder The Hub Roma
Giancarlo Sciascia – Responsabile Cultural Management Fondazione Ahref

Per iscrizioni e modalità di partecipazione scrivere a: info@downingstreet.it

SCARICA LA BROCHURE QUI

Roma e l’arte contemporanea: il Macro Future e la Pelanda

Roma è piena di musei, mostre ed esposizioni di qualsiasi tipo, come avrete ormai capito le mie preferite sono quelle che riguardano le espressioni contemporanee dell’arte, anche perché mi offrono notevoli spunti di riflessione che mi tornano utilissimi quando poi si tratta di mettere a punto strategie creative per i brand dei miei clienti.

Al fine di condividere tale visione delle espressioni artistiche con i miei studenti del terzo anno di IED Management Lab, ho pensato di sfruttare un paio d’ore di lezione per visitare il Macro Future, la sede del Macro che si trova a Testaccio, proprio a due passi dallo IED di via Branca. In corso in quel momento: Israel Now – Reinventing the Future, “C’era una volta…” Gioco e Giocattolo, Big Bamboo.

MACRO FUTURE E LA PELANDA: LA STRUTTURA

Credo si possa affermare che il Macro Future è esso stesso un’opera di “archeologia industriale”, gli spazi espositivi sono infatti interamente ricavati da quello che un tempo era un mattatoio. Ganci, abbeveratoi, magazzini e stalle sono ancora perfettamente riconoscibili all’interno della struttura e non nascondo che – a mio avviso – le conferiscono ancora aggi un’aria greve e un po’ macabra nonostante le opere di ristrutturazione abbiano in tutti i modi cercato di alleggerire l’atmosfera, ad esempio utilizzando una gran quantità di bianco.

Nel momento in cui, però, gli spazi sono allestiti per mostre ed esposizioni, grazie alla sapiente organizzazione degli spazi, l’utente riesce sicuramente a dimenticare i trascorsi e la storia del luogo e a focalizzarsi sul suo attuale obiettivo: dar rilievo alle opere d’arte e mettere in risalto l’espressività contemporanea.

MOSTRA: “Israel Now – Reinventing the Future”

Israel Now – Reinventing the Future [fino al 17 Marzo 2013] si presenta come una mostra collettiva multidisciplinare che mette insieme ben 24 artisti israeliani provenienti da esperienze e generazioni differenti, alcuni di loro hanno attratto particolarmente la mia attenzione sia creativamente che emotivamente.

Shai Kremer, in due delle sue fotografie in particolare, ha saputo comunicarmi la molteplicità sempre attiva in ogni punto di vista: pieni, vuoti, prospettive inconsuete e riflessi sembrano voler ricordare che lo sguardo può ingannarci, mentire o condurci oltre i limiti di quel che chiamiamo reale. Un varco in un muro dissestato diviene la cornice di un panorama di terra brulla che ispira tanto a guardare oltre, quanto a disperarsi per la desolazione. Il riflesso della natura sul pavimento allagato di un edificio abbandonato può ricordarci tanto la forza temibile degli elementi, quanto che dalla distruzione si possono ricavare nuovi impeti per il cambiamento, anche radicale.

Le fotografie di Elinor Carucci propongono una inusuale rappresentazione del quotidiano, di istanti consueti ma mai banali, situazioni rubate all’intimità che – indipendentemente dalla propria provenienza geografica o del proprio pensiero ideologico – potremmo aver vissuto o lo abbiamo effettivamente fatto: un abbraccio per aggiudicarsi il telecomando, un gioco tenero e scherzoso tra madre e figlia, un momento di solitudine nuda di fronte allo specchio, il fastidio dei “pelucchi” sulla fronte quando ci si fa tagliare la frangia… Una riflessione sulla vita, sui dettagli irrinunciabili, sulle prospettive interiori.

