Articoli

La GDO italiana e il social networking [ricerca + infografica]

In Italia i brand hanno un approccio poco strategico e non investono molto nella propria comunicazione. Lo dimostra, tra le altre, lo studio portato a termine dall’Osservatorio Brands & Social Media – realizzato da OssCom [Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica] e Digital PR – dedicato al settore della Grande Distribuzione Organizzata [GDO] e non specializzata che ha coinvolto 20 brand, selezionati fra i principali all’interno del mercato consumer italiano.

Dal comunicato stampa:

[…] Leader di classifica è Carrefour, con 55,2 punti, seguito a distanza da Lidl con 43,1 punti e Coop con 38,7 punti. All’interno della classifica il settore presenta alcuni brand che spiccano per un uso attivo dei social media (Carrefour, Lidl, Coop ma anche Iper), con una coda lunga di molti brand che non riescono a superare i 30 punti, a segnalare uno scarso investimento da parte della GDO in questi ambienti comunicativi.

La piattaforma che domina è Facebook, mentre sia Twitter che YouTube non paiono luoghi dove i brand riescono a esprimersi e connettersi con i propri consumatori. Da rilevare, invece, una diffusa tendenza a utilizzare le applicazioni per smartphone e tablet, offrendo servizi di geolocalizzazione e informazione sui punti vendita, ma anche cataloghi di prodotto, nella maggior parte dei casi in forma di volantini digitali, e funzioni di lista della spesa virtuale o di consultazione dei dati della propria carta fedeltà.

Carrefour guida la classifica grazie a un presidio intensivo di tutte e tre le piattaforme su cui è presente il brand (Facebook, Twitter e YouTube), sfruttando anche quegli eventi, come i Mondiali di calcio, in grado di coinvolgere un ampio pubblico per proporre offerte speciali e contenuti ad hoc. Dal punto di vista dell’interazione, i profili registrano un numero molto elevato di commenti, condivisioni e like. Lo stesso si può dire di Twitter, che registra un numero di retweet mediamente molto elevato rispetto agli altri brand, mentre YouTube viene presidiato in modo costante, aggiornando frequentemente i video. Carrefour sembra quindi in grado di sfruttare i social media senza relegarne nessuno allo status di vetrina, anche in assenza di un adattamento forte dei contenuti alle specificità di ogni piattaforma.

Seconda in classifica Lidl, che eccelle nel presidiare Facebook grazie a un’interazione molto elevata sia in termini di like che di commenti. Mentre YouTube appare come un archivio di contenuti ancora da sfruttare appieno, il presidio intensivo del più diffuso Facebook e le elevatissime performance ottenute sono in grado di far emergere il brand come una delle community di utenti più attive: si assiste infatti sia a una risposta frequente degli utenti alle domande e agli stimoli anche ludici del brand, sia a un’intensa relazione tra gli utenti stessi.

Primo tra i marchi nazionali e terzo nella classifica generale, Coop è una delle poche grandi realtà di questo campione che dimostra di avere una comunicazione strutturata. Il brand pubblica post a cadenza quasi quotidiana e interviene frequentemente nelle conversazioni. I contenuti vertono meno sulla promozione di prodotto e più sulla tematizzazione della comunicazione: dalle iniziative ecologiche e sociali alla celebrazione di eventi nazionali. Da sottolineare anche un uso peculiare di Twitter, che, nel periodo di analisi, vede il brand più come osservatore e amplificatore dei contenuti proposti dagli utenti. Oltre che per la coerenza complessiva della comunicazione, Coop eccelle sulla piattaforma video di YouTube attraverso contenuti ad hoc, come le video pillole e il coinvolgimento degli utenti intervistati per la campagna promozionale in corso.

“Rispetto a tutti i settori analizzati fino a oggi, la GDO si presenta peculiare per due ordini di motivi: da una parte per l’uso di un numero molto ridotto di piattaforme, ascrivibile alla necessità di raggiungere un target nazionale o locale ampio e generalista di consumatori, dall’altra per un utilizzo spiccato del mobile che consente ai marchi di rimanere sempre connessi con gli utenti-consumatori – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. La diversità delle performance ottenute tuttavia, non si spiega soltanto con la diversità dei mercati di riferimento, ad esempio nei casi di catene più legate alla dimensione locale, ma anche con la capacità di adattare la propria comunicazione alle forme e logiche di queste piattaforme.

