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La TV come influencer

Screen Force, la coalizione finlandese dei canali televisivi commerciali, ha creato uno spot con l’obiettivo di far riflettere pubblicitari e agenzie sul ruolo della televisione nel panorama mediatico attuale.

La tesi di Screen Force è che, nonostante oggi il mercato dei media sia stato ampliato e reso più strutturalmente complesso dall’invenzione di una cospicua varietà di media digitali, la televisione rimane un potente mezzo di comunicazione e promozione in grado di influenzare i comportamenti e le scelte di consumo del pubblico.

Il concept è basico: dato che la TV è uno dei media con maggiori limitazioni attive rispetto a cosa è possibile pubblicizzare e come, va da sé – secondo Screen Force – che sia anche il più influente. Ora, nella trasformazione in spot, la selezione delle scene è piacevolmente creativa, le immagini intriganti, sono presenti piccoli colpi di scena, il ritmo è positivamente serrato, buona la fotografia, ma sinceramente non mi sembra che tutto questo possa bastare a supportare la tesi di Screen Force.

A mio avviso è palese che il brand non si sia posto il problema di riflettere sul fatto che la TV, essendo presente da più tempo sul mercato ed essendo utilizzata praticamente da sempre come medium pubblicitario, ha permesso ai legislatori di aver più tempo per osservarne e conoscerne i meccanismi, nonché per comprendere come limitarne gli usi ritenuti contrari al benessere della collettività e dunque legiferare. Quantomeno mi pare altrettanto ovvio rispetto alle premesse, no?

Peccato, comunque, perché lo spot è veramente godibile!

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Altro sulla TV

Un caffè per fiction-addicted

Nel week-end, nonostante i vostri sforzi, solitamente non riuscite a vedere tutte le puntate di fiction che avevate in mente di finire? Ora in vostro aiuto arriva “Insomny Coffee”, il caffè creato da CanalPlay appositamente per chi – come voi – mira a passare 24 di fila a guardare film e serie TV.

CanalPlay offre la visione di film e fiction in numero illimitato per 24 ore al giorno senza sosta, ma il brand soffre del fatto che gli spettatori non possono guardare la TV mentre dormono. La soluzione? Creare e distribuire un caffè in grado di tener svegli i propri abbonati senza soluzione di continuità per permettere loro di massimizzare il proprio investimento guardando quanti più contenuti possibili tra quelli inclusi nel “pacchettoCanalPlay”. Guardate la campagna pubblicitaria:


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Insolita quanto brillante trovata, quella di CanalPlay, che permette al brand di ampliare il proprio settore – quello dell’audiovisivo – utilizzando una risorsa di ampliamento che lo collega a un nuovo mercato – il mercato alimentare – senza che la neonata idea risulti incoerente con il core business di marca grazie al modo di presentarla al pubblico.

Collegando Insomny Coffee alla visione dei prodotti audiovisivi offerti dalla TV on-demand, nonché offrendo 2 mesi di abbonamento gratuito alla stessa, CanalPlay connette abilmente i suoi due prodotti nonostante appartengano a mercati totalmente differenti e abbiano target non del tutto sovrapponibili. Le due offerte CanalPlay appaiono dunque distinte per marchio e settore merceologico, ma strettamente congiunte nell’essere l’una il valore aggiunto dell’altra.

Chi NON vuole provarlo nel week-end o durante le feste alzi la mano? 😉

Altro sul caffè

Tennis, TV, trigonometria, tornado… – ovvero – il mio ottavo libro di David Foster Wallace

Con qualche interruzione e qualche intrusione, continuo a leggere i libri di David Foster Wallace con immenso piacere e andrò avanti sinché non li avrò finiti tutti. “Tennis, TV, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più” è la mia ottava lettura in ordine di tempo tra le opere di questa penna capace di incantare menti e far esplodere idee ed empatia: 6 anche in questo caso i brani presenti nella raccolta.

