Articoli

Tenete sotto controllo lo stress!

Come ormai consueto quando sono in vacanza (dovrei essere partita per Lanzarote), vi ricordo l’importanza di rallentare, concedersi un po’ di tempo per sé, una pausa dalle tecnologie… questa volta lo faccio attraverso la campagna “Mindfulness” della Mental Health Foundation.

Manage your stress online with mindfilness - campagna pubblicitaria

Attenzione… Cosa sta succedendo nella tua testa? Tieni sotto controllo il tuo stress online con attenzione. bemindful.co.uk

Mindfulness… What’s playing on your mind? Manage your stress online with mindfulness. bemindful.co.uk

Simpatica campagna pubblicitaria, quella della Mental Health Foundation, che visualizza in modo originale la confusione mentale che lo stress comporta! Concedetevi un po’ di relax, andrà meglio… oppure potrete sempre navigare su bemindful.co.uk! 🙂

L’idea delle Poste svedesi per competere con Facebook

Chi manda ancora cartoline via posta ordinaria? Se qualcuno è rimasto, si tratta – ne sono sicura – di una minoranza: tra sms, mms, Twitter, Facebook, YouTube e i vari social network e social media quasi quasi non ha senso!

Ma lo Swedish Postal Service pare non si sia dato per vinto e, come sempre attraverso la creatività, cerca di invogliare le persone a spedirsi almeno gli auguri di Natale utilizzando i suoi servizi… ed intavola una sorta di competizione addirittura con Facebook, il più temibile tra i social!

PROBLEMA

Come invogliare i giovani, continuamente connessi ed in contatto su Facebook, a spedirsi una cartolina postale per gli auguri natalizi?

SOLUZIONE

Fare in modo che le persone possano utilizzare le moderne tecnologie, e Facebook stesso, per “assemblare” la propria postcard.

IDEA

Swedish Postal Service "Magical X-mas Card"

Le Poste svedesi hanno dunque sviluppato un’applicazione online che permette di:

  1. scegliere un template natalizio;
  2. selezionare su Facebook la persona alla quale indirizzare la cartolina;
  3. raccogliere lo storico dei messaggi scambiati attraverso il social network;
  4. comporre, con quei testi, la grafica del biglietto di auguri.

Alla fine del procedimento, durante la notte, le Poste si occupano di stampare su una bella carta e inviare il personalissimo augurio direttamente a casa del destinatario.

COMMENTO

L’idea mi sembra degna di nota, quantomeno per il grado di personalizzazione, l’interazione tra tecnologie, il “sapore un po’ heritage” dell’iniziativa nonostante non serva neppure andare a comprare il francobollo, ma si può far tutto senza abbandonare il proprio computer.

P.S. A quanto pare agli svedesi piace il “fai da te”… in perfetto “stile IKEA“! 😀

P.P.S. Dato che è l’8 dicembre, chi di voi sta facendo l’albero di Natale? 😛

Una pausa dalle tecnologie per ridurre i “rumori”

Quando questo post verrà pubblicato io starò aspettando il mio aereo per Berlino.
La diretta conseguenza di questo è che avrò modo di visitare una nuova città, quella indiretta è che sarò offline (e lontano dai social network) per ben 5 giorni: prima che le tecnologie vi riducano come Smigly, il protagonista del video, rallentate, prendetevi una pausa, un po’ di tempo per voi! 😀

P.S. Il video è fantastico… in particolare ho adorato quando, in chiusura, l’uccellino di Twitter fa la cacca sul “Mi piace!” di Facebook! 😉

Leggi anche
Turista 2.0 – le mie strategie per vacanze brevi e low cost
Quattro giorni da turista a Madrid
Roma e l’arte contemporanea: il Museo dell’Ara Pacis
Roma e l’arte contemporanea: il MACRO
Roma e l’arte contemporanea: il MAXXI
Firenze Contemporanea
Sole e relax a Barcellona
Nella sublime New York tra arte, brand e tanto freddo

Brand Care magazine n° 007 – ovvero – punti di vista sullo storytelling

È online Brand Care magazine n° 007, la rivista di marketing, tecnologie e comunicazione edita da Queimada – Brand Care e diretta da Sergio Brancato. Cliccando qui potrete sfogliarlo o scaricarlo in .pdf.

