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Punti di vista: più sono, meglio è

Come noto, tendiamo a circondarci di persone che la pensano come noi. Da qui il rischio di percepire l'”opinione pubblica” in maniera distorta o in generale non del tutto rappresentativa del reale. Oltre a questo, il web e i social network in particolare si focalizzano su quel che conosciamo e ci piace: i vari algoritmi, di fatti, sono progettati in modo da selezionare per noi contenuti in linea con le nostre predisposizioni, lo storico legato al nostro comportamento, impedendo o comunque disincentivando la visione o l’accesso a materiali legati a differenti o divergenti punti di vista rispetto al nostro. Il pluralismo di fonti e prospettive diventa una sfida importante.

Telekom Romania, in quanto brand focalizzato sulla condivisione di contenuti, si è fatto portavoce della necessità di abbracciare sempre una pluralità di visioni prospettiche differenti prima di formare la propria opinione su qualcosa e ha organizzato una campagna di sensibilizzazione online proprio volta ad aprire gli occhi delle varie community, soprattutto quelle formate da giovani: Vloggers’ Swap.

Vloggers’ Swap è dunque un’iniziativa organizzata da Telekom Romania e basata sulla piattaforma YouTube, proprio volta a ampliare i punti di vista a disposizione di gruppi di persone con interessi e inclinazioni divergenti.

Per prima cosa il brand si è occupato di selezionare una serie di canali e Vloggers con pubblici profondamente diversi e assolutamente non sovrapposti in quanto valori e abitudini di consumo, dunque formati da soggetti tendenzialmente inclini a rimanere “imprigionati” nelle loro “bolle di pensiero”. Successivamente, per un giorno Telekom Romania ha fatto in modo che questi Vlogger si sostituissero [“swap” è traducibile con “scambio”] al collega che risultava essere al loro opposto polare in termini di convinzioni e stile. In questo modo a ciascun pubblico è stato presentato un nuovo vlogger dalle caratteristiche molto al di fuori della propria zona di comfort. Guardate il video per approfondire 🙂

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Per il brand notevole interesse supportato anche dal lancio dell’offerta “video illimitati”, per i vlogger un potenziale nuovo pubblico che altrimenti non avrebbero mai raggiunto, per gli utenti un nuovo punto di vista su cui riflettere.

A mio avviso di queste iniziative non ce ne sono mai abbastanza: i punti di vista da considerare nella formazione della propria opinione, più sono, meglio è, indipendentemente dalla loro caratterizzazione perché la pluralità non può che portare maggiore ricchezza.

Altre campagne di sensibilizzazione

Esempi di deformazione professionale: Buon Natale! :)

Dimmi come guardi il mondo e ti dirò chi sei… Ecco, il mio sguardo sul mondo è fortemente compromesso dalle competenze acquisite per lavoro e dal fatto che oltretutto si tratta di un lavoro che adoro. Nel caso in cui espresso così risultasse troppo fumoso e generico, il mio Buon Natale di quest’anno e il video che ho deciso di condividere non vi lasceranno dubbi. Buone Feste 😀

Compreso nel mio augurio di un sereno, gioioso, affascinante Natale pieno di affetto e regali, nonché di trascorrere delle impareggiabili feste, condivido il video creato lo scorso anno da un’agenzia croata, I TO NIJE SVE! [nome impronunciabile, almeno per me], che con un semplice esempio perfettamente e graziosamente rappresenta la mia probabilmente-ai-vostri-occhi-assurda visione del mondo. Io l’albero di Natale lo vedo così 😀

Essenzialmente per me l’albero di Natale come qualsiasi altra cosa possa venirvi in mente può essere visto come un brand e, in quanto tale, analizzato con l’obiettivo di individuarne le caratteristiche che ne rendono percepibile identità e valori, nonché che lo rendono riconoscibile in quanto albero di Natale: l’operazione che vedete ironicamente proposta nel video, nella mia mente avviene istintivamente infinite volte al giorno… e la cosa più preoccupate è che mi diverte tantissimo! 🙂

Ora, se siete rimasti scioccati, correte a mangiare l’ennesima fetta di Panettone per rimuovere questa esperienza; in caso contrario sapete dove trovare il video per rivederlo a loop infinite volte prima di Capodanno. Auguri!