“Quello della GDO – dichiara Nicolò Michetti – è un settore che mostra ampi margini di crescita e sviluppo nella comunicazione con i social media. Le opportunità di connessione offerte sono molteplici, e alcuni brand si dimostrano particolarmente attivi e capaci di sfruttarle; restano tuttavia molti marchi, come Esselunga, Famila, A&O, PAM e Sisa, solo per citarne alcuni, che potrebbero presidiare in modo efficace queste piattaforme, attuando strategie che siano in grado di coinvolgere gli utenti per formare comunità di consumatori che si scambiano informazioni e consigli sui prodotti e sulle offerte all’interno degli spazi della marca.” […]

Di seguito l’infografica che sintetizza i principali risultati.

GDO e social media - infographic
[via]

Altro sulle infografiche

Altro sull’Italia

Il Master IED in Brand Management e la Certificazione Hootsuite

Con grande soddisfazione di tutti, anche quest’anno la partnership tra il Master IED in Brand Management e Hootsuite – l’ormai nota piattaforma social in grado di aiutare i professionisti nella gestione degli account aziendali da un’unica interfaccia – ha dato i suoi frutti, rendendo possibile la certificazione in social media management e l’iscrizione alla Hootsuite Certified Professionals Directory per tutti gli studenti del master, guidati in questa impresa da Enrico Giubertoni [Hootsuite Ambassador].

Dal comunicato stampa:

Hootsuite - marchio[…] Durante le lezioni, molte sono stati i contenuti inseriti sui vari strumenti di social networking sotto l’hashtag #HootUpIED creato già lo scorso anno per l’occasione e poi raccolti nello Storify dedicato, sia per dar modo agli studenti di testare la piattaforma, sia al fine di diffondere e testimoniare la cultura della condivisione propria di tali strumenti. Di seguito il commento del docente, Enrico Giubertoni:

È stata un’esperienza veramente interessante, coinvolgente e soprattutto molto divertente.
Come emerge dallo Storify  (#HootUpIED), il modulo su Hootsuite per il Master in Brand Management si è trasformato in un efficace mix tra la fase classica di docenza, con un approccio didattico di gruppo basato sul learning by doing, intervallato da divertenti momenti di happening e di coinvolgimento reciproco.
Insieme ai partecipanti, mentre imparavamo a utilizzare Hootsuite, ci siamo concentrati in modo particolare sull’approfondimento delle tematiche social più vicine agli argomenti previsti dal percorso di studi del master ragionando sui contenuti anche con un taglio basato sulle strategie social specifiche delle PMI – che sono parte preponderante del tessuto economico italiano – e delle StartUp.

Ci siamo occupati in modo particolare di monitoraggio in tempo reale delle conversazioni su brand e prodotti utilizzando gli strumenti e le tecniche offerti da Hootsuite e delle tecniche di Social Customer Care  per intercettare le domande dei Prospect (clienti potenziali).
Abbiamo inoltre approfondito gli strumenti e le tecniche per la profilazione degli utenti e monitoraggio statistico degli impatti della comunicazione su un brand.
Ai partecipanti è interessato in modo particolare l’analisi delle conversazioni geolocalizzate e le tecniche per effettuare indagini di mercato pre concept (oppure lancio) di prodotto.

La certificazione basata sui moduli della Hootsuite University è stata il coronamento di queste 16 ore di lavoro di gruppo ed è veramente una soddisfazione vedere i partecipanti nella Directory degli Hootsuite Certified Professional di Roma.
A coronamento di tutto questo – dopo avere sostenuto l’esame ed ottenuto la certificazione – abbiamo ricevuto le congratulazioni da parte dell’account Twitter della Hootsuite University @Hootsuite_U, della Community globale di Hootsuite @Hootclub e di Hootsuite Italia @HootsuiteIT: e sono proprio soddisfazioni!!!