Tennis TV trigonometria tornado - libro di David Foster WallaceDavid Foster Wallace si conferma ancora una volta uno scrittore dai mille volti: ogni suo racconto è differente per stile e punto di vista; ogni sua riflessione attiva delle geniali connessioni tra elementi che sino a quel momento il lettore mai avrebbe pensato di collegare; ogni sua descrizione è capace di creare infinite immagini, tutte altrettanto vivide e realistiche nella mente di chi si appassi one ai suoi scritti; ogni personaggio – che sia reale o immaginario – entra nella narrazione con una forza empatica incredibile, tanto che il lettore esperto riesce a percepire il contesto in cui tale personaggio opera come se ci stesse effettivamente vivendo dentro.

DFW è capace di narrativizzare qualsiasi elemento e qualsiasi stile: i suoi saggi sono dei romanzi e i suoi romanzi racchiudono in sé degli splendidi stralci di saggi. Di ogni cosa lo scrittore riesce a recepire, ricostruire e descrivere processi e filosofie; di una miriade di elementi esprime entusiastica sorpresa per averli scoperti e “illuminati” attraverso il suo modo di raccontarli. La sua padronanza linguistica rende perfettamente ogni stile narrativo, senza divenire mai banale né esageratamente dotta.

David Foster Wallace appare come una voce narrante che è sia interna che esterna al testo – non importa che esso sia saggio, raggonto o romanzo – apparendo totalmente sovrapposto a personaggi e contesti, quanto da questi estraneo e lontano, obiettivo e soggettivo allo stesso tempo.

In “Tennis, TV, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più” sono raccolti 6 lavori di David, che io non trovo modo di definire racconti o saggio o altro perché sono un mix di ogni cosa:

  • in “Tennis, trigonometria e tornado” Foster Wallace racconta di paesaggi e pratiche che ha direttamente vissuto durante una parte della sua vita – quando giocava a tennis, appunto  – dilungandosi in riflessioni su meteo e tattiche di gioco che pongono in evidenza un legame tra persona e territorio che appare più che culturale, quasi fisico
  • in “E Unibus Pluram: gli scrittori americani e la televisione” DFW ricostruisce e ritrae il rapporto che chi scrive ha con il medium televisivo e le contraddizioni che tale relazione comporta a causa del filtro che la TV attiva rispetto a ciò che mostra
  • in “Invadenti Evasioni” David ci permette di seguire le sue attività durante la Fiera Statale dell’Illinois, ma non è solo il suo punto di vista che permea il reportage, nonostante sia il principale, e sono talmente tante le cose che porta all’attenzione del lettore da rimanerne stupefatti
  • in “Che Esagerazione” ci si trova di fronte il David Foster Wallace “intellettuale”, anche se tale termine appare inappropriato data la chiarezza del suo ragionamento che fa criticando la posizione di H. L. Hix, giovane filosofo, riguardo al suo scritto “Morte d’autore. Un’autopsia”. Un appassionato e partecipato saggio, quello di DFW, che mai un sedicente intellettuale avrebbe scritto in maniera tanto narrativa e personale.
  • in “David Lynch non perde la testa” ci si trova di fronte a un David che sembra partecipare a un a fiera piuttosto che alle riprese di un film, che oltre ad essere il reporter che porta avanti l’analisi del plot – per quanto gli è dato conoscere – e dello stile registico di Lynch, si propone come interfaccia attraverso la quale curiosare, attraverso la quale comprendere le dinamiche del set e osservare le persone che sul set sono presenti, tanto le figure professionali essenziali, che quelle “apparentemente inutili o inutilizzate”
  • l’ultimo brano compreso nella raccolta ha uno di quei titoli che ci si chiede da dove siano usciti: “L’abilità professionistica del tennista Michael Joyce come paradigma di una serie di cose tipo la scelta, la libertà, i limiti, la gioia, l’assurdità e la completezza dell’essere umano”. Che altro aggiungere? Basta il titolo a far capire lo sconcerto, la nostalgia, e i milioni di domande e di dettagli che David ha collezionato per poter scrivere questo reportage: un po’ “fiera”, un po’ memoria, un po’ cronaca sportiva, un po’ romanzo introspettivo

