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Personal Branding: siamo quel che condividiamo… anche su Twitter [infografica]

Di personal branding ultimamente mi è capitato di parlarne e di sentirne parlare molto, l’ultima occasione è stato l’evento del 27 luglio a Medioera – il festival di cultura digitale a cui ho partecipato – a cui si aggiunge lo spunto “rubato” a @sTen per creare una infografica personalizzata di ciò che si condivide su Twitter utilizzando il tool presente su visual.ly.

L’evento a Medioera – Personal e Corporate Brand: siamo quel che condividiamo

  • Sul palco erano presenti, insieme a me:

Tutti hanno/abbiamo portato le rispettive esperienze personali e professionali relative alla costruzione del proprio brand, a volte solo “personal”, altre anche in relazione a una dimensione di marca più strutturata relativa a un progetto e/o aziendale, “corporate” appunto. Notevoli le caratteristiche comuni nella strategia di brand building:

Siamo quel che condividiamo… su Twitter

Twitter, come ben noto a chi mi legge spesso, è il mio social network preferito, quel che credo che mi rappresenti di più, con il quale ho maggiori interazioni e che maggiormente è connesso al mio personal brand e al mio lavoro. Ecco, secondo visual.ly, come sono su Twitter in base a quel che codivido. Voi, che ne dite?

@alebrandcare su Twitter - infographic

 

Il 21 e il 27 luglio mi trovate tra gli ospiti di Medioera (Viterbo)

Da oggi al 29 luglio Viterbo – per la precisione Piazza del Gesù – sarà trasformata in un’arena per la seconda edizione di Medioera, il festival di cultura digitale animato da una serie di dibattiti culturali che avranno come fulcro le nuove tecnologie, il giornalismo, la musica, i social network e Internet: personalmente sarò tra gli ospiti di domani (giovedì 21 luglio) e di mercoledì 27.

La serata di giovedì 21 Luglio – Visioni Digitali

Un videomaker, il direttore artistico della nuova Mediateca di Cava de’Tirreni, un esperto di culture mediali e un’antropologa delle arti visive si incontrano per condividere il loro punto di vista sui rapporti tra audiovisivo e arte, tra arte e media, tra media e cultura digitale. Partendo da considerazioni sull’epoca delle Reti e del social networking, analizzando insieme alcuni contenuti video, si cercherà di dare una lettura delle dinamiche di creatività condivisa.

Parteciperanno:

  • Pasquale NapilitanoArtista multimediale, performer ed esperto di design e comunicazione visiva
  • Viviana GravanoStorica e curatrice di arte contemporanea
  • Vincenzo BernabeiConsulente in branding, studioso di media e processi culturali
  • Giulia Grechi – Esperta di studi culturali, visuali e postcoloniali, con focus sulla relazione tra antropologia e arte contemporanea

Modera: Alessandra ColucciConsulente in pianificazione strategica e Brand Care, esperta di social networking

La serata di mercoledì 27 Luglio – Personal e Corporate Branding: siamo quel che condividiamo

Il brand è una promessa, una promessa descritta da tutto ciò che un’organizzazione o un individuo mostrano ai propri interlocutori, che si rinnova ogni istante ad ogni interazione e che è importantissimo non disattendere. Grazie alla guida di esperti di marketing e comunicazione che si occupano tanto di consulenza quanto di formazione, ed attraverso la testimonianza diretta e la condivisione delle esperienze di professionisti provenienti da differenti settori, si vuol porre l’accento sull’importanza della corretta costruzione e gestione di tale promessa sia dal punto di vista individuale, sia in ottica “corporate” per comprendere come i due approcci si intreccino.

Parteciperanno:

Modera: Alessandra ColucciConsulente in pianificazione strategica e Brand Care, esperta di social networking

Medioera | Festival di Cultura digitaleCredo che le discussioni saranno molto interessanti, l’atmosfera rilassata ma non per questo meno densa di contenuto e – tra le solite gaffe, le improvvisazioni e i normali fuori-programma della diretta – riusciremo a condividere punti di vista diversi arricchendo il nostro bagaglio di esperienze. In sintesi sarà divertente, molto divertente! 😉

Allora, che ne dite? Vi aspetto? 🙂

Maggiori informazioni sul programma sono sul sito medioera.it.
Medioera è presente su Facebook alla pagina “Medioera Culturadigitale” e su Twitter a @Medioera.