“Island” di Nahum Tevet e “Following the white rabbit” di Guy Zagursky offrono due versioni in parte simili, in parte molto distanti dello skyline metropolitano.
Il primo lo ricostruisce in legno e vernice industriale, utilizza forme geometriche che comunque offrono abbastanza dettagli allo sguardo affinché possa ricostruire creativamente gli oggetti stilizzati: barche, palazzi e macchinari agricoli sembra quasi di vederli prender vita se si lascia agli occhi il tempo di “completarne” le forme complesse.
Il secondo utilizza materiali elettrici e parti di moderni apparati tecnologici per mettere nel suo “acquario” il plastico della città del futuro, illuminata ovviamente da una luce blu: seguendo il Bianconiglio, pare che l’artista si sia ritrovato in un contesto asettico e pulsante di attività nonostante sia apparentemente privo di qualsiasi forma di vita.
Entrambi hanno riportato alla mia memoria la metropoli di casse e imballaggi di Quarto Potere: le metropoli per i due artisti non son più collezioni di oggetti accumulati nel tempo da Mr. Kane, ma visioni stilizzate, depurate da ingombranti contenuti e dettagli, pure forme allegoriche e metaforiche.

Gal Weinstein mi ha portato su Marte, con le sue due opere dal titolo “Rusted Planet” di cui mi ha particolarmente attratto la ricerca materica. Le opere sono infatti realizzate in lana di acciaio e colla, il ché rende ancor più percepibile l’asperità del territorio rappresentato, lo rende “visibilmente” ruvido, tagliente, assolutamente inospitale. E la mia riflessione si è soffermata su quanto la scelta della materia in questo caso abbia connesso vista e tatto nonostante non si avesse la possibilità di toccare le opere.

Infine, “Culture Plate #7” racconta in video come l’artista Michal Rovner vede l’umanità. Pare che Michal abbia messo l’essenza da egli percepita rispetto agli esseri umani in una provetta, l’abbia agitata generando panico e ne abbia osservato una goccia al microscopio: uno sciame di omini rosso sangue si rincorrono sotto la lente generando ansia in chi osserva quello che altrimenti sarebbe percepita come una grande Luna immobile proiettata su una parete. Tantissime le associazioni che scaturiscono dalla visione del video: la vita e il suo concepimento, la vita quotidiana e la sua frenesia, la morte come abbandono violento della vita, la necessità di fermarsi per individuare i propri obiettivi e la follia che scaturisce dal non farlo, le masse e i loro movimenti scomposti… e molto altro.

MOSTRA: “C’era una volta…” Gioco e Giocattolo

Degna di nota anche “C’era una volta…” Gioco e Giocattolo, l’esposizione presso la Pelanda [fino al 24 Marzo 2013 – ingresso libero], collettiva che si ispira all’universo ludico infantile e ne mostra le connessioni possibili con l’immaginario collettivo proprio di quello adulto: la Barbie diventa protagonista di superbe opere come “La gioconda” di Leonardo Da Vinci nelle opere di Jocelyne Grivaud, i social network più in voga ispirano le proprie icone al mondo del cinema o della propaganda nelle rappresentazioni di Francesco Visalli, una casa di bambole viene arredata con e come importanti quadri di arte contemporanea… Un percorso che si lascia apprezzare molto, soprattutto perché racchiude spazi che i visitatori più piccoli possono utilizzare per giocare in una pausa o alla fine della visita.

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Master IED in Brand Management allo IED is More [lezione gratuita 2 Febbraio]

Avete ancora un po’ di tempo per iscrivervi al Master IED in Brand Management, ma se siete ancora indecisi potrete averne un “assaggio” dei contenuti allo IED is More di sabato 2 Febbraio 2013 [dalle ore 10 in Via Alcamo n° 11] grazie alla lectio magistralis “II cliente non ha sempre ragione – Le competenze necessarie al Brand Management”.