Leggi anche le informazioni sul master, il programma e i suoi docenti

Per info, iscrizioni e adesioni:
tel. > 0670703032-33
e-mail > master@roma.ied.it
sito > iedmasterbrandmanagement.com
form > richiesta informazioni

Altro su IED e le mie docenze

Corso di Service Design – Roma [novembre 2013]

Il 9, 16, 23 e 30 Novembre 2013, presso The Hub Roma [Scalo San Lorenzo], si terrà “Models”, il primo educational incentrato sul tema del Service Design. Io sarò tra i docenti in quanto ritengo che sia importantissimo formare e informare gli attori del mondo della comunicazione e del marketing, o coloro che desiderano costruire in questo settore la propria professione, sull’importante ruolo che ha assunto nel tempo la progettazione e la pianificazione strategica. Ci vediamo lì? 🙂

Dal comunicato stampa:

Models - Corso di Service Design[…] Incentrato sulla figura dello strategic planner – ovvero di chi si occupa delle strategie creative e di sviluppo di un progetto di comunicazione o di servizio – e grazie all’incredibile ascesa dei social network e di altre piattafome, il percorso vuole creare figure professionali in grado di leggere gli orientamenti culturali e gli aspetti sociologici legati al cambiamento dei modelli di comportamento e riportarli alla progettazione di efficaci strumenti di comunicazione e marketing. Il corso tocca diversi argomenti, dalla definizione del ruolo dello strategic planner alla user experience, dall’approccio human centred del design fino al social media management.

L’educational, che vede la partecipazione di esperti, intende descrivere uno scenario professionale in crescita, per il quale sono in aumento le richieste di lavoro e l’interesse da parte di imprese private ed enti pubblici.

Il programma si svolgerà il 9, 16, 23, 30 novembre presso The Hub Roma a Scalo San Lorenzo e prevede:

  1. introduzione al Service Design Thinkining
  2. lo strategic planning e il design approach
  3. la brand identity e lo storytelling
  4. il brainstorming: mappe concettuali e visualizzazione
  5. i nuovi modelli di comunicazione: le conversazioni
  6. i social media, esempi di progettazione
  7. il crowdfunding e le piattaforme di nuova generazione
  8. il coordinamento tecnico dei progetti

La scheda veloce

ore: 24
frequenza: 10,00 – 13,00 14,00 – 17,00
formula week-end: 4 sabati per 1 mese
dove: The Hub, Scalo San Lorenzo, Via dei Sabelli
quando: 9, 16, 23, 30 novembre 2013
costo: € 320,00 + Iva 

I docenti sono:
Davide Pellegrini – Cultural & Innovation manager
Alessandra Colucci – Consulente in Brand Management e docente IED
Ivan Fadini – Founder The Hub Roma
Giancarlo Sciascia – Responsabile Cultural Management Fondazione Ahref

Per iscrizioni e modalità di partecipazione scrivere a: info@downingstreet.it

SCARICA LA BROCHURE QUI

HootSuite al Master IED in Brand Management

Oggi ricominciano le lezioni del Master IED in Brand Management dopo la pausa estiva, con una sorpresa: siamo riusciti a ottenere la partenership di HootSuite, la piattaforma social in grado di aiutare i professionisti nella gestione degli account aziendali da un’unica interfaccia [supporta Twitter, Facebook, LinkedIn e Google+ Pages], e a permettere ai nostri studenti la possibilità di certificarsi gratuitamente alla HootSuite University.

Dal comunicato stampa:

HootsuiteOggi e il prossimo venerdì il Master IED in Brand Management diverrà una delle sedi delle HootSuite University e alla fine del percorso formativo a cura dell’Ambassador Enrico Giubertoni, gli studenti partecipanti verranno certificati e inseriti nella directory e job list dei professionisti che possono vantare questo titolo.

Durante le lezioni previste, gli studenti apprenderanno come rendere efficaci le attività di social media marketing e di community management attraverso HootSuite, ottimizzando tempo e risorse. In particolare si tratteranno le seguenti tematiche:

  • Fare un setup ottimizzato dei canali social e gestirli in modo efficace tramite HootSuite
  • Come favorire la crescita di una online community tramite HootSuite
  • La Social Media Etiquette e gli strumenti per la prevenzione dei più comuni incidenti di comunicazione
  • Come utilizzare i social network all’interno di una organizzazione: gestione delle community, social CRM, analisi in tempo reale del sentiment

In perfetto stile “social” si condivideranno online i momenti salienti della lezione utilizzando l’hashtag #HootUpIED  in modo da far subito pratica e  arricchire ulteriormente gli argomenti affrontati. Buona certificazione agli studenti del Master IED in Brand Management!