Leggi anche:
Da oggi al 29 luglio a Viterbo c’è Medioera
Alessandra Colucci e Vincenzo Bernabei ospiti di Medioera

Brand Care magazine n° 009 – ovvero – Intersezioni tra community e creatività

È online (da qualche giorno, per le verità) Brand Care magazine n° 009, la rivista di marketing, tecnologie e comunicazione edita da Queimada – Brand Care e diretta da Sergio Brancato. Cliccando qui potrete sfogliarlo o scaricarlo in .pdf.

Dall’immancabile editoriale di Sergio Brancato all’intervista ad Alberto Iacovoni.
Dall’articolo sull’open source di Patrizio Di Nicola e Veronica Mobilio a quello sull’Open Data di Davide Bennato.
Dal co-blogging raccontato da Francesca Pellegrini al food-blogging di Daniela Delogu, Tania Valentini e Sigrid Verbert fino all’intervista ad Antonello Colonna.
Dalla mia analisi del rapporto tra pensiero laterale, kaizen e coaching, alle riflessioni sulla creatività condivisa di Claudio Biondi, Tonia Basco, Massimo Caiati, Emi Guarda e Pasquale Napolitano.
Dal punto di vista di 3 ricercatori universitari a quello dei ricercatori di #Gilda35 e Giovanni Scrofani.
Dai writers romani ai pupazzi de Gli Sgommati.
Da Italiani 2.0 visto da Alfonso Amendola fino al territorio digitale raccontato da Vincenzo Bernabei.

Tutto il nono numero di Brand Care magazine racconta di community e creatività.
In più 4 magnifiche ricette tutte da provare (Cacio e PepeQuiche al salmone con brisée al burro salatoFarfalle, fave e cavoletti di bruxellesTorta di mele in crosta di parmigiano) e il “condimento” di graphic design a cura di Niko Demasi.

Che aspettate a leggerlo?

Per saperne ancora di più leggete anche la news di oggi su Brand Care online.

Tutti i numeri:
Brand Care magazine n° 001 è online!
Brand Care magazine n° 002 è online!
Brand Care magazine n° 003 è online!
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Brand Care magazine n° 007 è online!
Brand Care magazine n° 008 è online!

Condividere momenti informali fa bene alle relazioni professionali: la mia intervista a Donna Impresa

“Il marketing e gli affari si riducono a una cosa sola: creare rapporti interpersonali […].
Il lavoro è soprattutto questo: fare amicizia.” John Kramer

Trovo che non ci sia frase più vera: condividere momenti informali, approfondire le relazioni professionali trasformandole anche in rapporti amicali contribuisce a rinsaldare il rapporto di fiducia e a creare empatia con colleghi, collaboratori e clienti.
I social network e i social media
ci aiutano a veicolare competenze quanto caratteristiche personali, ma occorre tener presente quanto sia importante creare anche opportunità di incontro diretto, quantomeno quando possibile.

Per citare un esempio su tutti. Ho conosciuto Tania Valentini ad uno degli aperitivi di redazione che ogni tanto organizziamo per Brand Care magazine, ci siamo mantenute in contatto soprattutto utilizzando Twitter e ci siamo reciprocamente coinvolte in alcuni progetti: consapevolmente (Tania scrive per Brand Care magazine) o casualmente (sono stata selezionata per la finale del concorso Il Piatto Verde attraverso il suo blog). Tra un progetto e l’altro, il nostro ultimo aperitivo insieme si è traformato in una intervista per Donna Impresa [opportunità per la quale la ringrazio moltissimo, ovviamente!] che Tania ha pubblicato anche su A bagnomaria.

Questo il video [niente truppo e parrucco telescenico: non sapevo che sarei stata ripresa! Sorry. 🙂 ]:

Ritengo che che il momento dell’aperitivo si presti meglio di pranzi e cene alla creazione e rafforzamento di relazioni amicali in ambito lavorativo: migliore del pranzo in quanto non comporta una interruzione nel flusso di lavoro giornaliero che spesso costringe a una gestione concitata dei tempi; migliore della cena perché non invade uno spazio spesso ritenuto “intimo”, soprattutto da chi ha figli.