IED is More - 2 FebbraioIED Roma propone il 2 Febbraio un nuovo appuntamento con lo IED is More al fine di permettere a chi voglia approfondire la propria conoscenza dell’istituto e dei suoi corsi di specializzazione e master, di poterlo fare “testandoli” direttamente in una giornata di orientamento. In tale occasione alcuni dei docenti IED terranno delle lezioni che avranno come focus una delle discipline oggetto della didattica riguardante l’offerta post-laurea: le lezioni sono aperte a chiunque abbia voglia di curiosare e gratuite, l’ingresso è libero e verrà offerto il brunch.

Come oramai consuetudine, sarà presente allo IED is More anche il Master IED in Brand Management per il quale io stessa, in qualità di coordinatrice, terrò la lectio magistralis dal titolo “II cliente non ha sempre ragione – Le competenze necessarie al Brand Management” che, salvo cambiamenti dell’ultima ora, si dovrebbe tenere alle ore 11. Di seguito una breve descrizione dei contenuti che tratterò:

TITOLO: II cliente non ha sempre ragione – Le competenze necessarie al Brand Management

Nella definizione dei piani di branding per personal e corporate brand occorre saper dosare strategie e creatività con sapienza ed empatia nei confronti del cliente che, però, NON ha sempre ragione [e occorre anche saperglielo dire o far capire]: nel Brand Management, dunque, si applicano competenze provenienti dal marketing, dalla comunicazione e da numerose altre discipline.
Durante la lezione, un excursus tra le abilità che occorre acquisire per poter diventare professionisti della marca.

La formazione offerta dal Master IED in Brand Management è pensata proprio per permettere a chi voglia lavorare a contatto con la marca e incidere sulla sua notorietà di apprendere metodi e strumenti di lavoro utili a tal fine, dunque questa lezione sarà anche un’ottima occasione per presentare il programma didattico della prossima edizione del master [l’avvio è previsto ad Aprile],elencarne i vari sbocchi professionali, rispondere a quesiti o semplicemente condividere qualche curiosità riguardo a tale percorso di studi.

Per prenotarsi alla lezione aperta cliccare qui.

Il master in breve:

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti.

Per info, iscrizioni e adesioni:
tel. > 0670703032-33
e-mail > master@roma.ied.it
sito > iedmasterbrandmanagement.com
form > richiesta informazioni

Altro sul Master IED in Brand Management:
Handle with [brand] care: il resoconto dell’evento
Brand Management: design, ma di strategie! – la mia lectio magistralis allo IED is More
Handle with [brand] care: il packaging e il Master IED in Brand Management [lezione aperta 9 Novembre]
Iscriviti al Master IED in Brand Management 2013 e “testalo” allo IED is More [lezione gratuita 27 Ottobre]
Cappuccetto Rosso al Master IED in Brand Management [esercizi di stile]
Il Master IED in Brand Management e le sue case histories 2012
Personal Branding Day: il resoconto dell’evento dal mio punto di vista
Master IED in Brand Management 2012: programma e docenti
Master IED in Brand Management: il resoconto di “Brand @ Work”
Master IED in Brand Management e l’evento “Brand @ Work” [4 aprile a Roma]
Brand is… storytelling – la mia lectio magistralis allo IED is More
Master IED in Brand Management allo IED is More del 25 febbraio a Roma [lezione gratuita]
Brand is everywhere – la mia lectio magistralis allo IED Open for Master
Re-branding Rione Sanità: il resoconto dell’evento
Master IED in Brand Management all’Open for Master + mia micro-lezione [26 novembre a Roma]
Il Master IED in Brand Management organizza “Re-branding Rione Sanità” [25 novembre a Roma]
Vuoi diventare un Brand Manager? Iscriviti al Master IED in Brand Management del 2012
Il Master IED in Brand Management e le sue case histories 2011

Pupille & Papille – A pranzo a “La Locanda di Bacco” [Monterotondo]

In vista delle feste, in maniera direttamente proporzionale alla voglia di rivedere parenti e amici e trascorrere finalmente con loro un po’ di tempo, si moltiplicano come funghi le occasioni “mangerecce”. Qualora fosse “sazi” dei panorami romani, ma non del buon cibo e buon vino, senza farvi percorrere distanze siderali vi consiglio di organizzare una gita fuori porta a Monterotondo e prenotare un tavolo a “La Locanda di Bacco”.