Per info e iscrizioni riguardo la prossima edizione del master:
tel. > 0670703032-33
e-mail > master@roma.ied.it
sito > iedmasterbrandmanagement.com
form > richiesta informazioni

Altro sul Master IED in Brand Management e sulle mie docenze

Domani è il mio #Tweetcompleanno: 3 anni di Twitter tra follie e microblogging

Domani è il mio #Tweetcompleanno, il terzo. Dopo tre anni Twitter rimane il mio social network preferito, forse proprio perché l’uso che ne faccio è cambiato molto: da iniziale “strumento di visibilità” per il mio personal brand si è trasformato sempre di più in “strumento di relazione”, relazione con le persone e con ciò che avviene nel mondo.

TwitterL’apertura del mio account tre anni fa è dovuta, oltre che alla curiosità di capire come funzionasse l’universo dei social network e dei social media, a necessità professionali volte all’acquisizione di visibilità online: Twitter per questo è stato di splendido supporto, permettendomi di allargare il pubblico di riferimento del mio blog nato da poco. Quasi subito, però, il “mondo twittero” è diventato un luogo virtuale in cui incontrare persone nuove, contatti da trasformare – quando possibile – in relazioni personali e professionali della vita reale, persone da sentire al telefono, da vedere per un aperitivo, con cui organizzare eventi e condividere progetti.

In tre anni sono state talmente tante le conoscenze nate su Twitter che citarle tutte sarebbe complicatissimo, anche perché inizia a diventare difficile distinguere coloro che sono stati prima miei following e son diventati miei amici o partner professionali, da quelli che conoscevo già “analogicamente” e con cui la frequentazione su Twitter ha permesso di approfondire rapporti di amicizia o collaborazione. In sintesi, la cosa più bella di Twitter sono le persone.

E se non dovesse bastare, Twitter è uno strumento utilissimo per mantenersi informati su ciò che avviene nel mondo, aggiornati su argomenti di proprio interesse, per essere stimolati nella ricerca di nuove idee creative e spronati alla condivisione del proprio punto di vista su qualsiasi argomento, oltre a rimanere un efficiente strumento di visibilità professionale. Alcuni esempi:

Twitter e lo streaming testuale degli eventi live

Twitter e il brainstorming

Per chiudere ringrazio i miei quasi 2.700 follower che continuano a ritenere interessante ciò che condivido su Twitter e gli oltre 1.100 following che popolano la mia timeline stimolando continuamente il mio interesse verso il mezzo con le proprie condivisioni. Grazie a tutti! 🙂

Lo chef più “social”? Carlo Cracco

Lo studio realizzato da Mimesi e Reed Gourmet incorona Carlo Cracco “chef più amato dai social”: curiosa connessione tra il settore Food, le sue indiscusse star – gli chef stellati – e il monitoring delle conversazioni generate dal social networking.

Dal comunicato stampa:

Parlare di cibo, cucina e chef è oggi di gran moda. Gli esperti in materia aumentano, grazie anche alle trasmissioni tv, ormai presenti su ogni canale. Ma come si comporta il mondo dei social nei confronti delle star della cucina?

Lo analizza un Osservatorio realizzato da Mimesi e Reed Gourmet – entrambe società del gruppo Reed Business Information-, in occasione del Digital Festival in programma a Torino dal 3 al 20 maggio. Realizzato nel mese di aprile, l’osservatorio ha rilevato e analizzato tutte le conversazioni sui social media (Blog, Forum, Facebook, Twitter, ecc.) che avevano come protagonisti gli chef stellati, celebrati dalle guide e resi famosi dai programmi televisivi.

Ne è emerso un quadro di grande interesse. Altissimo il numero di post, oltre 4.000, dedicati ai vari protagonisti del settore, da cui emerge una Top Five che vede al primo posto Carlo Cracco che, con il 44,1% delle conversazioni (quasi 2.000 post) stacca tutti gli altri colleghi. Da questo risultato appare chiaramente come la forte esposizione mediatica (in questo caso il programma Masterchef) sia il driver più rilevante nella diffusione del suo nome. Questa tesi è supportata anche dal fatto che Bruno Barbieri, chef dalle indiscusse qualità e vincitore di numerosi premi internazionali, è il secondo personaggio più discusso (15,9%) anche grazie alla sessione di domande e risposte all’interno della pagina Facebook di Cielo TV nella quale interagisce direttamente con gli utenti. Seguono Davide Scabin con il 12, 2%, Massimo Bottura con il 9,3% e Antonino Cannavacciuolo con il 6,3%. (vedi Grafico 1)

