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Installazioni d’arte… in casa [IKEA]

IKEA ne ha pensata un’altra delle sue e ha trasformato le sedie, quelle che della loro forma originaria oramai non mostrano quasi più nulla, quelle di cui – però – in ogni casa non manca mai un esemplare, le sedie del “lo poggio qui e lo metto a posto dopo” in arte. Pezzi d’arte [e d’arredo] a loro modo unici che comunque tutti si possono permettere di avere in esposti in casa propria… altro che Picasso!

Per quanto mi riguarda si tratta dell’ennesima vittoria della creatività in casa IKEA: prendi un luogo comune, elimina la banalità, cambialo di contesto e ottieni genialità. Un successo che oltre a essere posto in forma di campagna pubblicitaria d’appeal, è un grandioso esempio di minimalismo, facilità di decodifica, empatia. Gustatevelo!

Ikea - campagna pubblicitaria thonet vs tobias
Ikea - campagna pubblicitaria vitra vs odger
Ikea - campagna pubblicitaria fritz hansen vs svenbertil
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In attesa di andare in vacanza, mi godo le opere d’arte che ho sparse per la casa e a cui da oggi – grazie a IKEA – posso anche dare un valore [sempre stata grande fan della Bauhaus! 😉 ]… e questo post lo dedico al mio artista preferito: non ci poteva essere giorno migliore per pubblicarlo! 😀

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Pubblicità soporifere [letteralmente]

Come si fa a creare una campagna pubblicitaria soporifera? O si crea qualcosa di tremendamente noioso, oppure – come ha fatto IKEA – si usa la scienza e una buona dose di creatività e si inventa Sömnig, uno strumento in grado di conciliare il sonno creato come “tester” della brand experience dei letti e materassi IKEA.

Qualche mese fa, IKEA, per promuovere la propria linea di letti e materassi negli Emirati Arabi, ha avuto un’altra delle sue geniali idee ed ha creato una campagna in grado di conciliare il sonno. Infatti, considerando che in questo Paese 9 persone su 10 non riescono a dormire le ideali 8 ore, che per un terzo di loro si può parlare di vera e propria deprivazione di sonno e il 32,4% ammette di svegliarsi automaticamente dopo 6 ore, il problema della diffusione di una qualche forma di insonnia è sembrato sin troppo diffuso.

In risposta a tale scoperta, IKEA ha creato Sömnig (letteralmente assonnato, in svedese), una pubblicità multisensoriale realizzata stampando un motivo ipnotico utilizzando dell’inchiostro aromatizzato alla lavanda e fornendo l’annuncio di un meccanismo in grado di produrre il cosìddetto “rumore bianco”, entrambi elementi di comprovato aiuto per il sonno.

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La soporifera quanto geniale pubblicità è stata distribuita con un’azione di direct marketing insieme a riviste di lifestyle in modo da ampliare il bacino d’utenza dei potenziali clienti IKEA. Affascinante idea, non trovate?

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Happy Halloween con IKEA

Tra due giorni sarà Halloween, se non sapete come mascherarvi questa campagna pubblicitaria di IKEA vi potrebbe essere d’ispirazione per tentare qualcosa di meno conformista, dato che punta a ridisegnare l’immaginario collettivo in fatto di fantasmi. 😉

Al fine di promuovere la sua linea di tessili per l’arredo, IKEA qualche tempo fa ha lanciato una campagna pubblicitaria che vuole spingere i propri clienti-obiettivo a “osare di più” in termini di colori e fantasie da associare al proprio mobilio.

Il concept sfrutta l’immaginario collettivo basato sulla classica rappresentazione del fantasma dal bianco lenzuolo, trasformandola in qualcosa di un po’ triste e già visto e rivitalizzandola [anche letteralmente] attraverso il colore. Lo spot mostra il risultato di come tale focus è stato creativamente elaborato.

Il claim “Be a maverick with fabric” [trad. ita. “Sii anticonformista con i tessuti”], seppur esperimento in modo interessante il messaggio, non appare particolarmente riuscito poiché i termini “maverick” e “fabric” suonano in modo simile, ma non abbastanza da creare un’armonica assonanza. In generale, comunque, lo spot risulta ilare e d’appeal, non trovate?