IKEA incoraggia le cattive abitudini

Creatività, serializzazione, una buona dose di ironia e l’abilità di riuscire sempre a presentare i propri prodotti in maniera diversa, ma allo stesso tempo riconoscibile e assolutamente in linea con i valori del brand: questi i personaggi della recente campagna pubblicitaria che IKEA ha lanciato in Israele. I protagonisti? Le cattive abitudini.

Il concept della campagna pubblicitaria di IKEA si basa come consueto sull’analisi dei bisogni del proprio variegato target e mira a fornire un’idea dei prodotti che possono aiutare la clientela potenziale a rispondere a tali necessità, a realizzare i propri desideri, migliorando la qualità del proprio stile di vita.

Ecco quindi mobili e complementi d’arredo che rispondono ad alcune delle peggiori abitudini radicate nella maggior parte dei nuclei familiari, qualunque sia la loro composizione: dal figlioletto artista con non molto talento a quello che non dorme nel suo letto, dall’accumulatore compulsivo di cavi a chi è pasticcione in cucina, da chi non riesce a fare a meno di passare un dito sui dolci per assaggiarli a chi le torte non le sa dividere equamente, fino a pensare ai papà che non riescono a non calpestare giocattoli rumorosi.

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Per ogni cattiva abitudine, una soluzione creativa e almeno un prodotto dedicato. Una campagna pubblicitaria fantasticamente riuscita, praticamente un branded content audiovisivo seriale, non credete?

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Babbo Natale si è impigrito per colpa di FedEx

Manca poco, ormai,  alle consuete abbuffate così come allo scarto dei pacchi regalo, ma da quanto testimoniato dalla campagna pubblicitaria FedEx, pare che Babbo Natale sia diventato pigro e se ne starà in panciolle lasciando al famoso brand tutta la fatica della distribuzione dei regali…


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Un Babbo Natale in déshabillé e fortemente impigrito, una piccola orda di ragazzini eccessivamente curiosi e non poco invadenti, un assistente elfo non proprio autorevole. Questi gli ingredienti per una campagna pubblicitaria che in modo divertente mette ancora una volta in risalto l’efficienza del servizio di distribuzione pacchi di FedEx, stavolta puntando direttamente sulla “consegna delle festività” che, a quanto pare, senza il brand non sarebbero caratterizzate neppure dal carbone.

Più simile a una pillola di brand entertainment, lo spot FedEx fa sorridere confezionando una metafora tutta basata sulla comodità e sulla velocità del proprio servizio, tanto da convincere anche Babbo Natale che sia la migliore scelta possibile per accontentare tutti i bimbi a cui deve consegnare i regali… la slitta sarà stata definitivamente messa in garage o l’incursione gli farà cambiare idea?

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A cena con Jon Snow [branded content]

David Letterman va in pensione e lascia il Late Night nelle mani di Seth Meyers che – mi piace pensare – per far capire al pubblico del programma che il cambio di guardia non lo priverà della tagliente ironia e delle sagaci battute a cui era abituato, lancia un divertentissimo video – e io spero sia solo il primo di una serie di branded content firmati Late Night – in cui è a cena con Jon Snow e qualche altro amico.

In realtà non so se il video fa parte di un progetto più ampio di branded content seriali, per quali reali ragioni è stato creato e se è stato appositamente studiato per lanciare in pompa magna la nuova stagione di Games of Thrones e l’arrivo di Meyers al Late Night o se è un contenuto solo successivamente sfruttato dal programma in quest’ottica. Resta il fatto che la cena di Seth con Jon Snow, intrigante personaggio di Games of Thrones [Trono di spade, in Italia], e un paio di “normali” coppie di amici è esilarante e il video veramente ben congegnato.


[Grazie a Simone per la segnalazione]

Come avete potuto notare, si tratta di una clip fantasticamente concepita, densa di ritmo, oltre che di ironia. Assolutamente verosimili nella loro follia i botta e risposta tra amici di Seth, leggermente snob e in versione casual-chic,  e un Jon Snow in “versione Barriera” con tanto di guanti e pelliccia: la perfetta integrazione tra le banali quanto abituali domande da “little talk” durante il pasto e le battute cult della serie è di bellezza disarmante, così come il momento in cui Jon diviene il protagonista della serata e mima i passi salienti dell’intera saga avendo come colonna sonora la sigla di Games of Thrones. Perfetta anche la scelta di proporre il video seguendo il modello del genere slapstick comedy, integrando in fase di montaggio il suono delle risate del pubblico fuori campo nei momenti più divertenti e densi di ironia.