Grafico 1_Top Five_Chef sui Social Media

Se le conversazioni che riguardano Carlo Cracco appaiono elevate lungo tutto il mese di monitoraggio, quelle relative agli altri chef mostrano alti e bassi in base alle notizie e ai comunicati stampa che li riguardano. Le citazioni di Massimo Bottura hanno un picco in seguito alla pubblicazione dei risultati della World’s 50 Best Restaurants, classifica in base alla quale il suo ristorante, Osteria Francescana, conquista il terzo posto tra i migliori ristoranti del mondo (Grafico 2_C).

Le conversazioni su Davide Scabin registrano il loro picco il 26 aprile, quando partecipa al programma la Terra dei Cuochi su Rai Uno. E’ interessante notare che gli utenti danno pareri positivi sullo chef, pur all’interno di post negativi per il programma (Grafico 2_B). Le discussioni su Cannavacciuolo mostrano un picco il 16 aprile a fronte dell’annuncio della sua partecipazione alla trasmissione “Cucine da Incubo” in partenza l’8 maggio su Fox (Grafico 2_A).

Grafico 2_Trend conversazioni

Proprio per la grande correlazioni tra chef e trasmissioni televisive, la fonte predominante di conversazione è Twitter, strumento che gli utenti utilizzano per commentare in tempo reale ciò che stanno osservando in tv.
E per la commistione fra le tematiche Food e il digitale durante il Digital Festival, realizzato anche grazie al contributo di Mimesi e di Reed Gourmet, ci saranno una serie di iniziative che dall’11 al 20 Maggio coinvolgeranno il grande pubblico con attività di Social Eating, Food Contest, convegni e attività esperienziali. Per maggiori informazioni: segui il link.

Altro sui social network

Il marketing del lusso secondo… Natalino Balasso

I divertenti quanto cinici video di Natalino Balasso spiegano alla “gente comune” [lui li chiama “poveracci” 🙁 ] le dinamiche del marketing del lusso e il perché le aziende che producono oggetti costosissimi si posizionano anche sui media generalisti, ovvero le differenze che si possono riscontrare tra i vari livelli di prezzo di uno stesso servizio.
Balasso per supportare il suo ragionamento utilizza due case histories: la Mercedes SLS AMG e i servizi Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato.

MERCEDES SLS AMG

Il video Mercedes ha uno stile molto pubblicitario, gli inserti tratti dallo spot della SLS e le immagini “di repertorio” sono intrecciate con il monologo di Balasso in maniera esemplare, nonostante la voluta enfasi sulla scadente qualità tecnica. Ogni immagine che non ritrae il comico è inserita in modo da enfatizzare il contenuto del suo discorso, ogni taglio di montaggio ne sottolinea un passaggio, ogni immagine è di supporto alle sue parole.

Personalmente trovo il video Mercedes esilarante e, nonostante la mia anima “markettara”, non riesco a dar torto a Balasso: ovvio che il comico esageri in cinismo e usi continuamente delle iperboli spesso linguisticamente sgradevoli per innescare l’effetto satirico, ma impossibile negare che il le dinamiche del marketing del lusso si basino sulla creazione di un desiderio diffuso e condiviso anche da target per i quali risulta inarrivabile e irrealizzabile… e da lì all’invidia spesso ilpasso è breve! 😉

FERROVIE DELLO STATO

Il video Frecciarossa è costruito su uno stile più informativo, reso immediatamente chiaro grazie alla suddivisione “in capitoli” coincidenti con i servizi da presentare. Qui la satira è innescata inizialmente dalle metafore associate alle denominazioni delle “classi di viaggio” e messa in risalto dalle successive iperboli utilizzate per la descrizione dei servizi che mette alquanto in ridicolo quelli che il brand in questione reputa dei “plus” che producono la differenza di prezzo del biglietto.

A mio avviso meno divertente, incisivo e sagace del video Mercedes, il promo Frecciarossa riesce comunque a creare empatia con lo spettatore anche perché può sfruttare la diffusa esperienza diretta della marca: ogni spettatore avrà viaggiato in treno almeno una volta e purtroppo si può presumere che almeno una volta avrà avuto di ché lamentarsi in quanto è opinione comune che il brand Frecciarossa crei aspettative che sovente vengono disattese al momento dell’erogazione del servizio.

