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Come Sturbucks ottiene il perfetto caffé per te… ma non per me

La comunicazione di Starbucks mi affascina sempre, nonostante io non riesca neppere a pensare di sostituire l’espresso con uno dei suoi caffè! Questa volta il noto brand mostra in un bellissimo spot, come ottiene il caffè perfetto per ognuno dei suoi clienti.

Starbucks, per descrivere la sua filiera produttiva, ha prodotto un nuovo video che presenta a ritroso tutte le azioni che contribuiscono a portare sul bancone dei suoi punti vendita le sue famose mille tipologie di caffè.


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Interessante notare la cura che Starbucks ha posto nello strutturare il video e lo storytelling di cui è portavoce: si inizia dal “The End”, dal caffè pronto sul bancone, e si va a ritroso sino alla concettualizzazione dei valori di marca e delle caratteristiche del prodotto. Tale struttura dà l’opportunità all’azienda di esplicitare molti dei suoi valori aggiunti.

Prendiamo ad esempio la costruzione del rapporto personalizzato con il cliente: in una catena il rischio è che il servizio diventi totalmente impersonale e venga percepito come freddo, ma da Starbucks si viene chiamati per nome a ritirare il proprio caffè, poco importa se solo perché il barista lo scrive sul bicchierone che lo contiene, tale azione riesce comunque a riscaldare l’ambiente e a ricreare o ricordare lo speciale rapporto che si instaura tradizionalmente con il barista di fiducia [in Italia è in molti casi ancora così].

Oltre a questo si mette in evidenza la molteplicità della scelta, la cura nella selezione di materie prime di qualità, il controllo su tutti gli step della filiera…

La campana piubblicitaria completa e i risultati? Eccoli!

Altro sul caffè:
I rotoloni Regina personalizzano le macchie di caffè
– Starbucks e il Coffee Braille
– Colcafe, un caffè contro gli errori di battitura
– Personalizzare il caffè senza rinunciare al caffè: Illy [pubblicità comparativa]
– Starbucks e il lunedì
– In Svizzera il caffè si prende in Posta
– Il co-branding mancato tra gomme da masticare e caffé
– Gulf News aggiunge un plus al caffè di Tim Hortons: le notizie dell’ultima ora
– Dunkin’ Donuts: marketing olfattivo, caffè e ciambelle
– Caffè e personalità [infografica ded. to il mio papà]
– Svegliarsi con il caffé [letteralmente] grazie a un’app
– Nescafé e il piacere delle piccole cose
– Un caffè lungo come un romanzo… con MasterCard
– Ancora sul caffè… stavolta per solidarietà [Puro Faitrade]
– Starbucks pensa a me, ma io bevo altro caffè
– Tainà, il caffè giusto per rimanere svegli di lunedì mattina
– Nescafè e le pause con Ginseng Coffee e Mocaccino
– Nescafè Dolce Gusto: video e concorso “Mi piace piccolo”
– Infografica in tazzina per volare in Colombia con Avianca
– Nescafé al Jägermeister Vertical Tour 2011
– Nespresso: San Pietro ha finito le capsule… Povero Clooney!
– Il brunch secondo Nescafé
– Nescafé Caffè per Latte: la tazza di latte che cerca un caffè “per la vita”
– La mia passione per il caffé… e per le infografiche
– Nescafé Caffè per Latte in “Change is good”
– Nescafè Storie di Brunch: 8 storie per 8 protagonisti
– Nescafé: per tutti i creativi che non vogliono rischiare di cestinare ottime idee
– “Circolo” di Nescafé Dolce Gusto all’ iF Product Design Award 2010
– Finalista del “iF PRODUCT DESIGN AWARD 2010″ la CIRCOLO di NESCAFE’ DOLCE GUSTO
– La “marca star” di Séguéla e Nescafé Dolce Gusto
– Il design anni ’60 come valore di brand: nasce “Circolo” e il temporary store Nescafé Dolce Gusto
– Nespresso raddoppia i testimonials e aggiunge a Clooney un Malkovich “divino”
– Il caffè come piace a me
– Nespresso e l’evoluzione del Brand-Star… complice George Clooney

Starbucks e il Coffee Braille

Starbucks pensa proprio a tutti e cerca di rendere la propria brand experience unica, avvolgente e adatta a qualsiasi esigenza. Una delle ultime novità è la possibilità di scegliere i prodotto della nota marca sfogliando il menu in braille e, per presentarlo ai clienti che lo hanno ispirato, è stata ideata un’iniziativa molto creativa.