Aperitivo - photo Alessandra Colucci ©L’aperitivo prolunga l’attività lavorativa svestendola però da tutta la formalità: non può che essere un momento rilassante in cui parte della conversazione non riguarderà sicuramente il lavoro. L’aperitivo diviene dunque una sorta di zona franca tra il tempo del lavoro e il tempo libero e, se poi ci si trova bene e a proprio agio, può sembre trasformarsi in una cena per prolungare le chiacchiere.

In ogni caso non dimenticate mai di tenere a mente e raggiungere gli obiettivi professionali che vi hanno portato ad organizzare l’incontro… e per qualche consiglio su come comportarvi potere leggere L’arte del pranzo d’affari di Robin Jay (anche se, a mio avviso, alcuni passaggi son da prendere con le pinze!):

Altre mie interviste:
Guestbook. Intervista ad Alessandra Colucci
Reputazione e vendite – ovvero – la mia intervista su “Vendita Referenziata”
Il marketing personale e… la mia intervista
Whohub: fare business networking utilizzando un’intervista

Il Piatto Verde – ovvero – Il mio primo concorso di cucina

Sono stata una dei sei finalisti de Il Piatto Verde, rassegna gastronomica alla sua dicannovesima edizione tenutasi a Riolo Terme (RA) presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Pellegrino Artusi”… ma andiamo con ordine…

Il Piatto Verde

GALEOTTO FU IL POST E CHI LO SCRISSE 🙂

Durante i primi giorni di marzo leggo, su A bagnomaria (il blog di Tania Valentini che seguo da tempo), dell’iniziativa per Il Piatto Verde: inserendo una ricetta tra i commenti, si potevano vincere dei prodotti enogastronomici. Incuriosita e annoiata da un bel febbrone che non mi consentiva di fare granché del mio week-end, ho deciso di postare la mia ricetta Risotto gratinato all’indivia belga che ho consigliato anche ai lettori di questo blog.

Ovviamente, a posteriori, posso dire di non aver dato assolutamente peso alla frase del post  di Tania “Le ricette che saranno inserite nei commenti avranno anche l’occasione di partecipare al concorso nazionale dedicato al pubblico e chissà che non sia proprio uno dei lettori di Blogosfere ad accedere alla finale del 25 marzo”.

Dopo qualche giorno, quando non vi nascondo che avevo resettato i miei pensieri e totalmente dimenticato l’accaduto, mentre controllavo la mia posta elettronica passeggiando, appare la seguente e-mail:

Buongiorno,
le comunico che la sua ricetta “Risotto gratinato all’indivia belga” è stata selezionata per partecipare alla finale che si svolgerà a Riolo Terme il giorno 25 marzo.

La prova si svolgerà presso le cucine dell’IPSSAR di Riolo Terme dalle ore 14.30 alle ore 17.30. Ogni concorrente avrà a disposizione un tempo massimo di un’ora e trenta minuti: l’inizio e la presentazione delle preparazioni sarà scaglionato di dieci minuti uno dall’altro. […] Tutti gli ingredienti necessari per l’esecuzione del piatto e per il servizio dello stesso, nonché attrezzatura particolare, devono essere portati dai partecipanti. I piatti singoli per il servizio saranno forniti dall’IPSSAR di Riolo Terme.

La premiazione del vincitore avverrà venerdì 25 marzo nel corso di una cena di gala che si terrà presso l’Istituto Alberghiero stesso. Chi lo desidera può pernottare a spese dell’organizzazione la notte di venerdì 25. La preghiamo di confermare al più presto la sua presenza.
Cordiali saluti

In sintesi, oltre a vincere i prodotti enogastronomici, ero stata selezionata per la finale del concorso nazionale tra una cinquantina di ricette pervenute: incredibile per chi ama cucinare, ma lo fa solo per sé e per gli amici senza aver fatto mai corsi o simili!