L’argomento trattato in Brand Care magazine n° 007 è quello dello storytelling.

Tra unconventional marketing, arte narrativa, esperimenti digitali sull’impatto di Twitter, dispiegamenti di plot visti sotto l’aspetto della produzione audiovisiva, datamining, sostenibilità d’impresa e storie di guru messe alla prova dal mercato culturale, anche in questa uscita di Brand Care magazine viene a delinearsi una proposta editoriale stimolante.

In questo numero la seconda puntata del mio articolo sul Brand 2.0 che stavolta mira a descrivere in che modo lo storytelling possa contribuire all’ottenimento di una solida brand reputation online (e offline), oltre al focus riguardanteDove pubblico le mie storie – ovvero – Come creo il mio personal brand. Buona lettura! 😀

Hanno contribuito a Brand Care magazine n° 007: Alfonso Amendola, Tonia Basco, Davide Bennto (@tecnoetica), Vincenzo Bernabei (@vinzbrandcare), Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Alessandra Colucci (@alebrandcare), Giacomo De Biase, Elena Franco (@DelyMyth), Luigi Granato, Zaira Maranelli, Andrea Molinaro, Pasquale Napolitano, Oroscopino (@oroscopino), Adriano Parracciani, Giovanni Scrofani (@Jovanz74), Tania Valentini (@spylong) e Samad Zarmandili, tutti aiutati dalla grafica e dall’impaginazione di Niko Demasi.

Per abbonarti e ricevere una copia cartacea di BCm puoi utilizzare il form a p. 6 o compilarlo online cliccando qui. Per richiedere informazioni puoi scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

Tutti i numeri:
Brand Care magazine n° 001 è online!
Brand Care magazine n° 002 è online!
Brand Care magazine n° 003 è online!
Brand Care magazine n° 004 è online!
Brand Care magazine n° 005 è online!
Brand Care magazine n° 006 è online!

Dal 1° dicembre sarà online Brand Care magazine n°007

Per chi non lo sapesse ancora, Brand Care magazine è l’house horgan di  Queimada – Brand Care che si propone di produrre miglioramento innovazione creando connessioni tra il mondo della ricerca e quello del business, tra la produzione intellettuale e quella industriale, grazie agli interventi del network di professionisti che collaborano alla sua pubblicazione.
Da meroledì 1°dicembre sarà possibile sfogliarne il n° 007 su issuu.

Brand Care magazine è un periodico di cento pagine articolato in sette macro-sezioni (marketing, creatività, comunicazione, business, tecnologie e web, cultura, formazione) nelle quali vengono analizzati tanto temi di attualità quanto tendenze di mercato e fenomeni socioeconomici complessi, grazie a ricerche, intervist e, articoli di approfondimento, brevi saggi e case histories. Vi trovano spazio, inoltre, numerose news sulle release e l’utilizzo di prodotti tecnologici e web-based.

Marchio Brand Care magazine - business thinkingL’argomento trattato in Brand Care magazine n° 007 sarà quello dello storytelling, vale a dire l’insieme delle modalità di rappresentazione che attiviamo nel momento in cui, qualunque sia l’ambito di riferimento, noi comunichiamo. E, dunque, esistiamo.

I punti di vista sullo storytelling ospitati in questo numero saranno quelli di: Alfonso Amendola, Tonia Basco, Davide Bennto (@tecnoetica), Vincenzo Bernabei (@vinzbrandcare), Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Alessandra Colucci (@alebrandcare), Giacomo De Biase, Elena Franco (@DelyMyth), Luigi Granato, Zaira Maranelli, Andrea Molinaro, Pasquale Napolitano, Oroscopino (@oroscopino), Adriano Parracciani, Giovanni Scrofani (@Jovanz74), Tania Valentini (@spylong) e Samad Zarmandili, tutti aiutati dalla grafica e dall’impaginazione di Niko Demasi.