CONCLUDENDO

Nonostante i due video siano stati crati palesemente a scopo intrattenitivo, sicuramente contengono delle critiche al sistema pubblicitario e mediatico in relazione all’atteggiamento di queste due come di altre marche nei confronti del consumatore, consumatore non ancora considerato abbastanza competente per leggere, comprendere e tutelarsi rispetto ai meccanismi del marketing.

Personalmente ritengo – come ho già avuto modo di scrivere in altri post, come quello dedicato al prosumer – che il consumatore sia invece sempre più informato e “alfabetizzato” rispetto al linguaggio pubblicitario, che (grazie soprattutto al web) si siano diffuse notevoli abilità nella lettura e interpretazione delle logiche di marketing utilizzate per concepire gli spot: è anche per questo che i branded content e i social media, dalla comunicazione più trasparente e meno focalizzati sul bisogno di aumentare la propensione all’acquisto di una merce quanto invece rivolti alla creazione di uno scambio tra il brand e il suo pubblico, siano il futuro della comunicazione di marca.

Leggi anche:
Il brand è una proiezione mentale che passa anche dal naming
Brand e storytelling: raccontare il proprio business
Il cliente non ha sempre ragione
Brand is everywhere – la mia lectio magistralis allo IED Open for Master
Branding: la pubblicità fa la differenza (?)
Come scegliere il gadget giusto per il proprio business [infografica]
Vuoi diventare un Brand Manager? Iscriviti al Master IED in Brand Management del 2012
Il target, questo sconosciuto – ovvero – Non limitiamoci all’ovvio
“IED is More” – La mia lectio magistralis sulla “Whole Brand Reputation” per il Master in Brand Management
CORPORATE 2.0: Aziende e Social Media
Kaizen e aziende – ovvero – Creatività, miglioramento e… social media
Acquisti d’impulso – ovvero – Riflessioni sulle albicocche secche
Personal Branding: The Brand called You
La civiltà dell’empatia: dagli esperimenti sulle scimmie al branding
Il Brand è una promessa
Connettere piuttosto che collezionare: riflessioni a partire da de Kerckhove
Whole Brand Reputation
Il prosumer da Radio Alice al Web 2.0
Cosa fa uno “strategic planner”?
Strutturare il portafoglio di marca
Piccolo glossario sul brand
Strategie di brand extension
Rischi e benefici del co-branding
Branding e accordi tra imprese
Marketing, brand e ruolo del cliente
L’ufficio stampa e il suo lavoro
La distribuzione come alleato di brand
Leve di marketing: la DISTRIBUZIONE
Tattiche di prezzo
Il prezzo perfetto
Leve di marketing: il PREZZO (e il brand)
Comunicazione: B2B e B2C
Comunicazione di prodotto/servizio
Comunicare “corporate”
Comunicazione e posizionamento di brand
Creare contenuti di brand è più efficace della pubblicità
Brand evolution: restyling del marchio
Il coordinato aziendale: biglietti da visita e carta intestata
Il marchio e le sue caratteristiche
Strumenti di lavoro: il brief
Comunicare il brand: l’ufficio e il suo arredo
Video aziendali e Youtube
L’ “house organ” ovvero perché creare una rivista aziendale
Perché creare un “corporate blog”
L’archivio e il museo d’impresa per costruire valore
Comunicare la storia d’impresa: l’heritage marketing
Analisi e definizione del vantaggio competitivo
Le basi della comunicazione aziendale
Eventi: da strumento a business
Da grande voglio lavorare in pubblicità
Guerrilla marketing: cos’è e come si usa
Innovare e connettere per superare la crisi
Brand building per una marca carismatica

Personal brand e (social) networking [Ded. to @AlessandroFont ]

(social) networking - via GlobalITSolitamente il primo obiettivo che ci si pone quando si lavora su un personal brand – che si tratti di liberi professionisti o dipendenti – è quello di puntare ad acquisire maggior visibilità nel settore e sul mercato di riferimento riuscendo a mettere in evidenza, nonché a rendere chiare e coerenti, le caratteristiche e le competenze dell’individuo. Al fine di raggiungere tale scopo, social media e social network possono essere strumenti di fondamentale importanza.