Dubbi sulla mia partecipazione alla gara ne ho avuti parecchi. L’idea di fare una nuova esperienza in un contesto a me sconosciuto mi allettava parecchio, di contro c’erano diverse questioni organizzative da risolvere, ma alla fine la curiosità ha avuto la meglio e mi sono decisa a confermare la mia presenza: sarei partita da Roma la mattina del 25 marzo con il treno delle 8:33 e sarei tornata sabato 26 con il treno che partiva da Castelbolognese (10 km da Riolo) alle 7:52 in modo da poter essere di nuovo a casa entro le 12 (avevo organizzato già un pranzo con gli amici per il mio compleanno).

IL MIO ARRIVO A RIOLO TERME

Il viaggio in treno fino a Castelbolognese con la mia pesantissima valigia piena di ingredienti e terrine è stato tranquillo ed è trascorso tra letture e tweet abbastanza velocemente. Il regionale da Bologna portava “solo” 10 minuti di ritardo e sentivo di non potermi lamentare, nonostante avessi scoperto con una telefonata che il servizio navetta dell’albergo scelto dall’organizzazione, l’Hotel Serena di Riolo Terme, in realtà non esistesse.

Arrivata alla stazione di Castelbolognese, però, mi sono resa conto che l’autobus che doveva portarmi a Riolo era partito 4 minuti prima del mio arrivo e che, dunque, avrei dovuto aspettare oltre un’ora per il successivo: quel minimo ritardo del regionale che mi sembrava sorvolabile, stava rendendo tutto più complicato. Fortunatamente l’autista della navetta del Grand Hotel Terme che si trovava alla stazione per prelevare le sue ospiti, mosso a compassione, mi ha gentilmente offerto un passaggio fino al centro del paesetto indicandomi anche la strada per il mio albergo mentre io benedivo la tanto famosa ospitalità dei romagnoli.

Poco prima dell’una del pomeriggio  – fortuna aver fatto spesa a Roma per la mia ricetta perché quasi tutti i negozi di Riolo erano chiusi o si apprestavano alla chiusura – prendevo possesso della mia stanza all’Hotel Serena (bruttarella, ma decentemente pulita… non si può aver tutto… non sempre, almeno!) e chiedevo alla reception come fare per arrivare in stazione entro le 7:30 il mattino seguente: “Chieda alla fermata degli autobs” è stata la risposta. 🙁
… e ancora nessuna telefonata da parte degli organizzatori! 🙁

Controllato il programma che prevedeva il mio arrivo presso la sede della gara di cucina alle 14:30, scoperto che il mio autobus la mattina seguente partiva alle 7:00 grazie alle indicazioni di gentilissimi conducenti in pausa, mi sono concentrata su un bel panino con la mortadella (come evitarlo in Romagna? 😀 ) seguito dall’ennesimo caffè (stranamente costato il doppio del panino) e qualche telefonata.

IL CONCORSO IL PIATTO VERDE

Alle 14:30 grazie alla app di Google Map (nessuna indicazione o telefonata da parte degli organizzatori 🙁 ) ho raggiunto senza problemi l’Istituto “Pellegrino Artusi” dove hanno preso in custodia i miei “attrezzi del mestiere” e mi hanno fatto accomodare in attesa del mio turno:

  • ore 14:30-16:00 Monica Ambrogi e le Focaccine diborragine e salsa di Marisa > antipasto
  • ore 14:40-16:10 Antonella Santilli e il Rotolo di borragine alle noci > antipasto
  • ore 14:50-16:20 Donatella Zaccaria e i Ravioli con stridoli al burro speziato e noci > primo
  • ore 15:00-16:30 Alessandra Colucci e il Risotto gratinato all’indivia belga [con certosa e noci] > primo
  • ore 15:10-16:40 Antonietta Golino e le Seppie imbottite du salsa di Provolone del Monaco > secondo
  • ore 15:20- 16:50 Roberto Gracci e la Dolcezza di pomodoro, ricotta e basilico > dessert

Non avevo mai visto una cucina industriale “da dentro”. Non essendo abituata al contesto ci ho messo più tempo a preparare il mio piatto di quanto non me ne serva a casa, nonostante inizialmente avessi il supporto di un’allieva della scuola che ha recuperato per me gli attrezzi che mi servivano (la cosa strana è che alle 15:30 l’affiancamento è stato interrotto senza un motivo apparente, dunque i primi a iniziare avevano quasi conscluso la preparazione dei piatti, ma chi ha iniziato dopo si è trovato un po’ spaesato non sapendo usare i macchinari professionali: io e Monica per far calare la temperatura del forno lo aprivamo in continuazione… ma se avessimo preparato un sufflé? 🙁 ).