Dal 1° dicembre potrete sfogliare il nuovo numero di Brand Care magazine su issuu.
Per abbonarvi e ricevere una copia cartacea di BCm puoi compilare il form online cliccando qui. Per informazioni potete scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

Gli articoli scritti o curati da me:
BRAND 2.0 (1ª puntata) – Dalla brand identity alla brand reputation con i social media > p. 24 BCm n°006
Social landscape per aziende > p. 26 BCm n°006
Strategic Planning – La metodologia progettuale come confine tra professionalità e improvvisazione nel mercato della comunicazione > p. 20 BCm n°005
Cos’è un brief? > p. 23 BCm n°005
Business fiction – ogni azienda ha una storia da raccontare > p. 24 BCm n°004
Queimada 1st season (12 episodes) > p. 26 BCm n°004
Non esiste un unico modo di essere “i migliori”. Il vantaggio competitivo sostenibile dalla teoria alla… birra [Peroni] > p. 14 BCm n°003
Tipologie del vantaggio competitivo > p. 16 BCm n°003
Birra Peroni, la birra nazionale italiana: da “Carosello” all’heritage marketing. Intervista a Fabrizio Contardi > p. 24 BCm n°003
Evoluzioni di brand e di marketing > p. 14 BCm n°002
I numeri del marketing > p. 22 BCm n°002
Product placement. Cos’è e come si usa > p. 14 BCm n°001
Marche fittizie: il caso ACME > p. 17 BCm n°001
Lettera aperta in materia di product placement > p. 18 BCm n°001
Il patrimonio di marca e i suoi indicatori > p. 28 BCm n°001

Tutti i numeri:
Brand Care magazine n° 001 è online!
Brand Care magazine n° 002 è online!
Brand Care magazine n° 003 è online!
Brand Care magazine n° 004 è online!
Brand Care magazine n° 005 è online!
Brand Care magazine n° 006 è online!

Nintendo DS e la Londra dei primi del ’900

Professor Layton and the Unwound Future - Nintendo DSStrategie di heritage marketing in occasione del lancio di Professor Layton and the Unwound Future, un nuovo gioco per Nintendo DS che si svolge nella Londra a cavallo tra 1800 e 1900, periodo di grandi invenzioni – tra cui, a quanto pare, la macchina del tempo – e comporta la soluzione di vari puzzle ed indovinelli al fine di scoprire alcuni grandi misteri della città.

La strategia legata all’heritage marketing non dipende tanto dal plot scelto per il videogioco, ma dal fatto che la comunicazione a questo legata si basi sulla riproduzione degli stilemi estetici connotativi dell’epoca: gli anni a cavallo tra 1800 e 1900 non rappresentano solo il periodo in cui si svolge la storia narrata dal gioco, ma anche il tempo del racconto scelto per il trailer.

Il trailer di Professor Layton and the Unwound Future è girato in costume, quindi, e ripropone l’antefatto della storia da gustare attraverso le prove di abilità da superare con il Nintendo DS: il periodo di svolgimento del videogioco viene evidenziato ed enfatizzato dalla riproposizione stilistica di prodotto audiovisivo tipico di quell’epoca e cioè del cinema degli albori, cinema nato nel 1895.

Come è facile notare le immagini sono “a scatti” come quelle delle prime pellicole cinematografiche a 16/20 fotogrammi al secondo del cinema muto; nonostante la voce narrante, durante la pellicola appaiono i classici “cartelli” con le didascalie descrittive della scena utilizzati prima dell’avvento del sonoro; nello spot non si rinuncia al colore, ma le immagini vengono “sporcate” e “invecchiate” per rendere la visione più simile a quella di una vecchia pellicola cinematografica.

In tal caso, dunque, l’approccio heritage serve a creare empatia con il possibile acquirente del gioco, a fargli iniziare ad immaginare le atmosfere di quel periodo, le invenzioni che sembravano più magie che tecnologie, i misteri racchiusi dietro agli oggetti, per accrescere la curiosità utilizzando un periodo storico che particamente tutti hanno potuto solo immaginare, pur non essendo così lontano nel tempo.

Buon divertimento! 🙂

Altro sull’heritage marketing:
Heritage e Facebook: la Slovacchia del 1939 e le persecuzioni razziali
Anche con i social media si può fare heritage marketing
HELLY HANSEN: un altro modo di fare heritage marketing
Strategie di heritage marketing anche per Chinò
L’archivio e il museo d’impresa per costruire valore
Comunicare la storia d’impresa: l’heritage marketing
Non esiste un unico modo di essere “i migliori”. Il vantaggio competitivo sostenibile dalla teoria alla… birra [Peroni]
Birra Peroni, la birra nazionale italiana: da “Carosello” all’heritage marketing. Intervista a Fabrizio Contardi

Brand Care magazine n°005

Da ieri è online Brand Care magazine n° 005, la rivista di marketing, tecnologie e comunicazione edita da Queimada – Brand Care e diretta da Sergio Brancato.