Io non posso smettere di guardarlo, voi?

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Oreo in musica

Uno degli ultimi spot Oreo, creato per il pubblico televisivo argentino, trasforma “il biscotto preferito dal latte” in quello capace di tirar fuori una meravigliosa melodia semplicemente mixando i suoni che nel quotidiano caratterizzano la colazione o la merenda, sempre che lo vedano protagonista assoluto della scena in tutti i suoi formati. Guardate e poi ditemi se non ne rimanete stupefatti! 🙂


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Tanta maestria, orecchio per la musica, un esperto “rumorista”, una cospicua fornitura di Oreo nei suoi differenti packaging e formati, una discreta dose di creatività, del buon latte versato in differenti tipologie di bicchieri: questi gli ingredienti dedella nuova campagna pubblicitaria.

Tali elementi vengono fatti interagire in modo da raccogliere suoni di confezioni scartate e scosse a suon di musica, di biscotti spezzati o inzuppati, rivoltati in una ciotola o morsi, di bicchieri riempiti o utilizzati come bersagli degni di una giostra del luna park, per poi essere sapientemente registrati e mixati in una confortevole e ben allestita sala registrazione al fine di trarne una ritmata, allegra e accattivante melodia.

Conclude la performance un invito allo storytelling rispetto al proprio modo di mangiare il famoso biscotto lanciato dalla headline “Ci sono più di un migliaio di modi per mangiare un Oreo. Qual è il tuo?” e attivato attraverso l’hashtag #CompartiTuOreo [trad. ita. Condividi il tuo Oreo] da utilizzare per raccogliere foto, video tramite gli strumenti di social networking.
Spot coinvolgente e affascinante, messaggio attraente e stimolante: un connubio veramente ben riuscito!

Io ho già un bel sorriso stampato sulla faccia e voglia di Oreo, voi?

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Spot o branded content non-sense? [Goryachaya Shtuchka]

Goryachaya Shtuchka si presenta al mercato russo come il brand di riferimento per Hot Thing, azienda produttrice di snack caldi. Al fine di acquisire visibilità e notorietà presso il proprio target, sviluppa una serie di video non-sense dal claim “Il cibo senza regole” utilizzandoli come spot, ma da considerarsi – a mio avviso – divertente espressione di branded content audiovisivi seriali.

Goryachaya Shtuchka costruisce intorno ai suoi differenti prodotti una serie di narrazioni creative quanto “fuori di testa”: i protagonisti degli spot sembrano esperti nell’uso del pensiero laterale, tanto da replicare i meccanismi di videogame o giochi che è solito trovare all’interno dei lunapark utilizzando oggetti e utensili comunemente presenti in casa e… loro stessi.

Il risultato è esilarante: un gruppo di omaccioni russi che si dilettano nelle imprese più spericolate [tanto che in ogni video è presente la dicitura “Non rifatelo a casa”] “solo” per rimpinzarsi degli snack Goryachaya Shtuchka, il più originale junk food che mi sia capitato di vedere e che non saprei neppure come descrivervi. Godetevi i video… ed evitate di usare il week-end per replicare le “gesta” dei protagonisti! 😉

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Altro sui branded content

Contribuire al fundraising guardando video

Obra do Berço, associazione filantropica brasiliana particolarmente attenta alle tematiche legate ai bisogni dell’infanzia, tempo fa ha lanciato un’intelligente iniziativa online denominata “Donate your view”, finalizzata alla raccolta di fondi da destinare al supporto delle persone svantaggiate.

Obra do Berço ha avuto veramente un’idea geniale tipica dell’approccio al pensiero laterale quando ha pensato di mettere a punto la sua campagna di raccolta fondi “Donate your view”. L’iniziativa, infatti si basa sull’utilizzo della potenziale viralità di alcuni contenuti audiovisivi d’appeal condivisi in Rete.

Ecco come funziona esattamente:


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In questo modo, gli utenti del portale-aggregatore di contenuti audiovisivi non devono far altro che gustarsi quanti più video possibili per contribuire alla raccolta fondi: si premia dunque il consumo e l’interazione senza richiedere versamenti in denaro, bensì sfruttando le dinamiche pubblicitarie proprie dell’online e la viralità. Veramente un’idea grandiosa e molto creativa, non trovate? 🙂

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