Ad ogni libro di David Foster Wallace che leggo, ad ogni racconto o saggio, in realtà ad ogni sua frase corrisponde la scoperta di qualcosa di nuovo: una connessione, un’idea, un dettaglio, un’emozione… e altra voglia di leggere frasi, racconti, saggi, e libri scritti da lui.

Altro sui libri e David Foster Wallace

Libera i film con la TV on demand!

Now TV on demand, piattaforma televisiva dall’esplicito naming, ha messo a punto una campagna pubblicitaria che, nel messaggio, si rifà alle campagna di sensibilizzazione al fine di acquisire nuovi abbonati che vogliano “liberare i film” dalla prigionia del palinsesto fisso.

Now TV on Demand - campagna pubblicitaria
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Now propone al suo pubblico potenziale quattro soggetti pubblicitari per la carta stampata il cui visual è incentrato sulla sovrapposizione dello schema tradizionalmente utilizzato dalle piattaforme televisive satellitari per descrivere il proprio palinsesto fisso con quello che viene percepito come un fotogramma di un film, in ogni soggetto di genere differente spaziando dal classico al fantasy, dalla fantascenza al film di guerra. Tale sovrapposizione, grazie alla posa assunta dai protagonisti del fotogramma, induce a percepire lo schema del palinsesto come la grata di una gabbia, di una prigione.
Il claim completa l’equilibrata opera metaforica con la sua esortazione “Free your movie”.

Nonostante il contenuto della metafora, nel complesso la campagna pubblicitaria appare divertente e ironica: un’idea molto creativa, non trovate?

Altre campagna pubblicitarie

Lo chef più “social”? Carlo Cracco

Lo studio realizzato da Mimesi e Reed Gourmet incorona Carlo Cracco “chef più amato dai social”: curiosa connessione tra il settore Food, le sue indiscusse star – gli chef stellati – e il monitoring delle conversazioni generate dal social networking.

Dal comunicato stampa:

Parlare di cibo, cucina e chef è oggi di gran moda. Gli esperti in materia aumentano, grazie anche alle trasmissioni tv, ormai presenti su ogni canale. Ma come si comporta il mondo dei social nei confronti delle star della cucina?

Lo analizza un Osservatorio realizzato da Mimesi e Reed Gourmet – entrambe società del gruppo Reed Business Information-, in occasione del Digital Festival in programma a Torino dal 3 al 20 maggio. Realizzato nel mese di aprile, l’osservatorio ha rilevato e analizzato tutte le conversazioni sui social media (Blog, Forum, Facebook, Twitter, ecc.) che avevano come protagonisti gli chef stellati, celebrati dalle guide e resi famosi dai programmi televisivi.

Ne è emerso un quadro di grande interesse. Altissimo il numero di post, oltre 4.000, dedicati ai vari protagonisti del settore, da cui emerge una Top Five che vede al primo posto Carlo Cracco che, con il 44,1% delle conversazioni (quasi 2.000 post) stacca tutti gli altri colleghi. Da questo risultato appare chiaramente come la forte esposizione mediatica (in questo caso il programma Masterchef) sia il driver più rilevante nella diffusione del suo nome. Questa tesi è supportata anche dal fatto che Bruno Barbieri, chef dalle indiscusse qualità e vincitore di numerosi premi internazionali, è il secondo personaggio più discusso (15,9%) anche grazie alla sessione di domande e risposte all’interno della pagina Facebook di Cielo TV nella quale interagisce direttamente con gli utenti. Seguono Davide Scabin con il 12, 2%, Massimo Bottura con il 9,3% e Antonino Cannavacciuolo con il 6,3%. (vedi Grafico 1)