Il mio articolo Strategic Planning – La metodologia progettuale come confine tra professionalità e improvvisazione nel mercato della comunicazione ripercorre e analizza i 10 step di progetto individuati da Bruno Munari e li declina per come sono nel lavoro che ogni Strategic Planner dovrebbe fare per rispondere alle richieste del cliente e provvedere all’ideazione di un Piano Integrato di Comunicazione che sia efficace.

Hanno collaborato al n° 005 Progettare la Bellezza – La trasmissione dei saperi attraverso il design:
La copertina di Brand Care magazine n° 005Tonia Basco, Mario Bellina, Davide Bennato, Vincenzo Bernabei, Claudio Biondi, Sergio Brancato, Massimo Caiati, Alessandra Colucci, Alessia Cremonini, Niko Demasi, Patrizio Di Nicola, Luigi Granato, Emi Guarda, Marianna Marra, Pasquale Napolitano, Francesca Nicolais, Erica Speranza.
La copertina, infine, è firmata dall’artista Ciriaco Campus, del quale sono illustrati alcuni lavori all’interno del numero.

Per abbonarti e ricevere una copia cartacea di BCm puoi utilizzare il form a p. 6 o compilarlo online cliccando qui. Per richiedere informazioni puoi scrivere a abbonamenti@brandcaremagazine.com

Tutti i numeri:
Brand Care magazine n° 001 è online!
Brand Care magazine n° 002 è online!
Brand Care magazine n° 003 è online!
Brand Care magazine n° 004 è online!
Brand Care magazine n° 005 è online!

Riflessioni sulla crisi e l'”ecosistema delle idee” alla LUISS

La crisi e l'ecosistema delle idee alla LUISSIeri alla LUISS si è tenuto un interessante incontro sul tema “Gli italiani, i media e la felicità al tempo della crisi” organizzato da Gabrile Caramellino con il patrocinio di Nòva24 – Il Sole 24 Ore. Presenti al dibattito lo stesso Gabriele Caramellino, Michele Sorice, Alberto Abruzzese, Bruno Pellegrini, Mario Pagliaro, Andrea Granelli, Emanuele Bevilacqua, Daniele Pittèri e Francesco Morace.

Partendo dall’assunto che quella che stiamo vivendo è una crisi strutturale e indecifrabile dato che non se ne riesce a prevederne la fine, considerando che i ragionamenti che sono stati portati avanti da quando è iniziata sono stati tutti focalizzati sul breve termine, si è ragionato sul fatto che occorrerebbe creare prospettive di lungo periodo che, però, le logiche e gli strumenti tradizionali non sono in grado di progettare.

Tutti i presenti hanno convenuto nell’individuare nella Rete, nella creatività unita alle nuove tecnologie, una delle più evidenti fonti di innovazione in quanto luogo in cui l'”ecosistema delle idee” trova terreno fertile per proliferare, per svilupparsi: parafrasando Alberto Abruzzese, i new media ci aiutano ad essere più aperti, più attenti ai processi e meno ai prodotti, più focalizzati sulle relazioni, e l’Italia potrebbe essere un buon terreno di sperimentazione anche perché denso di differenze e contraddizioni.

Si è parlato, anche se solo implicitamente, di marketing olistico, di prosumer, di consum-autore, proponendo un nuovo valore da considerare e sul quale creare un nuovo modello economico: è il “valore partecipativo” e vede l’impresa come una piattaforma su cui far incontrare le persone e creare community, creare scambio. D’altra parte questo è quel che già avviene, per esempio, quando si persegue il modello della green economy e dell’energia solare: non c’è necessariamente un produttore che distribuisce energia ai tanti consumatori, bensì ognumo può produrre per il proprio fabbisogno.