Divertitevi ad Halloween! 🙂

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Organizzazione e identità [IKEA]

Quando c’è confusione, tutto rischia di perdere senso. Per ridare senso e identità ai mobili di casa, IKEA propone una serie di soluzioni organizzative che ha deciso di promuovere in una delle sue ultime campagne: “Make your furniture, furniture again” [trad. ita. “Rendi i tuoi mobili, mobili di nuovo”].

Un po’ facendo il verso alla campagna elettorale portata avanti da Trump [“Make America great again”], un po’ interrogandosi sulla perdita di identità che subiamo ogni volta che gli ambienti in cui viviamo o lavoriamo vengono sopraffatti dal caos tanto da non farci più comprendere appieno le funzioni dei vari oggetti e mobili, IKEA qualche mese fa ha lanciato negli Stati Uniti una campagna pubblicitaria volta alla promozione delle sue soluzioni organizzative quali scatole, portariviste, appendiabiti e simili.

Da qui nasce infatti il claim “Make your furniture, furniture again” declinato su tre distinti soggetti:

  • “Make your chair, a chair again” focalizzata sulla scelta di SKUBB per l’organizzazione dei vestiti, un “voto” espresso di conseguenza in favore della “liberazione” di quella sedia che in ogni stanza di ogni casa prima o poi rischia di sparire sotto una montagna di abiti accumulati;
  • “Make your couch, a couch again” che punta su SVARTSJON l’attaccapanni come “leader sostenitore” degli oggetti altrimenti lasciati sul divano;
  • “Make your desk, a desk again” che vede SPONTAN il portariviste quale impeccabile raccoglitore di documenti, oltre che di consensi.

IKEA - campagna pubblicitaria
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Chiarissima, oltre che brillantemente ironica, la metafora; attualissimo l’utilizzo dell’immaginario collettivo legato al quotidiano; molto creativa la connessione tra la radicata e direi banale cattiva abitudine di turno e l’originale utilizzo di complementi d’arredo in modo da organizzare gli oggetti in disordine grazie a prodotti IKEA di cui comunque si cambia sempre almeno un po’ la funzione primaria [es. il portariviste come portadocumenti].
Voi, che ne pensate?

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Dal riciclo della plastica nascono cucine [IKEA]

Quest’anno, in occasione del primo “Global Recycling Day” celebrato il 18 Marzo, IKEA ha contribuito attivamente alla ricorrenza lanciando KUNGSBACKA, la prima cucina creata riciclando rifiuti.

Sempre molto attenta alla sostenibilità, a evitare gli sprechi e utilizzare le risorse in modo efficiente, IKEA è continuamente alla ricerca di soluzioni creative per la messa a punto di un interior design che rispetti l’ambiente. Da qui KUNGSBACKA, la cucina i cui pannelli in legno riciclato sono rivestiti con una lamina in plastica riciclata da bottiglie in PET.

Per il lancio del nuovo prodotto IKEA ha ideato una campagna pubblicitaria minimalista quanto d’impatto basata su una sineddoche visiva: solo una bottiglia di plastica vuota e visibilmente accartocciata protagonista del visual; nome, descrizione e prezzo dell’anta per cucine KUNGSBACKA, il copy a completamento del concept.

IKEA - campagna pubblicitaria
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Più didascalico, invece lo spot che mostra sinteticamente la produzione della nuova linea e ne chiarisce la tipologia di materiali riciclati utilizzati.

Grande intuizione e innovazione di prodotto, assolutamente in linea con l’universo valoriale del brand, non trovate?

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Nuovi media: la carta da forno [IKEA]

IKEA ribadisce il suo essere un brand profondamente creativo e assolutamente focalizzato su bisogni e necessità dei suoi clienti o potenziali tali. Lo fa superando – ancora una volta – l’idea tradizionalmente condivisa di medium e riconcettualizzando a tal fine un oggetto del quotidiano, apparentemente privo di appeal: la carta da forno.

Strumento da cucina usato anche da chi in cucina si limita a riscaldare pietanze precotte, la carta da forno appare come oggetto altamente funzionale [essenzialmente serve per evitare che la teglia si incrosti e dunque facilitarne il lavaggio], ma di certo in sé ben poco affascinante… almeno sin qui.

IKEA, di fatto, ha saputo trasformare questo banalissimo pur se utilissimo oggetto in un vero e proprio medium, in un elemento utile non solo a rappresentare e comunicare l’identità di brand, ma a testare la brand experience imparando, acquisendo nuove competenze.