MONTEROTONDO

Ho vissuto parte della mia infanzia e tutta la mia adolescenza a Monterotondo. Seppur fosse discretamente diverso da come appare oggi, ho sempre pensato che sia una graziosa cittadina, molto vivibile soprattutto se si hanno dei figli e non si amano i ritmi frenetici della città, ideale nel caso in cui non si abbia neppure voglia di ritirarsi nella serenità – a volte eccessiva – della campagna.

Situato a circa 20 kilometri a nord di Roma [e a questa collegato anche dalla linea ferroviaria metropolitana FR1], Monterotondo è proprio all’incriocio tra la via Salaria e la via Nomentana e – a differenza di parecchi altri centri nelle immediate vicinanze della capitale – è un centro abitato abbastanza grande [conta oltre 40.000 abitanti], molto vivo [fortunatamente non è solo un paese-dormitorio], dotato di buone infrastrutture e servizi che lo rendono alquanto autonomo e autosufficiente sia in fatto di formazione che di divertimento.

Come tutti i centri di origini medioevali, Monterotondo sviluppa il suo centro storico e commerciale intorno al Duomo, alla sua piazza e al Castello [oggi sede degli uffici comunali, ma un tempo appartenente alla famiglia Orsini-Odescalchi] e si fa apprezzare anche grazie alle due aree pedonali che contribuiscono a rendere gradevole il passeggio, soprattutto quando – ogni seconda domenica del mese – tutto il centro diviene teatro della fiera dell’antiquariato.

IL RISTORANTE

“La Locanda di Bacco” si trova al margine estremo del centro storico della cittadina e dalla strada risulta un po’ nascosto a causa della poca evidenza dell’insegna. All’interno il locale non è non molto grande [saranno circa 30-40 coperti a occhio], ma l’atmosfera immediatamente si dimostra accogliente, intima e curata in ogni dettaglio: gli arredi in legno scuro dallo stile rustico ed elegante al tempo stesso; le sedute rivestite e il tovagliato in tinta perfettamente apparecchiato; le carni esposte, il fuoco acceso in attesa dei cibi da cuocere alla brace o alla griglia. Un po’ buio, forse, ma non tanto da non perdonarglielo.

Per quanto riguarda lo staff, dire che è cortese e preparato è sicuramente riduttivo. I modi della proprietaria nell’esporre il menu sono un incrocio tra la professionalità di un maître d’esperienza e l’abilità di narratore di un cantore di gesta eroiche. Ognuno è pronto all’ascolto, al sorriso, al gesto aggraziato e gentile. E poi, una volta ordinato, il cibo fa il suo ingresso trionfale.

Ogni piatto è un tripudio di forme, colori, aromi e gusti. Ogni specialità è tanto abilmente descritta e presentata quanto accuratamente cucinata e impiattata. Si comincia a mangiare con gli occhi, prima di assaporare le pietanze.
Purtroppo non ho una memoria abbastanza buona da ricordare il nome dei piatti, ma non importa perché sarete sicuramente ben consigliati: tutti ingredienti stagionali, carni italiane di qualità elevata, ricette della tradizione rivisitate abilmente dalla creatività dello chef.

 

Il resto lo scoprirete da voi… e poi ditemi se avevo ragione a consigliarlo! 😉

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Finte ferie a Catania in attesa di quelle vere

Come ormai consueto, sto trascorrendo Agosto a Roma con ritmi di lavoro molto rallentati, tanto silenzio e una moltitudine di parcheggi [ma non così tanti come negli anni passati]. Anche quest’anno le mie “finte” ferie agostane hanno previsto un piccolo break intorno a Ferragosto, stavolta per volare in Sicilia al matrimonio della mia amica Silvia… dunque ho approfittato e “allungato” un po’ per fare la turista.