Risotto gratinato all'indivia belga con certosa e noci

Cucinare è stato divertente: dato che il mio piatto è molto semplice da preparare, ma ha un tempo di cottura in forno non proprio breve, ho avuto modo di osservare gli altri concorrenti. Quando le nostre creazioni sono finalmente state portate a compimento, dopo aver sfilato con il piatto da esposizione e quelli per l’assaggio della giuria, ci siamo dati agli assaggi in cucina, testando ognuno i piatti degli altri. Ero curiosissima… e deliziata.

Abbiamo scoperto il vincitore durante la cena di gala. Ovviamente hanno vinto i Ravioli con stridoli al burro speziato e noci di Donatella Zaccaria che è riuscita a fare la sfoglia e stenderla a mano stando perfettamente dentro l’ora e trenta minuti concessi per la preparazione del piatto: meritatissimo il suo week-end alle Terme. La Dolcezza di pomodoro, ricotta e basilico di Roberto Gracci ha invece estorto (non era previsto) un premio alla giuria per l’originalità della ricetta (una bavarese al pomodoro, dolce) e Roberto è tornato a casa con una bottiglia di olio e due di vino.

Io ho ricevuto, come gli altri partecipanti, il premio di consolazione comprendente attesato, il libro I Laboratori a Tavola, CD di ricette e piatto di Faenza, un aperitivo dai finger food elegantissimi, una deliziosa cena preparata dai ragazzi della scuola e un gran numero di chiacchiere e brindisi.

LA MIA PARTENZA DA RIOLO TERME

Sveglia alle 6 (come il giorno precedente) dopo essere andata a dormire all’una passata a seguito della cena di gala, assonnata e confusa nella fase “pre-caffè” è successo l’imprevedibile. La sera prima, ritirando il mio documento, avevo avvisato in repception che avrei lasciato l’albergo alle 6:30 per avere il tempo di far colazione prima di prendere l’autobus e mi avevano assicurato che averei trovato qualcuno per poter prendere ì almeno un caffé. Invece, non solo non c’era nessuno in giro e non era previsto alcun modo per chiamare in caso di bisogno, ma l’entrata principale dell’Hotel Serena era chiusa e non poteva essere aperta. Costretta ad uscire dai garage con tutta la valigia, mi sono trovata all’alba su una strada di campagna deserta e solo con l’aiuto del mio Google Map per iPhone sono riuscita a capire come tornare verso il centro del paese in tempo per prendere il mio autobus.

Mi sentivo in un videogioco e, se non fossi stata decisamente irritata, avrei riso di gusto! 😀

CONCLUSIONI

Dal punto di vista organizzativo rispetto all’evento in sè sono rimasta un po’ delusa, sia per il supporto dato ai concorrenti, sia e soprattutto per l’accoglienza: da una diciannovesima edizione mi aspettavo un po’ di più… ma non voglio chiudere questa narrazione con delle lamentele, dunque rimango disponibile ad approondire con chi ne avesse interesse.

Il concorso, invece, è stata una bellissima esperienza dal punto di vista umano. Ho conosciuto persone nuove, dalle variegate esperienze e traboccanti di aneddoti su corsi e concorsi di cucina, mondo per me affascinnte quanto sconosciuto.
Ringrazio Monica, Antonella, Donatella, Antonietta e Roberto per aver condiviso con me le loro storie e qualche “trucchetto” e per avermi dato modo di assaggiare dei piatti eccezionali! 😀

Un grazie particolare a Tania Valentini per l’input e per il preziosissimo supporto a distanza! 🙂

Brand Care magazine n° 007 – ovvero – punti di vista sullo storytelling

È online Brand Care magazine n° 007, la rivista di marketing, tecnologie e comunicazione edita da Queimada – Brand Care e diretta da Sergio Brancato. Cliccando qui potrete sfogliarlo o scaricarlo in .pdf.