Assumendo, attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, che “il mondo è finito“, come dice Andrea Granelli, nel senso che non ha risorse illimitate, si va verso la presa di coscienza di una propria responsabilità individuale: la Rete permette la partecipazione, è uno strumento potenzialmente fautore di straordinari cambiamenti, trasformazioni, innovazioni, ma questi obiettivi possono essere raggiunti solo se si guarda al Web in maniera matura e consapevole anche dei suoi lati oscuri.

Sempre di più sono i consum-autori a determinare gli immaginari di riferimento, sempre di più sono loro a creare valore: è anche per questo che la pubblicità non aiuta più le aziende e che non si dovrebbe più parlare di pubblicità, bensì di comunicazione e dei nuovi strumenti (blog corporate, social network, branded content, guerrilla marketing, heritage marketing…) con cui creare dialogo e scambio tra le aziende e i propri clienti-stakeholder.

In sintesi: citando Daniele Pitteri “La crisi è come il noir: alla fine nulla è come prima”. Cercando di recuperare vecchi concetti e contenuti non si fa altro che opporre resistenza alle trasformazioni e all’innovazione, dunque per superare la crisi non occorre tornare ai vecchi concetti, ma trovarne di nuovi.

L’ “house organ” ovvero perché creare una rivista aziendale

Brand Care magazine

L’house organ, una rivista che tratti della vita dell’organizzazione e di tematiche a questa vicine, anche visto come interessante occasione di spin-off per il blog corporate, è uno strumento che rende possibile avvicinare e informare anche chi non utilizza spesso internet.

L’ideazione e la distribuzione di un magazine strettamente legato al brand dell’organizzazione rende possibile un ulteriore ampliamento dell’audience per i contenuti ritenuti di particolare rilievo e dei quali si vuol mettere al corrente il maggior numero di persone possibile, ovvero un buon veicolo istituzionale per arrivare a “parlare” con i fruitori più illustri o con i vertici di altre organizzazioni.

Esistono molti modi per concepire una pubblicazione di questo tipo a seconda dei target che questa si propone di raggiungere, dei contenuti che vuole veicolare, della modalità e della periodicità con la quale si vuole distribuire.

L’esempio che meglio conosco è naturalmente quello dell’house horgan di Queimada, Brand Care magazine, che nasce proprio come spin-off di Brand Care online nel momento in cui alcuni dei nostri clienti hanno iniziato a dirci che era interessante poter leggere i post pubblicati durante i loro lunghi spostamenti in treno o in aereo, ma spesso questo era reso impossibile dalla difficoltà di avere una connessione stabile. Quando ci siamo resi conto che non erano in pochissimi a pensarla in questo modo, che altri non erano abituati a navigare per informarsi o per diletto, abbiamo capito che probabilmente non riuscivamo a colpire con il blog corporate tutto il target per noi interessante. Oltre a ciò una rivista ci avrebbe dato la possibilità di approfondire alcune delle tematiche che abbiamo sempre avuto particolarmente a cuore ed alle quali non potevamo dare il giusto risalto sul blog, proprio per le differenti caratteristiche di linguaggio che ha un blog rispetto ad una pubblicazione cartacea.

Così siamo diventati editori di un magazine che:

  • trattasse di marketing, comunicazione, creatività, tecnologie&web, business, culture e formazione;
  • fosse uploadato su web, scaricabile in .pdf, ma anche distribuito tramite posta su abbonamento o nostra selezione (la nostra selezione naturalmente si compone di tutti i manager di alto livello con cui abbiamo avuto a che fare negli anni per lavoro e di tutti i manager dei più variegati settori con cui ci piacerebbe avere a che fare 😉 );
  • coinvolgesse tutti i nostri contatti in ambito accademico per un contributo sporadico o per una collaborazione più stabile nella creazione di contenuti il più possibile up-to-date in ogni ambito (di fatto sono coinvolte persone di numerosissime università pubbliche e private sparse per tutto lo stivale);
  • ci ricordasse continuamente l’importanza, nel nostro settore, dell’aggiornamento continuo e ci desse dunque la spinta a impegnarci su questo versante.

Qui tutti i numeri di Brand Care magazine.
A Marzo il n°004
che tratterà del rapporto tra il concetto di “serialità” in diversi ambiti della comunicazione. Il quarto numero vedrà ache il completo restyling dell’impaginato e molti nuovi contributors.
Qui l’elenco degli articoli scritti da me su Brand Care magazine.