Mazzarino - panorama © Alessandra Colucci

10 Agosto: Roma – Catania – Piazza Armerina – Mazzarino / 11 Agosto: Mazzarino

Dopo la levataccia alle 3:30, qualche peripezia per parcheggiare l’auto al lunga sosta di Fiumicino Aeroporto di cui vi racconterò nel prossimo post, e un volo Blu Express [fortunatamente non Wind Jet] in perfetto orario, siamo arrivati all’aeroporto di Catania alle 8:30 del 10 Agosto. A parte un piccolo sobbalzo perché l’ufficio della Sixt con cui avevo prenotato appariva completamente smantellato e già pensavo a una truffa quando mi hanno detto che si era solo trasferito in un altro fabbricato poco più in là [è lì che abbiamo scoperto di aver dimenticato il Tom Tom 🙁 ], il mio viaggio siculo è iniziato con una visita al centro di Catania.

Catania è bellissima, ne ho avuto subito l’impressione, nonché riprova nei vari momenti che mi hanno visto gironzolare tra le sue strade. Non c’è moltissimo da vedere, ma l’architettura è affascinante e piacevole l’atmosfera.
Lasciata la macchina in Piazza Castello Ursino [la visita al museo civico posticipata a prima della partenza] abbiamo iniziato a fare i turisti proseguendo a piedi verso il bellissimo Duomo attraverso lo storico Mercato del Pesce in cui il pescato era in bella mostra e mille voci si sovrapponevano a garantirne la freschezza e la bontà.

Il giro è continuato costeggiando Porta Uzeda, contemplando la facciata del maestoso Duomo e i suoi interni, camminando fino a Casa Verga che, con la sua atmosfera familiare quanto sobria e composta, si è lasciata ammirare facendo andare i pensieri ai tanti libri e racconti letti a scuola di questo autore raffigurato quasi sempre con volto severo e leggermente accigliato.

Catania - Casa Verga © Alessandra Colucci

Incantevole quanto meritevole di essere restaurata via Crociferi dove si può godere il curioso spettacolo di tante chiese una di fianco all’altra. Ardua la salita di via Clementi che porta alla strana Chiesa di San Niccolò l’Arena: al primo sguardo può sembrare una costruzione sorta dalla sovrapposizione di strutture di epoche varie, in realtà si tratta di un edificio religioso mai portato a termine dai monaci benedettini che pare abbiano preferito concentrarsi sui lavori interni a quel che era il monastero e lasciare incompiuta la facciata.

Di fronte a questo luogo suggestivo, seduti sulle panchine ombreggiate di Piazza Dante, abbiamo consumato il primo pasto catanese acquistato in un forno lì vicino: cartocciata [è una specie di brioche salata] alle melanzane, cipollata [una sfoglia] ai funghi e un assaggio di cipolla alla brace, tanto per tenersi leggeri. 😉
Satolla, dopo una breve pausa e un altro giretto perlustrativo a Catania senza un percorso ben definito, il tour ci ha riportati lentamente alla macchina per ripartire verso nuove mete siciliane.

La seconda tappa scelta è stata Piazza Armerina. Innanzitutto un bel giro nel suggestiva cittadina, graziosa nel dipanarsi delle sue piccole vie, freschissima grazie ai suoi quasi 700 metri d’altezza. Il Castello Aragonese e il Duomo catturano gli sguardi con grande maestà, ma a esser sinceri quel che più mi ha colpito di tale località è stata la granita di gelsi del Bar Duomo consumata ovviamente insieme a una brioche proprio di fronte alla bellissima facciata della chiesta principale del paese.

Dopo aver scoperto che la granita di gelsi sa proprio di gelsi, ci siamo diretti verso l’appena riaperta e ancora non del tutto finita Villa Romana del Casale: non ci sono parole per descrivere la bellezza dei moltissimi mosaici presenti nel grande sito archeologico a 5 minuti dalla cittadina, meglio mostrarvene semplicemente un assaggio [sto ancora ripensando alla granita! 😛 ].