Grafico 1_Top Five_Chef sui Social Media

Se le conversazioni che riguardano Carlo Cracco appaiono elevate lungo tutto il mese di monitoraggio, quelle relative agli altri chef mostrano alti e bassi in base alle notizie e ai comunicati stampa che li riguardano. Le citazioni di Massimo Bottura hanno un picco in seguito alla pubblicazione dei risultati della World’s 50 Best Restaurants, classifica in base alla quale il suo ristorante, Osteria Francescana, conquista il terzo posto tra i migliori ristoranti del mondo (Grafico 2_C).

Le conversazioni su Davide Scabin registrano il loro picco il 26 aprile, quando partecipa al programma la Terra dei Cuochi su Rai Uno. E’ interessante notare che gli utenti danno pareri positivi sullo chef, pur all’interno di post negativi per il programma (Grafico 2_B). Le discussioni su Cannavacciuolo mostrano un picco il 16 aprile a fronte dell’annuncio della sua partecipazione alla trasmissione “Cucine da Incubo” in partenza l’8 maggio su Fox (Grafico 2_A).

Grafico 2_Trend conversazioni

Proprio per la grande correlazioni tra chef e trasmissioni televisive, la fonte predominante di conversazione è Twitter, strumento che gli utenti utilizzano per commentare in tempo reale ciò che stanno osservando in tv.
E per la commistione fra le tematiche Food e il digitale durante il Digital Festival, realizzato anche grazie al contributo di Mimesi e di Reed Gourmet, ci saranno una serie di iniziative che dall’11 al 20 Maggio coinvolgeranno il grande pubblico con attività di Social Eating, Food Contest, convegni e attività esperienziali. Per maggiori informazioni: segui il link.

Altro sui social network

Londra, le Olimpiadi e il rispetto per l’ambiente

Oggi si inaugurano le Olimpiadi 2012 a Londra. Da domani verranno disputate circa 300 gare in differenti discipline sportive, moltitudini di persone passeranno ore e ore incollate davanti alla TV tifando i propri colori, la città di Londra verrà invasa da gente proveniente da ogni dove… e per mantenere pulita la grande metropoli prescelta per i giochi, i londinesi hanno organizzato un’ulteriore competizione: “Clean up London”.

Clean up London - campagna sociale
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L’idea di base della campagna di sensibilizzazione è stata quella di coinvolgere le persone nel “rassettare” le strade di Londra, non proprio celebri per la loro pulizia, e di premiarle – elogiandole – per il proprio contributo. A tal fine è stato costruito un bel podio su cui le persone potessero salire per raggiungere un grande contenitore per l’immondizia suddiviso in due partizioni in modo che potesse raccogliere e contenere, differenziandoli, i rifiuti e i materiali riciclabili.

Le persone in questo modo devono salire sul podio per buttare qualcosa nella grande pattumiera, vengono fotografate e le immagini del loro “trionfo” vengono inviate e pubblicate sul sito ufficiale dei giochi olimpici di Londra, nonché – alcuni scatti selezionati – divengono materiale per i manifesti pubblicitari dell’iniziativa facendo divenire famosi alcuni semplici cittadini per aver contribuito al benessere collettivo e alla pulizia della città.

Una bellissima idea per condividere un importante valore: ogni centro abitato è fatto di persone e occorre l’impegno di tutti affinché rimanga un luogo vivibile e piacevole.

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McDonald’s e il tempo “di qualità” passato in famiglia

Natale è stato sicuramente un’occasione per  passare un po’ di tempo in più con la propria famiglia, i parenti in generale e gli amici, ma dovremmo ricordarci più spesso che occorre bilanciare il tempo dedicato al lavoro e quello da riservare per gli affetti. In una delle ultime sue campagne negli Emirati Arabi, del work/life balance si fa portavoce – continuando la sua crociata per accaparrarsi un posto tra i brand “di qualità”  – McDonald’s con uno spot di 45 secondi dal titolo “Family Time Forever”.