Grazie alla campagna di direct marketing “Cook this paper” lanciata in Canada, IKEA ha trasformato fogli di carta da forno stampati con inchiostro edibile in veri e propri tutorial utili a “montare” alcune ricette: basta stendere il foglio su una teglia, disporre gli ingredienti in base alla grafica del foglio, arrotolare e infornare il tutto, sicuri che alla fine si otterrà un gustoso piatto dal gusto equilibrato, ovviamente con ingredienti prodotti e distribuiti dal colosso dell’arredo da montare.


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IKEA - brand experience

Al momento l’iniziativa è associata solo alla campagna e serie di eventi espressamente pensata per il mercato canadese, ma io credo che avrebbe un grande appeal anche come elemento di ampliamento dell’offerta presente negli store IKEA anche perché assolutamente in linea con l’universo valoriale del brand, non trovate?

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Per un moderato uso di Instagram [IKEA]

Le strade e i negozi sono ormai tutti agghindati in onore delle festività natalizie, i bimbi hanno scritto la loro letterina a Babbo Natale sperando di non essere finiti nel suo libro nero, le corse all’acquisto dei regali sono iniziate e moltissimi stanno discutendo gli ultimi dettagli del chi-prepara-cosa per il cenone.

Mentre l’atmosfera del Natale si impossessa di ogni cosa, io rispolvero una recente campagna pubblicitaria IKEA per ricordarvi di rilassarvi e “take it easy” [come si suol dire qui in UK]: evitate di trasformare i momenti mangerecci prerogativa delle feste in un set fotografico che dovrebbe far la gioia di Instagram e compagnia, ma che rischia solo di far freddare tutte le leccornie presenti sulle vostre tavole imbandite. 😉


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Magistrale spot IKEA che utilizza i dettami dell’heritage marketing come metafora delle fissazioni da social-sharing odierne creando un’esilarante iperbole tutta da gustare, non credete? Let’s relax.

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IKEA incoraggia le cattive abitudini

Creatività, serializzazione, una buona dose di ironia e l’abilità di riuscire sempre a presentare i propri prodotti in maniera diversa, ma allo stesso tempo riconoscibile e assolutamente in linea con i valori del brand: questi i personaggi della recente campagna pubblicitaria che IKEA ha lanciato in Israele. I protagonisti? Le cattive abitudini.

Il concept della campagna pubblicitaria di IKEA si basa come consueto sull’analisi dei bisogni del proprio variegato target e mira a fornire un’idea dei prodotti che possono aiutare la clientela potenziale a rispondere a tali necessità, a realizzare i propri desideri, migliorando la qualità del proprio stile di vita.

Ecco quindi mobili e complementi d’arredo che rispondono ad alcune delle peggiori abitudini radicate nella maggior parte dei nuclei familiari, qualunque sia la loro composizione: dal figlioletto artista con non molto talento a quello che non dorme nel suo letto, dall’accumulatore compulsivo di cavi a chi è pasticcione in cucina, da chi non riesce a fare a meno di passare un dito sui dolci per assaggiarli a chi le torte non le sa dividere equamente, fino a pensare ai papà che non riescono a non calpestare giocattoli rumorosi.

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Per ogni cattiva abitudine, una soluzione creativa e almeno un prodotto dedicato. Una campagna pubblicitaria fantasticamente riuscita, praticamente un branded content audiovisivo seriale, non credete?

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Ode agli eroi del quotidiano [IKEA]

IKEA ha lanciato di recente un nuovo account Twitter @EverydayHero365 al fine di dedicare un tributo a tutti quegli oggetti e complementi d’arredo che rendono migliore la nostra quotidianità senza ottenere solitamente grandi glorie. Per farlo, ha creato e diffuso online una splendida campagna pubblicitaria basata su uno spot veramente molto suggestivo.

Ogni giorno effettivamente i nostri gesti e le nostre abitudini quotidiane sono supportati e sopportati da oggetti che tendiamo a dare per scontato. IKEA non può fare a meno di tenerlo a mente e sottolinearlo al proprio target, lanciando una campagna di social networking che include un account Twitter completamente dedicato a questo scopo – @EverydayHero365 – e lanciandolo con uno straordinario spot, una sorta di ode agli oggetti “banali”, un tributo agli eroi del quotidiano.


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Dalla sceneggiatura al montaggio, dalla colonna sonora alla voce narrante, tutto è perfettamente concepito per creare empatia con gli “eroici” oggetti che popolano ogni minuto delle nostre giornate. E ci riesce [come sempre] non trovate?

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