L’argomento trattato in Brand Care magazine n° 007 è quello dello storytelling.

Tra unconventional marketing, arte narrativa, esperimenti digitali sull’impatto di Twitter, dispiegamenti di plot visti sotto l’aspetto della produzione audiovisiva, datamining, sostenibilità d’impresa e storie di guru messe alla prova dal mercato culturale, anche in questa uscita di Brand Care magazine viene a delinearsi una proposta editoriale stimolante.

In questo numero la seconda puntata del mio articolo sul Brand 2.0 che stavolta mira a descrivere in che modo lo storytelling possa contribuire all’ottenimento di una solida brand reputation online (e offline), oltre al focus riguardanteDove pubblico le mie storie – ovvero – Come creo il mio personal brand. Buona lettura! 😀

Hanno contribuito a Brand Care magazine n° 007: Alfonso Amendola, Tonia Basco, Davide Bennto (@tecnoetica), Vincenzo Bernabei (@vinzbrandcare), Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Alessandra Colucci (@alebrandcare), Giacomo De Biase, Elena Franco (@DelyMyth), Luigi Granato, Zaira Maranelli, Andrea Molinaro, Pasquale Napolitano, Oroscopino (@oroscopino), Adriano Parracciani, Giovanni Scrofani (@Jovanz74), Tania Valentini (@spylong) e Samad Zarmandili, tutti aiutati dalla grafica e dall’impaginazione di Niko Demasi.

Per abbonarti e ricevere una copia cartacea di BCm puoi utilizzare il form a p. 6 o compilarlo online cliccando qui. Per richiedere informazioni puoi scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

Tutti i numeri:
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Brand Care magazine n° 002 è online!
Brand Care magazine n° 003 è online!
Brand Care magazine n° 004 è online!
Brand Care magazine n° 005 è online!
Brand Care magazine n° 006 è online!

Dal 1° dicembre sarà online Brand Care magazine n°007

Per chi non lo sapesse ancora, Brand Care magazine è l’house horgan di  Queimada – Brand Care che si propone di produrre miglioramento innovazione creando connessioni tra il mondo della ricerca e quello del business, tra la produzione intellettuale e quella industriale, grazie agli interventi del network di professionisti che collaborano alla sua pubblicazione.
Da meroledì 1°dicembre sarà possibile sfogliarne il n° 007 su issuu.

Brand Care magazine è un periodico di cento pagine articolato in sette macro-sezioni (marketing, creatività, comunicazione, business, tecnologie e web, cultura, formazione) nelle quali vengono analizzati tanto temi di attualità quanto tendenze di mercato e fenomeni socioeconomici complessi, grazie a ricerche, intervist e, articoli di approfondimento, brevi saggi e case histories. Vi trovano spazio, inoltre, numerose news sulle release e l’utilizzo di prodotti tecnologici e web-based.

Marchio Brand Care magazine - business thinkingL’argomento trattato in Brand Care magazine n° 007 sarà quello dello storytelling, vale a dire l’insieme delle modalità di rappresentazione che attiviamo nel momento in cui, qualunque sia l’ambito di riferimento, noi comunichiamo. E, dunque, esistiamo.

I punti di vista sullo storytelling ospitati in questo numero saranno quelli di: Alfonso Amendola, Tonia Basco, Davide Bennto (@tecnoetica), Vincenzo Bernabei (@vinzbrandcare), Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Alessandra Colucci (@alebrandcare), Giacomo De Biase, Elena Franco (@DelyMyth), Luigi Granato, Zaira Maranelli, Andrea Molinaro, Pasquale Napolitano, Oroscopino (@oroscopino), Adriano Parracciani, Giovanni Scrofani (@Jovanz74), Tania Valentini (@spylong) e Samad Zarmandili, tutti aiutati dalla grafica e dall’impaginazione di Niko Demasi.