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Nella campagna pubblicitaria creata da Leo Burnett per essere veicolata in TV, McDonald’s punta sul suo essere un “family restaurant” e si propone di rammentare agli spettatori l’importanza di avere un buon equilibrio tra lavoro e vita privata. Per far questo mette in scena un “assalto” ai luoghi di lavoro da parte di bimbi desiderosi di trascorrere del tempo con i propri genitori… ovviamente in un punto vendita McDonald’s.

Dopo aver puntato sulla qualità, sulla freschezza degli ingredienti e sulla  filiera certificata dei propri cibi, dopo aver celebrato il proprio passato con i racconti delle sue prime imprese da parte degli ormai anziani primi clienti e aver dilettato i bimbi con spot in animazione, dopo aver garantito sul gusto dei propri cibi, riuscirà nel sui intento di migliorare la propria reputation puntando sul concetto di famiglia? Chissà… aspettiamo fiduciosi di vederne i risultati! 🙂

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L’ufficio stampa e il suo lavoro

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L’ufficio stampa è l’anello di congiunzione tra l’organizzazione dell’evento e l’ambiente esterno in cui l’iniziativa sarà prima promossa e poi collocata.

L’obiettivo principale di un ufficio stampa è l’impostazione delle relazioni con i media: per attirarne l’attenzione bisogna saper fornire le informazioni con convinzione, creatività e professionalità, facendo leva su punti di forza, novità e valore aggiunto dell’evento. Lo scopo è ottenere lo spazio e il rilievo necessari, assicurare una copertura continua e una buona visibilità, mantenendo vivo l’interesse e l’attenzione delle testate per tutta la durata dell’evento attraverso azioni finalizzate all’informazione e alla promozione dell’evento attraverso i media generalisti, ma anche a critici, giornalisti specializzati, opinionisti, press opinion maker.

Gli strumenti di lavoro di un ufficio stampa

  • mailing list
  • cartella stampa e comunicati stampa
  • interviste
  • esclusiva
  • conferenza stampa
  • press briefing – conferenza stampa a porte chiuse per un gruppo di giornalisti selezionato allo scopo di verificare opinioni e impressioni dei media
  • fam trip – visita organizzata per alcuni giornalisti allo scopo di verificare le modalità di lavoro nel settore e far conoscere da vicino l’azienda o l’ente dell’evento

Il lavoro dell’ufficio stampa consiste dunque nel selezionare le informazioni sull’evento e tradurle in notizie interessanti per i media valorizzando al massimo l’evento ed enfatizzando i dettagli interessanti per il pubblico (es. la partecipazione di artisti famosi o testimonial). Molto importante è la scelta delle occasioni rilevanti e la definizione della giusta tempistica per le azioni di comunicazione, sempre opportuno è invece analizzare le strategie di comunicazione della concorrenza.

Il piano di lavoro di un ufficio stampa include:

  • la stesura di un piano di interventi sulla stampa, che individui target, obiettivi, azioni e tempi;
  • la creazione di un canale di scambio con le redazioni di quotidiani, periodici e tv sia in ambito nazionale che internazionale, per creare rapporti duraturi basati sulla fiducia e sulla professionalità;
  • il reperimento, la raccolta, l’organizzazione e l’invio di materiali, dossier, immagini, comunicati;
  • l’organizzazione di incontri, conferenze stampa, interviste;
  • la gestione delle riprese in audiovisivo e delle immagini fotografiche dell’evento con le relative questioni per i diritti;
  • la cura dei rapporti con giornalisti e critici durante l’evento (accrediti, sistemazione posti, accoglienza, consegna cartella stampa e ulteriore materiale informativo);
  • il follow up della notizia fino alla pubblicazione per verificare se tutti hanno ricevuto l’informazione e l’interesse che questa suscita;
  • la raccolta dei feedback.

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