Piazza Armerina - mosaico Villa Romana del Casale © Alessandra Colucci

Con gli occhi colmi di storia e miti, siamo quandi ripartiti alla volta di Mazzarino, il paese della sposa mia amica. Riguardo il matrimonio non mi sembra questa la sede per dire nulla a parte il fatto rivedere alcune delle mie amicizie universitarie “assopite” dai variegati percorsi lavorativi di ciascuno, conoscere tante nuove interessanti persone unite dall’atmosfera festosa mentre si “esplorano” nuovi luoghi è stato molto piacevole. Bellino il paese seppur sicuramente poco adatto al turismo, emozionante la cerimonia nell’imponente Chiesa di Santa Maria della Neve, perfetto il ricevimento a Villa Barile (Caltanissetta) un luogo elegante e senza tempo.

12 Agosto: Mazzarino – Siracusa – Catania

Dopo cerimonia e bagordi, nonché a seguito di una rigenerante dormita, domenica abbiamo lasciato Mazzarino in tarda mattinata dirigendoci verso Siracusa prima di rientrare a Catania. Siracusa mi è parsa molto turistica – così come il nostro frugale pranzo a base di cartocciata e “selz” [acqua, sale e limone, bevanda tipica siciliana] – ma c’è da dire che abbiamo avuto il tempo di gironzolare solo per Ortigia e non abbiam potuto vedere il sito archeologco: bello sarebbe stato essere invece lì per uno spettacolo nell’Alfiteatro Romano e sicuramente sarebbe meglio visitarla in periodi di bassa stagione

In ogni caso notevole Piazza Domo e i suoi ampi spazi, curiosa la Fonte Aretusa con il canneto a due passi dalla spiaggia, imponente il Castello Maniace e splendido il panorama della costa, mentre assolutamente singolare il fatto che le imbarcazioni si concentrassero tutte in una stessa fascia di mare, quasi l’una a ridosso dell’altra: ma se uno ha la barca o il motoscafo, non dovrebbe aver piacere a sostare e fare il bagno dove nessun altro può arrivare? 🙁

Siracusa - panorama © Alessandra Colucci

Poco dopo le 19 eravamo a Catania e prendevamo possesso della nostra stanza nel B&B “Graziella” [avevo prenotato all’“Antico Teatro”, ma hanno avuto un non meglio specificato “problema idrico” e son quasi contenta perché il proprietario è stato veramente scortese]. Il B&B, pur essendo parecchio centrale, visto dall’esterno ci ha fatto una bruttissima impressione, ma una volta entrati è andata un po’ meglio: l’esterno è fatiscente, l’entrata alla fine di una bruttissima scala riparata dal sole da una terribile quanto sporca tenda ad arco di non so quanti decenni fa; l’ingresso è abbastanza accogliente, la nostra camera era molto spaziosa e con un bagno molto grande. Sicuramente non me ne ricorderò per la pulizia a cui darei un 6 striminzito, ma il personale è gentile e disponibile ed è prevista la colazione in camera che si può richiedere a qualsiasi ora.

Docciati e rinfrescati siamo andati a cena con il mio amico twittero @salvospampinato [ho colto la palla al balzo per vedere se fosse simpatico anche in “real life”: lo è! 😉 ] e la sua signora. Essendo autoctoni hanno scelto loro il ristorante e ci hanno portato a mangiare dalla signora Lucia de “Al braciere” in piazza Castello Ursino: un tripudio di sapori tradizionali e ospitalità.
Abbiamo iniziato con gli antipasti a buffet [come ci è stato più volte ricordato, non dovete arrivare troppo tardi se li volete trovare… e ne vale veramente la pena!] tra cui peperoni friggitelli ripieni, vari tipi di frittelle, parmigiana di melanzane e mille altre cose; abbiamo continuato con penne al pistacchio [molto delicate e gustose] e spaghetti alle vongole; abbiamo fortemente gradito un assaggio di frittura mista e di diverse tipologie di carne tra cui cipollata [ovvero cipollotto fresco quasi completamente in una striscia di pancetta, il tutto alla griglia], fettine di carne di cavallo e polpette di carne di cavallo [e ho scoperto che la carne di cavallo cucinata così è molto buona… anche se al cavallo non devi pensare]; abbiamo chiuso con melone bianco e anguria più che sazi. Una serata piacevolissima passata a scambiarsi racconti di viaggi e di vita, nonché a fare incetta di consigli per non fare i turisti in Sicilia pur essendo turisti. 😀