Dal 1° dicembre potrete sfogliare il nuovo numero di Brand Care magazine su issuu.
Per abbonarvi e ricevere una copia cartacea di BCm puoi compilare il form online cliccando qui. Per informazioni potete scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

Gli articoli scritti o curati da me:
BRAND 2.0 (1ª puntata) – Dalla brand identity alla brand reputation con i social media > p. 24 BCm n°006
Social landscape per aziende > p. 26 BCm n°006
Strategic Planning – La metodologia progettuale come confine tra professionalità e improvvisazione nel mercato della comunicazione > p. 20 BCm n°005
Cos’è un brief? > p. 23 BCm n°005
Business fiction – ogni azienda ha una storia da raccontare > p. 24 BCm n°004
Queimada 1st season (12 episodes) > p. 26 BCm n°004
Non esiste un unico modo di essere “i migliori”. Il vantaggio competitivo sostenibile dalla teoria alla… birra [Peroni] > p. 14 BCm n°003
Tipologie del vantaggio competitivo > p. 16 BCm n°003
Birra Peroni, la birra nazionale italiana: da “Carosello” all’heritage marketing. Intervista a Fabrizio Contardi > p. 24 BCm n°003
Evoluzioni di brand e di marketing > p. 14 BCm n°002
I numeri del marketing > p. 22 BCm n°002
Product placement. Cos’è e come si usa > p. 14 BCm n°001
Marche fittizie: il caso ACME > p. 17 BCm n°001
Lettera aperta in materia di product placement > p. 18 BCm n°001
Il patrimonio di marca e i suoi indicatori > p. 28 BCm n°001

Tutti i numeri:
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Brand Care magazine n° 003 è online!
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Il mio primo evento “da geek”: #GGDRoma6

Avevo “scoperto” l’associazione curiosando sul blog di Wonderpaolastra, una delle organizzatrici, e venerdì sono stata per la prima volta ad uno degli eventi organizzati da Girl Geek Dinner Roma, piacevole occasione per la condivisione di esperienze “geek” tra donne, dove gli uomini per entrare devono essere invitati da una girls (per una volta!).

Girl Geek Dinner Roma - marchio

Cos’è il GGD

Nel 2005, Sarah Blow, una software engineer inglese, trovandosi sempre tra le poche a frequentare le conferenze tecniche, decide di organizzare una cena per sole donne, tutte attive professionalmente nel settore hi-tech, per creare una comunità: è così che nascono le GGD, community aperte basate sul networking.

Copio/incollo dal sito:

Girl Geek Dinners (GGD) è un’associazione di donne geek che organizza eventi social per scambiare e promuovere contenuti relativi a tecnologia, informatica e nuovi media, coniugati al femminile. […]
La nostra missione è quella di ottenere una riconoscibilità all’interno di un ambiente prevalentemente maschile. Pertanto il web diventa per noi un luogo di confronto.

La #ggdroma6

Per partecipare alla #ggdroma6 mi sono iscritta attraverso il form disponibile sul sito ed ho stampato il biglietto: tutto qui! Se avessi voluto avrei potuto “invitare” un “maschietto” e dunque permettergli di partecipare, ma per questa volta ho preferito andare da sola! 🙂

Arrivata al Faenas Cafè mi sono registrata al tavolo dello staff dove mi è stato consgnato il mio badge – dove ho scritto il mio nick, alebrandcare,  per essere più riconoscibile – e la simpatica shopper Olivia & Marino piena di belle cose:

  • una confezione di “sfoglie coccanti al forno” sempre di Olivia & Marino (gustosi!)
  • una confezione di “decaffeinato naturale alla vaniglia” HAG Moments (che cederò, ma solo perché per me il decaffeinato non è caffè)
  • un buono sconto del 10% da Castroni Ottaviano (riflettere bene su come adoperarlo!)
  • due confezioni di salviette struccanti Fria (che quando si parte fan sempre comodo!)