L’errore più grande che si può commettere è – a mio avviso – quello di iniziare ad aprire account senza un criterio: ogni social network e social media ha una propria specificità e va scelto e utilizzato in base a una strategia, a obiettivi predefiniti, al target di riferimento.

Sicuramente ci sono strumenti di social networking utili “un po’ a tutti”, ma poiché ne esistono tantissimi, è utile decidere a priori su quale puntare, ovvero quali faranno da fulcro alla strategia complessiva che, ovviamente, potrà prevedere dei “test di attivazione”, anche per meglio comprendere l’utilità di alcuni strumenti in una specifica situazione.

PERSONAL BLOG

Come avrete capito dal numero dei post che ho dedicato all’argomento, a mio avviso nella maggior parte dei casi il primo passo definito dalle strategie di personal branding è la creazione di un blog [possibilmente con una URL di proprietà] in quanto spazio online che può aggregare differenti contenuti condivisi altrove, è visibile e raggiungibile da tutti [non solo dagli iscritti a un determinato network] e si presta ad approfondimenti, inoltre necessita e quasi costringe a una riflessione sui propri contenuti, sul loro appeal e sulla loro importanza.
Il blog sarà poi connesso e integrato in una vera e propria Rete di spazi sociali sui quali si interagirà e si condivideranno contenuti a seconda delle specificità del mezzo e delle caratteristiche della persona.

SOCIAL NETWORK

Definirei social network quegli strumenti focalizzati sull’intessere relazioni tra individui. Tra i più conosciuti:

  • LinkedIn è l’ideale per mettere in evidenza il proprio CV e il proprio percorso professionale, può fungere da raccordo con i pregressi contatti professionali, vi si possono scambiare referenze con i propri collaboratori e clienti, acquisire di nuovi contatti sfruttando la teoria dei “6 gradi di separazione” ovvero frequentare vari gruppi di interesse…
  • Facebook può essere professionalmente utile se si ha già una vasta community sviluppata nella “vita reale”, per mantenersi velocemente in contatto, per la condivisione di contenuti e spunti di riflessione, per tenersi aggiornati sulle strategie delle aziende, soprattutto quelle del settore consumer…
  • Twitter può essere utilizzato per ampliare il proprio network di relazioni da trasformare in incontri “live”, aggiornarsi seguendo i trend su diversi argomenti, dialogare con chi ha competenze simili alle proprie, seguire eventi a cui non è possibile partecipare direttamente, far conoscere le proprie idee… [io su Twitter non riesco ad essere imparziale, è il mio preferito! 🙂 ]
  • Google+ può essere utile per aumentare la visibilità dei propri contenuti, per organizzare nel dettaglio i propri contatti, per scambiare opinioni e materiali, per frequentare in videochat gruppi con interessi specifici o organizzare videocall professionali [servizio che io – però – non ho mai testato]…

Ma, oltre ai “soliti noti”, sono tantissimi i social network interessanti, soprattutto se si hanno interessi specifici: per esempio Vinix, noto tra gli amanti di vino e cibo, o Yelp, per gli amanti dello shopping e non solo.

WEB APP

Alcuni dei social network possono essere collegati a delle web app che hanno lo scopo di aumentarne le funzioni o di renderne più intrigante la fruizione delle informazioni: ad esempio, cvgram.me si collega a LinkedIn per trarne un CV in infografica, Twitterize yourself utilizza le informazioni di Twitter per creare delle statistiche in infografica, My own Epitaph trae da Facebook informazioni utili per ipotizzare epitaffi divertenti… Non tutte hanno un nesso diretto con le attività professionali, ma possono far da spunto per strategie creative di aumento della visibilità di un neonato personal brand.

SOCIAL MEDIA

Definirei, invece, social media quegli strumenti che hanno come principale focus il mettere in evidenza e fruire contenuti. Tra i più conosciuti:

  • Google Reader è l’ideale per crearsi una propria “bloggoteca” in modo da riuscire a leggere tutte le notizie pubblicate sui propri blog preferiti in un unico spazio e scegliere se condividerle
  • Per i contenuti audiovisivi che si vogliono rendere visibili al più vasto pubblico possibile, sicuramente il social media più indicato è YouTube, se invece si vuol dare loro un appeal maggiore e garantire la qualità della visualizzazione Vimeo è la scelta migliore
  • Per le fotografie direi che Flickr è più ideoneo alla raccolta di scatti e grafiche, mentre Instagram è sicuramente più utile per velocizzare e personalizzare la condivisione di foto scattate con lo smartphone, Pinterest – invece – pare sia attualmente gettonatissimo per la collezione e la condivisione di immagini (ma non solo) trovate sul web
  • Anche per condividere documenti “cartacei” si possono utilizzare differenti social media: nonostante in entrambi possa caricare qualsiasi documento in .ppt, .pdf o .doc Slideshare è il più diffuso per le presentazioni in slides e Scribd per i cosiddetti whitepaper; per aumentare l’appeal dei documenti, invece,  Isuu è l’ideale per le pubblicazioni “da sfogliare” [magazine, brochure, portfoli…] e Prezi per le presentazioni di progetti

Anche per quanto rigarda i social media si può asserire che ne esitono a migliaia di meno noti, tutti con delle caratteristiche specifiche: per esempio Storify rende possibile riorganizzare materiale reperito in rete per creare storytelling, Scoop.it e Paper.li hanno invece il fine di “pubblicare” un proprio quotidiano personalizzato con le notizie che più si ritengono interessanti.

CONCLUDENDO

Insomma, c’è veramente l’imbarazzo della scelta, anche per questo è fondamentale affrontare un’analisi accurata del personal brand in questione prima di stabilire le strategie comunicative e gli strumenti da adoperare per veicolarle, siano essi online che offline.
Inoltre – e non mi stuferò mai di ripeterlo – non è sufficiente avere un account sui principali social media e social network per definirsi “social”, occorre condividere e – soprattutto – ascoltare, nonché fare in modo che le relazioni create non rimangano solo “virtuali”, ma si trasformino in rapporti di cooperazione e scambio anche nella “vita reale”: questo è il vero “networking” che può portare un notevole accrescimento personale e professionale.

Altro sul personal brand:
Self branding e personal branding: Giorgio, cucciolo di musicista
Brand e storytelling: raccontare il proprio business
Personal brand: dress code e co-branding
Personal brand: la scelta dei collaboratori
Personal brand: recruiting on social network [infografica]
Personal brand e personal blog: SEO di base
Personal brand e personal blog: l’uso del colore
Personal brand e personal blog: layout e piattaforma [infografica]
Personal brand e personal blog: naming e contenuti [infografica]
Personal brand: e-mail etiquette [infografica]
Personal brand: essere professionisti felici [infografica]
Personal brand: come riuscire a NON farsi assumere e come invece condurre un colloquio [infografica]
Personal brand: CV e creatività in infografica
Vuoi diventare un Brand Manager? Iscriviti al Master IED in Brand Management del 2012
Personal Branding: siamo quel che condividiamo… anche su Twitter [infografica]
Oggi è il mio #Tweetcompleanno – ovvero – 365 giorni di Twitter tra follie e microblogging
Condividere momenti informali fa bene alle relazioni professionali: la mia intervista a Donna Impresa
CV e giornali che parlano
La prossemica, il “personal space” e la business class KLM
Usate i (social) media in modo appropriato, please!
La verità su cosa ci motiva professionalmente in una RSA animata
Progetta il tuo futuro: 8 ore di corso piacevolmente volate
Reputazione e vendite – ovvero – la mia intervista su “Vendita Referenziata”
Oggi è il mio Blogcompleanno – ovvero – Un anno di connessioni tra idee
“Esperienze di marketing personale” l’ebook gratuito di Stefano Principato
“Progetta il tuo futuro”: corso di personal branding e business plan
Il cane che ha compreso l’importanza del personal branding
Twoorl – tutte le statistiche per il tuo account Twitter
Follow Friday – Il #FF di @alebrandcare con motivazioni e brevi commenti
Il marketing personale e… la mia intervista
Whohub: fare business networking utilizzando un’intervista
Personal Branding: The Brand called You
Condivisione e Iuoghi di lavoro: il Coworking
Le mie strategie di Social Networking – Facebook e FriendFeed
Le mie strategie di Social Networking – Follow me on Twitter
Le mie strategie di Social Networking – Profilo LinkedIn: aggiornato
Sono laureata in Scienze della Comunicazione
Essere creativi
Feng Shui in ufficio per aumentare benessere e produttività
Comunicare il brand: l’ufficio e il suo arredo
Perché questo blog