13 Agosto: Catania – Santa Tecla – Taormina – Acireale – Catania

Il tour del 13 Agosto devo ammettere che è tutto merito dei consigli di @salvospampinato. Siamo partiti da Catania, abbiamo goduto del bel panorama della “nazionale” [la statale che attraversa varie località e costeggia in più punti il mare] ormai quasi del tutto sostituita dall’autostrada per collegare Catania a Taormina. Sia all’andata che al ritorno ci siamo fermati in una spiaggetta di Santa Tecla a prendere un po’ di sole e a mettere i piedi nell’acqua [di fare il bagno non ci andava, ma il mare era molto bello e la spiaggia di ciottoli non troppo frequantata.

Taormina, come Siracusa, non ci ha particolarmente impressionato [siamo rimasti a passeggiare per le sue stradine un’oretta, tra parecchia folla e sin troppi negozi], mentre notevole era il panorama di mare e scogliere, gole e faraglioni.

Abbiamo preferito Acireale, non tanto la città che non abbiamo girato per nulla, quanto quel che vi abbiamo mangiato. Sempre su consiglio di Salvo siamo stati da “Caffè Cipriani”, proprio di fronte all’austera Chiesa di San Sebastiano e tra cartocciate [melanzane e funghi da provare assolutamente], arancini [pistacchio e melanzane veramente sublimi] e gelato [pistacchio e mandorla tostata indimenticabili – ma coppa piccola che tanto è praticamente uguale a quella grande secondo Salvo! 😉 ] ci ha letteralmente rapito il palato.

Acireale Caffè Cipriani - cartocciate e arancini © Alessandra Colucci

14 agosto: Catania – Roma

L’ultimo giorno di finte ferie lo abbiamo trascorso girovagando per Catania: prima nel mercato storico dove abbiamo comprato delle percoca meravigliose, poi all’interno della splendida Villa Bellini, un immenso giardino strutturato su diversi piani, arricchito da molteplici percorsi e rinfrescato da tantissimo verde, un piccolo Eden a cui mancava solo una fontana per avere tutto! 😀

Dopo tanto girovagare ci siamo rilassati e ritemprati davanti a un’ottima granita – ovviamente con brioche – da “Forzese” [io ho preso quella alla pesca in onore di @chicasablan a cui avevo promesso una foto 🙂 ] in compagnia dei nostri “nuovi” amici catanesi e visitando il Castello Ursino, struttura veramente interessante di epoca normanna. All’interno del castello attualmente ci sono esposte vari oggetti, quadri e sculture che però non sono riuscite ad attrarre la mia attenzione quanto le volte, le imponenti mura, il fossato e – soprattutto – i graffiti lasciati dai carcerati “intellettuali” del milletrecentoqualcosa: pensieri a volte banali a volte sin troppo poetici che mi hanno fatto tanto riflettere su come e quanto cambiano i luoghi nel tempo. Molto suggestivo.

Catania Bar Forzese - granita alla pesca © Alessandra Colucci

Dato com’è partita, il breve tour siciliano non poteva che concludersi mangiando e dunque l’ultima tappa è stato “Il tenerissimo” in via del Plebiscito e il suo panino alla carne di cavallo speziata che mi ha fatto tornare la memoria a quando ero bambina. Niente arte contemporanea, stavolta, ma veramente un bel viaggio!

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