Dopo aver salutato Wonderpaolastra (riconosciuta grazie al suo avatar su Twitter) ho preso un buon bicchiere di Traminer (successivamente pentendomi di non aver testato uno dei cocktail Pallini), riempito il mio piattino/aperitivo ed iniziato a guardarmi intorno.
Grazie a Davide Bennato (aka Tecnoetica) e Tania Valentini (aka Spylong, graziosamente “ripiena” di minispylong in arrivo) mi sono amabilmente intrattenuta in chiacchiere fino all’inizio degli speech.

Gli speech del #ggdroma6

Dopo le prensentazioni e le chiacchiere arriva la parte più “seria”: gli speech. 4 speacker rigorosamente al femminile, hanno presentato 4 differenti case histories riguardanti il tema della serata, l’enogastronomia in rapporto alla tecnologia:

  • Micaela Pallini di Pallini.com ha raccontato la propria esperienza come prima donna alla guida dell’azienda familiare e le strategie, soprattutto web, che hanno reso possibile a tale azienda di trasformarsi da piccola realtà imprenditoriale romana a vero e proprio brand conosciuto soprattutto all’estero, ampliando il proprio mercato anche in termini di utilizzo del prodotto, oltre che territorialmente;
  • Sigrid Verbert, foodblogger di Cavoletto di Bruxelles, ha condiviso con la platea il suo percorso da “blogger per gioco” a fotografa di cibi, fino a divenire autrice di libri fotografici di ricette: il suo blog è rimasto un hobby, un divertimento, ma si è rivelato essere anche uno strumento per focalizzare i propri desideri professionali e farsi notare al fine di esaudirli. Lei c’è riuscita (ed io ho adorato il suo marchio)!
  • Nadia Taglialatela, foodblogger di Vita da precisina, ha presentato invece la sua evoluzione da “semplice blogger” a chef a domicilio e organizzatrice, nonché instancabile partecipante, di degustazioni.
  • Carolina Ramos, blogger di Gastrolinguistica, ha incentrato il suo intervento sulla necessità di creare un manuale specifico per la traduzione di ricette e libri riguardanti l’enogastronomia poiché la resa linguistica in questi campi è spesso imprecisa.

Concludendo… si aprono le danze!

Conclusi gli speech, le allegre estrazioni di favolosi premi (un cesto Castroni, 3 account pro Vinix, un wireless network TV media player Sitecom) e la premiazione della vincitrice del Geek O’Lantern Contest, si sono aperte le danze sulle note scelte dal DJ Smeerch.

Una piacevole serata all’insegna della tecnologia e della condivisione! 🙂

Brand Care magazine n° 006

È online Brand Care magazine n° 006, la rivista di marketing, tecnologie e comunicazione edita da Queimada – Brand Care e diretta da Sergio Brancato.

iDentity – consumi, media, lavoro, reputation, narrazioni

La “cover story” di Brand Care magazine n° 006 riguarda il tema dell’identità, che viene letto dai contributors del magazine attraverso tutte le lenti della rivista: marketing, comunicazione, creatività, tecnologie e web, business, culture e formazione.

Il mio articolo BRAND 2.0 (1ª puntata) – Dalla brand identity alla brand reputation con i social media parte dall’assunto di base che l’importanza dell’identità di una marca, sia essa personal che corporate, è in parte da ritenersi superata in favore del concetto di reputazione. L’articolo mira a evidenziare il ruolo centrale del marketing relazionale e degli strumenti del web 2.0 al fine di costruire una corretta brand reputation, nonché alcune indicazioni di base su come posizionarsi sui social media e quali scegliere (cfr. FOCUS ON: Social landscape per aziende).

Brand Care magazine n° 006 è stato scritto da: Alfonso Amendola, Tonia Basco, Davide Bennato, Vincenzo bernabei, Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Vanni Codeluppi, Alessandra Colucci, Piero Costantini, Paola Cutini, Patrizio Di Nicola, Gioia Gabellieri, Luigi Granato, Giulia Grechi, Emi Guarda, Pasquale Napolitano, Gianfranco Pecchinenda, Daniele Pittèri, Erica Speranza, Tania Valentini, Samad Zarmandili.

Per abbonarti e ricevere una copia cartacea di BCm puoi utilizzare il form a p. 6 o compilarlo online cliccando qui. Per richiedere informazioni puoi scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

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