Nonostante io non sia un’amante del caffè di Starbucks, devo ammettere – avendo avuto la possibilità di frequentare moltissime volte i suoi punti vendita sparsi per tutto il mondo [tranne che in Italia] – che la sua attenzione alle esigenze della propria clientela è apprezzabile da molti punti di vista: dall’atmosfera accogliente dei suoi locali agli arredi informali che invogliano al relax, dalle innumerevoli tipologie di caffè che è possibile scegliere al servizio sempre curato e cortese, fino al wi-fi ad accesso libero.

Chi entra in uno dei punti vendita brandizzati Starbucks ha la sensazione di poterci rimanere “per sempre” comodamente seduto a uno dei meravigliosi divani dallo stile eclettico a sorseggiare una bevanda e mangiare muffin, preso dallo studio o dal lavoro che in un contesto del genere diventa anche più piacevole.

Ma l’attenzione nei confronti dei clienti pare non si concluda qui, ora Starbucks pensa anche a chi non può godere della vista dei propri ambienti, ma non c’è motivo per cui non possa essere attratto da dolciumi e caffè.
Per loro l’accorta marca ha creato un menu in braille e l’ha lanciato realizzando un manifesto che utilizza i chicchi di caffè al posto dei consueti caratteri dell’alfabeto braille.

Starbucks - braille menu
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Grade creatività e grande sensibilità da parte del brand di caffè più conosciuto al mondo.

Altro sul caffè:
Colcafe, un caffè contro gli errori di battitura
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Personalizzare il caffè senza rinunciare al caffè: Illy [pubblicità comparativa]

Anche Illy lancia la sua idea per personalizzare l’esperianza del caffè in modo che sia assolutamente unica e legata all’individuo che la consuma. Ed è subito pubblicità comparativa, esplicita nei confronti dell’offerta Starbucks, implicita verso molte altre marche a quest’ultima assimilabili.

Illy parte dalla convinzione che Starbucks e altre catene brandizzate che vedono nella caffetteria il proprio core business propongano un servizio personalizzato di preparazione della notissima e consumatissima bevanda a base di caffeina basata sulla necessità di mascherare il gusto mediocre dei loro caffè con l’aggiunta di sciroppi e altri ingredienti artificiali.

Il brand Made in Italy leader nella produzione, nel confezionamento e nella costruzione di esperienze di gusto a base di caffè, forte della sua professionalità e al fine di ribadire che  “preparare un caffè di qualità sia una vera e propria arte che dovrebbe essere lasciata ai veri artisti”, lancia “The art of coffee maker”, la sua idea di caffè personalizzato basata sulla volontà di non distruggere la possibilità di assaporarne completamente il vero aroma.

Illy, ha infatti creato un distributore automatico di caffè in grado di erogare un espresso assolutamente personalizzato, che “rispecchia” completamente il proprio consumatore, tanto da somigliargli “fisicamente”: la macchina è infatti in grado di assimilare la fisiognomica dell’acquirente che le sta di fronte in modo che a questo basti sorridere e cliccare l’apposito pulsante per farsi fare una fotografia dal distributore che avrà poi cura di riprodurre sulla superficie del caffè che gli verrà servito.


[via]

L’idea è interessante, creativa, originale e – nonostante il contenuto ggressivo legato alla comparazione tra marche di caffè concorrenti – elegante. Il mood richiamato dalla grafica e dalla colonna sonora è legato alla tradizione, richiama il lungo passato produttivo della Illy e lo rende un valore aggiunto irrinunciabile per attestare e supportare la qualità indiscussa dei suoi espresso, attivando così anche le direttive proprie dell’heritage marketing.

Da notare come, alla fine del video che – oltre ad essere un’elegante opera di pubblicità comparativa dai toni vintage – serve a promuovere la trovata Illy, il brand lasci intendere che la condivisione attraverso Facebook, Twitter e Instagram di uno scatto che immortali l’esperienza di gusto personalizzata con la propria faccia è consigliata e  assolutamente gradita: in tale modo il valore della tradizione si collega con l’innovazione, la tecnologia e il presente, rinnovando la forza del brand e rendendola percepibile come assolutamente attuale.

Voi, che ne pensaste? A me è venuta una terribile voglia di caffè! 😀

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Starbucks e il lunedì

Per molti il lunedì è una giornata terribile: è il primo giorno della settimana e si torna a lavorare, niente più relax del week-end a cui ci si iniziava appena ad abituare, la sveglia che trilla imperterrita e senza scrupoli… Starbucks, con lo spot della sua nuova campagna pubblicitaria, mira a farci forza e a darci il coraggio e l’energia necessaria per affrontare il lunedì perché anche “Monday can be great!”.

Non amo Starbucks, a me piace l’espresso quello vero, quello cremoso e denso, lungo poco più di un sorso, possibilmente servito in una tazzina calda di ceramica spessa e – magari – già zuccherato [come lo fanno a Napoli]. Nonostante questo, rimango spesso affascinata dalla creatività, dalle azioni di marketing e comunicazione, in sintesi dal brand di Starbucks: per me non è caffè [e badate che l’ho provato prima di affermarlo! 😉 ], ma le sue campagne pubblicitarie denotano una cura dei dettagli, un’attenzione al target e alle sue necessità, veramente fuori dal comune.


[via]

In questo caso il video Starbucks riesce a infondere positività, a creare un’atmosfera piacevole e allegra, probabilmente a strappare un sorriso anche a chi è in “crisi da abbandono da piumone”.

La scelta del concept di andare a scovare i momenti belli avvenuti di lunedì o che di lunedì è possibile vivere, qualche statistica di quelle che il telegiornale non condividerebbe mai se non a capodanno e, infine, ovviamente, la promozione attiva nei suoi store di lunedì [ma solo fino alle 11, badate!], rende lo spot un inno all’ottimismo.
La scelta di realizzare il prodotto audiovisivo in stop motion, proprio come alcuni dei migliori cartoni animati dedicati al pubblico in età prescolare, non fa che vivacizzare l’atmosfera, probabilmente dando l’impressione allo spettatore di tornare un po’ bambino.

Il tutto è suggellato dall’headline della campagna “Monday can be great!”, un mantra, un monito, un incoraggiamento importante, soprattutto il primo giorno della settimana: il carattere e il contenuto promozionale del video in questo modo appaiono in una luce diversa, quasi come un premio per affrontare al meglio il lunedì. Voi che ne pensate?

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Starbucks pensa a me, ma io bevo altro caffè

Non bevo caffè Starbucks non solo perché in Italia la catena non è presente, ma perché non mi piace, non è caffè per come lo intendo io. Lasciando da parte il mio amore incondizionato per il caffè “all’italiana”, sorvolando su quanti di voi mi consiglierebbero di intenderlo come “una bevanda la gusto di caffè, vedrai, ti piacerà!” [l’ho provato e non riesco proprio a berlo, sorry!], devo ammettere che la sua comunicazione è eccellente.

Dato che questo post vedrà la pubblicazione di lunedì, ho pensato di aiutare il vostro orrendo primo risveglio della settimana [non che sia per forza brutto, ma è solitamente peggiore rispetto agli altri sei giorni che ci attendono] mostrandovi questi due video.

La semplicità delle idee è disarmante: fanno sentire coccolata anche me che non appartengo di certo ai fan della marca. Starbucks si occupa e si preoccupa per ogni suo cliente ed ha cura di personalizzare il proprio prodotto per renderlo sempre “come piace a te”. Fantastico, mi viene quesi voglia di berlo… 😀

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